{"id":242,"date":"2014-04-15T14:20:13","date_gmt":"2014-04-15T14:20:13","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/una-fucina-inesauribile-di-campionissimi-8-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:19:18","modified_gmt":"2023-11-25T08:19:18","slug":"una-fucina-inesauribile-di-campionissimi-8-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/una-fucina-inesauribile-di-campionissimi-8-e-continua\/","title":{"rendered":"Una fucina inesauribile di campionissimi  (8 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>La Dalmazia \u00e8 stata sempre una fucina di talenti sportivi. Ancor oggi continua a sfornare stelle a bizzeffe e non soltanto in campo calcistico. Ha quasi dell\u2019incredibile la capacit\u00e0 del vivaio dalmata di \u201cregalare\u201d in continuazione campionissimi in tutti gli sport, imperniati sul pallone. Naturalmente il calcio la fa da padrone. E Spalato \u00e8 ovviamente la citt\u00e0 simbolo di questa incessante \u201cproduzione\u201d di star calcistiche. E l\u2019Hajduk, \u00e8 la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Il club spalatino ha espresso nei suoi quasi 100 anni di proficua attivit\u00e0 tantissimi campioni a livello nazionale, ma pure internazionale. Molti di essi hanno militati sopratutto nella compagine dalmata, ma tanti altri hanno dato vita a una \u201cdiaspora\u201d calcistica che ha \u201carricchito\u201d tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell\u2019ex Jugoslavia e dell\u2019Europa che conta in campo \u201cpallonaro\u201d. E ogni volta il miracolo si \u00e8 ripetuto. Quando sembrava che l\u2019Hajduk avrebbe risentito magari di cotante defezioni e non sarebbe stato in grado di rimpiazzare quanti erano partiti, sono spuntati subito all\u2019orizzonte altri talenti di prim\u2019ordine. E il ciclo \u00e8 proseguito. Il mito della squadra spalatina si \u00e8 consolidato e nella leggenda sono entrati un mare di campioni.<br \/>\nIn seguito passeremo in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell\u2019Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Vladimir Beara \u00e8 stato il miglior portiere<\/strong><\/span><br \/>\nIl migliore. Secondo vari criteri e da vari punti di vista Vladimir Beara \u00e8 stato il migliore portiere nel suo periodo e non solo. Beara \u00e8 nato il 26 agosto 1928 nel paesino di Zelovo, vicino a Sinj. \u00c8 stato un pilastro dell\u2019Hajduk e della nazionale jugoslava per la quale ha collezionato 60 presenze. Di queste 35 sono state conseguite nel periodo spalatino.<br \/>\nNelle file dell\u2019Hajduk \u00e8 venuto nell\u2019estate del 1946. E quasi per caso. Infatti era un grande tifoso degli spalatini. Durante uno degli allenamenti ai quali regolarmente assisteva Beara fu notato da\u00a0 uno degli assistenti dell\u2019allenatore dell\u2019epoca, Jozo Mato\u0161i\u0107, che gli propose di andare tra i pali. Par\u00f2 l\u2019impossibile e gi\u00e0 il giorno dopo si aggreg\u00f2 agli juniores su espresso desiderio dell\u2019allenatore della prima squadra Leo Leme\u0161i\u0107. Dopo un anno di attesa e di \u201dscuola\u201d nell\u2019estate del 1947 Beara entr\u00f2 a far parte della prima squadra. Con gli spalatini conquist\u00f2 tre scudetti. Il primo arriv\u00f2 nel 1950; fecero seguito quelli del 1952 e del 1954\/55 (questa fu la sua ultima stagione nell\u2019Hajduk prima di andare a Belgrado, dove milit\u00f2 tra le file della Stella Rossa). In totale collezion\u00f2 ben 308 presenze. A Belgrado conquist\u00f2 ancora quattro scudetti e due coppe nazionali. Da segnalare la stagione 1959\/60 quando fu proclamato il migliore giocatore in Jugoslavia: fu la prima volta che un portiere ottenne un simile riconoscimento. Dopo Belgrado and\u00f2 all\u2019estero dove milit\u00f2 per l\u2019Alemania Achen e per la Victoria Koeln.