{"id":2474,"date":"2024-01-15T12:27:46","date_gmt":"2024-01-15T11:27:46","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2474"},"modified":"2024-01-10T12:28:38","modified_gmt":"2024-01-10T11:28:38","slug":"trakoscan-e-lepoglava-testimoni-di-una-storia-tormentata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/01\/15\/trakoscan-e-lepoglava-testimoni-di-una-storia-tormentata\/","title":{"rendered":"Trako\u0161\u0107an e Lepoglava, testimoni di una storia tormentata"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono due localit\u00e0 nell\u2019area settentrionale della Croazia che per secoli hanno condiviso i propri destini, per\u00f2 negli ultimi cent\u2019anni la storia \u00e8 cambiata ribaltando gli equilibri che avevano segnato la vita del territorio. Un comune si \u00e8 sempre di pi\u00f9 dedicato al turismo attirando l\u2019interesse di viaggiatori provenienti da tutte le parti del mondo. L\u2019altro, invece, ha avuto uno sviluppo forse meno fortunato: da un centro religioso \u00e8 diventato un centro\u2026 carcerario.<br>Stiamo parlando di Trako\u0161\u0107an e di Lepoglava, due localit\u00e0 in realt\u00e0 molto vicine ma al contempo molto diverse, sia per le caratteristiche architettoniche che paesaggistiche. Sono distanti appena 16 chilometri, praticamente l\u2019equivalente della strada che dal centro di Fiume porta al cuore di Abbazia. Per chi parte da Fiume, sono circa 230 chilometri, quasi tutti percorribili in autostrada. Prima di arrivare a Zagabria si devia a sinistra verso la Slovenia. Superate Zabok e Krapina e poco prima del confine di Stato di Macelj si esce dall\u2019autostrada. Seguono pochi chilometri lungo la strada locale fino ad arrivare nel magico, misterioso, bellissimo e storicamente molto importante complesso turistico di Trako\u0161\u0107an, con il suo imponente castello, che vanta un patrimonio culturale protetto come entit\u00e0 storica che include il maniero, l\u2019edificio accanto, il giardino e il parco forestale con un lago. Oggi il castello \u00e8 una delle poche strutture in Croazia che hanno conservato la propria integrit\u00e0 storica, strettamente legata al quadro architettonico e alla vita dei suoi proprietari.<br>Trako\u0161\u0107an fu costruito alla fine del XIII secolo come parte della rete di fortificazioni difensive della Croazia nordoccidentale. Era un piccolo forte che fungeva da punto di osservazione che si affacciava sulla strada da Ptuj alla valle di Bednja. Ci sono diverse storie sull\u2019origine di Trako\u0161\u0107an: il primo nome deriva dalla cittadella tracia (Arx Thracorum), che esisteva durante l\u2019Impero romano, mentre altre fonti affermano che Trako\u0161\u0107an \u00e8 associato ai cavalieri tedeschi Drachenstein, che erano presenti qui tra il 1260 e il 1264 sotto il regno del re ceco Odoacre (Otokar).<br>Il complesso di Trako\u0161\u0107an \u00e8 menzionato per la prima volta nel 1334. I primi proprietari conosciuti furono i Conti di Celje, che governarono anche l\u2019intero principato di Zagorje. Quando la famiglia si estinse, Trako\u0161\u0107an condivise lo stesso destino delle altre propriet\u00e0 e citt\u00e0 appartenute al casato, passando da un proprietario all\u2019altro. Le fattorie furono ridimensionate, come pure il loro potere economico. Trako\u0161\u0107an in seguito pass\u00f2 in propriet\u00e0 a Jan Vitovec e poi fu rilevata da Mattia Corvino, che la present\u00f2 al suo vicer\u00e9 Ivan Gyulay. La sua famiglia \u00e8 stata proprietaria di Trako\u0161\u0107an per tre generazioni, quindi la tenuta \u00e8 stata assegnata in custodia alla tesoreria reale.