{"id":245,"date":"2014-04-15T14:25:50","date_gmt":"2014-04-15T14:25:50","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/calciatori-provetti-e-allenatori-dal-fiuto-eccezionale-11-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:20:51","modified_gmt":"2023-11-25T08:20:51","slug":"calciatori-provetti-e-allenatori-dal-fiuto-eccezionale-11-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/calciatori-provetti-e-allenatori-dal-fiuto-eccezionale-11-e-continua\/","title":{"rendered":"Calciatori provetti e allenatori dal fiuto eccezionale (11 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Non solo grandissimi giocatori, ma anche allenatori di primo piano. Di straordinari campioni in campo e&#8230; sulla panchina la Dalmazia nel mondo del calcio (ma non solo) ne ha sfornati tantissimi. E molto spesso sono stati gli allenatori, grazie al loro fiuto, a \u201csegnare\u201d il destino dei calciatori: a capire quando un portiere poteva, ad esempio, farsi valere sull\u2019altro \u201cfronte\u201d del campo e divenire un ottimo attaccante. Di campioni sono state ricchissime tutte le \u201cmicroregioni\u201d della Dalmazia, ovvero sia l\u2019entroterra carsico, sia la costa, sia le isole. Naturalmente il magnete irresistibile per tutti i calciatori in erba \u00e8 stato l\u2019Hajduk, la squadra simbolo della Dalmazia, di cui in genere prima di divenire giocatori sono stati appassionati tifosi.<br \/>\nContinuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell\u2019Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Molti di questi campioni hanno dato vita a una \u201cdiaspora\u201d calcistica che ha \u201carricchito\u201d tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell\u2019ex Jugoslavia e dell\u2019Europa. Ma il vivaio dalmata \u00e8 riuscito sempre a compensare egregiamente ogni defezione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Andrija Ankovi\u0107, una rete a Jascin fece la sua fortuna<\/strong><\/span><br \/>\nAndrija Ankovi\u0107 \u00e8 stato uno dei migliori marcatori nella storia dell\u2019Hajduk, anche se per i pi\u00f9, purtroppo, resta un mezzo sconosciuto.<br \/>\nAnkovi\u0107 nacque a Gabela, localit\u00e0 alle spalle di Metkovi\u0107, il 16 luglio 1937. Inizi\u00f2 a giocare giovanissimo nella locale Sloga di Gabela per poi trasferirsi nella vicina Neretva di Metkovi\u0107 a 18 anni, nel 1955. Nel Neretva rimase per tre stagioni. Nell\u2019estate del 1958 pass\u00f2 nell\u2019Hajduk. La maglia numero nove del centravanti degli spalatini fu sua per 326 volte: segn\u00f2 la bellezza di 250 reti.<br \/>\nNella nazionale della Jugoslavia esord\u00ec il primo gennaio 1960 a Casablanca contro il Marocco. La sua ottava e ultima presenza in nazionale la registr\u00f2 ai Mondiali in Cile contro la Colombia il 7 giugno 1962. Una sola rete per la nazionale.<br \/>\nComunque in nazionale, nonostante le poche presenze, consegu\u00ec due importanti traguardi: la medaglia d\u2019oro alle Olimpiadi di Roma del 1960 e il quarto posto ai Mondiali di Cile nel 1962.<br \/>\nLa rete che lo stesso Ankovi\u0107 ricordava sempre era quella segnata al leggendario portiere russo Lav Jascin in un\u2019amichevole nel 1959, con un bel colpo di testa. Per un giovane al primo anno all\u2019Hajduk fu una grande, straordinaria rete: e non per niente parecchi dissero che quel gol eccezionale gli assicur\u00f2 il futuro nella compagine dalmata per eccellenza.<br \/>\nNella stagione 1964\/65 dovette espletare gli obblighi militari: indi disput\u00f2 ancora una stagione nell\u2019Hajduk. Nell\u2019estate del 1966 pass\u00f2 in Germania nelle file del F.C. Kaiserslautern dove rimase per tre stagioni e dove chiuse la carriera di calciatore.