{"id":238,"date":"2014-04-15T14:14:35","date_gmt":"2014-04-15T14:14:35","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/i-calciatori-dalmati-bestia-nera-degli-inglesi-4-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:17:19","modified_gmt":"2023-11-25T08:17:19","slug":"i-calciatori-dalmati-bestia-nera-degli-inglesi-4-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/i-calciatori-dalmati-bestia-nera-degli-inglesi-4-e-continua\/","title":{"rendered":"I calciatori dalmati \u00abbestia nera\u00bb degli inglesi (4 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>SPALATO \u2013 L\u2019Hajduk negli anni \u201830 ha vissuto il suo decennio pi\u00f9 brutto. Un decennio senza successi. Quasi sempre lontano dalla lotta per lo scudetto, ha conosciuto pi\u00f9 sconfitte che vittorie. Questi sono stati pure gli anni del ricambio generazionale che ha portato alla scoperta di svariati nuovi talenti. Ma alle porte c\u2019erano anni ancora pi\u00f9 bui. Stava per iniziare la seconda guerra mondiale. Un periodo che isoler\u00e0 l\u2019Hajduk nel suo piccolo, ma che pure porter\u00e0 gli spalatini a giocare tutta una serie di partite all\u2019estero tanto da far chiamare questa squadra una specie di nazionale jugoslava. Ma procediamo con ordine. Gli anni \u201940 iniziarono sotto i migliori auspici. Alla fine degli anni \u201930 vi furono svariati scossoni in seno alla Federcalcio: i cambiamenti del sistema del campionato e di qualificazione furono al ordine del giorno. Lo Stato andava frammentandosi da un punto di vista politico per cui pure lo sport e il calcio in particolare finivano per dividersi sempre di pi\u00f9, diventando sempre pi\u00f9 succubi della politica. Calcisticamente la Jugoslavia nell\u2019estate del 1940 era divisa in tre parti. Da una parte era rimasto il campionato serbo, dall\u2019altro l\u2019unione della Croazia e Slovenia era stata sciolto per cui si erano formate tre leghe di qualificazione. L\u2019Hajduk si trov\u00f2 cos\u00ec a giocare il campionato croato. E fu subito un successo! All\u2019inizio del campionato nelle file spalatine c\u2019erano dei timori per la qualificazione alla fase finale del campionato croato visto che bisognava piazzarsi nei primi tre posti. E siccome gli avversari si chiamavano Gra\u0111anski, HA\u0160K e Concordia, tutte squadre di Zagabria, i timori erano leciti. A sciogliere tutti i dubbi furono subito nelle prime giornate i bomber dell\u2019Hajduk. A Spalato cadde lo Slavia Osijek per 6-1, a Subotica i locali del Ba\u010dka furono battuti per 6-2 e infine a Spalato il SA\u0160K fu travolto con un secco 4-0. Per\u00f2 a mettere paura erano le zagabresi. Il primo incontro contro il Concodia fin\u00ec con una sconfitta per 2-1. Dopo cadde l\u2019HA\u0160K per 3-0 e ci fu\u00a0 un pareggio contro il fortissimo Gra\u0111anski 1-1. Un autunno ottimo durante il quale l\u2019Hajduk si ritrov\u00f2 in testa alla classifica. In primavera, nel 1941, l\u2019Hajduk fu incontenibile e registr\u00f2 otto vittorie e un solo pareggio scoppiettante contro il Gra\u0111anski a Zagabria per 4-4! Un campionato vinto, ma anche da incorniciare perch\u00e9 su complessice 18 partite furono registrate 14 vittorie e una sola sconfitta per un totale di 31 punti. Ma soprattutto c\u2019\u00e8 da mettere in evidenza la differenza reti 77-17 che la dice lunga sulla superiorit\u00e0 dell\u2019Hajduk. Il Gra\u0111anski fin\u00ec secondo a 29 punti e terzo il Concordia a 28 punti, entrambe qualificate per la fase finale. Anche se i venti di guerra soffiavano sempre pi\u00f9 impetuosi, la speranza di continuare a giocare il campionato jugoslavo era forte. La Federcalcio stil\u00f2 i calendari il 25 marzo 1941. Per il 6 aprile era in programma la prima giornata. Giocando a un ritmo incessante le otto finaliste dovevano finire il campionato il 29 maggio. Ma la guerra ebbe il sopravvento e tutto il mondo dello sport si ferm\u00f2.