{"id":240,"date":"2014-04-15T14:16:51","date_gmt":"2014-04-15T14:16:51","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/hajduk-inanellati-quattro-scudetti-e-otto-coppe-6-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:18:16","modified_gmt":"2023-11-25T08:18:16","slug":"hajduk-inanellati-quattro-scudetti-e-otto-coppe-6-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/hajduk-inanellati-quattro-scudetti-e-otto-coppe-6-e-continua\/","title":{"rendered":"Hajduk, inanellati quattro scudetti e otto coppe  (6 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Dopo la fine della seconda guerra mondiale l\u2019Hajduk pensava di avere la strada aperta verso il dominio nel campionato jugoslavo. I presagi c\u2019erano tutti. La squadra era ormai insieme da quasi due anni. Aveva degli ottimi giocatori. Dall\u2019altra parte tutte le squadre avevano appena iniziato a formarsi. Le pi\u00f9 forti squadre di prima della guerra non esistevano pi\u00f9. Anche se tutto sembrava semplice, l\u2019Hajduk andr\u00e0 incontro a tantissimi problemi. Come abbiamo visto i primi anni furono sempre passati lottando per lo scudetto e i tre trionfi finali ne sono la prova. Per\u00f2 in seguito fu un continua lotta per non retrocedere. Una lotta impensabile anni prima, ma\u00a0 diventata poi la realt\u00e0 nuda e cruda del calcio dalmata, ovvero dell\u2019Hajduk.<br \/>\nSe gli anni \u201960 erano stati durissimi per i tifosi dell\u2019Hajduk, alle porte c\u2019erano gli anni \u201970, anni di grandi successi su tutti i fronti. Gli ultimi tre campionati degli anni \u201960 facevano presagire che le aspirazioni di puntare al vertice potevano di nuovo farsi strada. Ormai la squadra era rinata, mancavano solamente la costanza e la compattezza necessarie per vincere finalmente il campionato.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nell\u2019estate del 1970 le aspirazioni di lotta per lo scudetto erano forti. L\u2019allenatore Slavko Lju\u0161tica aveva a sua disposizione una squadra solida senza grandi stelle. Un gruppo giovane che avrebbe segnato con leggeri cambiamenti gli anni a venire. Il campionato l\u2019Hajduk lo apr\u00ec in sordina con un pareggio contro il \u010celik di Zenica 1:1. Seguirono altri pareggi senza troppa gloria contro squadre deboli come Crvenka, Sarajevo e una vittoria di misura contro il Maribor. Ma neppure le altre squadre non strafavano e pertanto il vertice della classifica rimaneva sempre a portata di mano. Le avvisaglie di una stagione migliore si ebbero alla sesta giornata con la vittoria a Zagabria contro i rivali agguerriti della Dinamo per 1-0, che port\u00f2 i dalmati al terzo posto. Al tredicesimo turno l\u2019Hajduk a Spalato ospit\u00f2 la Stella Rossa di Belgrado e incasell\u00f2 un\u2019importantissima vittoria per 4-2. Veniva cos\u00ec finalmente battuto il grande avversario: la vittoria port\u00f2 i dalmati in testa alla classifica a pari merito con il Partizan di Belgrado. Non succedeva da anni a campionato ormai inoltrato. Alla sedicesima giornata le due squadra si incontrarono a Spalato dove la contesa fin\u00ec in parit\u00e0 per 0-0: pertanto la lotta alla pari al vertice continu\u00f2. Le due squadre procedettero a braccetto fino a met\u00e0 maggio ossia fino alla 26.esima giornata, a otto dal termine. Allora l\u2019Hajduk si impose contro il Radni\u010dki di Kragujevac in trasferta, mentre il Partizan fu fermato sul pari a Tuzla contro la Sloboda. Da quel momento l\u2019Hajduk non conobbe pi\u00f9 avversari. Fu protagonista di sette vittorie e due pareggi, mentre il Partizan registr\u00f2 un incredibile crollo e conquist\u00f2 solo tre punti fino alla fine del campionato. Cos\u00ec alla fine l\u2019Hajduk vinse lo scudetto numero quattro dopo il 1945, dopo ben 15 anni. A permettere il trionfo furono: Radomir