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Nella prima puntata abbiamo fatto il punto sulle “origini” del calcio zaratino. Abbiamo passato al setaccio gli eventi dei primi anni, quelli in cui anche le regole di questo sport erano ancora abbastanza incerte. Erano anni quando la principale preoccupazione era con chi giocare visto il “problema” dei confini. Ma era anche il periodo in cui, in genere, la passione per il gioco del calcio andava aumentando a dismisura. E la Dalmazia, e nel suo ambito la città di Zara, non poteva di certo rappresentare un’eccezione. In quegli anni si giocava a pallone praticamente in tutti i quartieri cittadini. Non si perdeva occasione per “tirare calci” alla “sfera”. L’importante era giocare e divertirsi. Il pallone imperava nelle scuole, nei rioni, praticamente in tutte le piazze, ogni giorno. Nei vari rioni cittadini esistevano diversi campi da gioco. Così il quartiere di Ceraria disponeva dell’invidiabile campo del “Bosco dei Pini”, i ragazzi quelli del Campo Castello avevano a disposizione la “spianada” o “Piazza d’Armi”. Poi c’erano i campi di Campiello Fantini, la Piazzetta San Grisogono e il Campiello Nassi. E decisamente si giocava con tutto, dai palloni di stracci a quelli di gomma. Diverse le squadre vere e quelle esistenti “sulla carta”. Così da ricordare le varie compagini Borgo Erizzo, della Corponese, del Trifoglio, del Borgo, della Piazzetta Marina, del Campo Castello, di Cereria e Barcagno.


Tanti i giocatori di talento
Dopo due anni durante i quali non vi era stata  la possibilità di partecipare ad un campionato vero e proprio, a Zara il comitato provinciale dell’ULIC (Unione Libera Italia Calcio) decise di fondare un campionato per le squadre della regione. Inevitabile alla fine fu la vittoria della società più forte dell’epoca, ovvero la Ginnastica. Inevitabile perché le squadre avversarie erano compagini di quartiere, inesperte e con poca esperienza in fatto di competizione: e quest’ultimo era il punto di forza della Ginnastica. L’idea di far partecipare la squadra ad un campionato di più ampio “raggio” non ebbe successo nella prassi.
Quello che emerse da questo torneo, oltre al predominio della Ginnastica, fu il fatto che c’erano parecchi giocatori di talento, ma chiusi  in una sorta di gabbia geografica e senza grandi possibilità di sviluppo.

Coppa Rossi-Sauli
Così per aumentare le possibilità delle squadre cittadine, la Ginnastica decise nel 1930 di lasciare temporaneamente liberi tutti i giocatori per rafforzare le compagini per la Coppa Rossi-Sauli. Un coppa che vedeva iscritti il Convitto Nicolò Tommaseo, la Colonia Agricola industriale, l’Unione Sportiva “Vittoria” e la rappresentativa della MVSN ossia della Milizia volontaria della sicurezza nazionale. Ad organizzare questa coppa fu un comitato composto dal presidente Giuseppe Avenanti, dal segretario Giuseppe Drizzi e dai membri Gaspare Antonazzi, Arturo Battara e Gino Sassetti. Tre gli arbitri: Simeone Lana, Bruno Sinico e Gaspare Antonazzi con i guardalinee Roberto de Denaro e Rodolfo Malusà.