<br \/>\nDopo una gloriosa carriera da calciatore si ciment\u00f2 in veste di allenatore. Il patentino lo ricevette in Germania nella scuola di Seppe Herberger. L\u2019esordio lo ebbe nel Friburgo nella stagione 1964\/65. Seguirono due stagioni in Olanda prima di venire a Fiume dove si ferm\u00f2 per una stagione. Dopo una nuova esperienza olandese nella stagione 1970\/71 come secondo di Slavko Lju\u0161tica conquist\u00f2 lo scudetto con l\u2019Hajduk dopo ben 16 anni. Dopo altri girovagare in piccole squadre come l\u2019Osijek, Troglav Livno e un po\u2019 all\u2019estero approd\u00f2 sulla panchina della nazionale del Camerun. Un po\u2019 a sorpresa conquist\u00f2 la Coppa Africa ricevendo in seguito tutte le pi\u00f9 alte onorificenze del Paese. Ritornato in Jugoslavia non ebbe fortuna di sedersi su panchine importanti e chiuse la carriera nel Bregalnica di \u0160tip in Macedonia.<br \/>\nNella nazionale Jugoslava esord\u00ec nel 1950 sostituendo Sr\u0111an Mrku\u0161i\u0107, all\u2019epoca insostituibile, diventando a sua volta un perno della nazionale per ben nove anni. Partecip\u00f2 a tre mondiali (1950, 1954 e 1958) e alle Olimpiadi del 1952 dove vinse la medaglia d\u2019argento. Da segnalare nel 1953 pure una presenza nella nazionale dell\u2019Europa.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Vladimir Kragi\u0107, il \u00abpiccolo\u00bb centravanti<\/strong><\/span><br \/>\nVladimir Kragi\u0107 \u00e8 magari un calciatore poco noto dell\u2019Hajduk, ma fu una pedina molto importante della compagine spalatina prima della seconda guerra mondiale. Gioc\u00f2 nella squadra dalmata per 11 anni.<br \/>\nNato a Spalato l\u20198 giugno 1910 fu un classico centravanti. Per l\u2019Hajduk gioc\u00f2 la bellezza di 354 partite segnando ben 266 reti. Oggi nella storia della societ\u00e0 dalmata \u00e8 al sesto posto in quanto a reti messe a segno. Con l\u2019Hajduk vinse lo scudetto nel 1929, mentre nel 1933 si laure\u00f2 capocannoniere con 21 reti. Con la nazionale esord\u00ec il 4 maggio 1930 a Belgrado contro la Romania. In solo quattro anni di militanza registr\u00f2 sei presenze e quattro reti.<br \/>\nDa giovane non sembrava destinato a una carriera da sportivo n\u00e9 tanto meno da calciatore. Piccolo di statura anche se atletico aveva dei piccoli piedi. Poi si cap\u00ec che proprio grazie a questi piccoli piedi aveva una presa e un tiro micidiale. Fu un calciatore completo che nella sua carriera gioc\u00f2 in tutte le posizioni, meno quella di portiere.<br \/>\nRimane negli annali la partita del 1933 quando a Spalato arrivarono gli zagabresi dell\u2019HA\u0160K. Fin\u00ec 7-1 per i dalmati: un risultato importante conoscendo la forza delle due squadre, ma ancora di pi\u00f9 per Kragi\u0107 che segn\u00f2 tutte e sette le reti dei padroni di casa!<br \/>\nVladimir Kragi\u0107 rimase sempre legato alla sua Spalato. Finita la carriera di calciatore lasci\u00f2 quasi del tutto il mondo del calcio, tanto che neppure veniva allo stadio. Ma essendo stato il \u201cvicino di casa\u201d dell\u2019ex stadio dell\u2019Hajduk sentiva tutto.