{"id":243,"date":"2014-04-15T14:22:05","date_gmt":"2014-04-15T14:22:05","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/i-dalmati-imbattibili-nel-gioco-del-pallone-9-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:19:44","modified_gmt":"2023-11-25T08:19:44","slug":"i-dalmati-imbattibili-nel-gioco-del-pallone-9-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/i-dalmati-imbattibili-nel-gioco-del-pallone-9-e-continua\/","title":{"rendered":"I dalmati imbattibili nel gioco del pallone  (9 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Continuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell\u2019Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Di grandi campioni la Dalmazia ne ha sfornati tantissimi, per cui c\u2019\u00e8 solo l\u2019imbarazzo della scelta nel presentarli. Ha avuto ed ha quasi dell\u2019incredibile la capacit\u00e0 del vivaio dalmata di \u201cregalare\u201d in continuazione campionissimi in tutti gli sport, imperniati sul pallone. Naturalmente il calcio la fa da padrone. E Spalato \u00e8 ovviamente la citt\u00e0 simbolo di questa incessante \u201cproduzione\u201d di star calcistiche. E l\u2019Hajduk, \u00e8 la squadra per antonomasia, quando si parla di compagini in grado di sfornare giocatori di grosso calibro. Il club spalatino ha espresso nei suoi quasi 100 anni di proficua attivit\u00e0 tantissimi campioni a livello nazionale, ma pure internazionale. Molti di essi hanno militati sopratutto nella compagine dalmata, ma tanti altri hanno dato vita a una \u201cdiaspora\u201d calcistica che ha \u201carricchito\u201d tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell\u2019ex Jugoslavia e dell\u2019Europa. E nonostante tutte queste continue \u201cdefezioni\u201d, l\u2019Hajduk \u00e8 rimasto squadra di rango e ha sempre rimpiazzato quanti erano partiti verso lidi \u201cfinanziariamente\u201d migliori, con altri talenti locali di prim\u2019ordine. E il ciclo \u00e8 proseguito. Il mito della squadra spalatina si \u00e8 consolidato e nella leggenda sono entrati un mare di campioni.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ante Ton\u010di Bona\u010di\u0107, ritenuto un vero artista del pallone<\/strong><\/span><br \/>\nEra considerato il primo gentiluomo del calcio. Nacque il 12 giugno 1905 a Spalato. Ragazzo precoce gi\u00e0 a 16 anni entr\u00f2 a far parte della prima squadra dell\u2019Hajduk. Fu uno dei giocatori portanti della compagine spalatina per ben 12 anni. Vinse i primi due titoli nazionali del 1927 e 1929. Rimase nella file dell\u2019Hajduk dal 1921 al 1933. In totale per i bianchi di Spalato collezion\u00f2 253 partite e 118 reti. Gioc\u00f2 come centravanti e come ala sinistra. Fu uno dei pochi giocatori dotati di un fisico non possente a cavarsela egregiamente in questi ruoli.<br \/>\nPer la nazionale jugoslava collezion\u00f2 nove presenze e tre reti. Esord\u00ec il 28 settembre 1924 contro la Cecoslovacchia a Zagabria: fu una partita storica in quanto scesero in campo ben 10 giocatori dell\u2019Hajduk. L\u2019ultima partita la gioc\u00f2 a Poznan in Polonia nel 1931. Partecip\u00f2 pure alle Olimpiadi del 1928.<br \/>\nAll\u2019epoca fu considerato un vero artista del pallone. Grande tecnica e grande dribbling con tanta velocit\u00e0: fu un vero rebus per i difensori delle altre squadre. Ottimo con tutti e due i piedi, fu noto anche per le sue reti segnate con calci di punizione da distanze impensabili. Gli avversari per\u00f2 facevano notare che era un grande egoista e che giocava in primo luogo per se stesso sciupando tante occasioni pi\u00f9 propizie per i compagni di squadra.