{"id":2531,"date":"2024-04-15T10:11:12","date_gmt":"2024-04-15T09:11:12","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2531"},"modified":"2024-04-20T08:14:56","modified_gmt":"2024-04-20T07:14:56","slug":"la-memoria-dei-centomila","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/04\/15\/la-memoria-dei-centomila\/","title":{"rendered":"La memoria dei Centomila"},"content":{"rendered":"\n<p>Ci sono posti che vediamo da lontano, che ammiriamo, pensiamo di visitarli, ma poi non si trova mai il tempo per farlo. Uno di questi luoghi \u00e8 il Sacrario militare di Redipuglia, in provincia di Gorizia, il pi\u00f9 grande cimitero monumentale militare italiano dedicato ai caduti della Prima guerra mondiale. Maestoso e imponente, visibile a grande distanza, \u00e8 piuttosto facile da trovare nelle mappe e capire come ci si arriva. \u00c8 un\u2019escurisone che va fatta, sostando non soltanto in questo sito ma esplorando anche tutto il circondario, anche se per farlo bene e a fondo servirebbero almeno due giornate. Per chi arriva da Fiume, si fa la strada per Trieste e poi si prende la direzione dell\u2019autostrada. Usciamo a Redipuglia-Monfalcone est e poi dopo una serie di incroci e con buone indicazioni arriviamo all\u2019ampio parcheggio del Sacrario militare. In totale, poco pi\u00f9 di 100km e meno di due ore di viaggio. Il percorso si fa rigorosamente a piedi. Attraversiamo la strada veloce che collega Fogliano-Redipuglia con Ronchi dei Legionari e siamo alla sua entrata. Il percorso si fa rigorosamente a piedi.<br>Parcheggiata l\u2019automobile sul piazzale di fronte al Sacrario, la visita inizia dopo aver superato la catena del cacciatorpediniere \u201cGrado\u201d, una nave austro-ungarica divenuta italiana dopo la fine del conflitto. Davanti a noi sii presenta il Sacrario militare, immenso e quasi infinito. Il tutto sorge sul versante occidentale del Monte Sei Busi e nei luoghi in cui, durante la Grande Guerra, si svolsero le violentissime battaglie dell\u2019Isonzo. Seppure poco elevato, appena 89 metri sul livello del mare, all\u2019epoca fu molto conteso perch\u00e9 consentiva di dominare per un ampio raggio l\u2019accesso a ovest del Carso. Il Sacrario, costituito da un ossario, fu eretto nel 1938 in sostituzione del Cimitero Sant\u2019Elia. Ed \u00e8 proprio un bene conoscere la storia del luogo e la ragione per cui \u00e8 stato costruito e come \u00e8 stato fatto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GRANDIOSO, AUSTERO, DURATURO<\/strong><br>Nel 1935, considerate le pessime condizioni di manutenzione del Cimitero di Sant\u2019Elia, Mussolini in accordo con il generale Cei decise di abbandonare quel sito ed erigere un nuovo ossario. L\u2019intenzione delle autorit\u00e0 fasciste era quella di trasformare Redipuglia in centro nazionale delle architetture per la memoria bellica e di realizzare il pi\u00f9 importante degli ossari, visto che con le stesse finalit\u00e0 se ne stavano costruendo in quegli anni sugli altri campi di battaglia. Il Sacrario di Redipuglia sarebbe diventato cos\u00ec il prototipo dei grandi memoriali. Doveva essere \u201cgrandiosissimo, semplice, austero e duraturo\u201d.<br>Le idee da subito furono chiare. Infatti, l\u2019elemento caratterizzante dell\u2019architettura di Redipuglia \u00e8 il sistema a gradoni, una scenografica scalata in pietra chiara, affiancata da due scalinate laterali, con un doppio filare di cipressi ciascuna. Dalla sua sommit\u00e0 la vista si estende su tutta la valle dell\u2019Isonzo e arriva fino al mare. La scelta architettonica simboleggiava la salita al cielo delle anime dei caduti. Si voleva celebrare il loro sacrificio, nonch\u00e9 dare una degna sepoltura a coloro che non avevano trovato spazio nel cimitero degli Invitti. La struttura \u00e8 composta da tre livelli e rappresenta simbolicamente l\u2019esercito che scende dal cielo, alla guida del proprio comandante, per percorrere la Via Eroica. In cima, tre croci richiamano l\u2019immagine del Monte Golgota e la crocifissione di Cristo.