{"id":1979,"date":"2023-11-15T11:37:27","date_gmt":"2023-11-15T10:37:27","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=1979"},"modified":"2023-11-30T14:21:52","modified_gmt":"2023-11-30T13:21:52","slug":"cerovac-le-grotte-piu-grandi-della-croazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2023\/11\/15\/cerovac-le-grotte-piu-grandi-della-croazia\/","title":{"rendered":"Cerovac le grotte pi\u00f9 grandi della Croazia"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando si parla di grotte il primo pensiero va a quelle a noi pi\u00f9 vicine, in primis quelle di Postumia e di San Canziano, ma anche \u2013 gi\u00e0 che ci siamo e visto che sono poco distanti, ma in Italia \u2013 la grotta Gigante, poco sopra Trieste. Molti le avranno \u201cesplorate\u201d tutte o almeno una di queste. E in Croazia? Per chi vive a Fiume quella pi\u00f9 nota \u00e8 la grotta di Lokve, la Lokvarka. Anche se nei pressi della cittadina ce ne sono tante, in primo luogo attorno al Golubinjak, la Lokvarka \u00e8 l\u2019unica organizzata in quanto attrazione aperta al pubblico e visitabile con tanto di guida. Inoltre, c\u2019\u00e8 la grotta di Vrelo, a pochi chilometri da Fu\u017eine.<br>Ma qual \u00e8 la grotta pi\u00f9 grande in Croazia? In pochissimi riusciranno a rispondere correttamente e ancora di meno sono le persone che ci sono andate a vederla. Perch\u00e9 \u00e8 talmente poco nota che solo di recente si \u00e8 aperta un po\u2019 di pi\u00f9 al turismo. Arrivarci \u00e8 quasi un\u2019impresa. Si tratta delle grotte di Cerovac (Cerova\u010dke \u0161pilje). Si trovano in Dalmazia, a 260 km da Fiume e a 80 km da Zara. Per chi parte dal capoluogo del Quarnero la strada obbligata da percorrere \u00e8 prendere l\u2019autostrada per Bosiljevo e poi proseguire in direzione di Zara, fino all\u2019uscita di San Rocco (Sveti Rok), poco prima del tunnel. Seguono strade locali, prima verso la citt\u00e0 di Gra\u010dac e, in continuazione, fino a Cerovac. Qui bisogna far attenzione a deviare a destra in direzione della montagna. Poco dopo si arriva al centro di accoglienza, dotato di un ampio parcheggio, il tutto realizzato in tempi pi\u00f9 recenti.<br>Ci troviamo sul pendio del Velebit meridionale, sul versante nord-orientale del monte Crnopac, nell\u2019area protetta del Parco naturale. Le grotte di Cerovac sono solo una parte del sistema ipogeo del massiccio del Crnopac, che \u00e8 lungo ben 58 km! Sono aperte alle visite turistiche la grotta inferiore e quella superiore. Ma andiamo con ordine. Una volta comprato il biglietto e formato il gruppo, si parte verso le grotte al seguito della guida che viene assegnata. Prima di scendere nel sottosuolo, si fa una passeggiata nel bosco con un leggero pendio. Lungo la strada si trovano le sagome dei vari animali che popolano questa parte del Velebit. Con una leggera camminata fino alla prima grotta servono circa 20 minuti e si supera un dislivello di circa 70 metri. Qui inizia la prima tappa del nostro itinerario.<br>Infatti, la grotta inferiore \u00e8 quella pi\u00f9 attraente e pi\u00f9 facile da spiegare, in quanto propone buona parte del mondo speleologico in poco tempo. Quello che da subito si nota \u00e8 la temperatura, che in quasi tutta la caverna \u00e8 di soli sette gradi. Bello fresco, un luogo in cui rifugiarsi per qualche ora per trovare sollievo dell\u2019afa estiva. Ad ogni modo, per poter affrontare bene il percorso occorre essere vestiti adeguatamente, soprattutto perch\u00e9 le visite non sono brevi e le soste sono svariate; per cui si consigliano tutto l\u2019anno di indossare abiti caldi e a strati, scarpe sportive comode e magari pure un cappello. Infatti qui l\u2019umidit\u00e0 fa da padrona e non sono rare le \u201cpiogge\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Tracce della preistoria<\/span><\/strong><br>Grazie a una moderata illuminazione si riesce a godere per bene ogni parte della grotta aperta al pubblico. Non poche sono le zone dove con un gioco di luci si possono notare svariate figure e animali. Molte volte bisogna pure far attenzione alla testa, alcune zone sono basse e pure strette. Lungo la passeggiata apprendiamo dalla guida le nozioni di base sulle grotte e la storia delle stalagmiti e stalattiti. Quello che magari affascina di pi\u00f9 \u00e8 la storia dell\u2019orso delle caverne (Ursus spelaeus), una specie ormai estinta vissuta in Europa ed Asia durante il Pleistocene medio e superiore. Infatti, nella grotta si possono vedere tracce della presenza di questo imponente animale preistorico, i segni di artigli sulla corteccia e di \u201cmolatura dell\u2019orso\u201d, cio\u00e8 parti levigate e arrotondate delle pareti della grotta create dallo sfregamento contro le rocce per molti anni. Esiste pure il luogo chiamato il \u201cnido dell\u2019orso\u201d, cio\u00e8 la cavit\u00e0 nel terreno dove furono rinvenuti i resti di una mamma orsa e di un cucciolo, che probabilmente non si risvegliarono dall\u2019ultimo sonno invernale all\u2019inizio dell\u2019era glaciale.