Spettacolo assicurato
Fu un torneo con sole partite di andata. Ad aprire la competizione fu una partita nella quale il Convitto Nicolò Tommaseo prevalse nettamente contro la Colonia Agricola industriale. Nella seconda partita l’Unione Sportiva “Vittoria” si impose contro la MVSN grazie alle irregolarità degli avversari. Anche se i giocatori dell’MVSN nell’insieme si rivelarono migliori sul terreno di gioco e segnarono parecchie reti, alla fine finirono sconfitti per le troppe ammonizioni ed espulsioni. La terza partita fra il Tommaseo e il “Vittoria” era molto attesa dal pubblico. L’ottima partita però fu interrotta per invasione del campo. Alla fine una rigida interpretazione del regolamento costrinse i giudici all’esclusione del “Vittoria” dal torneo e ad un ulteriore spettacolo per il pubblico. Lo spettacolo, stando a quanto narrano le cronache, era garantito ed i migliori giocatori erano proprio quelli del “Vittoria”. Tra i migliori venivano segnalati Perdach, Magas e Comesar, colonne portanti della futura Dalmazia.Decisamente la squadra che fece maggiori progressi durante il torneo fu quella della Colonia Agricola industriale che metteva in campo giocatori che in seguito  si sarebbero fatti un nome: Matessich, Gligo, Panico, Campora, Chivella, Niepalj, Villicich, Tagliabue, Villa, Petani, Morelli, Bianchi, Sarovich, Stettich e Vanagalli. Non da meno fu l’ostica squadra della MVSN per la quale giocarono Schitarellich, Susco, Fedel, Syommer, Benevenia, Bernardi, Marsan, Purich, Verdogliak, Coppo e i fratelli Detoni. Alla fine del torneo il primo posto fu diviso a pari punti dalla MVSN e dal Convitto Nicolò Tommaseo. Visto che il torneo prevedeva un solo vincitore si disputò la partita di spareggio nella quale prevalse il Convitto.

I successi d’oltre Adriatico
Nell’ottobre del 1930 l’ULIC decise di organizzare un nuovo torneo provinciale, ma con l’obiettivo stavolta di gettare le basi per partecipare poi a un campionato a livello nazionale italiano. A partecipare al torneo furono invitate le quattro squadre più forti della provincia: il Dopolavoro provinciale, l’Unione sportiva Borgo Erizzo, la Manifattura Tabacchi Orientali e la migliore squadra di quelli anni, la Società Ginnastica.
L’Opera Balilla lanciò l’idea di costruire un vero e proprio stadio con tanto di pista di atletica. La  realizzazione del progetto andò a rilento e il torneo del 1930 alla fine si svolse come sempre alla Piazza d’Armi.
Il torneo alla fine fu vinto, come era pressoché scontato, dalla Società Ginnastica che così ebbe il diritto di partecipare alle gare per il titolo di campione italiano della categoria ULIC. Diversi i giocatori che si fecero notare in questo campionato provinciale. Così tra le file del Dopolavoro emerse Gianni Calebotta, tra le schiere dei Tabacchi il polese Pietro Hess, mentre nell’ambito del Borgo Erizzo si fecero valere Pallaoro e Toparelli.

La Ginnastica in finale
Nella finale a livello interregionale gli zaratini incontrarono i vincitore delle regioni Marche-Molise, la squadra di Matelica. In trasferta i dalmati strapparono un incoraggiante pareggio mentre a Zara la Ginnastica si impose con un netto 7-0. Così la Ginnastica si trovò a giocare la partita di finale per l’area dell’Italia centrale. Gli avversari furono i giocatori di Civitavecchia: in questa località, nella partita di andata, gli zaratini si imposero per ben 4-0. Dopo vari ripensamenti, a causa delle grandi spese di trasferta, la partita di ritorno non si disputò. La squadra di Zara si trovò così a giocare la finale per l’Italia Centro-Meridionale. Gli avversari furono i siciliani di Agrigento. Un avversario molto ostico. In Sicilia gli zaratini si imposero per 1-0. La fiducia per il passaggio di turno fu grande, ma a Zara, tra la sorpresa del pubblico, si imposero i siciliani. Visto che all’epoca la rete in trasferta non valeva il doppio si disputò una partita su campo neutro. Così a Foligno nella “bella” la squadra di Zara disputò una partita davvero con i fiocchi e si impose per ben 8-4! Così fu raggiunto un traguardo storico. La finale per il titolo italiano! Un traguardo insperato che all’inizio si poteva soltanto sognare. A questa finale arrivarono i vari Lorenzo Perdach, Leone Detoni, Bruno Vezil, il capitano Brizio, Mario Zlodre, Vittorio Fedel, Verdogliak, Natale Comesar, Ljubo Magas, Libero Dettoni e Carlo Szommer.

