{"id":257,"date":"2014-04-15T14:55:30","date_gmt":"2014-04-15T14:55:30","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/l-hajduk-rinacque-dalle-ceneri-della-guerra-piu-forte-di-prima-4-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:47:39","modified_gmt":"2023-11-25T08:47:39","slug":"l-hajduk-rinacque-dalle-ceneri-della-guerra-piu-forte-di-prima-4-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/l-hajduk-rinacque-dalle-ceneri-della-guerra-piu-forte-di-prima-4-e-continua\/","title":{"rendered":"L\u2019Hajduk rinacque dalle ceneri della guerra pi\u016f forte di prima (4 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo episodio abbiamo lasciato il mondo dello sport a Spalato e in tutta la Dalmazia in un momento quando tutto era quasi fermo. Gli eventi bellici e i cambimenti di potere avevano portato tutta la Dalmazia a fermare l\u2019attivit\u00e0 sportiva in generale. Qualche piccola attivit\u00e0 c\u2019era, ma nulla di veramente ufficiale. Anche se formalmente la politica non ha nessun ruolo nello sport in generale e cos\u00ec pure nel mondo del calcio inevitabilmente pure in quegli anni gli avvenimenti politici hanno svolto un ruolo cardine, praticamente ineludibile.<br \/>\nDapprima, con l\u2019integrazione di Spalato al Regno d\u2019Italia ci fu il netto rifiuto dei giocatori e della dirigenza dell\u2019Hajduk a partecipare a qualsiasi partita. Il rifiuto fu tale che neppure le alletanti offerte di partecipazione ad uno dei massimi campionati italiani furono accettate. Il regime italiano, dal canto suo, bisogna ammettere, fece di tutto per convincerli a giocare senza delle vere pressioni. Alle fine dopo un anno di tentativi cedette e tent\u00f2 con la fondazione dell\u2019A.C. Spalato di cambiare la situazione, ma pure senza successo.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 calcistica rimase cos\u00ec per parecchi anni quasi del tutto assente a Spalato. Ma nel cuore dei dirigenti e dei giocatori la voglia di giocare fu sempre tanta, ma quello che si aspett\u00f2 fu il momento e il luogo giusto per continuare l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Nessuno riconobbe lo scioglimento<\/strong><\/span><br \/>\nContinuare, anche se la storia ufficiale dice che la societ\u00e0 fu sciolta dal regime italiano, perch\u00e9 nessuno dell\u2019ex dirigenza e dei giocatori riconobbe mai quello scioglimento.<br \/>\nCon la disfatta del regime italiano e l\u2019avvento dell\u2019NDH le cose non cambiarono molto, anche se la dirigenza dello Stato indipendente di Croazia di Ante Paveli\u0107 fece di tutto per convincere l\u2019Hajduk a scendere in campo. La citt\u00e0 in linea di massima rimase isolata, per cui qualsiasi attivit\u00e0 sportiva era condannata a fermarsi alle mura cittadine. Per l\u2019Hajduk furono quasi nulle le possibilit\u00e0 di rifondazione o di continuazione dell\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Sulle orme dei partigiani<\/strong><\/span><br \/>\n\u0160ime Poduje, ex presidente della societ\u00e0 e da sempre uno dei dirigenti principali dell\u2019Hajduk, intravvide la possibilit\u00e0 di rilanciare l\u2019Hajduk nel 1944 con la presa dell\u2019isola di Lissa (Vis) da parte dei partigiani. In questo 1944 stava diventando chiaro che il regime italiano e quello neocroato dell\u2019NDH avevano le ore contate e che il futuro era quello partigiano. La dirigenza del club spalatino decise di seguire le orme di Tito e di rinfondare la societ\u00e0 su un territorio tenuto in mano dai partigiani.<br \/>\nUna grande parte dei libri e delle pubblicazioni che trattano la storia dell\u2019Hajduk sono molto contraddittori su questo 1944. Bisogna ammettere che le varie discordanze sono in gran parte dettate dai fattori politici che indirettamente portavano alla censura di dati noti o al loro parziale cambiamento.<br \/>\nQuello che i vari media scrivono quasi sempre e che a Lissa \u00e8 stato rifondato l\u2019Hajduk come una squadra di partigiani. Ma sar\u00e0 vero?<br \/>\nLe ultimi indagini portano a pensare che non tutto si \u00e8 svolto esattamente come si \u00e8 sempre scritto. Vediamo un po\u2019 cosa hanno scritto i giornali dell\u2019epoca e quali notizie scaturiscono dagli archivi militari.