<br \/>\nSubito intraprese quella di allenatore presso il FC Landstuhla dove rest\u00f2 per\u00f2 solamente per una stagione. Ritorn\u00f2 poi in patria dove trov\u00f2 lavoro come allenatore all\u2019Omi\u0161 per un anno. Poi nell\u2019estate del 1971 ritorn\u00f2 a Spalato, ovvero all\u2019Hajduk che gli dette in gestione la squadra dei pulcini. Durante i sette anni all\u2019Hajduk arriver\u00e0 anche ad allenare gli juniores.<br \/>\nPoi divenne istruttore calcistico per la Federazione della regione dalmata.<br \/>\nMor\u00ec a Spalato il 28 aprile 1980 a soli 43 anni, in seguito a un attacco cardiaco. In suo onore nella sua natia Gabela dal 1987 durante la sosta invernale si gioca un torneo che porta il suo nome. Vi partecipano le \u201csue\u201d squadre: GO\u0160K Gabela, Neretva Metkovi\u0107 e Hajduk Spalato e in pi\u00f9 una squadra invitata dagli organizzatori.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Zvonko Bego, grande attaccante grazie al fiuto di Luka Kaliterna <\/strong><\/span><br \/>\nZvonko Bego, alla pari di Ankovi\u0107 ai pi\u00f9 \u00e8 un calciatore semisconosciuto, ma in realt\u00e0, in fatto di reti diede un grandissimo contributo alla compagine spalatina. Fu un attaccante puro. Bego nacque a Spalato il 19 dicembre 1940. Figlio di una famiglia di tre fratelli \u00e8 stato quello che ha avuto pi\u00f9 successo.<br \/>\nInizi\u00f2 a giocare subito all\u2019Hajduk, come&#8230; portiere! La sua carriera tra i pali per\u00f2 dur\u00f2 ben poco. Ebbe la fortuna che ad essere allora allenatore della squadra dalmata era una vera e propria legganda spalatina: Luka Kaliterna, uno che i campioni li \u201cvedeva\u201d a miglia di distanza. E cos\u00ec il fiuto del grande Kaliterna&#8230; colp\u00ec nel segno anche questa volta: gli bast\u00f2 vedere l\u2019abilit\u00e0 con la quale il giovanissimo Bego \u201cgestiva\u201d la palla. Gli diede fiducia e lo mand\u00f2 subito sull\u2019altro \u201cfronte\u201d del campo, in attacco! Ed ebbe ragione.<br \/>\nUn posto tra gli seniores dell\u2019Hajduk, Bego lo conquist\u00f2 nel 1957 grazie a una partita di coppa nazionale, nella quale segn\u00f2 subito. In seguito ripet\u00e8 parecchie volte una simile impresa: \u201cPer me era praticamente un sogno giocare in prima squadra con i grandi campioni dell\u2019Hajduk. Giocare questa partita con loro e per di pi\u00f9 segnare fu un\u2019esperienza indimenticabile. E i complimenti del leggendario Frane Mato\u0161i\u0107 dopo la gara mi dettero una gioia immensa\u201d.<br \/>\nPer l\u2019Hajduk gioc\u00f2 fino all\u2019estate del 1967. In totale per lui 375 partite e ben 173 reti.<br \/>\nProprio nella sua ultima stagione, 1966\/67 (non giocata per intero) arriv\u00f2 l\u2019unico trofeo, la coppa nazionale. Infatti la parte primaverile del campionato Bego non la disput\u00f2 per l\u2019Hajduk, ma bens\u00ec per il Bayern di Monaco di Baviera. Poi seguirono svariate squadre: l\u2019olandese Twente, il Bayer di Leverkusen e l\u2019Austria di Salisburgo prima di ritornare in patria nel 1971. Ma ormai non era pi\u00f9 pronto per le \u201cdisfide\u201d di Prima lega: cos\u00ec le sue ultime partite le disput\u00f2 prima nello Junak di Sinj e poi nell\u2019Uskok di Clissa.<br \/>\nPer la nazionale della Jugoslavia ha giocato per sei volte e segnato due reti. L\u2019esordio il 19 novembre 1961 contro l\u2019Austria per finire solo un mese dopo, il 14 dicembre 1961, contro Israele.<br \/>\nAnche se non gioc\u00f2 molto in nazionale, riusc\u00ec a vincere la medaglia d\u2019oro alle Olimpiadi di Roma del 1960 e questo pur non scendendo in campo nemmeno una volta. E a queste Olimpiadi e a Bego \u00e8 legato un aneddoto. Zvonko Bego voleva vedere questi Giochi e in primo luogo il torneo calcistico per cui, sicuro di non parteciparvi perch\u00e9 lontano dalla rosa della nazionale, compr\u00f2 un televisore, una rarit\u00e0 all\u2019epoca. A sole due settimane dall\u2019inizio dei Giochi arriv\u00f2 l\u2019insperato invito e la partenza per Roma.