{"id":246,"date":"2014-04-15T14:27:39","date_gmt":"2014-04-15T14:27:39","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/fior-di-campioni-dalla-difesa-all-attacco-12-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:21:25","modified_gmt":"2023-11-25T08:21:25","slug":"fior-di-campioni-dalla-difesa-all-attacco-12-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/fior-di-campioni-dalla-difesa-all-attacco-12-e-continua\/","title":{"rendered":"Fior di campioni dalla difesa all\u2019attacco (12 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Di straordinari campioni la Dalmazia nel mondo del calcio (ma non solo) ne ha sfornati tantissimi. Naturalmente il magnete irresistibile per tutti i calciatori in erba \u00e8 stato l&#8217;Hajduk, la squadra simbolo della Dalmazia, di cui in genere prima di divenire giocatori sono stati appassionati tifosi.<br \/>\nContinuiamo a passare in rassegna alcuni dei nomi di maggior spicco della storia dell&#8217;Hajduk, ripercorrendo le loro vite calcistiche e non. Molti di questi campioni hanno dato vita a una &#8220;diaspora&#8221; calcistica che ha &#8220;arricchito&#8221; tante altre squadre non solo della Croazia, ma anche dell&#8217;ex Jugoslavia e dell&#8217;Europa. Ma il vivaio dalmata \u00e8 riuscito sempre a compensare egregiamente ogni defezione. Stavolta ripercorriamo le carriere di due delle stelle pi\u00f9 luminose del calcio dalmata di tutti i tempi, Jurica Jerkovi\u0107 e Ivan Buljan, oltre a quelle di altro giocatori di spicco. Jurica Jerkovi\u0107 \u00e8 stato un centrocampista dai piedi d&#8217;oro, abilissimo nei dribbling e con una eccezionale visione di gioco. Ivan Buljan, da baluardo della difesa, ha saputo trasformarsi spesso e volentieri in marcatore: con il suo fisico possente ben difficilmente hanno potuto rivaleggiare gli attaccanti, ma anche i difensori avversari. Accanto a queste due leggende del calcio dalmata, possiamo menzionare subito anche un altro giocatore di<br \/>\ngran classe Vinko Cuzzi, il quale, appese le scarpette al classico chiodo, ha fatto valere il suo sapere. Laureato in legge, dopo la carriera di calciatore si \u00e8 fatto valere a Spalato come giudice del locale Tribunale. Come non ricordare, dulcis in fundo, una delle leggende del calcio sloveno che per tanti anni ha militato nella squadra spalatina, contribuendo in maniera decisiva al conseguimento di numerosi successi: Brane Oblak.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Miroslav Bo\u0161kovi\u0107, per otto anni un\u2019autentica colonna della difesa<\/strong><\/span><br \/>\nMiroslav Bo\u0161kovi\u0107 \u00e8 stato un difensore di grande affidabilit\u00e0. Nato a Belgrado il 3 gennaio 1947, inizi\u00f2 la sua carriera calcistica a Zara. La compagine locale dello Zadar, all\u2019epoca militava a livello regionale. In questa squadra si fece le ossa e disput\u00f2 le prime partite ufficiali. Ma il suo fisico, lo spirito combattivo e l\u2019ottima visione di gioco fecero s\u00ec che riusc\u00ec a cambiare squadra gi\u00e0 nel 1965, ovvero ad approdare al grande Hajduk.<br \/>\nA Spalato arriv\u00f2 nell\u2019anno della rinascita. La squadra aveva alle spalle una stagione terribile quando aveva rischiato addirittura la retrocessione. La compagine spalatina andava rifondata e per gettare le basi per un futuro migiore venne ingaggiato pure Bo\u0161kovi\u0107. Comunque inizialmente era un giocatore di \u201cseconda linea\u201d, una buona riserva che con il passare dei turni avrebbe avuto le sue occasioni per mettersi in mostra. Erano questi i piani: per\u00f2 tutto cambi\u00f2 il 22 agosto 1965. A Spalato \u201csbarc\u00f2\u201d la Stella Rossa di Belgrado. Da sempre un\u2019autentica partitissima. Uno degli incontri pi\u00f9 sentiti della stagione. Per l\u2019Hajduk il momento era tutt\u2019altro che favorevole. La lista degli infortunati era lunga, come pure quella dei \u201csemi infortunati\u201d.