<br \/>\nNell\u2019estate del 1933 si trasfer\u00ec a Zagabria dove gioc\u00f2 per l\u2019HA\u0160K e poi per un breve periodo nel glorioso Gra\u0111anski. Poi fu uno dei primi a trasferirsi all\u2019estero. And\u00f2 in Francia nell\u2019Olimpique di Marsiglia. Vi rimase fino al 1936 quando prematuramente si ritir\u00f2 dal calcio giocato. La storia dice che i dirigenti dell\u2019Olimpique vedendolo giocare decisero di mettere nello stemma della squadra la scritta \u201cdroit au but\u201d ossia \u201cdirettamente in rete\u201d. Mor\u00ec nel 1948 ad Abbazia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Mirko Bona\u010di\u0107, carriera tutta nelle file dell\u2019Hajduk<\/strong><\/span><br \/>\nAnche se Ante era il pi\u00f9 famoso, non da meno fu Mirko Bona\u010di\u0107. Assieme al fratello Ante con il pi\u00f9 giovane Jerko riusc\u00ec a giocare in parallelo nella prima squadra dell\u2019Hajduk. Vedere tre fratelli in prima squadra era ed \u00e8 rimasta una rarit\u00e0.<br \/>\nMirko nacque a Spalato il 9 marzo 1903. Esord\u00ec nelle file dell\u2019Hajduk nel 1920. Conquist\u00f2 i primi due scudetti nel 1927 e nel 1929. In totale per gli spalatini gioc\u00f2 203 partite segnando ben 157 reti.<br \/>\nIn nazionale rimase poco. Esord\u00ec il 28 settembre 1924 come il fratello Ante, ma chiuse la carriera nazionale solo tre anni dopo, il 28 ottobre 1927 contro la Cecoslovacchia. In totale cinque partite e due reti, di cui la seconda nell\u2019ultima partita.<br \/>\nFu noto per i suoi dribbling, ma pure per l\u2019abilit\u00e0 di trovare le soluzioni migliori e pi\u00f9 semplici per andare in rete.<br \/>\nGioc\u00f2 solamente per l\u2019Hajduk dove chiusa la carriera nel 1930 a soli 27 anni. Poi, per un breve periodo di tempo, si dedic\u00f2 alla carriera di arbitro; indi per qualche anno fu allenatore di piccole squadre di localit\u00e0 attorno a Spalato. Mor\u00ec nel 1989 nel capoluogo dalmata.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Broketa, rete storica in zona Cesarini<\/strong><\/span><br \/>\nBroketa \u00e8 uno dei migliori giocatori di tutti i tempi nativi di Ragusa (Dubrovnik). Nacque il 24 dicembre del 1922 a Ragusa dove inizi\u00f2 la carriera calcistica nel GO\u0160K. L\u2019inizio della carriera fu molto condizionata dalla Seconda guerra mondiale. Tra il 1942 e 1945 milit\u00f2 nell\u2019Uskok di Zagabria, squadra di secondo livello nel campionato croato.<br \/>\nFinita la guerra, nel 1945 ritorn\u00f2 in Dalmazia, nelle file dell\u2019Hajduk. Vi rimase per ben undici anni, fino al 1956. Fu un ottimo terzino sinistro. Fu noto per la grande tenacia e l\u2019ottima capacit\u00e0 di bloccare gli attaccanti avversari.\u00a0 Per l\u2019Hajduk collezion\u00f2 ben 493 presenze, segnando, stranamente per un difensore, ben 70 reti! Rimarr\u00e0 nella storia dell\u2019Hajduk per la sua famosa rete segnata nel 1950 nell\u2019ultima giornata di campionato contro la Stella Rossa di Belgrado. Quella rete, messa a segno in zona Cesarini decise il campionato e port\u00f2 lo scudetto a Spalato. Cos\u00ec l\u2019Hajduk ridivent\u00f2 campione dopo ben 21 anni e Broketa fu considerato un vero eroe. Dopo arrivarono altri due scudetti nel 1952 e 1954\/55. Nel suo \u201ccarniere\u201d pure il campionato croato e la qualificazione per quello jugoslavo del 1946.<br \/>\nNell\u2019estate del 1956 si trasfer\u00ec nelle file dell\u2019Ajax di Amsterdam, ma ben presto ritorn\u00f2 nel Paese natio, a Zagabria dove gioc\u00f2 per il Lokomotiva e infine per la sua prima squadra, il GO\u0160K di Ragusa.<br \/>\nIn nazionale fu meno fortunato. Collezion\u00f2 soltanto tre presenze tra il 1947 e 1948. I pi\u00f9 grandi successi arrivarono \u201cdalla panchina\u201d. Infatti fu nella rosa della Jugoslavia che nel 1948 a Londra conquist\u00f2 la medaglia di argento alle Olimpiadi. Fu pure ai Mondiali del 1950, rigorosamente in panchina senza presenze.