{"id":237,"date":"2014-04-15T14:13:59","date_gmt":"2014-04-15T14:13:59","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/una-trasferta-dalla-dalmazia-alle-ande-3-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:16:42","modified_gmt":"2023-11-25T08:16:42","slug":"una-trasferta-dalla-dalmazia-alle-ande-3-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/una-trasferta-dalla-dalmazia-alle-ande-3-e-continua\/","title":{"rendered":"Una trasferta dalla Dalmazia alle Ande (3 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Hajduk di Spalato durante gli anni venti ha vissuto il suo periodo d\u2019oro. \u00c8 diventata una squadra da battere e non solo entro i confini dell\u2019ex Jugoslavia. Le partite disputate con il passare degli anni sono diventate sempre\u00a0 pi\u00f9 numerose; quel che pi\u00f9 conta ha affrontato via via avversari\u00a0 di sempre maggiore calibro. Il tutto ha portato l\u2019Hajduk a diventare una potenza calcistica, un\u2019autentica squadra da battere. Per\u00f2 dietro l\u2019angolo ha fatto capolino nel contempo il rischio di un leggero declino per i dalmati. Non\u00a0 dovuto tanto al minore livello agonistico dell\u2019Hajduk, quanto al fatto che gli avversari erano diventati sempre pi\u00f9 agguerriti e in genere il livello del\u00a0 calcio era salito di parecchio.<br \/>\nIl 1930 si apr\u00ec con due brutte notizie. Prima muore di tifo l\u2019ottimo terzino, pure nazionale, Montana. Dopo oltre 200 partite per l\u2019Hajduk si ritir\u00f2 il jolly della squadra, Mirko Bona\u010di\u0107. La prima met\u00e0 dell\u2019anno trascorse all\u2019insegna di una sfilza di partite amichevoli contrassegnate quasi tutte dalle vittorie della compagine spalatina. Durante l\u2019estate arrivarono diverse squadre internazionali tra le quali una delle pi\u00f9 forti compagini austriache, il Wiener Sport club di Vienna. Dopo il primo pareggio nella seconda partita i viennesi furono rispediti a casa con un secco 11-0! Tutto faceva presagire un ottimo autunno.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il sette settembre cominci\u00f2 il campionato jugoslavo. E continuarono le vittore. Nelle prime tre giornate, tre successi. L\u2019entusiasmo in Dalmazia fu enorme, ma gli \u201cesperti\u201d di scaramanzia a ragione ricordarono che le troppe vittorie fanno male, rammentando che i primi due scudetti erano stati conquistati iniziando con delle sconfitte. I problemi erano dietro l\u2019angolo. Arriv\u00f2 la prima sconfitta a Belgrado contro il BSK, un pareggio interno contro la Jugoslavia e la batosta a Sarajevo contro il debole Slavija per 4-0. Fu l\u2019inizio della fine, si tratt\u00f2 della partita che sanc\u00ec la fine dello strapotere spalatino a livello jugoslavo. Con la sconfitta a Sarajevo ci fu il cambio al vertice e il BSK non fu pi\u00f9 raggiunto anche se venne sconfitto a Spalato. Lo scudetto and\u00f2 a Belgrado. Fu l\u2019inizio di un\u00a0 decennio deludente.<br \/>\nBuona parte del 1930 trascorse nel segno delle trattative per una serie di partite amichevoli che furono subito definite storiche. Infatti sulla scia dello scudetto del 1929, un impreditore di Lima in Per\u00f9, si mise all\u2019opera per portare gli spalatini nel Sudamerica dove grazie alla forte presenza di emigrati dalmati, l\u2019Hajduk era conosciutissimo. Appena alla fine del 1930 fu chiaro che il viaggio si sarebbe fatto. Il 12 gennaio 1931 cominci\u00f2 la lunghissima traversata che dur\u00f2 quasi un mese. Il tutto su un grande traslantlantico nella classe turistica fatto questo che spinse buona parte della squadra a protestare. L\u2019allenatore Kalinterna trov\u00f2 subito il lato positivo. Trasformo una parte della nave in una campo di calcio dove gli allenamenti erano costanti. Dalla Francia e dagli Stati Uniti l\u2019Hajduk arriv\u00f2 i primi di febbraio in Giamaica dove affront\u00f2 la nazionale locale e vinse per 4-0.