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La storia dell'HNK Hajduk Split inizia nel 1911.

Parte 1: dal 1911 al 1915
L’Hajduk, squadra simbolo della Dalmazia (1 e continua)

Parte 2, 1915 - 1929
I campioni di Spalato un osso duro per tutti (2 e continua)

Parte 3, 1930 - 1939
Una trasferta dalla Dalmazia alle Ande (3 e continua)

Parte 4, 1940 - 1945
I calciatori dalmati «bestia nera» degli inglesi (4 e continua)

Parte 5, 1945 - 1969
Hajduk, dal vertice alla zona retrocessione (5 e continua)

Parte 6, 1970 - 1991
Hajduk, inanellati quattro scudetti e otto coppe (6 e continua)

Parte 7, 1992 - 2006
Sfida continua con gli zagabresi (7 e continua)

Le leggende della società
Una fucina inesauribile di campionissimi (8 e continua)
su Vladimir Beara, Vladimir Kragić, Leo Lemešić, Frane Matošić, Šime e Vinko Poduje e Vinko Radić.

I dalmati imbattibili nel gioco del pallone (9 e continua)
su Ante Tonći Bonačić, Mirko Bonačić, Božo Broketa, Ratko Kocijan, Slavko Lustica, Anđelko Marušić e Jozo Matošić.

Un mare di ottimi giocatori dal fisico possente (10 e continua)
su Mihovil Borović, Bartul Čulić, Ljubomir Kokeza, Gajo Rafanelli, Janko Rodin e Bernard Vukas.

Calciatori provetti e allenatori dal fiuto eccezionale (11 e continua)
su Andrija Anković, Zvonko Bego, Drago Holcer, Džemaludin Mušović, Radomir Vukčević e Ante Žanetić.

Fior di campioni dalla difesa all’attacco (12 e continua)
su Miroslav Bošković, Ivan Buljan, Vinko Cuzzi, Jurica Jerković, Aleksandar Kozlina e Brane Oblak.

Dalmazia, un vivaio a dir poco inesauribile (13 e continua)
su Nikica Cukrov, Borislav Đorđević, Vilson Džoni, Dražen Mužinić, Luka Peruzović e Ivan Šurjak.

Dalmazia ed Erzegovina: un legame calcistico (14 e continua)
su Ivan Katalinić, Mišo Krstičević, Božo Primorac, Vedran Rožić, Blaž Slišković, Zlatko e Zoran Vujović.

Dalmazia: terra di stelle calcistiche (15 e fine)
su Ivan Gudelj, Robert Jarni, Branko Miljuš, Ivan Pudar e Zoran Vulić.

Il caso Frano Matošić e l'AC Spalato
Frane Matošić fu l'unico a poter trasferirsi in Italia

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Circa un anno fa abbiamo trattato la storia dello sport spalatino durante la seconda guerra mondiale e quasi tre anni fa ci siamo soffermati sulla storia dell’Hajduk calcio. Come è noto, durante il periodo “italiano” a Spalato, furono esercitate forti pressioni per far includere nei campionato italiani le varie squadre spalatine. Per comprendere quanti furono gli sforzi profusi basti leggere il San Marco, quotidiano di Zara trasferito nel 1941 a Spalato. Il 29 aprile 1941 venne pubblicata la notizia relativa alla volontà della Federcalcio italiana di includere la squadra dell’Hajduk nel campionato italiano di Prima divisione. Si faceva notare che c’era pure parecchio tempo a disposizione per organizzarsi a puntino visto che il campionato doveva iniziare appena ad agosto. Come si sa alla fine  non si riuscì a fare nulla: l’iniziativa naufragò miseramente.
In seguito, vista la ferrea resistenza opposta dalla dirigenza dell’Hajduk, come già evidenziato, venne fondata una nuova società calcistica nominata: A.C. Spalato. Il presidente regionale del CONI per la Dalmazia, il dottor Mastretti, aveva assicurato nel 1942 che alla compagine di Spalato era stato garantito un posto nel campionato italiano (senza però essere preciso sul livello di competizione). Alla fine, in primo luogo per le difficoltà di spostamento dalla Dalmazia, il progetto venne accantonato.
Ci è giunto di recente, grazie a Daniele Cacozza, il documento ufficiale della Federazione Italiana che attesta l’affiliazione dell’AC Spalato. Documento del Comunicato Ufficiale n. 38 del 22 luglio 1942. Come ci ha detto lo stesso Cacozza che ha controllato tutti i Comunicati della FIGC dell’epoca, l’AC Spalato risulta l’unica società dalmata affiliata alla Federazione italiana durante la guerra, oltre all’AC Dalmazia che peraltro non poteva disputare alcun campionato. Inoltre, è poco noto il fatto che il provvedimento di costituzione dell’AC Spalato fu ideato anche per impedire  che il trasferimento di giocatori dalmati alle squadre italiane fosse del tutto gratuito. Vincolando la nuova società al sistema delle “Liste di trasferimento” allora in uso in Italia, si destinava denaro sia al calcio spalatino sia alla FIGC, poiché ad ogni “compravendita” di giocatori era d’obbligo il versamento di una percentuale alla Federazione.
Stando ai documenti dell’epoca a trasferirsi in Italia fu un unico calciatore dalmata (giocatore dell’AC Spalato), il leggendario Frane Matošić. Infatti nell’estate del 1942 venne ingaggiato dal Bologna, con il quale disputò una stagione, 28 partite e 13 reti (miglior giocatore bolognese della stagione).  Il documento, Comunicato delle Presidenza Federale, n. 3, di questo trasferimento lo riportiamo a lato.