<br \/>\nFinita la carriera di giocatore, divent\u00f2 allenatore, prima del GO\u0160K e poi delle altre due squadre dell\u2019area ragusea, Dubrovnik e Slaven di Grude. Dopo una lunga malattia mor\u00ec nella sua Ragusa il 26 luglio 1985.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Kocijan, fortissimo nei tiri dalla distanza<\/strong><\/span><br \/>\nAttaccante di grande vedute. Grande atleta, gioc\u00f2 come centravanti, ala destra, ma fu pure ottimo organizzatore di gioco, dotato di un ottimo tiro dalla distanza. Nato a Zara il 17 gennaio 1917 fu nazionale sia della Jugoslavia che della Croazia.<br \/>\nLa carriera di calciatore la inizi\u00f2 nel 1931 nel Primorac di Zaravecchia (Biograd na moru). Per\u00f2 ben presto la sua famiglia si trasfer\u00ec a Sebenico, dove lui cominci\u00f2 a giocare per i locali\u00a0 dell\u2019Osvit. Vi rimase per soli due anni. Ormai la sua carriera di grande attaccante era segnata come pure il destino di trasferirsi e giocare in parecchie squadre.<br \/>\nNell\u2019estate del 1936 venne notato dagli zagabresi dell\u2019HA\u0160K. Al Zagabria rimase per tre stagioni e conquist\u00f2 lo scudetto del 1938. Nell\u2019estate del 1939 ritorn\u00f2 in Dalmazia, dove milit\u00f2 nell\u2019Hajduk di Spalato. Rimase pure qui ben poco, sole due stagioni, per un totale di 41 partite: segn\u00f2 per\u00f2 addirittura 54 reti! Riusc\u00ec a vincere anche lo scudetto della Croazia del 1940\/41. Durante la seconda guerra mondiale, dal 1941 al 1945, fu membro dell\u2019HA\u0160K. Pi\u00f9 per motivi pratici che per altri motivi, visto che tutto il calcio giocato sia a livello di campionato che a quello di nazionale era concentrato in quel periodo a Zagabria. Finita la guerra decise di rimanere a Zagabria. Siccome l\u2019HA\u0160K su decisione politica dovette \u201cchiudere\u201d, buona parte del giocatori, e cos\u00ec pure Kocijan, pass\u00f2 alla neofondata Dinamo di Zagabria, nata dalla fusione dello Sparta e dello Zet e molto ben vista dalla dirigenza dell\u2019epoca. Vi rimase per quattro stagioni, fino all\u2019estate del 1949 quando pass\u00f2 al Milicionar, sempre di Zagabria, dove fu parallelamente pure allenatore. Alla Dinamo vinse pure lo scudetto del 1948.<br \/>\nPer la nazionale croata gioc\u00f2 10 partite e segn\u00f2 una rete. Per la nazionale jugoslava invece collezion\u00f2 solamente una presenza. Per\u00f2 nel 1948 fu nella rosa della nazionale che partecip\u00f2 alle Olimpiadi di Londra dove vinse la medaglia di argento.<br \/>\nNell\u2019inverno del 1949 di punto in bianco le sue azioni di gioco, la sua grande inventiva, diminuirono drasticamente. Poco dopo gli fu diagnosticata una disfunzione cardiaca e subito fu ricoverato all\u2019ospedale zagabrese di Rebro. Vi rimase in cura per quattro mesi e mor\u00ec il 18 giugno 1949 a soli 32 anni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Slavko Lu\u0161tica, a Spalato giocatore insostituibile<\/strong><\/span><br \/>\nSlavko Lu\u0161tica dedic\u00f2 tutta la sua vita al mondo calcistico. Nacque l\u201911 gennaio 1923 a Kumbor. Inizi\u00f2 la carriera calcistica nel 1934 nelle file dell\u2019Osvit di Sebenico. Il sua grande talento fu notato nel 1940 e cos\u00ec pass\u00f2 nelle file dell\u2019Hajduk di Spalato, l\u2019unica squadra di livello nazionale in Dalmazia. Ben presto fu lanciato in prima squadra e divenne una colonna portante della compagine spalatina, un giocatore davvero insostituibile. Rimase nel capoluogo dalmata fino al 1956. In totale gioc\u00f2 ben 634 partite, segnando 86 reti. Il primo successo con gli spalatini lo conquist\u00f2 nella prima stagione, 1940\/41, quando l\u2019Hajduk si laure\u00f2 campione della Croazia, bissando il successo nel 1946, quando il campionato croato valeva come qualificazione per il campionato jugoslavo. Poi seguirono gli scudetti nei campionati jugoslavi del 1950, 1952 e 1954\/55.