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Dragan Holcer, leggendario capitano dei \u00abbili\u00bb spalatini<\/strong><\/span><br \/>\nDragan Holcer fu il capitano dell\u2019Hajduk degli anni d\u2019oro, ovvero gli anni \u201870.<br \/>\nVenne al mondo il 19 gennaio 1945 nel campo di concentramento di Cvizlo. La carriera calcistica Holcer la inizi\u00f2 nel 1961 a Ni\u0161 nelle file del Radni\u010dki. Nell\u2019estate del 1967 si trasfer\u00ec a Spalato.<br \/>\nNelle file dell\u2019Hajduk disputer\u00e0 ben 419 partite segnando nove reti. Fu uno dei migliori stopper nella storia dell\u2019Hajduk. Con gli spalatini vinse tre scudetti 1970\/71, 1973\/74 e 1974\/75 e tre coppe nazionali 1972, 1973 e 1974. Nell\u2019estate del 1975 decise di abbandonare Spalato per trasferirsi in Germania nelle file del VB Stuttgart dove rimase per sei anni. Da incorniciare la sua prima stagione all\u2019Hajduk quando fu proclamato miglior giocatore della Jugoslavia.<br \/>\nOltre ad essere stato capitano delll\u2019Hajduk, fu pure per lungo tempo pure capitano della nazionale della Jugoslavia. Esord\u00ec in trasferta contro il Lussemburgo il 19 settembre 1965. L\u2019ultima partita con la maglia della nazionale fu l\u2019amichevole di Zenica contro l\u2019Unione Sovietica. In totale Holcer in nazionale gioc\u00f2 ben 52 partite di cui 45 come calciatore dell\u2019Hajduk. Nella sua carriera vinse la medaglia d\u2019argento agli Europei del 1968. In due occasioni gioc\u00f2 per la nazionale europea.<br \/>\nFinita la carriera di calciatore ritorn\u00f2 a Spalato dove ricopr\u00ec svariati incarichi nell\u2019Hajduk. Per un lungo periodo di tempo fu uno dei membri delle dirigenza e fino al 1986 presidente del settore giovanile. Per un breve periodo nel 2000 fu parte del trio che traghett\u00f2 l\u2019Hajduk tra due assemblee, in qualit\u00e0 di presidente.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>D\u017eemaludin Mu\u0161ovi\u0107, ala destra abilissima nei dribbling e veloce<\/strong><\/span><br \/>\nD\u017eemaludin Mu\u0161ovi\u0107 negli anni sessanta fu uno dei migliori attaccanti nell\u2019ex Jugoslavia. Era una classica ala destra: le sue caratteristiche di fondo erano la grande velocit\u00e0 e l\u2019abilit\u00e0 nei dribbling.<br \/>\nMu\u0161ovi\u0107 nacque il 30 ottobre 1944 a Pljevlja, in Montenegro.<br \/>\nDa giovane lasci\u00f2 la citt\u00e0 natale ed arriv\u00f2 a Sarajevo dove comp\u00ec i primi passi calcistici. La prima societ\u00e0 per la quale gioc\u00f2 fu un club semisconosciuto, il Partizan di Sarajevo. Pur militando nelle file di una \u201csquadretta\u201d riusc\u00ec ad essere nazionale jugoslavo juniores! L\u2019altro club della capitale bosniaca, il pi\u00f9 conosciuto e inoltre luogo club di Prima lega, ovvero il Sarajevo, lo not\u00f2 e nell\u2019estate del 1962 lo prese tra le proprie fila. Nel Sarajevo rimase per quattro stagioni. Stagioni in cui si fece notare in prima lega e in primo luogo dai dirigenti dell\u2019Hajduk che riuscirono a convincerlo a venire a Spalato nel 1966. Nel capoluogo dalmata rimase per tre stagioni. Per\u00f2 furono stagioni nel segno della rinascita dell\u2019Hajduk. In queste tre stagioni collezion\u00f2 189 presenze e ben 69 reti.<br \/>\nRitorn\u00f2 poi nel Sarajevo dove milit\u00f2 per altre tre stagioni prima di andare all\u2019estero. Prima tappa lo Standard Liegi; dopo tre anni and\u00f2 in Francia dove gioc\u00f2 nelle file del Valenciennes, squadra nella quale chiuse la carriera nel 1977.