<br \/>\nBo\u0161kovi\u0107 la partita la segu\u00ec inizialmente dalla panchina. Ma dopo solo sei minuti uno dei difensori si infortun\u00f2 seriamente e l\u2019allenatore gioc\u00f2 la carta Bo\u0161kovi\u0107. Tra lo stupore del pubblico fece il suo ingresso per esordire in Prima lega. Gioc\u00f2 benissimo e fu il calciatore rilevazione di questa stagione; con il passare del tempo la scelta dell\u2019allenatore Du\u0161an Nenkovi\u0107 fu molto apprezzata. Divent\u00f2 quasi un titolare gi\u00e0 nella sua prima stagione nell\u2019Hajduk.<br \/>\nGovern\u00f2 la difesa dell\u2019Hajduk per ben otto anni. In totale la statistica registra ben 405 partite con addirittura 31 reti. Il primo grande successo di squadra lo registr\u00f2 gi\u00e0 nella seconda stagione, 1966\/67 quando l\u2019Hajduk vinse la coppa Jugoslavia. Successo poi bissato nel 1972. Riusc\u00ec a vincere anche il campionato Jugoslavo nella stagione 1970\/71. Nell\u2019ottobre del 1973 decise di cambiare maglia e di trasfersi a Belgrado dove firm\u00f2 per il Partizan. Una decisione \u201cbrutta\u201d per gli spalatini visto che in quella stagione vinse sia campionato e coppa. Miroslav Bo\u0161kovi\u0107 rimase a Belgrado per due stagioni prima di andare all\u2019estero, dove per tre stagioni milit\u00f2 nelle file dei francesi del Angers. Tornato in patria nel 1978 gioc\u00f2 per un club belgradese minore, il Sin\u0111eli\u0107.<br \/>\nPer la nazionale jugoslava Miroslav Bo\u0161kovi\u0107 ha giocato in totale sei partite. L\u2019esordio il 25 giugno 1968 contro il Brasile a Belgrado. L\u2019ultima il 9 luglio 1972 contro l\u2019Argentina.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Ivan Buljan, un difensore con la vocazione del gol<\/strong><\/span><br \/>\nNato l\u201911 dicembre 1949 nel paesino di Runovi\u0107i, Ivan Buljan fu noto per la sua grande disciplina, la professionalit\u00e0 e la gran mole di lavoro. Dotato di un fisico possente, fu una vera roccia in difesa, un baluardo quasi insuperabile per gli attaccanti avversari. Fu inoltre un vero jolly in difesa pronto a giocare in tutte le posizioni.<br \/>\nInizi\u00f2 la carriera calcistica nel locale Mra\u010daj. Nel 1965 disput\u00f2 la prima partita ufficiale per la prima squadra contro il Tekstilac di Sinj. Il primo ruolo? Quello di centravanti! Due anni dopo approd\u00f2 all\u2019Hajduk. Gi\u00e0 il 3 dicembre 1967 l\u2019esordio in prima squadra. Fu per\u00f2 un esordio amaro quello contro il Radni\u010dki di Ni\u0161. Fu sostituito dopo soli 30 minuti. Per\u00f2 accanto all\u2019allenatore Du\u0161an Nenkovi\u0107 prima e Bi\u0107e Mladini\u0107 poi, Ivan Buljan era pressoch\u00e9 predestinato a diventare un perno della difesa spalatina. Gioc\u00f2 nel momento d\u2019oro dell\u2019Hajduk. Quello che nella prima met\u00e0 degli anni \u201970 fece della compagine spalatina per eccellenza una squadra imbattibile che mieteva successi continui. Alle fine Ivan Buljan festeggi\u00f2 ben tre scudetti: 1970\/71, 1973\/74 e 1974\/75. Quattro le coppe nazionali: 1972, 1973, 1974 e 1975\/76. Per l\u2019Hajduk alla fine giocher\u00e0 la bellezza di 402 partite ufficiali segnando 58 reti.