<br \/>\nSpalato e la Dalmazia rimasero isolate dai\u00a0 centri calcistici dell\u2019entroterra. La Federcalcio del neofondato stato indipendente croato (NDH) fede tutto il possibile acciocch\u00e9 l\u2019Hajduk potesse partecipare al primo campionato croato che sarebbe stato fortissimo se avesse visto la presenza dello squadrone dalmata. Alla fine non se ne fece nulla sia per ragioni politiche, sia per ragioni logistiche visti i grossi problemi nei trasporti.<br \/>\nSecondo certe fonti ci furono delle trattative per permettere all\u2019Hajduk di partecipare al campionato italiano, in una lega non ben definita. Nel frattempo la Fiumana di Fiume tornava nella stagione 1941\/42 nella Serie B. L\u2019Hajduk avrebbe certamente fatto bella figura. Nell\u2019autunno del 1941, vista l\u2019impossibilit\u00e0 di svolgere qualsivoglia attivit\u00e0 calcistica la societ\u00e0 fu sciolta.<br \/>\nPer due anni non c\u2019\u00e8 traccia di attivit\u00e0. Buona parte dei giocatori cominci\u00f2 a combattere. Diversi trovarono la morte in guerra.<br \/>\nNel 1943 i cambiamenti in Italia portarono pure a grandi novit\u00e0 in Dalmazia. L\u2019isola di Lissa (Vis) fu presa dai partigiani. Tra di loro c\u2019erano parecchi giocatori dell\u2019Hajduk e dello Split che subito cominciarono a giocare le prime partitelle interne. Siccome facevano parte della 26.esima divisione decisero di prendere questo nome e di cominciare a giocare anche fuori dall\u2019isola su tutti i territori dove esistevano i requisiti minimi per disputare una partita. Le voci sulla neofondata societ\u00e0 calcistica arrivarono ben presto a Spalato. Parecchi giocatori che erano rimasti sulla terraferma furono radunati e si organizz\u00f2 un trasporto di fortuna fino a Lissa. Il 2 maggio 1944 si ritrovarono tutti insieme. Solo cinque giorni dopo su decreto del Partito comunista della Jugoslavia la societ\u00e0 riprese il nome di Hajduk con il suffisso Narodno-oslobodila\u010dka vojska Jugoslavije (esercito popolare di liberazione della Jugoslavia): Hajduk-NOVJ. Ben presto cambier\u00e0 il nome in Hajduk-JNA (Armata popolare jugoslava).<br \/>\nQuesta della fondazione di un club che rappresentasse uno stato in gestazione, ovvero un\u2019idea politica e militare, fu un caso unico del suo genere senza paragoni. Ebbe un enorme\u00a0 successo soprattutto grazie ai grandi giocatori a disposizione, ma anche alla tradizione in campo internazionale che l\u2019Hajduk aveva ormai acquisito negli anni.<br \/>\nPochi giorni dopo la rifondazione dell\u2019Hajduk cominci\u00f2 la filza della partite rigorosamente tutte internazionali. I primi ad arrivare all\u2019isola di Lissa furono i marinai della nave militare inglese Queen\u2019s Regiment che il 13 maggio furono \u201csalutati\u201d con un sonoro 7-1! Secondo le cronache dell\u2019epoca a vedere la partita furono pi\u00f9 di mille persone. Per l\u2019Hajduk giocarono: \u010culi\u0107, Jozo Mato\u0161i\u0107, V. Kaliterna, Lu\u0161tica, Bjelanovi\u0107, Bakoti\u0107, \u0160uba\u0161i\u0107, Batini\u0107, Frane Mato\u0161i\u0107, Ive Radovnikovi\u0107 e Alujevi\u0107. Arbitro l\u2019ex giocatore dell\u2019Hajduk, Leo Leme\u0161i\u0107 che poi far\u00e0 un\u2019ottima carriera da arbitro. Dopo altre tre partite sull\u2019isola di Lissa l\u2019Hajduk si trasfer\u00ec in Italia dove rimase quasi fino alla fine del 1944. Gioc\u00f2 contro quasi tutte le squadre attive all\u2019epoca, per lo pi\u00f9 compagini