<br \/>\nCon l\u2019Hajduk ha vinto il suo unico trofeo, la coppa Jugoslavia nella stagione 1966\/67. Per la nazionale della Jugoslavia ha collezionato 10 presenze e due reti. L\u2019esordio il 19 novembre 1965 contro il Lussemburgo per chiudere il 6 aprile 1968 contro la Francia. Fece parte della nazionale che disput\u00f2 gli Europei del 1968.<br \/>\nLegato com\u2019era al mondo del calcio, finita la carriera di calciatore si diede a quella di allenatore. La prima squadra fu il Rudar di Kakanj nel 1981. Seguirono altre squadre della Bosnia ed Erzegovina, ovvero il Leotar di Trebinje, il \u010celik di Zenica e infine il suo Sarajevo. Ivica Osim lo volle come suo assistente nella nazionale jugoslava. Lavorarono insieme per quattro anni dal 1988 al 1992. Cos\u00ec partecip\u00f2 ai Mondiali del 1990 in Italia.<br \/>\nNel 1992 con l\u2019acquisizione dell\u2019indipendenza da parte della Bosnia ed Erzegovina cominci\u00f2 subito a lavorare per la Federcalcio di Sarajevo. Il primo incarico fu quello di direttore di tutte le nazionali. Con la guerra in atto in Bosnia nei primi anni novanta e la Federcalcio non riconosciuta a livello internazionale, per lui tutto fu molto difficile. Nel 1995, dopo il riconoscimento della federazione bosniaca da parte dell\u2019UEFA e della FIFA, D\u017eemaludin Mu\u0161ovi\u0107 divenne il primo selezionatore della nazionale della Bosnia ed\u00a0 Erzegovina. Diresse la nazionale per 18 gare fino al 1998. Dopo l\u2019insuccesso nelle qualificazioni per i mondiali del 1998 si dimesse. And\u00f2 in Qatar dove rimase fino al 2004 prima come allenatore di una squadra e in seguito come tecnico della nazionale. Alla fine del dicembre 2006 la Federcalcio bosniaca gli ha di nuovo affidato le redini della nazionale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Radomir Vuk\u010devi\u0107, rifiut\u00f2 il trasferimento all\u2019Ajax<\/strong><\/span><br \/>\nRadomir Vuk\u010devi\u0107, leggendario portiere della fine degli anni \u201860 e dell\u2019inizio anni \u201870, fu noto con il nome di Vu\u010dko.<br \/>\nNato a Knin il 15 settembre 1941, inanell\u00f2 la bellezza di 402 presenze nelle file dell\u2019Hajduk. La carriera di calciatore Vuk\u010devi\u0107 la inizi\u00f2 nel 1957 nella file della locale Dinara. Dopo sei anni venne notato dall\u2019Hajduk che nel 1963 lo prese nelle proprie file. Ci rimase per ben 10 anni sempre titolare tra i pali. Prosegu\u00ec la carriera per ulteriori tre anni in Francia dove par\u00f2 per l\u2019Ajaccio.<br \/>\nLunga fu pure la sua carriera in nazionale. Solo nove le presenze, ma in ben 45 occasioni fu portiere di riserva, un record. La sua \u201csfortuna\u201d fu che all\u2019epoca insostituibile in nazionale era il grande portiere Ilija Panteli\u0107. L\u2019esordio Vuk\u010devi\u0107 lo ebbe a Rotterdam contro l\u2019Olanda il 1.mo novembre 1967. L\u2019ultima, la nona presenza, il 22 settembre 1971 nell\u2019amichevole di Sarajevo contro il Messico. Fu nella rosa della Jugoslavia che nel 1968 conquist\u00f2 il secondo posto agli Europei di calcio.<br \/>\nE pensare che era predestinato ad essere un portiere di pallamano. Infatti i suoi primi passi nel mondo dello sport Vuk\u010devi\u0107 li fece in un campo di pallamano, uno sport pi\u00f9 popolare nella localit\u00e0 di Knin. Dopo pass\u00f2\u00a0 al calcio dove a soli 16 anni divenne portiere titolare nella locale Dinara impegnata nelle leghe inferiori. La grande promessa calcistica venne notata quasi da subito dall\u2019Hajduk. I primi contatti ci furono gi\u00e0 nel 1959. L\u2019emissario dell\u2019Hajduk riusc\u00ec senza troppe difficolt\u00e0 a convincere Vuk\u010devi\u0107 a trasferirsi a Spalato. Ma l\u2019avventura dur\u00f2 solo due mesi. La nostalgia di casa era troppa e Radomir torn\u00f2 a casa. Si fecero subito avanti il \u0160ibenik e l\u2019OFK Belgrado, ma non si riusc\u00ec a raggiungere un accordo perch\u00e9 Radomir Vuk\u010devi\u0107 non voleva lasciare Knin. Il secondo tentativo, nel 1963 port\u00f2 Vuk\u010devi\u0107 a Spalato in via definitiva. Esord\u00ec subito nella stagione nera per i spalatini che rischiarono pure la retrocessione. Nel 1967 arriv\u00f2 la prima coppa Jugoslavia e nel 1971 il titolo di campione nazionale, titolo assente da ben 16 anni! Infine nel 1972 Radomir Vuk\u010devi\u0107 vinse con gli spalatini la seconda coppa nazionale.