{"id":2435,"date":"2023-12-02T10:00:00","date_gmt":"2023-12-02T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2435"},"modified":"2023-12-01T21:19:30","modified_gmt":"2023-12-01T20:19:30","slug":"lo-junak-un-club-eroico-che-rivaleggio-con-i-piu-forti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2023\/12\/02\/lo-junak-un-club-eroico-che-rivaleggio-con-i-piu-forti\/","title":{"rendered":"Lo Junak, un club \u00aberoico\u00bb che rivaleggi\u00f2 con i pi\u00f9 forti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avete mai sentito menzionare il paesino di Gardun? Probabilmente no. Infatti si tratta di un villaggio che oggi conta 68 abitanti, situato nel comprensorio di Sinj (Signo). Per\u00f2 \u00e8 un paesino importante per la storia del calcio sia a Sinj che in tutta la Regione spalatino-dalmata. Infatti proprio a Gardun \u00e8 stata rinvenuta una lapide di Gaio Laberi, che teneva in mano un pallone simile all\u2019odierno pallone da calcio. Ora, la lapide \u00e8 vecchia circa 2000 anni, per cui parlare di calcio in termini moderni \u00e8 praticamente impossibile. Per\u00f2 a Sinj sono fieri di questa scoperta. Questa storica lapide venne poi installata sulla facciata della casa di Roman Perkovi\u0107 in via Vrli\u010dka nella cittadina dell\u2019entroterra dalmata. Questo fu un vero e proprio preludio a ci\u00f2 che accadde a Sinj alla met\u00e0 degli anni Venti del XX secolo!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel segno dei cechi<\/strong><br>Anche se in varie citt\u00e0 e paesi, non solo della Dalmazia, c\u2019\u00e8 stata sempre una sorta di \u201cguerra\u201d su dove sia stata giocata la prima vera partita di calcio nell\u2019attuale Croazia, qui rimasero tutti piuttosto cauti molto a lungo. Aspettarono i primi anni del XX secolo prima di parlare di calcio vero e proprio, cos\u00ec come lo conosciamo oggi. Erano anni difficili, segnati dagli eventi bellici, quando si ritrovarono a \u201cunire le forze\u201d i soldati austro-ungarici (principalmente cechi) di stanza in Dalmazia e i giovani del posto, cominciando a rincorrere un pallone. Il gioco del calcio era ormai da anni presente lungo la costa. Basti ricordare che l\u2019Hajduk di Spalato era stato fondato nel 1911.<br>Nel 1904 a Sinj inizi\u00f2 a operare la societ\u00e0 Hrvatski sokol per l\u2019educazione fisica. I membri di questa societ\u00e0 costruirono con i propri fondi la loro sede, oggi Casa della Cultura. Tuttavia, un anno chiave per gli inizi del calcio nella regione del fiume Cetina fu il 1912 quando Frano Tripalo Kekica port\u00f2 in loco il primo pallone da calcio. Nell\u2019archivio del club si possono trovare diverse informazioni sulla provenienza della prima palla. In alcuni luoghi si menziona Praga, in altri Parigi e infine determinate fonti tirano in ballo anche la Gran Bretagna. I genitori invece sostenevano che il pallone fosse un modo per portare guadagni ai calzolai, facendo s\u00ec che i ragazzi si rovinassero le scarpe. Comunque il pallone era uno degli svaghi preferiti dei ragazzi all\u2019epoca, in primo luogo nei mesi estivi. \u00c8 cos\u00ec il calcio lentamente, ma inesorabilmente, mise le sue radici sempre di pi\u00f9 nella regione della Cetina ed era solo questione di tempo che si arrivasse a organizzarlo sistematicamente sotto forma di prima squadra di calcio in questa zona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un dispetto a Spalato<\/strong><br>L\u2019idea di fondare il club nacque tra gli appassionati di calcio che inseguivano un pallone di cuoio per i prati della cittadina. Questi erano per lo pi\u00f9 studenti di Sinj che studiavano a Spalato, Zagabria e in altre citt\u00e0 e volevano giocare a calcio nella loro localit\u00e0 natia. A Sinj si dovette aspettare il 1916 e precisamente il 18 luglio. Fu questa la data quando i giovani appassionati e l\u2019associazione \u201cHrvatski sokol\u201d si incontrarono nella bottega di Bepica Vuleti\u0107. Il \u201cpunto principale all\u2019ordine del giorno\u201d che venne discusso fu la fondazione di una squadra di calcio. Ci fu subito un grande entusiasmo e la prima squadra di calcio di Sinj fu realmente fondata, con il nome, che si \u00e8 conservato fino ad oggi, di Junak! Ovvero Eroe. Il nome del club deriv\u00f2 dalla volont\u00e0 di fare un dispetto all\u2019Hajduk; quindi la gente di Sinj pot\u00e9 dire che se Spalato aveva l\u2019Hajduk, allora Sinj doveva avere lo Junak.