<br>Dopo il bozzetto di Giannino Castiglioni, in cui vennero tracciati i criteri generali dell\u2019opera, approvato dal duce nel dicembre 1935, iniziarNoo nello stesso mese le lunghe trattative per l\u2019acquisto del terreno. Nonostante Mussolini approvasse il progetto e desse l\u2019autorizzazione a intraprendere i lavori, gi\u00e0 nel febbraio del 1936 venne revocato l\u2019ordine di costruzione a causa di pressioni esercitate dai contrari alla realizzazione del cimitero. Dopo una breve pausa, si and\u00f2 alla gara d\u2019appalto e il cantiere fu aperto anche prima dell\u2019approvazione ministeriale. Tuttavia, la realizzazione finale si discost\u00f2 lievemente dal bozzetto, in primis per lo spostamento della gradinata sul ripiano sopra al quale sono posizionate le tombe di Emanuele Filiberto e dei suoi generali.<br>Dopo due intensi anni di attivit\u00e0 e un grande dispendio di esplosivi, macchinari e lavoro umano, il Sacrario venne terminato nel 1938. L\u2019inaugurazione venne celebrata il 18 settembre 1938. Mussolini per quell\u2019occasione torn\u00f2 a Redipuglia dopo quindici anni dalla sua ascesa al potere. La cerimonia, come riportarono i giornali d\u2019epoca, fu semplice e suggestiva: erano presenti un picchetto militare in rappresentanza di tutti i reggimenti dell\u2019Esercito, Mussolini rese omaggio al Duca d\u2019Aosta e ai centomila soldati attraversando la via Eroica, per poi salire verso la cima del Sacrario. La sfilata fu accompagnata da spari di fucile e raffiche di mitraglia, che rievocavano le battaglie. Un coro cant\u00f2 a bassa voce, con lo scopo di creare un\u2019atmosfera di raccoglimento. Non venne fatto alcun tipo di discorso, visto che la guerra era ancora nei ricordi, nei paesaggi, nell\u2019aria, nello stupore attonito della pietraia carsica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un\u2019unica donna, una crocerossina<\/strong><br>Capita la storia del luogo, non rimane altro che incamminarci. Subito andiamo incontro alla tomba dedicata a Emanuele Filiberto di Savoia, duca d\u2019Aosta (Genova, 1869 \u2013 Torino, 1931), tra le maggiori figure della Prima guerra mondiale: comand\u00f2 la 3\u00aa Armata del Regio Esercito e la propaganda bellica italiana lo soprannomin\u00f2 Duca Invitto, enfatizzando la mancanza di una vera e propria sconfitta sul campo durante le battaglie dell\u2019Isonzo. \u201cDesidero che la mia tomba sia se possibile nel Cimitero di Redipuglia in mezzo agli Eroi della Terza Armata. Sar\u00f2 con essi vigile e sicura scolta alle frontiere d\u2019Italia al cospetto di quel Carso che vide epiche gesta ed innumeri sacrifici, vicino a quel Mare che accolse le Salme dei Marinai d\u2019Italia\u201d, scrisse nel suo testamento spirituale. Dietro alla sua tomba, c\u2019\u00e8 quella dei suoi generali. Da qui iniziano le scalinate laterali e su ognuna la scritta corrispondente. Nella serie di file troviamo le tombe dei militi noti, tutti posti in ordine alfabetico, sono segnati il nome e il cognome, il grado, nonch\u00e9 il gruppo militare al quale apparteneva.<br>L\u2019unica donna sepolta nel Sacrario \u00e8 la crocerossina Margherita Kaiser Parodi Orlando, morta a 21 anni a seguito dell\u2019epidemia di Spagnola, decorata con Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Le 60.000 salme dei militi ignoti sono raccolte in due grandi tombe comuni, poste ai lati della cappella, insieme a quelle identificate di settantadue marinai e cinquantasei guardie di finanza.<br>Fila per fila arriviamo nella parte pi\u00f9 elevata, che si chiude con le tre croci poste sopra la cappella all\u2019ultimo gradone, il che fa apparire il pendio molto pi\u00f9 alto dei suoi 107 metri di altezza. Sul portale d\u2019entrata della cappella \u00e8 sistemata la croce della Terza Armata. \u00c8 stata trasformata in chiesa con rito solenne nel 2014. Sul retro in due stanze \u00e8 stato organizzato un piccolo e interessante museo, che contiene una raccolta di documenti, fotografie, quadri, lettere e vari altri oggetti d\u2019epoca.<br>Dopo un bel riposo e godutosi lo splendido panorama, non ci resta che tornare indietro, attraversare la strada, vedere il Colle Sant\u2019Elia e il Cimitero degli Invitti. A primo colpo, si presenta come un bel parco con folti alberi e con tanto di salita verso la cima. Per\u00f2 ben presto si notano i tantissimi cimeli della Grande Guerra. \u00c8 un vero e proprio museo a cielo aperto, dove passo per passo sono ricordati i vari corpi militari con svariate insegne. Troviamo una selva di cimeli, oggetti personali, suppellettili, brandelli di armi, proiettili, il tutto confuso tra intrichi di filo spinato e reticolati. Gli amanti del mondo militare possono trovare di tutto e di pi\u00f9. Arrivati in cima, troviamo una colonna-faro e diversi cannoni e altri mezzi bellici. Il panorama \u00e8 minore rispetto a quello della cima del Sacrario, ma offre una buona visuale al circondario.