{"id":2513,"date":"2024-03-15T08:42:56","date_gmt":"2024-03-15T07:42:56","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2513"},"modified":"2024-03-15T08:42:59","modified_gmt":"2024-03-15T07:42:59","slug":"grotta-di-monte-croce-avventura-che-si-tinge-di-verde-smeraldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/03\/15\/grotta-di-monte-croce-avventura-che-si-tinge-di-verde-smeraldo\/","title":{"rendered":"Grotta di Monte Croce, avventura che si tinge di verde smeraldo"},"content":{"rendered":"\n<p>Era il 7 gennaio di quest\u2019anno quando tutti i media riportavano la notizia di cinque persone, una famiglia e due speleologi che facevano da guida, rimaste intrappolate a causa di un allagamento nella grotta di Monte Croce (o di Montecroce, in sloveno Kri\u017ena jama), nel Carso interno in Slovenia, nel sud-ovest del Paese a circa 50 chilometri dalla capitale Lubiana. Il fatto, che si \u00e8 concluso con un salvataggio andato a buon fine, ha puntato i riflettori su questa che \u00e8 una delle ben tredicimila grotte che ci sono in Slovenia, per i pi\u00f9 praticamente sconosciuta e finora sempre in secondo piano rispetto a quelle ben pi\u00f9 famose e frequentate di San Canziano (\u0160kocjanske Jame) e di Postumia.<br>Per chi ha voglia di uscire dai sentieri pi\u00f9 battuti \u00e8 un\u2019avventura da non perdere, un\u2019esperienza straordinaria tra stalattiti e stalagmiti, una stanza sotterranea dopo l\u2019altra, e attraverso laghi e fiumi. La grotta di Monte Croce, con canali chilometrici, \u00e8 il quarto pi\u00f9 grande ecosistema sotterraneo conosciuto al mondo in termini di biodiversit\u00e0: al suo interno sono state scoperte 44 specie di organismi viventi. Non ci sono percorsi in cemento n\u00e9 illuminazione. \u00c8 sicuramente una delle grotte pi\u00f9 affascinanti e selvagge in Europa e nel mondo. Ma dove si trova?<br>\u00c8 situata a due passi dal confine con la Croazia, vicina alla cittadina di Prezid e al Gorski Kotar. Per chi parte da Fiume, come noi, conviene fare la strada che porta via Ilirska Bistrica fino a Postumia, per poi proseguire verso Lubiana. Dopo un po\u2019 si devia verso Unec e poi per Grahovo. Grazie a tutte le indicazioni \u00e8 piuttosto facile arrivarci. Lungo il tragitto passiamo accanto al grande lago\/palude di Circonio (Cerkni\u0161ko jezero) vicino a Circonio\/Cerknica, da cui il nome, nella regione della Carniola interna.<br>Poi la strada si fa del tutto secondaria e si entra nel bosco. Dopo un po\u2019 si giunge diritti davanti al piccolo parcheggio della grotta. Ad \u201cattenderci\u201d una piccola casa e l\u2019entrata nella grotta, quasi del tutto mimetizzata nella collina. La collina, che prendere il nome di Monte Croce (Kri\u017ena gora), \u00e8 pure da visitare per godersi un fantastico panorama a 360 gradi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Accesso limitato<\/strong><br>Ci dirigiamo verso la casa che funge in primis da magazzino e non a caso. Qui si acquista il biglietto d\u2019ingresso: va precisato che l\u2019accesso \u00e8 limitato, in generale bisogna prenotarsi in anticipo, c\u2019\u00e8 un limite giornaliero di persone che possono accedervi, quindi siamo ben lontani dal turismo di massa. Prima di addentrarci nella grotta, si ricevono due oggetti indispensabili per la visita (che \u00e8 guidata!): una torcia elettrica e stivali impermeabili. Infatti, trattandosi di una grotta \u201crustica\u201d, non \u00e8 elettrificata oltre ad essere ricca di acqua.<br>Gli stivali di gomma, rigorosamente verdi, sono comodi e ci sono di tutti i numeri in grandi quantit\u00e0. La torcia portatile ricaricabile, potente e da usare senza parsimonia (ha una durata di ben 10 ore, mentre il tuor si consuma tra le due e le quattro ore, a seconda del tragitto scelto) viene posta attorno al collo e sopra la spalla. \u00c8 opportuno vestirsi bene, in quanto la temperatura interna \u00e8 di appena otto gradi. Si scende a un livello di circa quindici metri inferiore a quello della strada, aiutandosi con scale e passamani.<br>Subito all\u2019entrata, fatte le scale, ci fermiamo davanti a una grande mappa. E qui si comprende appieno il significato del nome. Infatti, oltre a trovarsi sotto il monte omonimo, la grotta \u00e8 proprio a forma di croce, cosa che la rende del tutto unica, dicono pure unica al mondo. Al suo interno ci sono ben 22 laghi sotterranei! Oltre a questi laghi principali, ci sono pi\u00f9 di 20 laghi pi\u00f9 piccoli. Quelli pi\u00f9 grandi possono essere navigati in barca e la loro profondit\u00e0 arriva fino a 6 metri.