Vuk\u010devi\u0107, Ante Sirkovi\u0107, Ivan Hlevnjak, Dragan Holcer, Vilson D\u017eoni, Mario Leme\u0161i\u0107, Mario Boljat, Ivan Buljan, Luka Peruzovi\u0107, Jo\u0161ko Glui\u0107, Miroslav Feri\u0107, Jure Jerkovi\u0107, Ivan Pavlica, Mi\u010dun Jovani\u0107, Petar Nadoveza, Miroslav Vardi\u0107, Miroslav Bo\u0161kovi\u0107, Dra\u017een Mu\u017eini\u0107, Dinko \u017dutelija, Veselin Zrili\u0107, Vladimir Smol\u010di\u0107, Ivica Matkovi\u0107, Ante Ivkovi\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un allenatore \u00abdi peso\u00bb e tanti campioni<\/strong><\/span><br \/>\nDopo il tanto atteso scudetto per l\u2019Hajduk seguirono anni altalenanti, ma mai a livelli di lotta per la retrocessione:\u00a0 sempre confinati a met\u00e0 classifica lontani sia dalla lotta per lo scudetto, sia dai piani bassi della graduatoria. Il ritorno al vertice lo registriamo nella stagione 1973\/74. Fu un campionato aperto fino all\u2019ultima giornata. Gran parte del campionato fu segnata da una lotta a tre tra i dalmati, il Vele\u017e di Mostar e la solita Stella Rossa di Belgrado. Le ultime dieci giornate queste tre squadre furono costantemente a pari merito o al massimo vi furono due punti di differenza. Al trentesimo turno croll\u00f2 la Stella Rossa. Gli ultimi tre turni le altre due squadre, Hajduk e Vele\u017e, li passerono a pari merito. Alla fine lo scudetto fu vinto dall\u2019Hajduk. Un anno bellissimo coronato pure dalla vittoria in coppa. Ormai nell\u2019Hajduk esisteva una squadra non solo giovane e ambiziosa, ma pure una squadra che nelle proprie file vantava diversi giocatori importanti tipo: Ivan Katalini\u0107, Luka Peruzovi\u0107, Dragan Holcer, Ivan Buljan, Vilson D\u017eoni, Ivica \u0160urjak, Slavi\u0161a \u017dungul, Branko Oblak, e altri. Per\u00f2 in panchina cominciava a farsi notare un certo Tomislav Ivi\u0107, uno dei migliori allenatori e non solo a livello nazionale.<br \/>\nIl momento d\u2019oro continu\u00f2 anche nella stagione successiva che per\u00f2 inizi\u00f2 con una sconfitta. Continu\u00f2 poi con una sfilza di successi per cui alla fine si concretizz\u00f2 una lotta a due per lo scudetto contro la grande sorpresa, il Vojvodina di Novi Sad. La volata finale inizi\u00f2 nella 32.esima giornata grazie alla vittoria degli spalatini a Belgrado contro la Stella Rossa.\u00a0 Alla fine lo scudetto arriv\u00f2 con tre punti di scarto.<br \/>\nIl proverbio dice che non c\u2019\u00e8 due senza tre. L\u2019antico adagio per\u00f2 non valse per l\u2019Hajduk. Nella stagione 1975\/76 ci fu una nuova lotta a due con il Partizan di Belgrado da anni ormai in ombra. Le due squadre passarono tutta la primavera al vertice scambiandosi al primo posto. Lo scudetto fu perso all\u2019ultima giornata! A Belgrado contro l\u2019OFK non bast\u00f2 la rete di Luka Peruzovi\u0107 per vincere, fin\u00ec 1-1. D\u2019altro canto il Partizan vinse a Lubiana con una rete di Nenad Bjekovi\u0107 (capocannoniere di questo campionato) al 90 minuto! Ci furono tante polemiche dopo l\u2019incontro, ma alla fine tutte le partite furono registrate con i risultati conquistati sul campo e lo scudetto dopo due anni di dominio spalatino fin\u00ec a Belgrado per un solo punto.<br \/>\nSeguirono due anni passati in secondo piano fino alla stagione 1978\/79 e il nuovo scudetto. Ma fu di nuovo un autentico calvario risolto all\u2019ultima giornata. Infatti dopo 34 giornate gli spalatini si ritrovarono con 50 punti come la Dinamo di Zagabria. Vinsero grazie alla differenza reti. A complicarsi la vita in un campionato praticamente gi\u00e0 vinto ci pens\u00f2 l\u2019Hajduk alla 27.esima giornata quando perse contro la Dinamo in casa per 2-1. Sulla panchina sedeva ancora Tomislav Ivi\u0107 e i primi passi le facevano le future (o gi\u00e0 vere) stelle del calibro dei gemelli Zlatko e Zoran Vujovi\u0107, Ivan Gudelj e Mi\u0161o Krsti\u010devi\u0107.