Per vedere l'intero articolo, versione PDF

Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 marzo 2009.

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Sono stati tantissimi i calciatori di cui abbiamo riportato le “storiche gesta”. Tanti altri, purtroppo, sono rimasti fuori giacché la lista dei campionissimi dalmati è praticamente infinita. I nomi da noi passati in rassegna rimarranno impressi in maniera indelebile nella storia del calcio dalmata. L’Hajduk soprattutto grazie a loro ha scritto pagine memorabili di storia calcistica. E quel che più conta ai fini del nostro discorso è il fatto che i successi sono stati inanellati grazie in primo luogo a talenti nati sulla costa dalmata o nell’entroterra. D’altronde l’Hajduk è sempre stato il magnete irresistibile per tutti i calciatori in erba della Dalmazia e delle regioni contermini: visto il serbatoio ampio dal quale poter attingere, un serbatoio che ha sfornato talenti in continuazione, non è difficile spiegare le ragioni di questa continua permanenza nell’Olimpo calcistico da parte della squadra spalatina. E anche il fatto che il cuore dei tifosi dalmati, anche quando si sono trasferiti lontano dalla loro terra d’origine, magari a Fiume o Zagabria, ha sempre continuato a battere per la compagine spalatina per antonomasia. Che è stata e rimane un’autentico simbolo, una bandiera per la Dalmazia.

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Zlatko e Zoran Vujović, Blaž Slišković, Boro Primorac, Vedran Rožić: sono soltanto alcuni dei campionissimi dell’Hajduk di cui riportiamo in questa puntata le “storiche gesta”. Sono nomi che rimarranno impressi in maniera indelebile nella storia del calcio dalmata assieme a quelli di tanti altri campioni passati “in rassegna” nelle puntate precedenti. L’Hajduk negli anni settanta e ottanta anche grazie a loro ha scritto altre pagine memorabili di storia calcistica. E quel che più conta ai fini del nostro discorso è il fatto che i successi sono stati inanellati grazie soprattutto a talenti nati sulla costa dalmata o nell’entroterra, quell’Erzegovina occidentale sempre più legata a doppio filo alla realtà della Dalmazia interna, ma non solo interna. D’altronde l’Hajduk è sempre stato il magnete irresistibile per tutti i calciatori in erba della Dalmazia e delle regioni contermini: visto il serbatoio ampio dal quale poter attingere, un serbatoio che ha sfornato talenti in continuazione, non è difficile spiegare le ragioni di questa continua permanenza nell’Olimpo calcistico da parte della squadra spalatina. E anche il fatto che il cuore dei tifosi dalmati, anche quando si sono trasferiti lontano dalla loro terra d’origine, magari a Fiume o Zagabria, ha sempre continuato a battere per la compagine spalatina per antonomasia. Che è stata e rimane un’auntentico simbolo, una bandiera per la Dalmazia.