<br \/>\nStella di prima grandezza nell\u2019Hajduk, non ebbe troppa fortuna in nazionale. L\u2019esordio arriv\u00f2 il 23 agosto 1950 a Oslo contro la Norvegia. L\u2019ultima, la terza presenza, la collezion\u00f2 il 2 novembre 1952 a Belgrado contro l\u2019Egitto. Vinse la medaglia d\u2019argento nel 1952 a Helsinki.<br \/>\nFinita la carriera di calciatore divent\u00f2 allenatore e svolse con successo questa professione. La nuova carriera la inizi\u00f2 a Sebenico dove dal 1960 al 1965 resse le sorti del locale \u0160ibenik con grande successo. Dopo due anni passati allo Zadar, ritorn\u00f2 a guidare la compagine di Sebenico. Nell\u2019estate del 1969 arriv\u00f2 la tanto attesa chiamata dell\u2019Hajduk. Vi rimase fino all\u2019estate del 1972 e fu un grande successo. Fu memorabile la stagione 1970\/71 quando sotto la sua guida l\u2019Hajduk vinse, dopo ben 16 anni di \u201cdigiuno\u201d, lo scudetto. In quegli anni fu molto noto per la sua grande disponibilit\u00e0 al dialogo con i giocatori e la dirigenza. Furono anni molto tranquilli e di grandi successi. Finita l\u2019avventura spalatina si trasfer\u00ec a Lubiana dove allen\u00f2 l\u2019Olimpija dal 1973 al 1976.<br \/>\nOrmai stufo della carriera di allenatore ritorn\u00f2 a Spalato dove fu dirigente in primo luogo dell\u2019associazione degli allenatori prima e dopo delle squadre giovanili dell\u2019Hajduk fino al ritiro nel 1986. Per un breve periodo, soli 18 giorni, fu selezionatore della nazionale jugoslava. Si ritir\u00f2 per problemi di salute, senza dirigere nemmeno una partita. Mor\u00ec a Spalato nel 1992.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Maru\u0161i\u0107, terzino con un fisico possente<\/strong><\/span><br \/>\nNacque l\u201911 gennaio 1911 nella piccola citt\u00e0 dalmata di Almissa (Omi\u0161). Fu un grande difensore per tutta la carriera. Inizi\u00f2 la carriera nel Komita di Almissa (Omi\u0161) nel 1926. Solo due anni dopo fu notato dall\u2019Hajduk dove pass\u00f2 nel 1928 per rimanervi una vita. Nelle file degli spalatini rimase fino al 1941: collezion\u00f2 in totale 394 partite, segnando anche 15 reti. Nel suo \u201ccarnet\u201d anche due scudetti: uno jugoslavo del 1929 e uno croato della stagione 1940\/41. Fu un ottimo terzino destro conosciuto per il suo grande fisico ed anche un instancabile atleta.<br \/>\nPer la nazionale jugoslava collezion\u00f2 ben 16 presenze. Esord\u00ec contro la Bulgaria il 16 novembre 1930. Rimase nazionale fino al 1.mo gennaio 1935 e la partita\u00a0 contro la Romania.<br \/>\nFu membro dell\u2019Hajduk quando la societ\u00e0 fu rifondata nel 1944 sull\u2019isola di Lissa (Vis). Per\u00f2 ormai gli anni si facevano sentire cos\u00ec prima dell\u2019inizio delle partite del campionato jugoslavo decise di smettere con la carriera di calciatore. Per\u00f2 non di persona attiva nel mondo del calcio. Per un periodo fu pure arbitro.<br \/>\nMor\u00ec il 5 ottobre 1981 a Zagabria e venne sepolto nella sua natia Almissa (Omi\u0161).<br \/>\nQuando importante fu come calciatore dimostra il fatto che lo stadio di Omi\u0161 oggi porta il nome di \u00abAn\u0111elko Maru\u0161i\u0107 &#8211; Ferata\u00bb<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Jozo Mato\u0161i\u0107, un difensore con la vocazione del portiere<\/strong><\/span><br \/>\nUno dei pi\u00f9 importanti giocatori nella storia dell\u2019Hajduk, per anni capitano della squadra, grande difensore sinistro e buon allenatore o come dicono gli spalatini, il fratello di Franjo. Fu questo Jozo Mato\u0161i\u0107.