<br>Apprendiamo pure che i primi esploratori di questo labirinto sotterraneo si imbatterono in numerosi resti di vasi di ceramica che scricchiolarono sotto i loro piedi subito dopo essere entrati. Si \u00e8 scoperto che le grotte nascondono quasi 3,5 tonnellate di ceramica, ma anche una quantit\u00e0 significativa di oggetti in bronzo, ambra, ossa, ceramica e pietra, come parti di costumi, gioielli e strumenti. Questo meraviglioso sotterraneo carsico \u00e8 infatti ricco di siti archeologici, perch\u00e9 nell\u2019et\u00e0 del bronzo le caverne venivano usate come \u201cfrigorifero\u201d. Parte di questi ritrovamenti si possono vedere nel Centro.<br>Dopo la grotta inferiore si va fino a quella superiore. Si impiegano almeno 15 minuti, salendo circa a 100 metri di dislivello. Qui il percorso \u00e8 decisamente pi\u00f9 impegnativo, con diversi gradini scoscesi, in prossimit\u00e0 dei dirupi, per cui camminando bisogna far attenzione. Quello che \u00e8 decisamente piacevole \u00e8 l\u2019ottimo panorama che si apre verso la valle e le montagne a nord. Nella grotta superiore, come in quella inferiore, si rimane almeno una mezzora, per cui per fare una visita adeguata alla grotta tra camminate e visite interne si rimane almeno per tre ore. Una volta finita la visita alla grotta superiore non rimane altro che scendere leggermente fino al Centro di accoglienza.<br>Quest\u2019imponente complesso di corridoi sotterranei, canali e sale, costituito da grotte ricche di decorazioni rupestri e di caratteristiche carsiche, di cui colpisce la bellezza di stalattiti e stalagmiti di vari colori e forme, \u00e8 davvero un tesoro naturale speciale e unico, da promuovere nel mondo. Il tutto se le entit\u00e0 locali, ma pure nazionali, si renderanno conto del tutto. Oggi infatti ci sono solo quattro impiegati: un personale cos\u00ec ridotto non pu\u00f2 fare miracoli ed \u00e8 comunque inadeguato a sviluppare in loco il turismo sotterraneo, con un giro di visite che indubbiamente meriterebbe di crescere. Sebbene accessibile ai visitatori dal 1951, con il Centro di eccellenza delle Grotte di Cerovac, questa misteriosa attrazione del Parco Naturale del Velebit pu\u00f2 essere esplorata ancora di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La storia<\/span><\/strong><br>Come anticipato, le Grotte Cerovac si trovano sui pendii nordorientali del Crnopac, sopra il bordo meridionale di una dolina carsica, il Gra\u010da\u010dko polje. Attualmente si conoscono tre grotte: superiore, centrale e inferiore. Prendono il nome dalla vicina stazione ferroviaria di Cerovac. Bisogna far notare che la grotta superiore era conosciuta tra la popolazione locale come Kesi\u0107a Pe\u0107ina.<br>La grotta inferiore fu scoperta nel 1913, durante i lavori per la costruzione della linea ferroviaria per Spalato. Il principale responsabile della ricerca, della promozione e della protezione \u00e8 stato l\u2019ingegnere Nikola Turkalj, e per questo motivo viene chiamata anche la grotta di Turkalj. Nel 1914 Turkalj pubblic\u00f2 le prime descrizioni della grotta sulla rivista Obzor. Per decenni \u00e8 rimasta appannaggio di pochi, pi\u00f9 professionisti che altro. Solo nel 1936 c\u2019\u00e8 stato il primo tentativo di valorizzazione turistica, per\u00f2 con scarso successo.<br>La prima pianta speleologica conosciuta della grotta Cerovac superiore fu realizzata nel 1950 da Slavko Marjanac. I disegni delle grotte superiore e inferiore furono poi portati a termine da Kre\u0161imir Pol\u00e1k nel 1951. Successivamente, sono state prodotte numerose indagini e la creazione di diverse mappe topografiche da parte di diverse associazioni speleologiche croate. Tra i ricercatori pi\u00f9 attivi si ricordano Vladimir Reden\u0161ek, Mirko Malez, Sre\u0107ko Bo\u017ei\u010devi\u0107, Zlatko Pepeonik, Ozren Luki\u0107 e altri.