<br \/>\nAnche se il gol non era il suo mestiere, decisiva \u00e8 stata una sua rete nella partita contro il Partizan (finita per 4-3) quando l\u2019ultima rete messa a segno proprio da Buljan decise il campionato. Grazia a questa rete di Buljan Hajduk vinse il campionato dopo ben 16 anni!<br \/>\nL\u2019esordio in nazionale arriv\u00f2 il 26 settembre 1973 contro l\u2019Ungheria mentre l\u2019ultima partita la disput\u00f2 il 29 dicembre 1981 contro la Grecia. In veste di calciatore dell\u2019Hajduk registrer\u00e0 28 presenze in nazionale. Seguiranno poi cinque da giocatore dell\u2019Hamburg SV e tre dell\u2019americana Cosmos. In totale 36 presenze e due reti.<br \/>\nCon la nazionale ha disputato i mondiali in Germania del 1974 e la fase finale degli Europei del 1976 in Jugoslavia. Dopo meno di due anni \u00e8 diventato capitano della nazionale. Una rarit\u00e0 visto che era capitano in nazionale, ma non nell\u2019Hajduk.<br \/>\nNel 1975 la Slobodna Dalmacija lo proclam\u00f2 miglior sportivo della Dalmazia e il Ve\u010dernji list miglior calciatore della Jugoslavia.<br \/>\nNell\u2019estate del 1976 concluse la sua carriera nell\u2019Hajduk e si trasfer\u00ec in Germania nelle file del Hamburg SV dove si ferm\u00f2 per ben cinque anni. Due importanti successi li colse in Germania: lo scudetto nel 1979 e la finale della Coppa Campioni del 1980.<br \/>\nInfine arriv\u00f2 l\u2019avventura negli Stati Uniti dove approd\u00f2 nel 1981 e disput\u00f2 due stagioni nel nuovo campionato americano.<br \/>\nFece seguito il ritorno in patria. Dal 1990 al 1996 Ivan Buljan ha lavorato all\u2019Hajduk come direttore sportivo. Per\u00f2 la lontananza dal campo di calcio ha lasciato il segno nel suo animo e nella stagione 1996\/97 \u00e8 stato allenatore dell\u2019Hajduk e per un periodo nel 1999 della squadra di Sebenico &#8211; \u0160ibenik. Poi \u00e8 arrivato l\u2019invito dal Qatar dove ha allenato l\u2019Al Wakrahu. Ha avuto inizio cos\u00ec il suo girovagare che lo ha portato pure in Kuwait (Al Salmyju) e in Tunisia (L\u2019Etoil Sousseu). Nel 2001 \u00e8 approdato in Slovenia dove ha allenato il Primorje di Aidussina (Ajdov\u0161\u010dina). Infine il ritorno in Croazia alla guida dell\u2019Imotski.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Vinko Cuzzi, \u00abnon \u00e8 stato una stella ma un giocatore di indubbia classe\u00bb<\/strong><\/span><br \/>\nVinko Cuzzi fu un affidabile terzino destro e libero. Molto veloce in fascia e noto per il suo possente tiro. Fu un regista difensivo con una grande visione di gioco.<br \/>\nNato a Spalato l\u201911 luglio 1940 Vinko Cuzzi inizi\u00f2 la sua carriera calcistica tra i pulcini dell\u2019Hajduk. Suo primo allenatore fu il leggendario Bajdo Vukas. Ben presto fu messo nella posizione di terzino quando fu notata la sua velocit\u00e0 e il buon controllo del pallone.<br \/>\nIl suo esordio nella prima squadra avvenne nel 1958 a soli 18 anni. Rimase fedelissimo alla maglia bianca per ben 11 anni, fino al 1969. In totale ha giocato 434 partite segnando quattro reti. Fu a lungo capitano della squadra spalatina. Fu lui il capitano che alz\u00f2 la prima coppa Jugoslavia nel 1966\/67. Per un breve periodo gioc\u00f2 per gli svizzeri del Lausanne.<br \/>\nPer la nazionale jugoslava ha giocato otto partite. L\u2019esordio nell\u2019amichevole a Mosca contro l\u2019Unione sovietica il 4 settembre 1965. L\u2019ultima partita solo un anno dopo, il 23 giugno 1966 contro la Germania occidentale.