<br>Il termine Hajduk, va rilevato, si potrebbe tradurre alla lettera come brigante, ma il fenomeno del brigantaggio, tale agli occhi dei dominatori dell\u2019epoca, nell\u2019Europa sudorientale era ed \u00e8 vissuto come un movimento di liberazione nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>In bianco e nero<\/strong><br>Il primo presidente del club Junak fu Ante Bro\u017e, sottufficiale austroungarico di origine ceca, mentre il suo vice fu Emil Bondij, un suo connazionale. Il segretario del club fu invece Frankuli Lubin, il tesoriere fu Petar Vuleti\u0107, mentre i membri del Consiglio furono Niko Man\u0111eralo, Filip Borkovi\u0107, Mirko Ka\u010di\u0107, Ante Laji\u0107, Ante \u017divalj e Frano Kalafati\u0107, tutti giovani del posto. Da subito furono registrati ben 42 giocatori. La maglia del club \u00e8 oggi di colore blu, ma all\u2019inizio del XX secolo i giocatori scendevano in campo con magliette in bianco e nero perch\u00e9, a causa della povert\u00e0, non era possibile procurarsi il tessuto blu per confezionare le stesse.<br>Ma dopo che si arriv\u00f2 alla fondazione del club sorsero molti problemi! In primis non esisteva un campo regolare; quindi lo Junak fu spesso costretto a giocare le sue partite da ospite sul campo dello Zmaj di Makarska, del Troglav di Livno o dello \u0160ator di Glamo\u010d. Dopo meno di un mese dalla fondazione dello Junak fu disputata la prima partita ufficiale. Nel cortile del frutteto di Tripal, conosciuto come \u201cTripinica\u201d, la squadra di Sinj gioc\u00f2 la sua prima partita ufficiale. A guidare i locali fu il capitano Mirko Ka\u010di\u0107. L\u2019avversario fu nientemeno che il grande e gi\u00e0 famoso Hajduk di Spalato. Gli spalatini schierarono in campo la loro prima squadra e forti dei cinque anni di attivit\u00e0 alle spalle s\u2019imposero senza problemi. Alla fine la partita fin\u00ec 13-0 per gli ospiti!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Mano tesa dell\u2019ammiraglio<\/strong><br>Il club non disponeva di locali propri, l\u2019attivit\u00e0 della societ\u00e0 veniva finanziata dai soci che mantenevano in vita la squadra raccogliendo gli scarti. E gli abitanti di Sinj avevano solo due palloni che rattoppavano proprio per non avere spese aggiuntive. I primi anni trascorsero a livello puramente dilettantistico, lontani dai vari campionati e dalle partite di pi\u00f9 alto livello, che gi\u00e0 si disputavano in un mondo del calcio che stava sempre di pi\u00f9 attecchendo nella regione dalmata. Stavano nascendo i primi veri campionati di calcio a livello nazionale, ma pure regionale. Dopo che un ammiraglio americano, comandante di una squadra navale arrivata a Spalato, vide il potenziale di Sinj e del calcio locale e decise di finanziare lo Junak, molti nomi nuovi e simpatizzanti arrivarono nella cittadina dell\u2019entroterra dalmata. Trascorsero cos\u00ec i primi vent\u2019anni, caratterizzati da una situazione difficile. Il primo vero aiuto sportivo arriv\u00f2 dall\u2019Hajduk di Spalato, che in pi\u00f9 occasioni regal\u00f2 al club di Sinj magliette, scarpette da calcio, palloni\u2026<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Uno spirito eccezionale<\/strong><br>Da registrare che nel 1922 la societ\u00e0 cambi\u00f2 il nome del club in Velebit. Per\u00f2 ripristin\u00f2, dopo nemmeno due anni, il nome originale, \u201ceroico\u201d, che il club porta ancor oggi. Nel 1923 il club ebbe il suo primo statuto incentrato sul lavoro e l\u2019organizzazione societaria, basato su tre principi essenziali. Le colonne portanti della strategia del club andavano dalla richiesta di uno spirito sportivo eccezionale, all\u2019attenzione a divulgare questo gioco tra i pi\u00f9 giovani per finire con il fatto che alle partite in Dalmazia e nella vicina Bosnia si andava a proprie spese. I giocatori si dovevano occupare delle realizzazione delle scarpette da gioco con le proprie scarpe e delle magliette con le proprie maglie. Anche se la maglietta del club avrebbe dovuto essere blu, a causa della povert\u00e0, si giocava principalmente, come gi\u00e0 rilevato, con combinazioni cromatiche bianconere.