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Ivica Šurjak, Dražen Mužinić, Vilson Džoni, Luka Peruzović: sono soltanto alcuni dei campionissimi dell’Hajduk di cui riportiamo in questa puntata le “storiche gesta”. Sono nomi che rimarranno impressi in maniera indelebile nella storia del calcio dalmata assieme a quelli di tanti altri campioni passati “in rassegna” nelle puntate precedenti. L’Hajduk negli anni settanta e ottanta grazie a loro ha scritto altre pagine memorabili di storia calcistica. E quel che più conta ai fini del nostro discorso è il fatto che i successi sono stati inanellati grazie soprattutto a talenti nati sulla costa dalmata o nelle immediate vicinanze. Non che gli spalatini non fossero capaci di “attirare” calciatori di prim’ordine anche da altre contrade: i mezzi li avevano, semoplicemente la ricchezza del vivaio dalmata ha fatto sì che si potesse scommettere quasi sempre sulle “proprie forze”. E se a questo aggiungiamo il fatto che l’Hajduk è sempre stato il magnete irresistibile per tutti i calciatori in erba della Dalmazia, suoi appassionati tifosi, non è difficile spiegare le ragioni di questa continua permanenza nell’Olimpo calcistico da parte della squadra spalatina.

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Di straordinari campioni la Dalmazia nel mondo del calcio (ma non solo) ne ha sfornati tantissimi. Naturalmente il magnete irresistibile per tutti i calciatori in erba è stato l'Hajduk, la squadra simbolo della Dalmazia, di cui in genere prima di divenire giocatori sono stati appassionati tifosi.
Continuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell'Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Molti di questi campioni hanno dato vita a una "diaspora" calcistica che ha "arricchito" tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell'ex Jugoslavia e dell'Europa. Ma il vivaio dalmata è riuscito sempre a compensare egregiamente ogni defezione. Stavolta ripercorriamo le carriere di due delle stelle più luminose del calcio dalmata di tutti i tempi, Jurica Jerković e Ivan Buljan, oltre a quelle di altro giocatori di spicco. Jurica Jerković è stato un centrocampista dai piedi d'oro, abilissimo nei dribbling e con una eccezionale visione di gioco. Ivan Buljan, da baluardo della difesa, ha saputo trasformarsi spesso e volentieri in marcatore: con il suo fisico possente ben difficilmente hanno potuto rivaleggiare gli attaccanti, ma anche i difensori avversari. Accanto a queste due leggende del calcio dalmata, possiamo menzionare subito anche un altro giocatore di
gran classe Vinko Cuzzi, il quale, appese le scarpette al classico chiodo, ha fatto valere il suo sapere. Laureato in legge, dopo la carriera di calciatore si è fatto valere a Spalato come giudice del locale Tribunale. Come non ricordare, dulcis in fundo, una delle leggende del calcio sloveno che per tanti anni ha militato nella squadra spalatina, contribuendo in maniera decisiva al conseguimento di numerosi successi: Brane Oblak.

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Non solo grandissimi giocatori, ma anche allenatori di primo piano. Di straordinari campioni in campo e... sulla panchina la Dalmazia nel mondo del calcio (ma non solo) ne ha sfornati tantissimi. E molto spesso sono stati gli allenatori, grazie al loro fiuto, a “segnare” il destino dei calciatori: a capire quando un portiere poteva, ad esempio, farsi valere sull’altro “fronte” del campo e divenire un ottimo attaccante. Di campioni sono state ricchissime tutte le “microregioni” della Dalmazia, ovvero sia l’entroterra carsico, sia la costa, sia le isole. Naturalmente il magnete irresistibile per tutti i calciatori in erba è stato l’Hajduk, la squadra simbolo della Dalmazia, di cui in genere prima di divenire giocatori sono stati appassionati tifosi.
Continuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell’Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Molti di questi campioni hanno dato vita a una “diaspora” calcistica che ha “arricchito” tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell’ex Jugoslavia e dell’Europa. Ma il vivaio dalmata è riuscito sempre a compensare egregiamente ogni defezione.