<br \/>\nNella stagione 1980\/81 manc\u00f2 agli spalatini la determinazione necessaria per agguantare un nuovo scudetto. Il secondo posto finale alle spalle della Stella Rossa fu il \u201csuccesso\u201d in seguito ai troppi pareggi negli ultimi turni. Bastava crederci\u00a0 per arrivare primi visto che i belgradesi registrarono ben tre pareggi di fila nelle ultime giornate, mentre l\u2019Hajduk incasell\u00f2 una sola vittoria e due pareggi. Non bast\u00f2: alla fine furono due i punti di differenza.<br \/>\nLa replica l\u2019abbiamo nel 1982\/83 quando lo scudetto fu di nuovo perso all\u2019ultima giornata. Gran parte del campionato fu una lotta a tre tra Hajduk, Dinamo di Zagabria e Partizan di Belgrado. Agli spalatini bastava vincere a Tuzla contro l\u2019ormai disinteressato Sloboda per arrivare al titolo. Ma l\u2019Hajduk perse per 1-0 mentre il Partizan pareggi\u00f2 1-1 contro il Vele\u017e di Mostar.<br \/>\nSeguirono anni trascorsi nei \u201cpiani alti\u201d con i dalmati sempre tra i primi cinque in classifica. Erano pochi i punti di distacco dal vertice, ma pur sempre sufficienti per escludere gli spalatini nelle ultime giornata dalla lotta per lo scudetto. Tutto fino al 1986\/87 e al famoso campionato delle penalit\u00e0 di sei punti inflitte a ben 10 delle 18 squadre per \u201ccombine\u201d nel campionato precedente. Si arriv\u00f2 cos\u00ec all\u2019ultima giornata che la Federcalcio non aveva ancora risolto l\u2019enigma chiamato sei punti di penalit\u00e0 n\u00e9 \u201cdeciso\u201d quale sarebbe stata la classifica vera, finale. L\u2019Hajduk non gioc\u00f2 un grande campionato per\u00f2 nella classifica con le penalizzazioni rischi\u00f2 di vincere lo scudetto. Bastava imporsi nell\u2019ultima giornata a Zenica contro il \u010celik. Per\u00f2 l\u2019Hajduk perse per 3-1 e fin\u00ec al quarto posto a due punti dal Vardar di Skopje. Dopo alle squadre penalizzate furono tolte le penalizzazioni e gli spalatini ufficialmente finirono all\u2019ottavo posto. Unica soddisfazione la coppa vinta contro il Rijeka.<br \/>\nSegu\u00ec un tracollo terribile con l\u2019Hajduk coinvolto nella lotta per non retrocedere fino all\u2019ultima giornata. Fin\u00ec al 13.esimo posto a un solo punto dalla zona retrocessione. All\u2019ultima giornata quando solo la vittoria garantiva la salvezza sicura l\u2019Hajduk pareggio per di pi\u00f9 in casa contro il Vardar per 0-0. A salvare i dalmati ci fu il pareggio del Sutjeska (retrocesso) per 2-2 contro la Stella Rossa costretta almeno al pari per vincere lo scudetto.<br \/>\nGli ultimi tre campionati l\u2019Hajduk li pass\u00f2 lontani dai primi posti, non tanto di posizione in classifica, ma di punti. L\u2019ultimo campionato jugoslavo, quello della stagione 1990\/91 i dalmati lo chiusero al sesto posto con ben 21 punti di ritardo dal Partizan di Belgrado, dominatore del campionato.<br \/>\nAnche se in tutti questi anni l\u2019Hajduk aveva degli ottimi attaccanti, solo in una occasione questi vinsero il titolo di miglior marcatore del campionato. L\u2019impresa riusc\u00ec solo nella stagione 1984\/85 a Zlatko Vujovi\u0107 che prevalse con 25 reti.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Coppa Jugoslavia\u00a0 conquistata otto volte<\/strong><\/span><br \/>\nSe i successi in campionato non mancarono, neppure quelli in coppa latitavano.<br \/>\nAnzi qui ci fu quasi un costante dominio degli spalatini. Dal 1970 fino alla dissoluzione della Jugoslavia, l\u2019Hajduk vinse ben otto coppe e perse in una sola occasione.<br \/>\nDal 1971\/72 l\u2019Hajduk vinse ben cinque coppe consecutive. Un fatto mai registrato nella storia del calcio jugoslavo. Di fila cadder\u00f2: Dinamo (Zagabria), Stella Rossa (Belgrado), Borac (Banja Luka) e nelle ultime due occasioni nei supplementari Dinamo (Zagabria) e Budu\u0107nost (Titograd).