<br>Nel 1925 la societ\u00e0 lanci\u00f2 un\u2019iniziativa geniale, ovvero l\u2019organizzazione di un torneo tra squadre giovanili, proprio per sensibilizzare tutti sull\u2019importanza di sviluppare questo settore. E il progetto ebbe un successo tale che nel 1931 si contavano gi\u00e0 ben 190 iscritti.<br>Da registrare quanto avvenuto nel 1939 quando, tra lo stupore generale, lo Junak riusc\u00ec a battere niente meno che l\u2019Hajduk per 1-0. Autore della rete fu Bari\u0161i\u0107 su punizione da 20 metri nel finale di partita. Lo Junak scese in campo con Milo\u0161evi\u0107, \u0160ego, Vujovi\u0107, Babeli, Badurina (capitano), \u010cori\u0107, Deli\u0107, Dalbello, Bari\u0161i\u0107, Radulovi\u0107 e Grabovac. L\u2019Hajduk era comunque arrivato a Sinj con la sua seconda squadra visto che la prima era impegnata lo stesso giorno in una partita di campionato.<br>Finito l\u2019ultimo conflitto mondiale si torn\u00f2 a parlare di calcio anche nell\u2019entroterra dalmata. La societ\u00e0 fu rifondata e si inizi\u00f2 con le amichevoli. Tra le prime va segnalata la partita contro il Ponziana di Trieste, vinta per di pi\u00f9 per 1-0! Tuttavia, nonostante ci\u00f2, nel 1946, a causa della mancanza di fondi, lo Junak fu privato dell\u2019opportunit\u00e0 di competere per il titolo di campione della Dalmazia perch\u00e9 non si rec\u00f2 a disputare la partita contro il Vi\u0161an. E cos\u00ec il Vi\u0161an vinse il titolo senza colpo ferire!<br>Ma poich\u00e9 quelli furono comunque gli anni decisivi per il successo nello sport a Sinj, Bepo Britvi\u0107, un fan sfegatato del blues, cant\u00f2 l\u2019inno degli Eroi. Nella stagione 1946\/47 lo Junak gioc\u00f2 nel campionato di quarta zona, ovvero nel campionato della Dalmazia (Spalato-Zara). In un campionato a cinque, con squadre nettamente pi\u00f9 forti come lo \u0160ibenik e lo Zadar, non ci fu storia. Ultimo posto con otto sconfitte e solo cinque reti all\u2019attivo.<br>Passarono poi 10 anni trascorsi nei \u201cbassifondi\u201d calcistici regionali prima di tornare nel campionato della zona dalmata nella stagione 1958\/59. E fu un grande successo, in quanto lo Junak si piazz\u00f2 al secondo posto a sette punti dal vincitore, la Jadran di Ka\u0161tel Su\u010durac (Castel San Giorgio o Castel Suciuraz). Interessante notare che al torneo di questa Lega partecip\u00f2 pure il Tekstilac di Sinj, che per\u00f2 fini all\u2019ultimo posto. Nel corso degli anni lo Junak diventa membro stabile di questo campionato, sempre ai vertici della classifica Si and\u00f2 avanti cos\u00ec fino al campionato 1968\/69 quando la squadra pi\u00f9 forte di Sinj arriv\u00f2 a un passo dai play off per la qualificazione. Manc\u00f2 un solo punto per conseguire l\u2019obiettivo; il campionato fu vinto dallo Slaven di Tra\u00f9 (Trogir). Lo Junak, piazzandosi al secondo posto, ottenne il diritto di competere per il campione amatoriale della Croazia. Gli avversari furono il Tehni\u010dar (Karlovac), il Grani\u010dar (\u017dupanja) e lo Crikvenica. Alla fine il club di Signo vinse il torneo e si laure\u00f2 campione amatoriale della Croazia. Questo lo port\u00f2 a competere per il titolo nazionale. Per di pi\u00f9 organizz\u00f2 il torneo e alla fine si piazz\u00f2 al terzo posto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Partite di alto livello<\/strong><br>I giocatori non si persero d\u2019animo nemmeno in seguito e continuarono a giocare ad alti livelli. Cos\u00ec nella stagione 1969\/1970 s\u2019imposero nel campionato della zona dalmata. Vinsero ben 21 gare su 30, ma quello che che conta \u00e8 che furono primi con un punto in pi\u00f9 del loro pi\u00f9 grande avversario in quella stagione ossia il Neretva di Metkovi\u0107. Per\u00f2 la squadra si arrese poi al primo ostacolo nelle qualificazioni, ossia contro l\u2019Istra di Pola. Perse entrambe le partite, per 2-0 e per 5-3. Il sogno di una qualificazione nella Seconda Lega \u2013 Ovest si infranse subito. I giocatori di Signo ritentarono la scalata nella stagione successiva. Vinsero di nuovo il campionato dalmata con 18 vittorie su 28 gare lasciandosi alle spalle lo Zadar e il Solin che erano gli avversari pi\u00f9 agguerriti.