<br \/>\nInteressante il giudizio di Miljan Miljani\u0107 che lo port\u00f2 in nazionale: \u201cCuzzi non \u00e8 una stella, lui \u00e8 una vero giocatore di classe\u201d. Non poche volte si trov\u00f2 in confl itto con gli allenatori, ma molte volte con ragione viste le brutte stagioni dell\u2019Hajduk degli anni \u201960 che portarono la squadra dalmata vicina al baratro della seconda lega.<br \/>\nOltre alla carriera di calciatore, Cuzzi continu\u00f2 a studiare e alla fine si laure\u00f2 in Legge. Conclusa la carriera di calciatore comincio ad esercitare la professione di avvocato. Alla fine divent\u00f2 giudice del tribunale regionale di Spalato. Nel 1990 divenne membro del consiglio di gestione dell\u2019Hajduk e dal 1994 al 1996 presidente del \u201cparlamento\u201d dell\u2019Hajduk.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Jurica Jerkovi\u0107, \u00e8 passata alla storia la sua straordinaria rete a Belgrado<\/strong><\/span><br \/>\nCentrocampista insostituibile nell\u2019Hajduk e nella nazionale.<br \/>\nNato a Spalato il 25 febbraio 1950 Jurica Jerkovi\u0107 i primi passi nel mondo calcistico li fece nell\u2019Hajduk. \u201cPass\u00f2\u201d tutte le squadre giovanili a partire dal 1963. Per un breve periodo fu dato in prestito allo Split.<br \/>\nFu il centrocampista delle generazione d\u2019oro dell\u2019Hajduk degli anni \u201870. Con gli spalatini vinse tre scudetti: 1970\/71, 1973\/74 e 1974\/75. Cinque le coppe nazionali: 1972, 1973, 1974, 1975\/76 e 1976\/77. Per l\u2019Hajduk alla fine giocher\u00e0 la bellezza di 529 partite ufficiali segnando 219 reti. Il tutto nelle sue nove stagioni dal 1969 al 1978.<br \/>\nNella nazionale jugoslava ha esordito il 12 aprile 1970 a Belgrado contro l\u2019Ungheria. L\u2019ultima partita l\u2019ha disputata il 29 dicembre 1981 contro la Grecia. In totale ben 43 presenze (di cui una come membro dello Zurigo). Sei le reti in nazione di cui una pure nell\u2019ultima partita. Jurica Jerkovi\u0107 ha fatto parte della nazionale ai Mondiali del 1974 in Germania occidentale e del 1982 in Spagna (senza giocare) e alla fase finale degli Europei del 1976.<br \/>\nIn due stagioni \u00e8 stato proclamato miglior calciatore dalle Sportske novosti, ovvero nelle stagioni 1970\/71 e 1975\/76. Negli annali sportivi \u00e8 rimasta impressa la rete segnata contro l\u2019OFK Beograd nella stagione 1973\/74. Era l\u2019ultimo turno e l\u2019Hajduk era in lotta per il titolo nazionale: per\u00f2 doveva vincere a tutti i costi a Belgrado. A decidere la partita ci pens\u00f2 proprio Jerkovi\u0107 che segn\u00f2 al novantesimo minuto e decise il campionato. E fu una signora rete, visto che prima di infilare il pallone in rete dribbl\u00f2 tre giocatori avversari e poi con due finte mise a terra Petar Borota: l\u2019impresa la concluse mettendo nel sacco il seconda decisivo gol.<br \/>\nRimasta nella storia pure la rete segnata contro il Brasile il 18 luglio 1971. Quella partita Jurica Jerkovi\u0107 la inizi\u00f2 in panchina; ma nella ripresa entr\u00f2 in campo e sigl\u00f2 il risultato finale 2-2 con una rete da pi\u00f9 di 25 metri che fin\u00ec vicino all\u2019incrocio dei pali.<br \/>\nLa sua carriera da calciatore all\u2019Hajduk la chiuse il primo agosto 1978 contro l\u2019Aston Villa.<br \/>\nNel 1975 ha avuto il privilegio di posare la prima pietra per l\u2019attuale stadio dell\u2019Hajduk, il Poljud.<br \/>\nDal 1978 al 1984 gioc\u00f2 in Svizzera con la squadra di Zurigo. Indi per un anno si ferm\u00f2 al Lugano. Per due anni di seguito, nel 1982 e nel 1983 fu proclamato miglior giocatore straniero in Svizzera. Nel 1983 entr\u00f2 nella storia del calcio svizzero come primo capitano straniero di una squadra elvetica, per l\u2019appunto quella di Zurigo.