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Da Lissa parte il rilancio<\/strong><\/span><br \/>\nDue le dati cardine, 9 aprile e 7 maggio. Luogo deputato sempre l\u2019isola di Lissa.<br \/>\nIl 9 aprile ci fu un assemblea dove, tra l\u2019altro, emerse l\u2019idea della rifondazione dell\u2019Hajduk. Un atto tutt\u2019altro che semplice. Infatti l\u2019idea era quella di portare sull\u2019isola tutta la dirigenza e i giocatori con lo staff tecnico da Spalato e dintorni! Un progetto complesso che comunque and\u00f2 in porto in appena 28 giorni. Infatti il 7 maggio fu rifondato l\u2019H\u0160K Hajduk!<br \/>\nE qui viene il bello. Praticamente tutte le pubblicazioni che si sono da sempre occupate della storia dell\u2019Hajduk hanno sempre scritto che su Lissa \u00e8 stato fondato l\u2019Hajduk NOVJ e non l\u2019H\u0160K Hajduk, ossia il nome che la societ\u00e0 ha avuto fino al passaggio di potere al regime italiano.<br \/>\nLa storia dice che l\u2018idea di rifondare l\u2019Hajduk \u00e8 venuta dal comitato\u00a0 del partito comunista della Croazia per la Dalmazia presente a Lissa. Per\u00f2 questo non \u00e8 del tutto vero e da qui cominciano le divergenze. Infatti l\u2019idea part\u00ec da Du\u0161ko Brki\u0107, vice di Andrija Hebrang e capo organizzatore del segretariato del Partito comunista per la Croazia. Svariati media hanno scritto della rifondazione dell\u2019Hajduk con il nome di H\u0160K. Tra questi troviamo la Slobodna Dalmacija del 25 maggio 1944, ma pure l\u2019Omladinski borac, l\u2019Omladinska iskra, il Glas Split e Mi mladi. Per\u00f2 pure media non esclusivamente spalatini o dalmati come il Vjesnik del 3 dicembre 1944 o il Borba dell\u2019agosto 1944.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il dilemma del nome<\/strong><\/span><br \/>\nIl problema di fondo arriva proprio dopo la rifondazione. Da una parte c\u2019erano la vecchia dirigenza e i dirigenti politici e partigiani locali e dall\u2019altra la dirigenza a livello nazionale in via di fondazione. Tutti sapevano che il nuovo Hajduk sarebbe stato forte sotto tutti i punti di vista. Era una squadra composta da grandi giocatori che poteva conseguire degli importanti risultati pure a livello internazionale. Una squadra che avrebbe portato fuori dalla Dalmazia un importante messaggio e non solo sportivo. Tutte e due le dirigenze politiche ne erano consapevoli, ma avevano idee del tutto diverse su come impostare la societ\u00e0 e sul suo nome. Il nome\u00a0 avrebbe avuto un\u2019importanza non solo simbolica, ma eminentemente politica.<br \/>\nQueste divergenze da sempre tenute segrete e fuori dalla storia ufficiale emersero alla fine degli anni \u201980 nei documenti dell\u2019Armata jugoslava. Divergenze, ma pure nuovi informazioni storiche su come si giunse alla rifondazione dell\u2019Hajduk. Tra i vari documenti venuti alla luce c\u2019\u00e8 pure quello del 26 febbraio 1944, ossia risalente a ben tre mesi prima della rifondazione, dove si scrive dell\u2019attivit\u00e0 calcistica sull\u2019isola di Lissa. In questo documento si evidenzia che \u00e8 stata formata una squadra di calcio composta in grande parte da giocatori dell\u2019Hajduk dell\u2019inizio degli anni \u201940. Si fa notare che la squadra ha giocato diverse partite. Di quelle ufficiali ne ha vinto tre e perso una. Si chiede la dispensa militare per i giocatori e si rileva la possibilit\u00e0 che questa squadra partecipi a dei tornei in Italia. Si ipotizza che la squadra possa prendere il nome di Slobodna Jugoslavija. Si propone che le magliette siano di colore blu con una parte in bianco dove ci sarebbe posto per uno stemma dell\u2019NKOJ (Nacionalni komitet oslobo\u0111enja Jugoslavije); inoltre i calzoncini dovrebbero essere bianchi e le calze rosse. Il documento \u00e8 firmato da Vicko Krstulovi\u0107 e Svetislav Stefanovi\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La squadra nell\u2019ambito della prima brigata<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019idea