<br>Per quanto riguarda l\u2019itinerario, ci sono pi\u00f9 opzioni: la stragrande maggioranza sceglie quello essenziale di due ore, per\u00f2 ci sono quelli che preferiscono un giro pi\u00f9 lungo e completo, di 4 ore, ma si pu\u00f2 ampliare ancora, fino al calvario, arrivando a impiegare 7 ore, ma questo circuito richiede davvero tanto interesse e molta pazienza. Anche nell\u2019attesa. Infatti, se decidete oggi di intraprendere quest\u2019avventura, potrete entrare appena nel marzo del 2026!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Casa dell\u2019orso delle caverne<\/strong><br>La lista \u00e8 cos\u00ec lunga in quanto in un anno sono ammesse solo 100 persone per questo tipo di percorso, mentre per quello di 4 ore la visita \u00e8 per 1.000 persone all\u2019anno con tanto di limiti giornalieri. Proprio grazie al fatto che non \u00e8 elettrificata e che \u00e8 ridotto il numero di visitatori, la grotta \u00e8 una delle grotte turistiche meglio conservate in Slovenia. Noi abbiamo scelto il tour pi\u00f9 breve, di circa due ore, che include un percorso legato alla storia degli orsi. D\u2019estate non richiede la prenotazione, la grotta \u00e8 aperta tutto il giorno, mentre nei mesi invernali \u00e8 consigliabile annunciarsi. La partenza di ogni visita \u00e8 fissata, possibile solo in pochi orari, pure nei fine settimana.<br>Dopo che la guida ci ha illustrato la pianta della grotta e le caratteristiche essenziali, non ci rimane altro che incamminarci lungo il sentiero delimitato da due semplici nastri. Lungo il percorso ci fermiamo diverse volte e ci vengono fatte notare svariate curiosit\u00e0. Infatti, la grotta ospita circa 60 specie animali sotterranee. E no, non ci sono pesci e quello che noterete quasi lungo tutto il cammino sono i pipistrelli (piccoli e in questa parte dell\u2019anno addormentati).<br>La parte iniziale della grotta veniva utilizzata anche come rifugio dagli uomini circa 5.000 anni fa, come testimonia la grande quantit\u00e0 di ceramiche antiche rinvenute durante le ricerche archeologiche.<br>Ma \u00e8 un altra curiosit\u00e0 che attira di pi\u00f9: come emerge da due scheletri che sono stati trovai in questo sito, per molto tempo la grotta \u00e8 stata la casa dell\u2019orso delle caverne (Ursus spelaeus), specie estintasi circa 10mila anni fa. Numerosi sono i graffi sulle rocce, dovuti da una parte agli artigli degli orsi delle caverne, per\u00f2 pure dal lisciare degli orsi lungo le pareti. A un certo punto ci fermiamo davanti a uno scheletro conservato benissimo. Per\u00f2 durante la sua spiegazione la guida ci porta alla grande grotta accanto e vediamo i resti delle ossa proprio nella roccia. Un fatto del tutto normale in questo luogo; ci sono ancora oggi tantissimi resti di ossa di orsi un po\u2019 dappertutto nelle rocce.<br>Si stima che le ossa dell\u2019orso rinvenute nella grotta abbiano tra i 45.000 e i 146.000 anni. A causa del gran numero di ossa, \u00e8 possibile che questo luogo abbia ospitato orsi delle caverne per decine di migliaia di anni. Le tracce di Ursus spelaeus furono scoperte per la prima volta da Aleksander Skofiz nel 1847, ma il giacimento di ossa fu poi portato alla luce da Ferdinand von Hochstetter, membro dell\u2019Accademia delle Scienze di Vienna, nel 1878, quando nel quadro delle iniziative per costituire il museo lubianese dedicato a Ferdinand Schulz, venne organizzata una campagna di scavo.<br>Essa si protrasse per quattro giorni durante i quali sei ricercatori dissotterrarono circa duemila ossa, che secondo il von Hochstetter appartenevano a circa 100 orsi. Cos\u00ec la grotta \u00e8 considerata il deposito pi\u00f9 ricco di ossa di orsi delle caverne in questa parte d\u2019Europa. Il pi\u00f9 grande teschio \u00e8 lungo 56 cm.. Con questi ritorvamenti, fu quindi possibile ricostruire due scheletri completi che ancora oggi sono conservati al Museo di Storia Naturale a Vienna.