<br \/>\nNacque il 27 gennaio 1913 a Spalato. Nella prima squadra dell\u2019Hajduk cominci\u00f2 a giocare nel 1931 e vi rimase fino al 1946. In totale la statistica dice che scese in campo per ben 471 volte, segnando, per un difensore, tantissimo, ben 53 reti.<br \/>\nCon i dalmati vinse due scudetti. Tutti e due croati, quelli del 1940\/41 e del 1946.<br \/>\nPer la nazionale jugoslava collezion\u00f2 24 presenze. La prima, il primo aprile 1934 contro la Bulgaria a Belgrado. L\u2019ultima, il 22 settembre 1940 pure a Belgrado contro la Romania. Alla fine della carriera di calciatore nel 1947 venne per un breve periodo a Fiume, dove gioc\u00f2 e allen\u00f2 il Quarnero. Ma la nostalgia per Spalato e l\u2019Hajduk era talmente forte che ben presto ritorn\u00f2 in Dalmazia per occuparsi delle giovanili.<br \/>\nDivent\u00f2 allenatore della prima squadra dell\u2019Hajduk nel 1951 sostituendo il leggenadario Luka Kalinterna. Vi rimase per tre anni fino al 1954. Durante la sua gestione va ricordato lo scudetto vinto nel 1952. In questo periodo fu noto il fatto che Jozo fu allenatore, mentre in campo il numero uno era suo fratello Franjo. Dopo la famosa tourn\u00e9e nel Sudamerica Jozo Mato\u0161i\u0107 decise di ritirarsi e trasferirsi a Ragusa (Dubrovnik). Nella \u201cPerla dell\u2019Adriatico\u201d assunse le redini dei locali del GO\u0160K. A Ragusa si ferm\u00f2 fino alla morte sopraggiunta il 28 febbraio 1999 all\u2019et\u00e0 di 86 anni.<br \/>\nQuello che ai pi\u00f9 magari sfugge \u00e8 la \u201ccarriera\u201d di Jozo Mato\u0161i\u0107 come portiere! Quando giunse a Spalato nel 1931, vi arriv\u00f2 come portiere! Infatti gli spalatini erano deboli in questo settore cosicch\u00e9 il giovane Jozo fu mandato nella tourn\u00e9e nel Sudamerica nel 1931 come riserva di Bartol \u010culi\u0107. A guidarli ci fu il leggendario Luka Kaliterna. Tra una partita e l\u2019altra a Kaliterna fu chiaro che il giovane Jozo aveva pure un futuro da difensore e lo prov\u00f2 a pi\u00f9 riprese come difensore sinistro. E fu un grande affare per l\u2019Hajduk, visto che dopo per tantissimi anni fu insostituibile in questo ruolo. Ma che nel profondo del suo animo l\u2019istinto di portiere rimanesse forte, lo dimostra la partita giocata dalla nazionale jugoslava a Istanbul contro la Turchia il 12 ottobre 1936. Infatti in quel periodo le \u201csostituzioni\u201d non erano ancora inventate. Nella ripresa il portire Spasi\u0107 si infortun\u00f2 e fu costretto a uscire dal campo. In porta ci fin\u00ec Jozo Mato\u0161i\u0107 e se la cav\u00f2 benissimo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-players-legend-part-2\/'>Hajduk Split, player's legend, part 2<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 441.01 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-players-legend-part-2\/?wpdmdl=781&refresh=6a333c36ce90c1781742646\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 9 dicembre 2006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell\u2019Hajduk, ripercorrendo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1310,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[58],"tags":[],"class_list":["post-243","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-hajduk-split"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=243"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1819,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/243\/revisions\/1819"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}