prese sempre pi\u00f9 vigore e cos\u00ec il 6 marzo 1944 a Lissa fu fondata in seno alla 26.esima divisione della prima brigata dalmata una squadra di calciatori. Sotto la guida del comandante Bogdan Stupar si riunirono gli ex giocatori spalatini di Hajduk, Split, ASK e dell\u2019Osvit di Sebenico. In totale a ritrovarsi insieme furono in quindici: Jozo Mato\u0161i\u0107, Frane Mato\u0161i\u0107, Veljko \u0160uba\u0161i\u0107, Hrvoje \u010culi\u0107, Zlatko Feri\u0107, Vlade Kaliterna, Du\u0161an Bjelanovi\u0107, Vinko Jelaska, Ante Antonini, Marko Vu\u0161kovi\u0107, Bonaventura Pari\u0107, Ive Per\u0161i\u0107, Du\u0161an Bizjak, Mladen Berkovi\u0107 e Bogomir Roje. Solo tre giorni dopo giocarono una partita contro una formazione di militari inglesi. Fin\u00ec con il\u00a0 risultato di 12-2. I marcatori: Frane Mato\u0161i\u0107 con 6 reti, Jozo Mato\u0161i\u0107 con 5 e Veljko \u0160uba\u0161i\u0107 con una rete.<br \/>\nDopo i primi successi Drago Gizdi\u0107, a nome del Comitato di liberazione nazionale (NOO) per la Dalmazia, rintracci\u00f2 per lettera \u0160ime Poduje invitandolo a contattare Du\u0161an Brki\u0107, rappresentante dello ZAVNOH, il quale puntava a rifondare il vecchio Hajduk composto proprio dagli ex giocatori dell\u2019Hajduk stesso. Nella stessa nota si chiedeva di convocare tutti gli ex giocatori, dirigenti e lo staff tecnico, dispensandoli subito dagli obblighi militari. Infatti, come si faceva notare, il loro nuovo compito sarebbe stato quello di promuove attraverso il calcio la nuova realt\u00e0.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Numerosi i convocati<\/strong><\/span><br \/>\nSi sa che la lettera arriv\u00f2 a \u0160ime Poduje il 13 aprile e che egli si dette da fare subito per radunare quelle che veniva presentata come una nazionale. Le lettere vennero mandate in tre tempi. Con la prima lettera del 14 aprile furono convocati in quattordici: Janko Rodin, Leo Leme\u0161i\u0107, Ljubo Ben\u010di\u0107, Bartul \u010culi\u0107, Miljenko Krstulovi\u0107, Petar Brklja\u010da, Frane Duplan\u010di\u0107, Zdenko Zeli\u0107, \u017darko Zeli\u0107, Ive Radovnikovi\u0107, Ivo Alujevi\u0107, Miljenko Batini\u0107, Branko Bakoti\u0107, Slavko Lu\u0161tica e Karlo \u010capeta. Tutti meno l\u2019ultimo ammalato, furono subito trasferiti e cominciarono ad allenarsi dal 23 aprile a Lissa. Con la seconda lettera di inviti furono convocati i giocatori e dirigenti da Spalato: Vlade Kragi\u0107, Ton\u010di Bona\u010di\u0107, Mirko Bona\u010di\u0107, Fabijan Kaliterna, Ante Bakoti\u0107, Josip Lin, Ivo Kurir e Ante Kesi\u0107; da Zagabria: Ratko Kacijan, Pi\u010do Kocei\u0107, Gajo Rafanelli, Veljko Poduje e Ivo \u0160u\u0161te, nonch\u00e9 da Ragusa (Dubrovnik) \u0160ime Milutin e \u0110uro Puri\u0161i\u0107. Infine con una terza lettera furono convocati: Petar Pjero Nisiteo e Boris Righi. Se per il primo gruppo il passaggio sull\u2019isola si svolse senza problemi per gli altri fu molto travagliato. Del secondo e terzo gruppo vennero solo a giugno in due: Ante Bakoti\u0107 Bako e \u0110uro Puri\u0161i\u0107.<br \/>\nL\u2019Assemblea costitutiva della nuova societ\u00e0 si svolse il 7 maggio 1944, il giorno del Santo protettore di Spalato, Doimo. All\u2019Assemblea parteciparono tutti i giocatori giunti sull\u2019isola, gli ex dirigenti, i rappresentanti politici e militari. Si sa che all\u2019inizio fu suonato l\u2019inno croato; il discorso inaugurale fu tenuto da Jerko Radmilovi\u0107 e dall\u2019ultimo presidente dell\u2019H\u0160K Hajduk, Janko Rodin. Si pass\u00f2 subito dopo alla formazione della nuova dirigenza costituita dal presidente Janko Rodin, con sottosegretari Luka Kaliterna e Vicko Krstulovi\u0107 e membri: \u0160ime Poduje, Ante Jurjevi\u0107 Baja, Du\u0161an Stipanovi\u0107 Gusina, Milo\u0161 \u017danko, Drago Gizdi\u0107, Vice Buljan, Mario Righi, Du\u0161ko Brki\u0107, Vinko Dujmi\u0107, gli allenatori Ljubo Ben\u010di\u0107 e Leo Leme\u0161i\u0107 e il capitano-giocatore Jozo Mato\u0161i\u0107.<br \/>\nAlla fine si passo alla sottoscrizione dell\u2019atto di rifondazione con firma conclusiva: H\u0160K Hajduk Spalato, 7 maggio 1944.