<br>Nel 1951 inizi\u00f2 la pianificazione turistica sistematica e nel 1961 le grotte sono state protette come monumento geomorfologico della natura. Nel 1965 \u00e8 stata pubblicata la monografia intitolata \u201cCerova\u010dke pe\u0107ine\u201d di Mirko Malez. Nel 1967 furono scoperte delle nuove parti della grotta inferiore, quando sono state passate delle strettoie. La parte che era adibita alla visita turistica nel 1977 fu elettrificata. Si and\u00f2 avanti cos\u00ec fino alla fine della Jugoslavia.<br>Con la guerra nel 1991 le grotte vennero chiuse per ben sette anni e riaperte nel 1998, ma nel frattempo sono riprese indagini speleologiche che hanno portato alla scoperta di zone ignote. La campagna delle ricerche e dalla mappatura \u00e8 ripresa nel 2006. La prima grande scoperta \u00e8 avvenuta nel 2015 quando sono state scoperte delle nuove parti della grotta superiore.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Le due parti di un universo meraviglioso<\/span><\/strong><br>La grotta superiore \u00e8 quella pi\u00f9 lunga e ampia. I numeri sono chiari: per ora sono stati esplorati 4035 m, la profondit\u00e0 totale \u00e8 di 192 m, il dislivello di 202 m, la lunghezza del percorso turistico di 725 m, l\u2019ingresso \u00e8 situato a un\u2019altitudine di 671 m ed \u00e8 orientato verso nord. Dopo la grande entrata segue il canale principale, a 237 m dall\u2019entrata troviamo la sala chiamata Medvje\u0111i rov (Tana o trincea dell\u2019orso), lunga 214 m, dove sono stati rinvenuti numerosi resti di Ursus spelaeus. Segue un nuovo canale e al metro 300 si arriva alla Sala grande; al metro 400 approdiamo alla Sala del cacciatore paleolitico. Qui sono state rinvenute anche ossa di orsi delle caverne e reperti paleoantropologici e paleolitici molto significativi (ossa umane, punte ossee).<br>Ritornando al Medvje\u0111ev rov, a circa 60 m dal canale principale si accede a un canale verticale profondo 100 m, lungo il quale si alternano restringimenti e ampi canali verticali. In fondo alla verticale si trova il piano inferiore della grotta superiore di Cerovac. La lunghezza dei tratti finora esplorati supera i 1500 m, si tratta di una rete di canali. In parte di questi canali sono presenti anche tracce di animali, ma questi ritrovamenti devono ancora essere indagati. La parte pi\u00f9 meridionale del piano inferiore si trova molto vicino alla superficie, sul pendio sotto l\u2019ingresso della grotta inferiore.<br>La lunghezza dei canali a oggi conosciuti e rilevati topograficamente \u00e8 di 4058 m, il dislivello totale \u00e8 di 97 m, la lunghezza del sentiero turistico \u00e8 di 608 metri. L\u2019ingresso di questa grotta si trova a 624 m s.l.m.. Anche qui la grotta \u00e8 formata da una rete di canali e sale, e la caratteristica principale \u00e8 la dimensione dello spazio notevolmente maggiore rispetto alla zona turistica.<br>Con una lunghezza di circa 850 m la grotta si divide in due bracci: un ramo si estende a nord-ovest e in esso si trovano il sito principale dei resti dell\u2019orso delle caverne, la Sala dell\u2019orso e la grande Sala del mammut. Il secondo ramo si estende verso sud-ovest e rappresenta il canale principale della grotta, che \u00e8 costituito dalla Sala grande e dal Canale della cascata, che termina in uno stretto passaggio. Dietro il passaggio si estende verso sud-est il canale Pepeonik e verso la fine del canale uno stretto passaggio separa verso sud la fossa di Krti\u010da, dietro la quale si trovano le parti meridionali della grotta appena scoperte. Nella maggior parte della grotta sono presenti numerosi canali verticali, i cosiddetti camini, il pi\u00f9 alto dei quali ha 80 m. La grotta \u00e8 inoltre ricca di stalattiti, stalagmiti, colonne, tende, cascate, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><br><div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-cerovacke-cave\/'>Visit to Cerovacke cave<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 775.67 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/visit-to-cerovacke-cave\/?wpdmdl=897&refresh=69d3bfc841ea71775484872\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 novembre 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di grotte il primo pensiero va a quelle a noi pi\u00f9 vicine,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1980,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-1979","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1979"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1979\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1982,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1979\/revisions\/1982"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1980"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}