<br \/>\nFinita la carriera di calciatore entr\u00f2 nella dirigenza dell\u2019Hajduk dove dal 1986 al 1990 fu direttore sportivo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Aleksandar Kozlina, amore a prima vista per l\u2019Hajduk<\/strong><\/span><br \/>\nAleksandar Kozlina fu un vero beniamino dei tifosi dell\u2019Hajduk. Centrocampista e centrale difensivo, nazionale jugoslavo. Nato a Skrad il 20 dicembre 1938 fu gi\u00e0 da ragazzino un grande tifoso dell\u2019Hajduk, come pi\u00f9 volte fece notare. La vita per\u00f2 lo porta a Novi Sad dove comp\u00ec i primi passi calcistici nella locale Vojvodina e prima nella seconda squadra cittadina, il Novi Sad. Con l\u2019amico Antun Nepilo fece una visita a Spalato da alcuni familiari. L\u2019amore verso l\u2019Hajduk lo port\u00f2 subito al Stari plac dove si allenava la prima squadra. Vide l\u2019allenamento in corso e l\u2019allenatore. Chiese di partecipare all\u2019allenamento. L\u2019allenatore Ivo Radovnikovi\u0107 gli rispose che l\u2019allenamento degli juniores era gi\u00e0 finito. Per\u00f2 il ragazzo li disse: \u201cSono Aleksandar Kozlina, ho 18 anni, si ricordi il mio nome\u201d e non volle demordere. Tornato a Novi Sad si mise in luce tanto che le squadre pi\u00f9 importanti cominciarono a contenderselo. Le belgradesi Partizan e Stella Rossa facevano<br \/>\na gara per accaparrarsi i suoi servigi, per\u00f2 Aleksandar Kozlina non volle cambiare squadra. Poi in riva al Danubio arrivarono gli emissari dell\u2019Hajduk. Kozlina non stette a pensarcik sopra nemmeno per un secondo e si trasfer\u00ec di corsa a Spalato. Li incontr\u00f2 di nuovo Ivo Radovnikovi\u0107 che dopo quell\u2019allenamento negato era stato costretto a comprendere, in virt\u00f9 delle gare eccezionali disputate dal ragazzo in altri lidi, che Aleksandar Kozlina aveva davvero la stoffa del campione. Correva il 1958. A Spalato Kozlina rimase per nove stagioni, fino al 1967. In totale gioc\u00f2 per i dalmati 177 partite ufficiali, segnando 12 reti. Con l\u2019Hajduk ha vinto una coppa nazionale, nella stagione 1966\/67.<br \/>\nNel 1967 si trasfer\u00ec in Belgio. Nello Standard di Liegi gioc\u00f2 per ben sei stagioni. Poi si trasfer\u00ec nell\u2019allora Germania occidentale dove gioc\u00f2 per il Victoria di Colonia, il Tilleur e il Borussia. In Germania frequent\u00f2 pure la scuola per ottenere il patentino di allenatore. Importante la sua carriera in nazionale. Ha giocato solo nove partite per\u00f2 ha vinto la medaglia d\u2019oro alle Olimpiadi di Roma del 1960. L\u2019esordio il primo gennaio 1960 per giocare l\u2019ultima il 7 dicembre 1961 contro l\u2019Indonesia. Dopo la carriera di calciatore si \u00e8 dedicato a quella di allenatore senza grande fortuna a Novi Sad.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Brane Oblak, uno dei migliori giocatori sloveni di tutti i tempi<\/strong><\/span><br \/>\nBrane Oblak \u00e8 una leggenda del calcio sloveno. \u00c8 stato probabilmente il miglior giocatore nato in Slovenia, un calciatore che ha svolto un ruolo importantissimo per il calcio jugoslavo.