<br \/>\nSegu\u00ec la vittoria nel 1983\/84 in due partite contro la Stella Rossa di Belgrado grazie al successo nel primo incontro per 2-1 e il pareggio in trasferta.<br \/>\nNel 1986\/87 ennesimo successo, ma il pi\u00f9 sofferto e il primo (e unico) nella storia della coppa Jugoslavia ottenuto ai calci di rigore. A cadere per 9-8 fu il Rijeka. Un serie infinita di rigori che alla fine diede ragione agli spalatini.<br \/>\nNel 1989\/90 l\u2019Hajduk perse l\u2019unica finale di questi anni. Per 1-0 prevalse la Stella Rossa. L\u2019anno dopo, nell\u2019ultima coppa, l\u2019Hajduk in finale si impose contro la Stella Rossa sempre per 1-0 grazie a una rete di un giovane e promettente giocatore, Alen Bok\u0161i\u0107 al 66\u2019.<br \/>\nL\u2019Hajduk torn\u00f2 a Spalato con la coppa, ma di l\u00ec a poco inizi\u00f2 la guerra. Della coppa si perse ogni traccia e per anni ci furono versioni diverse sulla sua sorte. Comunque sia l\u2019ultima coppa di Jugoslavia, intitolata al Maresciallo Tito, la vinse l\u2019Hajduk.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Due semifinali europee<\/strong><\/span><br \/>\nNelle coppe europee furono diverse le partecipazioni \u201cdi peso\u201d. Nella Coppa Campioni in due occasioni, nel 1975\/76 e nel 1979\/80 i dalmati arrivarono ai quarti di finale. In Coppa Coppe cinque le partecipazioni. La migliore nel 1927\/73 quando gli spalatini persero in extremis un posto in finale cedendo al Leeds United. Ottimi successi pure nella Coppa UEFA. Pure in questo caso fu sfiorata la finale. Nella stagione 1983\/84 in semifinale l\u2019Hajduk gioc\u00f2 contro gli inglesi del Tottenham Hotspur: vinse in casa per 2-1, ma perse nella partita di ritorno per 1-0. \u201cGrazie\u201d alla rete in trasferta non approd\u00f2 alla finale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una sfilza di nazionali<\/strong><\/span><br \/>\nParecchi i giocatori con la maglia della nazionale in questi anni. Ricordiamo solo quelli pi\u00f9 noti: Ivan Buljat (36 presenze di cui 28 come spalatino), Nikica Cukrov (14\/3), Ivan Gudelj (33), Dragan Holcer (52\/45), Jure Jerkovi\u0107 (43\/42), Ivan Katalini\u0107 (13), Branko Milju\u0161 (14), Dra\u017een Mu\u017eini\u010d (32), Branko Oblak (46\/14), Luka Peruzovi\u0107 (18\/14), Bla\u017e Sli\u0161kovi\u0107 (26\/15), Zlatko Vujovi\u0107 (70\/45), Zoran Vujovi\u0107 (34\/23), Zoran Vuli\u0107 (25\/9) e Slavi\u0161a \u017dungul (14). Gioc\u00f2 pure un giovanissimo Aljo\u0161a Asanovi\u0107 che \u201craccolse\u201d tre presenze e Robert Jarni che registr\u00f2 sette presenze.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-1970-1991\/'>Hajduk Split, 1970 - 1991<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 380.80 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-1970-1991\/?wpdmdl=778&refresh=6a336c48801751781754952\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 15 luglio 2006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la fine della seconda guerra mondiale l\u2019Hajduk pensava di avere la strada aperta verso<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1304,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[58],"tags":[],"class_list":["post-240","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-hajduk-split"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=240"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1816,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240\/revisions\/1816"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1304"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=240"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=240"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=240"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}