Battuti per... eccesso di gioia
Nella finale per  il nord si piazzò il Pro Calcio Modena. La prima partita era in programma il 12 luglio 1931 a Zara nella Piazza d’Armi piena, zeppa, all’inverosimile. Decisamente la squadra emiliana era più forte e dotata, ma la prestanza fisica degli zaratini non era da meno, come segnalano i giornali d’epoca. Fu una partita ostica dove le due squadre erano praticamente alla pari. All’87 gli zaratini erano in vantaggio per 2-1 quando l’arbitro fischiò un calcio di rigore per gli ospiti. Grazie ad una prodezza del portiere Perdach il rigore fu parato. Il pubblico fu entusiasta e “scese” in campo per complimentarsi con il portiere sollevandolo sulle braccia. L’entusiasmo fu interpretato dall’arbitro come una invasione di campo e la partita fu sospesa. Nonostante tutte le spiegazioni degli zaratini la partita non fu mai più ripresa e la direzione nazionale del torneo alla fine decise di registrare l’incontro con il risultato di 3-0 per gli emiliani. Nella partita di ritorno a Modena fu una passeggiata per i locali. Vinsero per 3-0 grazie pure a due espulsioni degli zaratini e a due pesanti assenze per malattia. Insomma un disastro nel finale.

Si mise in luce Libero Detoni
Grazie a questi ottimi risultati e alle partite amichevoli disputate pure con forti squadre come il Palermo e il Padova, i giocatori zaratini si fecero notare: in primo luogo si ritrovò sotto i riflettori Libero Detoni.
Grazie al successo nel torneo dell’ULIC si riaprirono le porte verso i tornei della FIGC. Così nell’autunno del 1931 una squadra zaratina poté di nuovo partecipare ad un campionato nazionale. Così al campionato di II. Divisione Marche-Dalmazia per la stagione 1931/32 partecipò l’AC Dalmazia. Non si trattava di una nuova squadra. Infatti negli ultimi anni la formazione più forte, la Società Ginnastica era solita apporre sulle proprie magliette la scritta “Dalmazia”. Una volontà di rappresentare tutta la regione nel contesto nazionale. Inevitabile fu così la decisione del neocostituito comitato calcistico di fondare una nuova squadra, l’Associazione Calcistica Dalmazia.

La Venezia Giulia era «troppo lontana»
Però tra l’idea di “varcare” l’Adriatico a la possibilità reale di partecipare ad un campionato italiano regionale il passo non fu breve. Da Roma furono offerte due soluzioni. Da una parte c’era l’idea di partecipare ad un campionato di seconda divisione del girone della Venezia Giulia. Un’idea logica, specie dall’ottica geografica e ben vista dagli zaratini. Dall’altra c’era l’ipotesi di partecipare al campionato della regione Marche-Abruzzi. Quest’ultima opportunità era dettata soprattutto da motivazioni di carattere logistico. Infatti se da una parte c’erano delle ottime comunicazioni con le Marche, dall’altra era molto ostico andare in trasferta nella Venezia-Giulia. Alla fine si decise per il campionato dell’area Marche-Abruzzi. Inevitabilmente prevalsero il fattore economico e quello delle comunicazioni. Per questo campionato per gli zaratini misero in campo Perdach, Stratta, Hess, Magas, Beccaria, Fedel, Szommer, Comesar, Zlodre, Marzari, Bonifazi, i fratelli Detoni, Vezil e Verdogliak.
Di questo campionato, nel quale la squadra zaratina ottenne grandi soddisfazioni, ma pure di quello che seguì nei  campionati successivi ritorneremo nella prossima puntata, ovvero nel 2009.

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Pubblicato sull'inserto Inpiù Dalmazia del La voce del popolo il 13 dicembre 2008.

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