<br>Il primo ostacolo fu lo Sloga di \u010cakovec, fresco vincitore del campionato della zona di Zagabria. La prima partita venne disputata a Sinj e i locali si imposero per 4-3. Un risultato che non induceva troppo all\u2019ottimismo. Si and\u00f2 cos\u00ec a \u010cakovec fra mille dubbi e paure. Tuttavia, lo Junak gioc\u00f2 davvero eroicamente, fedele al suo nome, e ottenne il successo ai calci di rigore. La parte regolamentare dell\u2019incontro fin\u00ec con la vittoria dello Sloga per 1-0. Ai rigori i locali sbagliarono un tiro e lo Junak si qualific\u00f2 nella Seconda Lega!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una festa senza limiti<\/strong><br>La festa per il successo non conobbe limiti. Le parole del giornalista dell\u2019epoca Bo\u017eo \u0160imle\u0161a descrivono a puntino la situazione: \u201cChe festa \u00e8 stata! Pi\u00f9 di mille tifosi si sono recati a \u010cakovec e hanno festeggiato\u2026 E quando sono tornati in Dalmazia e si sono diretti da Tra\u00f9 (Trogir) a Sinj, la festa non ha avuto limiti. Tutta la potenza dell\u2019auto \u00e8 stata messa a disposizione delle migliaia di tifosi di Junak, accompagnati dalle bandiere, dal forte squillo e dal lamento delle sirene, dallo scoppio dei petardi\u2026 Tutti si sono precipitati verso Sinj. La colonna si \u00e8 allungata passo dopo passo e mentre alcuni erano ancora a Spalato, la testa della colonna si era gi\u00e0 unita a un enorme esercito per le strade di Sinj. Sembrava un sogno. E il sogno di lunga data degli abitanti e dei tifosi dello Junak si \u00e8 avverato. Lo Junak \u00e8 entrato nella Seconda Lega e la Cetinska krajina ha festeggiato come solo essa sa fare\u2026\u201d.<br>I giocatori e la dirigenza del club furono portati via dal pullman sulle spalle dei tifosi e dei soci pi\u00f9 giovani della squadra di Sinj. Inoltre, mentre la colonna si muoveva per la citt\u00e0, da migliaia di voci si elevava il grido: \u201cBlu, blu\u201d, \u201cAvanti Junak\u201d. Anche l\u2019inno dello Junak venne cantato con orgoglio ed eroismo. I calciatori e la dirigenza furono accolti dai rappresentanti della vita socio-politica e sportiva, che augurarono loro nuovi successi. In occasione dell\u2019ingresso nella II Lega Federale, la banda cittadina tenne un concerto in Piazza Maresciallo Tito, mentre il gruppo vocale-strumentale \u201cAlkar\u201d cre\u00f2 una piacevole atmosfera in Piazza della Decima brigata partigiana d\u2019assalto dalmata. In quella storica prima stagione cadetta lo Junak mostr\u00f2 tutti i suoi difetti da esordiente.<br>La concorrenza era fortissima nel campionato occidentale. Il torneo fu alla fine vinto dal Rijeka che per\u00f2 poi non riusc\u00ec a qualificarsi in Prima lega. Lo Junak fin\u00ec al sedicesimo posto con nove vittorie e nove pareggi in 34 gare. La salvezza rimase a tre punti di distanza. Fu subito retrocessione in Terza lega, ossia nel campionato dalmata, girone nord. Arriv\u00f2 per\u00f2 immediatamente secondo dietro allo Zadar.<br>(1 e continua)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-junak-sinj-part-1\/'>History of Junak Sinj, part 1<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 304.20 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/history-of-junak-sinj-part-1\/?wpdmdl=2434&refresh=6a32e0dfcb8c01781719263\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 2 dicembre 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai sentito menzionare il paesino di Gardun? 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