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il punto forte<\/strong><br>Andiamo avanti e arriviamo al punto forte di questa grotta: la parte dei laghi, di acqua verde smeraldo, esplorata dagli speleologi sloveni a partire dal 1926. L\u2019acqua di due torrenti sotterranei provenienti dall\u2019altipiano di Bloke, deposita il calcare che forma delle separazioni fra i laghi. Poich\u00e9 queste barriere crescono nel tempo e con esse cresce pure il livello dell\u2019acqua, questa ha sommerso il fondo della grotta dal quale si innalzano le stalagmiti. Ci\u00f2 da\u2019 l\u2019impressione che le concrezioni sorgano dall\u2019acqua.<br>Il primo lago \u00e8 piccolo e poco profondo. Qui ci attende un gommone, che dopo un breve viaggio ci porta verso il secondo lago, il nostro punto pi\u00f9 lontano dall\u2019entrata avvolti in un\u2019oscurit\u00e0 completa, che \u2013 come spiega l\u2019esperto \u2013 non si pu\u00f2 sperimentare in nessun\u2019altra parte del mondo se non nelle profondit\u00e0 sotterranee. Il buio (oltre al silenzio) \u00e8 cos\u00ec fitto che non si vede nulla senza accendere la torcia, ed \u00e8 interessante sapere che anche l\u2019orso delle caverne non vedeva niente mentre attraversava la grotta verso la sua tana. Dopo un po\u2019 torniamo indietro con il gommone e ci incamminiamo verso l\u2019uscita, ma non prima di fermarci ad ammirare i\u2026 grafiti d\u2019epoca! Eh s\u00ec, la grotta a lungo era aperta a tutti e da secoli le persone volevano \u201cdocumentare\u201d la proprio presenza. La pi\u00f9 antica \u201cfirma\u201d risale al 1571! La prima esplorazione documentata si svolse nel 1832, tuttavia nel loro interno questo mondo \u00e8 stato scoperto molto prima, come dimostrano infatti le incisioni databili al XVI secolo. La parte acquatica della grotta con i laghi fu esplorata dagli speleologi sloveni nel 1926.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il \u00abCalvario\u00bb<\/strong><br>In prossimit\u00e0 della parte pi\u00f9 affascinante, detta \u201cCalvario\u201d (Kalvaria), c\u2019\u00e8 una sala particolarmente ricca di concrezioni (stalattiti, stalagmiti, ecc\u2026). Qui la grotta si divide in due rami: la Galleria di fango (Blatni rov), diretta verso il nord, e la Galleria colorata (Pisani rov), rivolta al nord-est. Come dice il nome, la prima \u00e8 ardua da percorrere per colpa del fango sdrucciolevole.<br>Solitamente gli speleologi scelgono di raggiungere la parte pi\u00f9 grande delle grotte chiamata Montagna di cristallo (Kristalna gora), la pi\u00f9 grande all\u2019interno della grotta, percorrendo la Galleria colorata. \u00c8 visitabile solo con un\u2019imbarcazione, nella quale confluisce il ramo \u201cMatjaz\u201d dove si ergono le possenti colonne di \u201cKralj Matjaz\u201d (Re Matteo).<br>L\u2019incidente avvenuto a gennaio \u00e8 dovuto anche al fatto che la visita turistica \u00e8 avvenuta in un momento in cui le condizioni meteorologiche non erano delle pi\u00f9 adatte. Il gruppo era ormai arrivato a 2.400 metri dall\u2019entrata quando il livello delle acque si \u00e8 alzato ed \u00e8 stato impossibile per loro, a bordo di un battello, ritornare indietro lungo il percorso previsto di laghi sotterranei. A quel punto \u00e8 stato lanciato l\u2019allarme e sul posto sono giunti gli speleo-sub con viveri e supporto. Secondo la protezione civile locale le correnti e il livello dell\u2019acqua sono tali da non consentire ai turisti di poter raggiungere l\u2019uscita a nuoto. L\u2019innalzamento dell\u2019acqua era dovuto al riempimento di altre cavit\u00e0 in Croazia. La macchina dei soccorsi si \u00e8 mossa tempestivamente e l\u2019estrazione \u00e8 avvenuta l\u20198 gennaio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/krizna-jama-and-krizna-gora-reportage\/'>Krizna jama and Krizna gora reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 772.14 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/krizna-jama-and-krizna-gora-reportage\/?wpdmdl=2512&refresh=69f65d65af1251777753445\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 marzo 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 7 gennaio di quest\u2019anno quando tutti i media riportavano la notizia di cinque<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2514,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-2513","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2513","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2513"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2513\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2515,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2513\/revisions\/2515"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}