<br>Il re concesse la propriet\u00e0 al cardinale e al bano croato Juraj Dra\u0161kovi\u0107 per uso personale e come propriet\u00e0 ereditaria. Cos\u00ec la famiglia Dra\u0161kovi\u0107 prese possesso di Trako\u0161\u0107an nel 1584. Nel XVIII secolo il castello era piuttosto trascurato e solo nella prima met\u00e0 del XIX secolo la famiglia se ne interess\u00f2 nuovamente. Il castello rifletteva lo spirito della nuova era: un romantico ritorno alla natura e alla tradizione familiare. Durante questo periodo il complesso fu restaurato e trasformato in un palazzo residenziale sul modello dei castelli romantici tedeschi. I membri della famiglia Dra\u0161kovi\u0107 lasciarono la residenza nel 1944, dopo di che l\u2019immobile fu nazionalizzato. Nel 1953 fu istituito un museo con un\u2019installazione permanente ed \u00e8 di propriet\u00e0 della Repubblica di Croazia.<br>Le stesse caratteristiche romantiche del Castello si possono ammirare nel parco restaurato e nel lago artificiale, che al momento \u00e8 stato prosciugato per essere ripulito. I lavori purtroppo si sono protratti per troppo tempo ma le maestranze assicurano che le limpide acque ritorneranno a risplendere all\u2019interno di una foresta ben curata e adiacente al Castello che permette a chi visita la zona di fare lunghe e romantiche passeggiate. I lavori di pulizia del lago sono iniziati nel dicembre del 2021 e dovrebbero terminare a breve.<br>Proseguiamo fino al grande parcheggio ubicato ai piedi del castello. Visto da qui il castello sembra maestoso. Non importa in che stagione si viene perch\u00e9 il castello \u00e8 immerso in una natura incontaminata, circondato da maestosi alberi sempreverdi e a foglia caduca\u2026 Nella zona ai piedi del Castello si trovano punti di ristoro e vari negozi con souvenir. Per arrivare al castello ci sono alcune possibilit\u00e0. La maggioranza dei visitatori preferisce fare una passeggiata lungo una ripida salita che porta all\u2019ingresso del castello. In una decina di minuti si riesce comodamente ad arrivare fino all\u2019entrata. Altri invece hanno la possibilit\u00e0 di salire, come secoli fa, a bordo di una carrozza trascinata da maestosi cavalli. Oggi tutto il castello \u00e8 stato \u201cconvertito\u201d a museo.<br>Nel 1953 fu realizzato l\u2019Istituto dei musei denominato Castello di Trako\u0161\u0107an, diventando cos\u00ec un ente autonomo che ha intrapreso il rifacimento e il restauro ultimati nel 2007, anno in cui fu inaugurata la collezione permanente del Museo del Castello. Non tutte le sale, per\u00f2, sono state completate nell\u2019allestimento, solo alcune, come quella dei cavalieri e della caccia, il salone della musica, lo studio della pittrice Julijana Erdodi. Mentre altre collezioni non meno importanti sono sparse in singole sale come ad esempio la raccolta di ritratti che illustrano personaggi di varie generazioni appartenenti alla famiglia Dra\u0161kovi\u0107, oltre all\u2019interessante raccolta di ritratti di ufficiali dell\u2019esercito di Dra\u0161kovi\u0107 del periodo della \u201cGuerra dei sette anni\u201d, in aggiunta al ciclo pittorico I quattro continenti del popolare pittore Mihael Stroy.<br>Come tutte le fortezze anche il castello di Trako\u0161can \u00e8 stato costruito in posizione strategica con la sua torre di guardia alta e possente a difesa del territorio e per il controllo della strada che conduceva da Ptuj verso la vallata del fiume Bednja, con annesso un edificio abitativo e un piccolo cortile ma molto fortificato. Purtroppo le incessanti invasioni ottomane portarono i proprietari ad ampliare e modificare il complesso per difendersi dagli attacchi. Oggi il castello si snoda su quattro livelli: il piano terra basso, il piano terra alto, il primo e il secondo piano.