militari delle varie divisioni sia inglesi che americane. L\u2019Hajduk vinse quasi sempre. Questo ben presto divent\u00f2 un\u2019\u201cossessione\u201d per gli inglesi, che si consideravano da sempre dei maghi del pallone. Cos\u00ec si arriv\u00f2 al 23 settembre 1944 quando gli inglesi si organizzarono formando la nazionale militare del Regno unito costituita da svariate stelle della nazionale sia di prima che di dopo la guerra mondiale tra le quali Stanley Cullis, Bryn Jones, Finney e altri. In quest\u2019occasione l\u2019Hajduk gioc\u00f2 sotto il nome di nazionale militare jugoslava. Perse questa partita organizzata a Bari per la prima volta, con un secco 7-2. L\u2019incontro fu da tutti molto sentito tanto che secondo i giornali dell\u2019epoca ad assistere alla partita furono ben 50.000 persone. Miljenko Batini\u0107 e Frane Mato\u0161i\u0107 segnarono per l\u2019Hajduk che chiuse il primo tempo sul 3-2. Nel recupero la classe degli inglesi venne a galla e il calo dell\u2019Hajduk port\u00f2 alla sconfitta finale per 7-2.<br \/>\nIl 26 dicembre 1944 fu organizzata la partita di ritorno a Spalato. Nell\u2019appena ricostruito campo di calcio dell\u2019Hajduk l\u2019incontro fu disputato dinanzi a ben otto mila spettatori. Gi\u00e0 al quinto minuto, Frane Mato\u0161i\u0107, si liber\u00f2 nell\u2019area di rigore e da dieci metri con un tiro preciso batt\u00e8 il portiere dell\u2019Arsenal Platt. Seguirono parecchie occasioni da tutte e due le parti per\u00f2 il risultato non cambi\u00f2 e alla fine l\u2019Hajduk, anche qui con il nome di nazionale militare vinse per 1-0!<br \/>\nIl 1945 inizi\u00f2 con una serie di amichevoli in Dalmazia prima di intraprendere una serie di partite nel Mediterraneo. La prima fu disputata sull\u2019isola di Malta dove gli spalatini pareggiarono con la nazionale militare inglese dell\u2019isola per 2-2, per vincere poi contro la nazionale dei civili per 4-1. Segu\u00ec la trasferta in Egitto dove i dalmati incontrarono tra gli altri la locale nazionale militare inglese e persero per 4-1. Nella seconda met\u00e0 di maggio l\u2019Hajduk gioc\u00f2 nell\u2019attuale Israele, in Palestina, Siria e Libano. Vinse tutte le partite. A Beirut, il 27 maggio 1945, si chiuse la serie di partite giocate dal ricostituito Hajduk che in questi due anni si ritrov\u00f2 a\u00a0 rappresentare il nuovo stato jugoslavo. Nel riquadro a lato la lista di tutte le partite di questi due anni con i nomi originali delle squadre avversarie.<br \/>\nSotto la guida del presidente Janko Rodin e dell\u2019allenatore Ljubo Ben\u010di\u0107 giocarono Miljenko Krstulovi\u0107, Hrvoje \u010culi\u0107, Vlade Kaliterna, Jozo Mato\u0161i\u0107,\u00a0 Slavko Lu\u0161tica, Du\u0161ko Bjelanovi\u0107, Branko Bakoti\u0107, Veljko Suba\u0161i\u0107, Miljenko\u00a0 Batini\u0107, Frane Mato\u0161i\u0107, Ive Radovnikovi\u0107, Ivo Alujevi\u0107, Petar Brklja\u010da,\u00a0 Bonaventura Pari\u0107, Ljubomir Kokeza, Ervin Katni\u0107, \u017divko Dra\u0161kovi\u0107, \u017darko\u00a0 Zeli\u0107, Lujo Klemen, Ton\u010di Radovnikovi\u0107, Vinko Jelaska, \u017darko Ro\u0161i\u0107, Mario Krulz, Vojko Andrija\u0161evi\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-1940-1945\/'>Hajduk Split, 1940 - 1945<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 416.70 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-1940-1945\/?wpdmdl=776&refresh=6a333c676dad31781742695\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 13 maggio 2006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SPALATO \u2013 L\u2019Hajduk negli anni \u201830 ha vissuto il suo decennio pi\u00f9 brutto. 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