\u00a0 Il viaggio poi continu\u00f2 attraverso Panama fino a Lima, la prima vera tappa di questa spedizione. Subito i dalmati affrontarono i locali dell\u2019Allianza e persero per 4-0. Per\u00f2 seguirono poco dopo le vittore contro Universidad Lima e Chalaco e la nazionale dell\u2019Antofogaste. Segu\u00ec un ulteriore viaggio fino a Santiago del Cile dove furono disputate le partite contro una delle pi\u00f9 forti squadre del continente, il Colo Colo. Oggi \u00e8 una squadra poco nota, all\u2019epoca era una delle rare compagini sudamericane a non aver mai perso contro una squadra europea. L\u2019Hajduk vinse per 3-1 facendo calamitare l\u2019interesse non solo cileno sulla sua serie di amichevoli in terra latinoamericana. Seguirono tre sconfitte di misura, ma pure una partita di pallanuoto (!) durante la quale gli spalatini affrontarono una compagine locale. La tappa finale del viaggio si ebbe in Argentina, dopo un burrascoso viaggio in macchina attraverso le Ande. Il momento non fu certo felice visto che i calciatori argentini erano in sciopero! Rifiutavano la nuova legge in base la quale non potevano cambiare squadra per ben quattro anni, cosa oggi inimaginabile. Per poter incontrare l\u2019Hajduk due squadre argentine ricevetter\u00f2 dei pemessi speciali. Gli spalatini cos\u00ec persero contro il San Lorenzo per 3-1 e contro il Newell\u2019s Old Bozs per 4-1.<br \/>\nIl nove maggio, dopo quasi quattro mesi di viaggio, che port\u00f2 l\u2019Hajduk in 10 stati e gli fece percorrere oltre 32.000 km, ci fu il ritorno in patria. Tornarono con la nave da Trieste e in riva a Spalato erano ad attendere la squadra oltre 2.000 tifosi che portarono i giocatori dell\u2019Hajduk e i loro ospiti in trionfo. Anche se le notizie giunte dal Sudamerica furono poche il successo di una tournee cos\u00ec lunga e lontana fu grande. Il successo fu ancor maggiore se sappiamo che in Sudamerica prima dell\u2019Hajduk ci furono solo due squade ungheresi (tra cui il Ferencvaros, la pi\u00f9 forte squadra dell\u2019epoca) e due italiane (Bologna e Torino) e tutte rimediarono una brutta figura.<br \/>\nSubito dopo cominci\u00f2 il campionato jugoslavo con una nuova formula e le qualificazioni che il Hajduk super\u00f2 senza problemi. Per\u00f2 la parte finale fu un mezzo disastro: gli spalatini si piazzarono al quarto posto con soli nove punti in 10 partite.<br \/>\nNel 1932 l\u2019Hajduk torn\u00f2 ai vertici nazionali. Con una nuova formula di campionato l\u2019Hajduk affront\u00f2 prima le qualificazioni e stravinse, tra gli altri, contro HA\u0160K e Concordia. La parte finale del campionato segu\u00ec in autunno e fu coronata da grandi successi per l\u2019Hajduk. Nei quarti di finale \u201ccadde\u201d l\u2019ormai molto forte Gra\u0111anski di Zagabria per 3-0 e 2-2. Nelle semifinali l\u2019Hajduk affront\u00f2 la \u201cbestia nera\u201d degli ultimi anni, il BSK di Belgrado. Dopo lo 0-0 interno fu grande il timore alla vigilia della trasferta nella capitale jugoslava, ma alla fine arriv\u00f2 l\u2019incredibile vittoria a Belgrado per 3-0. Si giunse cos\u00ec a una finale contro il Concoria di Zagabria, una squadra mai arrivata tanto in alto, ma soprattuto una squadra gi\u00e0 battuta nelle eliminatorie. Nonostante l\u2019ottimismo degli spalatini il 30 ottobre venne la doccia fredda. L\u2019Hajduk perse in casa per 2-1. A Zagabria, una settimana dopo, non arriv\u00f2 il capovolgimento sperato, ma ancora una sconfitta per 2-1.<br \/>\nSeguirono altri anni di egregi piazzamenti, ma senza successi finali. Nella stagione 1932\/33, la prima con un vero campionato a 11 squadre, l\u2019Hajduk si piazz\u00f2 al secondo posto a tre punti dal leader BSK di Belgrado. A casa inanell\u00f2 ben nove vittorie e un solo pareggio contro il BSK. Fu un disastro in trasferta dove perse anche contro squadre non impossibili come il BASK e lo Slavia Osijek.<br \/>\nNella stagione 1933\/34 dopo tanti dissidi tra le squadre e vari discorsi su che formula fosse la migliore per il campionato, non si fece niente e il campionato salt\u00f2. Al suo posto fu giocata una specie di coppa con le sette pi\u00f9 forti squadre dell\u2019epoca. Gli spalatini si piazzarono nuovamente al secondo posto dietro il solito BSK.<br \/>\nLe qualificazioni per il campionato 1934\/35 furono prese alla leggera da diverse squadre tra le quali pure l\u2019Hajduk che arriv\u00f2 secondo nel proprio gruppo dietro lo Slavia di Sarajevo, squadra battuta nell\u2019ultimo turno per 14-0! Tra le altre pure Concordia e Gra\u0111anski di Zagabria furono eliminate. Alla fine tutte e tre le squadre furono inserite dalla Federcalcio nel torneo finale. Il 1935 sar\u00e0 comunque ricordato per l\u2019esordio di Franjo Mato\u0161i\u0107, appena 17.enne, la futura leggenda della squadra. Ma anche per il ritiro di Ljubo Ben\u010di\u0107 che aveva disputato ben 385 partite segnando 385 reti! In campionato fu un\u2019altra batosta. L\u2019Hajduk fin\u00ec al sesto posto, mai peggio in questi anni. Ma se sappiamo che nelle 18 partite disputate giocarono ben 37 giocatori tutto diventa pi\u00f9 chiaro.