<\/p>\n\n\n\n<p>La citt\u00e0, il carcere<br>Finito il giro a Trako\u0161\u0107an ci dirigiamo verso quello che una volta era il centro principale delle regione, la citt\u00e0 di Lepoglava. Per arrivarci non possiamo affidarci alla vecchia segnaletica stradale. Per fortuna esistono le mappe su internet che ci danno una mano. Non ci sono, infatti, indicazioni precise su come arrivarci. Una volta raggiunta la nostra destinazione abbiamo l\u2019impressione di un insediamento fantasma, quasi si voglia nascondere l\u2019esistenza di questa citt\u00e0 ricca di storia e di luoghi da visitare. La citt\u00e0 ospita un carcere, uno dei pi\u00f9 grandi della Croazia dove sono recluse varie tipologie di criminali, in passato era invece una prigione prevalentemente politica.<br>Il carcere di Lepoglava \u00e8 stato realizzato nel 1854, convertendo il monastero gi\u00e0 di propriet\u00e0 dei Padri Paolini. L\u2019ordine aspett\u00f2 fino al 2001 per vedersi restituire una parte dei suoi beni al vescovado. La prigione nella sua lunga storia \u00e8 stata utilizzata dall\u2019Austro-Ungheria, dal Regno di Jugoslavia, dallo Stato indipendente di Croazia (NDH) e dalla Jugoslavia comunista, prima di diventare il pi\u00f9 grande penitenziario della Repubblica di Croazia.<br>Il declino di Lepoglava \u00e8 cominciato gi\u00e0 nel 18.esimo secolo, dopo che Giuseppe II soppresse l\u2019ordine paolino nel 1786 e la propriet\u00e0 del monastero pass\u00f2 allo Stato. A causa delle perdite subite durante le incursioni turche il monastero di Lepoglava fu assegnato alla chiesa di \u010cazma, con sede a Vara\u017edin. A causa della mancanza di fondi per il mantenimento del monastero, \u010cazma stipul\u00f2 un contratto con lo Stato e gli consegn\u00f2 il monastero. L\u2019allora amministrazione carceraria inizi\u00f2 immediatamente a trasformare il monastero in una prigione, che inizi\u00f2 a funzionare nel 1854 come prigione maschile. Poi negli anni il complesso \u00e8 stato ampliato. Le maggiori costruzioni sono state fatte fino all\u2019inizio del primo conflitto mondiale.<br>Nel 1918, Lepoglava fu trasformata in un famigerato luogo di detenzione di oppositori politici. Nel periodo tra le due guerre scontarono la pena a Lepoglava molti personaggi politici di rilievo, i pi\u00f9 famosi furono Josip Broz, Mo\u0161a Pijade, Rodoljub \u010colakovi\u0107 ed altri. Dopo la capitolazione del Regno di Jugoslavia nel 1941, il penitenziario pass\u00f2 sotto l\u2019autorit\u00e0 dello Stato Indipendente di Croazia. Nel 1943 gli ustascia presero il controllo della prigione e la trasformarono in un campo di concentramento. Nello stesso anno i partigiani liberarono i detenuti, durante il quale furono danneggiati l\u2019edificio della prigione e l\u2019edificio del monastero. Negli scontri furono dati alle fiamme il vecchio e il nuovo penitenziario, e fu bruciato anche l\u2019archivio del carcere.<br>Il penitenziario sub\u00ec danni ancora pi\u00f9 gravi nel 1945 durante la ritirata dei tedeschi e degli ustascia. E dopo la Seconda guerra mondiale, Lepoglava rimase un penitenziario per dissidenti politici. Verso la fine del 1946, dopo un processo truccato, l\u2019arcivescovo di Zagabria Alojzije Stepinac venne a Lepoglava per scontare la sua condanna a sedici anni. Vi rimase fino alla fine del 1951, quando fu trasferito agli arresti domiciliari nella nativa Kra\u0161i\u0107. Negli anni \u201970 a Lepoglava furono reclusi molti esponenti di spicco della Primavera croata, tra cui \u0160ime \u0110odan, Dra\u017een Budi\u0161a, Hrvoje \u0160o\u0161i\u0107, Marko Veselica e Franjo Tu\u0111man.