<br \/>\n\u00c8 morto il 17 settembre 1975 a Spalato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Leo Leme\u0161i\u0107, da attaccante ad arbitro<\/strong><\/span><br \/>\nLeo Leme\u0161i\u0107 e il calcio sono stati davvero compagni inseparabili. Nato a Sinj l\u20198 giugno 1908, si avvicin\u00f2 al mondo dello sport a 13 anni, ovvero nel 1921. Ma non al calcio. La sua prima passione fu la vela. Pure nel 1921 fu attratto dall\u2019atletica, una delle sezioni dell\u2019Hajduk. Dedic\u00f2 tre anni a questo nobile sport, ma milit\u00f2 pure nella squadra di rugby. Il calcio non gli era del tutto estraneo avendo\u00a0 giocato sporadicamente nel Dalmatinac, ma gli piaceva di pi\u00f9 la pallanuoto. Nel 1924 questo atleta polivalente fu notato da Luka Kaliterna. Fu aggregato alla squadra juniores, pi\u00f9 per scommessa che per altro motivo, visti i numerosi e svariati interessi del giovane. Solo due anni pi\u00f9 tardi, nel 1926, esord\u00ec in prima squadra e vinse poco dopo il primo scudetto! Seguirono a breve distanza altri due: nel 1927 e nel 1929. Alla fine gli amanti della statistica segnarono accanto al nome di Leo Leme\u0161i\u0107 la bellezza di 491 presenze e 455 reti! Breve la carriera nella nazionale jugoslava. Esord\u00ec il 10 maggio 1929 a Bucurest contro la Romania. La chiuse a Zagabria solo tre anni dopo. In totale cinque presenze e tre reti. Troppo poco per un genio calcistico come Leo Leme\u0161i\u0107. La carriera di calciatore ufficialmente la concluse nel 1940. Quatto anni pi\u00f9 tardi fu tra i dirigenti dell\u2019Hajduk che ricostruirono la squadra a Lissa (Vis). Fu presente alla prima partita e in mancanza di un arbitro, si improvvis\u00f2 tale anche senza patentino. Questo ruolo gli piaceva cos\u00ec tanto e alla prima occasione, nel 1946 prese il patentino di arbitro e solo due anni dopo, partecip\u00f2 alle Olimpiadi di Helsinki. Il pi\u00f9 grande riconoscimento come arbitro lo ricevette nel 1950 arbitrando ai Mondali in Brasile. Esperienza ripetuta otto anni dopo, nel 1958, in Svezia. Per ben 12 anni dal 1948 al 1960 fu arbitro internazionale. In totale furono 337 partite dirette da Leo Leme\u0161i\u0107 come arbitro e 101 come guardalinee. In seguito rimase legato al calcio come delegato anche internazionale per parecchi anni. Mor\u00ec il 15 agosto 1978 nel capoluogo dalmata.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Frane Mato\u0161i\u0107, capocannoniere per antonomasia dei dalmati<\/strong><\/span><br \/>\nFrane Mato\u0161i\u0107 \u00e8 una della maggiori leggende nella storia dell\u2019Hajduk. Tuttora \u00e8 il numero uno in quanto a presenze e numero di reti segnate: complessivamente 739 presenze e 729 reti. Queste sono di sicuro cifre che ancora a lungo rimarranno inattaccabili.<br \/>\nNato a Spalato il 25 novembre 1918, il suo primo vero contatto con il pallone lo ebbe a 9 anni subito nell\u2019Hajduk. Il suo primo allenatore fu il leggendario Luka Kaliterna. Ebbe una carriera fulminante nelle giovanili cosicch\u00e9 nella prima squadra esord\u00ec nel 1934 ad appena 16 anni contro lo Slavia di Sarajevo. Arrivare alla prima squadra fu un successo enorme se pensiamo che all\u2019epoca erano insostituibili (e le sostituzioni non erano ancora state \u201cinventate\u201d) Leo Leme\u0161i\u0107 e