<br \/>\nPrima di lasciere l\u2019Hajduk ed andare a giocare in Corsica Vuk\u010devi\u0107, cos\u00ec poco propenso ai cambiamenti, rifiut\u00f2 il passaggio al grande e fenomenale Ajax di Amsterdam.<br \/>\nL\u2019apice della carriera Vuk\u010devi\u0107 lo tocc\u00f2 il 18 luglio 1971 quando par\u00f2 nell\u2019amichevole contro il Brasile nel leggendario Maracan\u00e0 davanti a 200.000 spettatori, nella partita d\u2019addio di Pel\u00e8.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ante \u017daneti\u0107, era dotato di una straordinaria energia<\/strong><\/span><br \/>\nAnte \u017daneti\u0107, giocatore atipico, fu ottimo sia in difesa che in attacco, ma quello che lo caratterizz\u00f2 di pi\u00f9 fu la sua immensa energia: instancabile davvero per tutti i 90 minuti.<br \/>\nNato a Blato sulla isola di Curzola, il 18 gennaio 1936, inizi\u00f2 la carriera di calciatore nel 1952 nella file del locale Zmaj. Siccome era un giocatore promettente e sull\u2019isola le possibilit\u00e0 di \u201csviluppo calcistico\u201d erano poche allora come oggi, gi\u00e0 nel 1953 si trasfer\u00ec a Ragusa (Dubrovnik). Si ferm\u00f2 nella compagine ragusea per due anni prima di passare nel 1955 nelle file dell\u2019Hajduk.<br \/>\nNelle file dei bianchi di Spalato si ferm\u00f2 per sei anni. In totale registrer\u00e0 254 presenze con 41 reti. Poi si trasfer\u00ec in Belgio nel FC Brugge. Ci rimane ben poco, perch\u00e9 i dolori alla schiena furono sempre pi\u00f9 forti. Rimase a vivere in Belgio per trasferirsi, poi nel 1968, in Australia. Per tre mesi fu allenatore del Croatia di Sydney. Poi definitivamente abbandon\u00f2 il mondo del calcio.<br \/>\nNella nazionale jugoslava Ante \u017daneti\u0107 ha giocato 15 partite, segnando due reti. L\u2019esordio lo ha avuto a Hannover contro la Germania occidentale il 20 dicembre 1959. Nel 1960 ha vinto la medaglia d\u2019oro alle Olimpiadi di Roma e l\u2019argento agli Europei in Francia: poi ha abbandonato la nazionale.<br \/>\nHa partecipato all\u2019unica partita della nazionale croata nel 1956 contro l\u2019Indonesia.<br \/>\nCome ha detto lo stesso \u017daneti\u0107 la pi\u00f9 grande gioia della sua vita \u00e8 stata la firma del contratto con l\u2019Hajduk e le domeniche che non doveva pi\u00f9 tremare per il risultato degli spalatini, visto che ne era parte integrante.<br \/>\nRimase per sempre fedele all\u2019Hajduk. Siccome ha giocato negli anni difficili della storia dei spalatini, anni senza successo, le altre grandi squadre dell\u2019ex Jugoslavia hanno a pi\u00f9 riprese tentato di convincere \u017daneti\u0107 di venire nelle loro file. Per\u00f2 il grande amore per l\u2019Hajduk ha sempre avuto ragione.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-players-legend-part-4\/'>Hajduk Split, player's legend, part 4<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 472.64 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-players-legend-part-4\/?wpdmdl=783&refresh=6a33124b970ae1781731915\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 10 febbraio 2007.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non solo grandissimi giocatori, ma anche allenatori di primo piano. 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