<\/p>\n\n\n\n<p>Buona cucina e merletti<br>Oggi il carcere occupa gran parte del centro di Lepoglava. Naturalmente le classiche visite turistiche al carcere non sono possibili. \u00c8 possibile fare un giro attorno alle mura di cinta del carcere. Per\u00f2 quello che attira sempre pi\u00f9 persone \u00e8 un palazzo posto vicino al carcere dove si trova un grande ristorante. Con una grande terrazza ma pure con grandi interni che, almeno all\u2019entrata, danno l\u2019impressione di entrare in un carcere a diversi piani. Quello che lo lega al carcere invece \u00e8 un\u2019altra cosa: a gestire il ristorante \u00e8 lo stesso carcere! Sono loro i proprietari e non solo, infatti, buona parte dei camerieri e dei cuochi sono dei carcerati! Naturalmente a lavorare sono quelli con pene lievi e agli sgoccioli del periodo di detenzione. Il lato positivo del tutto, oltre alle porzioni abbondanti, sono i prezzi bassi, proprio grazie al fatto di essere gestito dal carcere.<br>Per\u00f2 oltre al penitenziario, Lepoglava offre negli anni sempre di pi\u00f9 spunti per il turismo, tanto che i turisti possono rimanervi ore per vedere il tutto. Proprio tra il carcere e il ristorante c\u2019\u00e8 la chiesa cittadina, uno dei pochi resti che testimoniano la presenza dell\u2019Ordine dei Paolini. Poco avanti lungo la strada e superata buona parte delle mura del carcere si arriva ad un\u2019altra attrazione cittadina: infatti a Lepoglava c\u2019\u00e8 un\u2019antica tradizione di lavorazione dei merletti. E oggi proprio a questo \u00e8 dedicato un museo. Un museo tutto da scoprire con l\u2019obbligo di prenotare la proprio visita. Va rilevato che nel 2009 la lavorazione del merletto \u00e8 stata inserita nella lista del patrimonio immateriale dell\u2019UNESCO e la vera arte delle merlettaie di Lepoglava pu\u00f2 essere vissuta al meglio proprio in occasione di un festival internazionale che si tiene ogni anno a settembre, manifestazione istituita nel 1997.<br>Ritorniamo indietro e passando accanto al ristorante, andiamo avanti lungo la strada che poi ci porter\u00e0 a casa. Per\u00f2 prima deviamo a sinistra: ben nascosta e solo di recente valorizzata \u00e8 l\u2019area conosciuta con il nome di Gave\u017enica. Qui si trova l\u2019unico vulcano fossile conservato in Croazia formatosi circa 22 milioni di anni fa, e anche l\u2019unico sito conosciuto di pietra d\u2019agata semipreziosa nel Paese.<br>Finisce con la visita al vulcano il nostro viaggio in questa zona dello Zagorje. Due localit\u00e0 che a lungo hanno condiviso la propria storia, tanto vicine che per\u00f2 nell\u2019ultimo secolo hanno preso strade decisamente diverse. In ogni caso da visitare, tutte e due comodamente in un giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/trakoscan-and-lepoglava-reportage\/'>Trako\u0161\u0107an and Lepoglava reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 440.54 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/trakoscan-and-lepoglava-reportage\/?wpdmdl=2473&refresh=69f67163d66ec1777758563\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 gennaio 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono due localit\u00e0 nell\u2019area settentrionale della Croazia che per secoli hanno condiviso i propri<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2475,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-2474","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2474","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2474"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2474\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2476,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2474\/revisions\/2476"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2475"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}