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Colle Sant\u2019Elia e il Cimitero degli Invitti<\/strong><br>Ben presto dopo la fine del conflitto si arriv\u00f2 all\u2019idea di costruire un cimitero monumentale vicino alle terre dove si svolsero le crudeli battaglie. Il comandante della Terza Armata, il duca d\u2019Aosta accett\u00f2 subito l\u2019idea e cos\u00ec il Cimitero sul Colle Sant\u2019Elia, chiamato \u201cInvitti della Terza Armata\u201d divent\u00f2 la prima necropoli di Redipuglia. Venne edificato nell\u2019immediato dopoguerra affinch\u00e9 esprimesse il tema del ricordo legato alla vicinanza del conflitto appena terminato e allo stretto rapporto col territorio. La sistemazione pi\u00f9 adatta per un intervento di questa portata risult\u00f2 essere la cosiddetta montagnola a est del colle di Sant\u2019Elia, perch\u00e9 posta di fronte al ciglione carsico teatro di tante battaglie e quindi con un grande valore simbolico.<br>La forma della collina \u00e8 molto probabilmente il primo spunto offerto per la disposizione del cimitero. L\u2019altura \u00e8 stata modellata in sette \u201cscalini\u201d. La cima del colle \u00e8 stata invece spianata per ospitare un monumento crocifero eretto sopra una cappella votiva sormontata da un obelisco a forma di faro. La struttura raccolse 30.000 caduti, di cui 23 medaglie d\u2019oro, 4 generali e le spoglie di 6.000 ignoti, riesumate dai cimiteri di guerra dei dintorni oppure disseppellite direttamente dai campi di battaglia. Gli ultimi due gironi pi\u00f9 alti sono stati destinati ad accogliere le tombe di 463 ufficiali.<br>Furono necessari circa due anni di lavoro per sistemare l\u2019area. Fu inaugurato da Mussolini nella simbolica data del 24 maggio del 1923 alla presenza del re Emanuele Filiberto di Savoia, del duca d\u2019Aosta e comandante della Terza Armata, e di tutte le pi\u00f9 eminenti cariche dello stato. La struttura del Cimitero del Colle Sant\u2019Elia si \u00e8 rivelata per\u00f2 ben presto soggetta al deterioramento per la sua conformazione e nei primi anni \u201930 sono stati intrapresi interventi di ristrutturazione. Un altro motivo che rese il Cimitero inadeguato era la necessit\u00e0 di riordinare i numerosi cimiteri sorti ai piedi del Carso, come il Cimitero Filippo Corridoni di Sagrado o il Cimitero degli Asfissiati a Sdraussina.<br>All\u2019idea di risistemare in maniera definitiva il Colle Sant\u2019Elia si sostitu\u00ec per\u00f2 quella di costruire un\u2019altra struttura pi\u00f9 adatta a soddisfare i principi di grandiosit\u00e0 e monumentalit\u00e0 che il regime fascista aveva in mente. E cos\u00ec poi nacque il Sacrario militare, mentre il Colle Sant\u2019Elia si \u201cconvert\u00ec\u201d in una sorta museo, che espone, tra l\u2019altro, anche oltre 30 pezzi di artiglieria dell\u2019epoca, molti dei quali rari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/sacrario-di-redipuglia-reportage\/'>Sacrario di Redipuglia reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 563.70 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/sacrario-di-redipuglia-reportage\/?wpdmdl=2530&refresh=69f6719a370b61777758618\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 aprile 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono posti che vediamo da lontano, che ammiriamo, pensiamo di visitarli, ma poi non<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2533,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-2531","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2531","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2531"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2534,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2531\/revisions\/2534"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2533"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}