Vladimir Kragi\u0107. Che Mato\u0161i\u0107 fosse predestinato ad una grande carriera, Luka Kaliterna, che nel frattempo aveva assunto le redini della prima squadra, lo cap\u00ec subito e dal modulo con due attaccanti pass\u00f2 a quello a tre punte spostando sulle ali gli attaccanti in auge\u00a0 fino a quel momento e promuovendo Mato\u0161i\u0107 al ruolo di centravanti unico. Parecchi furono i successi personali e quelli conseguiti con l\u2019Hajduk. Nella stagione 1940\/41 vinse il campionato della Croazia, bissando il successo nel 1946, quando fu pure miglior marcatore con 13 reti. Seguirono gli scudetti nei campionati della Jugoslavia del 1950, 1952 e 1954\/55. Nella stagione 1948\/49 fu il capocannoniere del campionato con 16 reti. Con l\u2019Hajduk gioc\u00f2 fino al 1956 quando chiuse la carriera a 38 anni. Trascorse solo due anni lontano da Spalato militando nel BSK di Belgrado e nel Bologna.<br \/>\nFinita la carriera di calciatore per quasi due anni fu amministratore nell\u2019Hajduk; nel gennaio 1957 divent\u00f2 allenatore e vi rimase fino a giugno del 1958. Vi ritorn\u00f2 insieme con Ozren Nedoklan nella stagione 1964\/65. Nel 1957 fu allenatore della nazionale jugoslava e l\u2019anno successivo di quella juniores. Per un breve periodo fu allenatore in Tunisia.<br \/>\nNella nazionale jugoslava Mato\u0161i\u0107 esord\u00ec l\u20198 maggio 1938 a Bucurest contro la Romania decidendo la partita con una rete. Seguirono altre otto presenze prima della seconda guerra mondiale e sette dopo il confl itto. Segn\u00f2 in totale sei reti in nazionale di cui pure quella decisiva nell\u2019ultima partita il 9 maggio 1953 contro la Grecia a Belgrado. Partecip\u00f2 con la nazionale alle Olimpiadi del 1948 dove conquist\u00f2 l\u2019argento.<br \/>\nDa segnalare che fece parte della squadra dell\u2019Hajduk, nella prima partita disputata il 7 maggio 1944 a Lissa (Vis). Fu un classico centravanti che segn\u00f2 una marea di reti. Precisissimo ai calci di rigore, fu ottimo pure nei calci di punizione, ma segn\u00f2 pure parecchie reti calciando da fuori dell\u2019area di rigore.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>I \u00abgrandi fratelli\u00bb Poduje<\/strong><\/span><br \/>\nI leggendari fratelli Poduje, Jo\u017ee e \u0160ime segnarono la storia nei primi anni della societ\u00e0 spalatina. \u0160ime Poduje nacque a Lissa (Vis) il 19 maggio 1905. Nella prima squadra dell\u2019Hajduk esord\u00ec nel 1927, giusto in tempo per conquistare lo scudetto di quell\u2019anno. Successo bissato due anni pi\u00f9 tardi. Rimase all\u2019Hajduk fino al 1931 collezionando in totale 226 presenze e 87 reti. Rest\u00f2 poi tutta la vita legato alla squadra dalmata dove ricopr\u00ec svariate funzioni; per un breve periodo di tempo fu pure arbitro. Soltanto durante un breve periodo di studi a Lubiana e Zagabria gioc\u00f2 della amichevoli con il Primorje e l\u2019Iliria a Lubiana e il Gra\u0111anski a Zagabria.<br \/>\nScarso fu il feeling con la nazionale nella quale esord\u00ec il 28 settembre 1924 contro la Cecoslovacchia a Zagabria. La partita pass\u00f2 alla storia visto che tutti i giocatori (escluso portiere) erano dell\u2019Hajduk. In totale in tre anni di nazionale gioc\u00f2 tre partite senza segnare alcuna rete.<br \/>\n\u00c8 rimasto ricordato come un giocatore che non \u00e8 stato mai ammonito, mai espulso, mai punito per nessuna ragione. Un giocatore pulito.