<br \/>\nNato a Lubiana il 27 maggio 1947 si affacci\u00f2 giovanissimo al mondo dello sport. Ma il calcio non fu il suo primo amore. Indeciso cominci\u00f2 con la ginnastica per passare poi a uno sport classico per gli sloveni, il salto con gli sci. Una grave caduta lo port\u00f2 alla fine al mondo del calcio. Inizi\u00f2 a giocare a ben 17 anni nella seconda societ\u00e0 di Lubiana, lo Sloboda, ma dopo soli due anni era gi\u00e0 pronto a fare il gran balzo di categoria e a passare all\u2019Olimpija con la quale firm\u00f2 il suo primo contratto da professionista. All\u2019Olimpija rimase per ben sette anni. Il \u201ccontatto\u201d con l\u2019Hajduk avvenne nel 1972 quando al Poljud firm\u00f2 una magnifica rete e si vide subito piombare un\u2019offerta importante dagli spalatini. Nell\u2019inverno del 1972 partecip\u00f2 con l\u2019Hajduk alla tourn\u00e9e in Sudamerica e nell\u2019estate del 1973 firm\u00f2 il contratto con i dalmati.<br \/>\nBrane Oblak si ritrov\u00f2 cos\u00ec a far parte di una delle generazioni pi\u00f9 gettonate dell\u2019Hajduk. Vinse due campionati: 1973\/74 e 1974\/ 75, due coppe nazionali: 1973 e 1974. Grandi successi a livello di squadra, ma anche diversi infortuni che non gli permisero di giocare molte partite. Alla fine registriamo 66 incontri e 24 reti. Per un centrocampista numeri importanti. \u00c8 interessante notare che negli anni passati all\u2019Hajduk anche se giocava da centrocampista portava il numero nove. Nel 1975 pass\u00f2 nella Germania occidentale nelle file dello Schalke 04 dove trascorse tre anni. Poi arriv\u00f2 l\u2019avventura al Bayern di Monaco di Baviera dove rimase due anni e conquist\u00f2 un campionato.<br \/>\nSegu\u00ec un fatto oggi impensabile. Volle passare di nuovo all\u2019Hajduk, ma il Bayern pretese un forte indennizzo cos\u00ec che Oblak rimase inattivo per ben due anni! In seguito, nel 1982, decise di giocare nei campionati minori in Austria nelle file dello Spittal e del Feldkirchen dove alla fine fu pure giocatore-allenatore. Si ritir\u00f2 all\u2019eta di 43 anni nel 1990.<br \/>\nLasci\u00f2 un segno indelebile nelle file della nazionale dove gioc\u00f2 per ben 46 volte di cui 14 come membro dell\u2019Hajduk. Esord\u00ec il 6 maggio 1970 mentre l\u2019ultima partita la gioc\u00f2 l\u20198 maggio 1977. Mise a segno sei reti e partecip\u00f2 ai mondiali del 1974 come protagonista. Fu proclamato quinto giocatore dei mondiali, dietro a delle leggende come Beckenbauer e Cruyff&#8230; Partecip\u00f2 pure alla fase finale degli Europei del 1976.<br \/>\nDopo la carriera di giocatore intraprese quella di allenatore che \u00e8 ancora in corso. Pass\u00f2 gli anni \u201990 allenando Slovenia Kranj Naklo, \u010crnu\u010de, Olimpija Lubiana (titolo nazionale), Rudar Velenje e Koper. L\u2019apice lo raggiunse il 18 luglio 2004 quando venne designato selezionatore delle nazionale della Slovenia, dove rimase in carica fino alla fine del 2006.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-players-legend-part-5\/'>Hajduk Split, player's legend, part 5<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 423.01 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/hajduk-split-players-legend-part-5\/?wpdmdl=784&refresh=6a32ffbf20c441781727167\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 10 marzo 2007.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di straordinari campioni la Dalmazia nel mondo del calcio (ma non solo) ne ha sfornati<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1316,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[58],"tags":[],"class_list":["post-246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-hajduk-split"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=246"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1822,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246\/revisions\/1822"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}