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Di grandi campioni la Dalmazia nel mondo del calcio (ma non solo) ne ha sfornati tantissimi, per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta nel presentarli. Continuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell’Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Una delle peculiarità di tantissimi giocatori dalmati è stata quella di coniugare un’abilità sopraffina nel gioco del pallone, un talento davvero innato, con un fisico possente. Questo “connubio” è stato l’arma in più di numerosi dei difensori e degli attaccanti che la Dalmazia ha “donato” al calcio croato e internazionale. Diversi si sono fatti valere e apprezzare anche nel campionato italiano. L’Hajduk, naturalmente, è la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Molti di questi campioni hanno dato vita a una “diaspora” calcistica che ha “arricchito” tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell’ex Jugoslavia e dell’Europa. E nonostante tutte queste continue “defezioni”, l’Hajduk è rimasto squadra di rango, una compagine che ancor oggi mette paura nelle coppe internazionali ai più blasonati club della vecchia Europa.

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Continuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell’Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Di grandi campioni la Dalmazia ne ha sfornati tantissimi, per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta nel presentarli. Ha avuto ed ha quasi dell’incredibile la capacità del vivaio dalmata di “regalare” in continuazione campionissimi in tutti gli sport, imperniati sul pallone. Naturalmente il calcio la fa da padrone. E Spalato è ovviamente la città simbolo di questa incessante “produzione” di star calcistiche. E l’Hajduk, è la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Il club spalatino ha espresso nei suoi quasi 100 anni di proficua attività tantissimi campioni a livello nazionale, ma pure internazionale. Molti di essi hanno militati sopratutto nella compagine dalmata, ma tanti altri hanno dato vita a una “diaspora” calcistica che ha “arricchito” tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell’ex Jugoslavia e dell’Europa. E nonostante tutte queste continue “defezioni”, l’Hajduk è rimasto squadra di rango e ha sempre rimpiazzato quanti erano partiti verso lidi “finanziariamente” migliori, con altri talenti locali di prim’ordine. E il ciclo è proseguito. Il mito della squadra spalatina si è consolidato e nella leggenda sono entrati un mare di campioni.

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La Dalmazia è stata sempre una fucina di talenti sportivi. Ancor oggi continua a sfornare stelle a bizzeffe e non soltanto in campo calcistico. Ha quasi dell’incredibile la capacità del vivaio dalmata di “regalare” in continuazione campionissimi in tutti gli sport, imperniati sul pallone. Naturalmente il calcio la fa da padrone. E Spalato è ovviamente la città simbolo di questa incessante “produzione” di star calcistiche. E l’Hajduk, è la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Il club spalatino ha espresso nei suoi quasi 100 anni di proficua attività tantissimi campioni a livello nazionale, ma pure internazionale. Molti di essi hanno militati sopratutto nella compagine dalmata, ma tanti altri hanno dato vita a una “diaspora” calcistica che ha “arricchito” tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell’ex Jugoslavia e dell’Europa che conta in campo “pallonaro”. E ogni volta il miracolo si è ripetuto. Quando sembrava che l’Hajduk avrebbe risentito magari di cotante defezioni e non sarebbe stato in grado di rimpiazzare quanti erano partiti, sono spuntati subito all’orizzonte altri talenti di prim’ordine. E il ciclo è proseguito. Il mito della squadra spalatina si è consolidato e nella leggenda sono entrati un mare di campioni.
In seguito passeremo in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell’Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non.

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Nell’ultima puntata abbiamo “lasciato”, l’Hajduk assoluto protagonista del campionato jugoslavo. Gli anni ‘70 e ‘80 sono stati anni pieni di successi sia in campionato che in coppa. Anche all’estero non mancarono gli ottimi risultati, senza dimenticare gli svariati nazionali cresciuti tra le file della squadra dalmata.
L’ultima puntata l’abbiamo conclusa con la fine dell’ex Jugoslavia. Nell’estata del 1991 l’Hajduk si piazzò al sesto posto, ma vinse la Coppa Jugoslavia dove prevalse contro la Stella Rossa di Belgrado grazie ad una rete di Alen Bokšić.
Insomma fu un Hajduk di primo piano che nelle proprie file poteva vantare parecchi giovani molto promettenti che negli anni a venire scrissero degli importanti capitoli sia a livello croato che a quello di nazionale. Basti vedere i protagonisti della vittoria nella Coppa Jugoslavia: giocarono Igor Štimac, Slaven Bilić, Alen Bokšić e Robert Jarni. In panchina c’era Stanko Poklepović che nel giro di due anni diventò, anche se per un breve periodo di tempo, selezionatore della nazionale croata.

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