<br \/>\nQualche giorno dopo fu formata una dirigenza ristretta che si occup\u00f2 della direzione dell\u2019Hajduk in esilio e della partecipazione ai vari tornei che seguirono. La dirigenza fu formata dal presidente Janko Rodin, dal segretario \u017divko Dra\u0161kovi\u0107, mentre i membri furono: Ljubo Ben\u010di\u0107, Leo Leme\u0161i\u0107, Jozo Mato\u0161i\u0107, \u0160ime Poduje, An\u0111elko Maru\u0161i\u0107 e Vinko Dujmi\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Partire rigorosamente internazionali<\/strong><\/span><br \/>\nPochi giorni dopo la nuova fondazione dell\u2019Hajduk cominci\u00f2 la sfilza delle partite rigorosamente tutte internazionali. La prima ad approdare a Lissa fu la nave militare inglese Queen\u2019s Regiment: la squadra formata dai suoi marinai il 13 maggio fu \u201csalutata\u201d con un sonoro 7-1! Stando alle cronache dell\u2019epoca a vedere la partita furono pi\u00f9 di mille persone. Per l\u2019Hajduk giocarono: \u010culi\u0107, Jozo Mato\u0161i\u0107, V. Kaliterna, Lu\u0161tica, Bjelanovi\u0107, Bakoti\u0107, \u0160uba\u0161i\u0107, Batini\u0107, Frane Mato\u0161i\u0107, Ive Radovnikovi\u0107 e Alujevi\u0107. Arbitro l\u2019ex giocatore dell\u2019Hajduk, Leo Leme\u0161i\u0107 che poi avrebbe fatto un\u2019ottima carriera da arbitro.<br \/>\nDopo altre tre partite sull\u2019isola di Lissa, l\u2019Hajduk si trasfer\u00ec in Italia dove rimase quasi fino alla fine del 1944. I campioni dalmati giocarono contro quasi tutte le squadre attive all\u2019epoca, per lo pi\u00f9 militari delle varie divisioni sia inglesi che americane. L\u2019Hajduk vinse quasi sempre.<br \/>\nDa notare che in questa infinita serie di partite amichevoli in grande parte disputate in Italia l\u2019Hajduk si presentava non sempre con il proprio nome, ossia di H\u0160K Hajduk, ma come squadra dei partigiani, l\u2019Hajduk-NOVJ. Un nome in qualche modo imposto, ma pure accettato dalla dirigenza e dai giocatori.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una nazionale militare<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019Hajduk in totale dal 7 maggio 1944 al 23 ottobre 1945 gioc\u00f2 ben 113 partite, addirittura in tre continenti: Europa, Africa e Asia. La prima squadra disput\u00f2 90 partite, mentre quella delle riserve 23 partite. In due occasioni la squadra scese in campo con il nome di Yugoslav National Liberation Army, come riportarono i media inglesi. Furono partite disputate proprio contro una squadra militare inglese. Interessante far notare che anche se queste partite furono giocate da una squadra ritenuta nazionale militare esse non furono mai registrate come tali dalla Federcalcio jugoslava!<br \/>\nDi pi\u00f9 su queste partite, sugli avversari e il successo della squadra nel prossimo numero dove vedremo come furono rifondati pure gli altri sport.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/split-sport-during-wwii-part-4\/'>Split sport during WWII, part 4<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 316.46 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/split-sport-during-wwii-part-4\/?wpdmdl=841&refresh=6a61c89f195f01784793247\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo episodio abbiamo lasciato il mondo dello sport a Spalato e in tutta la Dalmazia<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1048,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[],"class_list":["post-257","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-split-sport-during-wwii"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/257","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=257"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/257\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1867,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/257\/revisions\/1867"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1048"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=257"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=257"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=257"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}