<br \/>\nSegu\u00ec il campionato 1935\/36 boicottato dalle squadre\u00a0 pi\u00f9 forti eccezion fatta per il BSK che si laure\u00f2 campione. Dopo un ottimo secondo posto nel campionato 1936\/37 per gli spalatini fece seguito un altro disastro nel 1937\/38 e un settimo posto. Nel 1938\/39 l\u2019Haiduk fin\u00ec al quarto posto, ma la stella di Franjo Mato\u0161i\u0107 stava ormai rifulgendo tanto che il giocatore fu vicecapocannoniere con 20 reti. Infine nella stagione 1939\/40, l\u2019ultima conclusasi prima della seconda guerra mondiale, Hajduk si piazz\u00f2 al quinto, penultimo posto della fase finale.<br \/>\nLa fine degli anni \u201930 fu caratterizzata dal cambio generazionale. Tutte le stelle degli anni 20 e dell\u2019inizio anni \u201930 finirono le proprie carriere. Cos\u00ec registriamo il ritiro di Leme\u0161i\u0107 dopo 519 partite giocate e oltre 500 reti. Appese le scarpette al classico chiodo pure Kragi\u0107 dopo 374 gare e 306 reti. Dall\u2019altra parte diversi promettenti giovani si fecero strada tra cui il citato Franjo Mato\u0161i\u0107, lo zagabrese Ratko Kocjan e il praghese Jirki Sobotka.<br \/>\nNegli anni \u201830 per\u00f2 non troviamo solo l\u2019Hajduk. La seconda squadra della citt\u00e0, lo Split fece pure la sua bella figura. Infatti la seconda compagine spalatina con gli anni si rafforz\u00f2 e arrivo a pi\u00f9 riprese nelle finali nazionali. Per la prima volta nel 1933\/34 troviamo lo Split nelle qualificazioni nazionali dove arriv\u00f2 in finale e vinse contro il Tri zvezde di Apatin. Doveva partecipare al torneo finale, che per\u00f2 non si disput\u00f2. Nel 1934\/35 non passo le qualificazioni. Nel 1935\/36 la sua veloce comparsa la fece la migliore squadra di Sebenico dell\u2019epoca, l\u2019Osvit che chiuse all\u2019ultimo posto con un solo punto le proprie qualificazioni. Nel 1937\/38 ritroviamo l\u2019Osvit sconfitto nel primo turno di qualificazioni per le Prima Lega. Nel 1938\/39 ritorn\u00f2 in auge lo Split che per\u00f2 perse al primo turno contro lo\u00a0 Slavija Vara\u017edin per 7-2 e vinse in casa per 2-0.\u00a0 Infine nella stagione 1939\/40 alla lega croato-slovena, oltre all\u2019Hajduk vincitore, partecip\u00f2 pure lo Split che chiuse al settimo posto.<br \/>\nPure le attivit\u00e0 locali e regionali furono tante. Si giocavano regolarmente il campionato dalmata e quello spalatino, dove dopo l\u2019uscita di scena dell\u2019Hajduk ormai impegnato solo a livello nazionale e internazionale, lo Split la faceva da padrona. Visto il grande interesse per il calcio dal 1935 registriamo pure i campionati juniores.<br \/>\nPure negli anni \u201930 l\u2019Hajduk dette molti calciatori alla nazionale. Cos\u00ec tra gli esordienti dopo il 1930 troviamo: Vlade Kragi\u0107 (sei presenze), An\u0111elko Maru\u0161i\u0107 (16), Bartul \u010culi\u0107 (10), Miroslav \u0110e\u0161kovi\u0107 (1), Ivan Radovnikovi\u0107 (1 in nazionale B), Jozo Mato\u0161i\u0107 (24), Frane Mato\u0161i\u0107 (16), Zvonko Po\u017eega (3) e \u0160ime Milutin (1).<br \/>\nGli anni \u201830 all\u2019Hajduk e al calcio dalmata non portarono grandi successi. Si not\u00f2 un leggero declino e la mancanza dell\u2019entusiasmo che aveva caratterizzato i grandi successi degli anni\u00a0 \u201920. Negli anni \u201940 che seguirono l\u2019Hajduk torn\u00f2 di nuovo in auge. Anche se per una buona met\u00e0 di quegli anni ci fu il secondo conflitto mondiale l\u2019Hajduk gioc\u00f2 tantissime partite e non per niente fu definita una specie di nazionale jugoslava. Ma di questo ed altro nella prossima puntata.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-1930-1939\/'>Hajduk Split, 1930 - 1939<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 445.64 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-1930-1939\/?wpdmdl=775&refresh=6a331640bb8fd1781732928\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo l&#8217;8 aprile 2006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Hajduk di Spalato durante gli anni venti ha vissuto il suo periodo d\u2019oro. \u00c8 diventata<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1298,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[58],"tags":[],"class_list":["post-237","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-hajduk-split"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=237"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1813,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/237\/revisions\/1813"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1298"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}