<br \/>\nAncora pi\u00f9 che sportivo e calciatore Poduje fu un uomo molto colto. Parlava cinque lingue e ben presto divent\u00f2 un profilico autore di libri. Portano la sua firma le prime due monografie dell\u2019Hajduk. Anche da calciatore con altri due illustri colleghi, il fratello Veljko e Leo Leme\u0161i\u0107, firm\u00f2 il libro sull\u2019esperienza dell\u2019Hajduk nella tourn\u00e9e in Sudamerica. Gi\u00e0 nel 1929 cominci\u00f2 a pubblicare una rivista calcistica, il Football. Seguirono tanti anni di collaborazioni con giornali zagabresi e belgradesi.<br \/>\nPer un breve periodo fu pure allenatore di piccole squadre del retroterra spalatino. Fu pure fondatore nel 1939 della societ\u00e0 di vela di Spalato.<br \/>\nMor\u00ec il 31 ottobre 1966 a Spalato. Come riportarono i giornali d\u2019epoca spir\u00f2 mentre era intento a guardare un reportage sulla partita di campionato tra il suo Hajduk e il \u010celik di Zenica.<br \/>\nSuo fratello Veljko Poduje nacque il 24 febbraio 1907 a Sebenico. Fu ricordato come \u201cil professore\u201d. Centrocampista di ottimo livello, gioc\u00f2 per dieci anni all\u2019Hajduk, dal 1922 al 1932 collezionandolo in totale 248 partite e 25 reti. Come il fratello vinse due scudetti (1927 e 1929). In nazionale gioc\u00f2 pure tre partite, lo stesso numero \u201ccollezionato\u201d dal fratello. Soltanto per un breve periodo, durante gli studi, gioc\u00f2 per il Concordia nella partite amichevoli.<br \/>\nFinita la carriera di calciatore gioc\u00f2 un ruolo fondamentale nello sport e nel calcio a Fiume. Fu fondatore a Fiume dell\u2019Unione degli allenatori nel 1952 e suo presidente per due mandati, nel 1956-57 e nel 1960-71. Come allenatore guid\u00f2 l\u2019Orijent di Crimea.<br \/>\nPer un certo periodo di tempo fu attivo come arbitro. Per oltre 20 anni fu giornalista sportivo di Radio Fiume.<br \/>\nMor\u00ec nel 1993 nel capoluogo quarnerino.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Vinko Radi\u0107, \u00e8 stato un\u2019ala irresistibile negli Anni venti<\/strong><\/span><br \/>\nVinko Radi\u0107 fu una delle migliori ali degli anni \u201820. Nato a Spalato il 2 febbraio 1898, scopr\u00ec il calcio subito dopo la fine della prima guerra mondiale, nel 1918. Nel 1920 ormai era gi\u00e0 membro della prima squadra. Il giocatore \u00e8 rimasto una<br \/>\npedina insostituibile della compagine dalmata fino al 1929.<br \/>\nIn totale ha giocato ben 283 partite segnando 96 reti. Vinko Radi\u0107 \u00e8 stato uno dei giocatori pi\u00f9 importanti nella conquista dello scudetto del 1927, il primo titolo spalatino.<br \/>\nHa avuto scarso successo nella nazionale dominata dai giocatori dei club zagabresi e belgradesi. Come i fratelli Poduje ha collezionato solo tre presenze dal 1924 al 1927.<br \/>\n\u00c8 scomparso prematuramente nel 1945 a Spalato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-players-legend-part-1\/'>Hajduk Split, player's legend, part 1<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 406.17 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-players-legend-part-1\/?wpdmdl=780&refresh=6a3353aa88f0f1781748650\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo l&#8217;11 novembre 2006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Dalmazia \u00e8 stata sempre una fucina di talenti sportivi. 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