{"id":2572,"date":"2024-06-15T18:11:08","date_gmt":"2024-06-15T17:11:08","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2572"},"modified":"2024-07-07T18:13:48","modified_gmt":"2024-07-07T17:13:48","slug":"idria-una-miniera-di-storia-e-tradizioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/06\/15\/idria-una-miniera-di-storia-e-tradizioni\/","title":{"rendered":"Idria, una miniera di storia e tradizioni"},"content":{"rendered":"\n<p>Rybnik, Carbonia, Banovi\u0107i, Idria, Velenje e Arsia. Piccole citt\u00e0, ai pi\u00f9 sconosciute. Ma cosa hanno in comune? Sono citt\u00e0 che sono state coinvolte tra il 2013 e il 2014 in un progetto europeo per la valorizzazioni di importanti centri minerari in Europa. Arsia e Cabonia hanno la storia comune di essere nate proprio grazie alla scoperta di giacimenti minerari ed attorno a esse sono nate in maniera molto veloce costruite le cittadine in epoca fascista. Dopo Arsia, la citt\u00e0 a noi pi\u00f9 vicina \u00e8 Idria. Siamo andati a visitarla e a scoprire come si presenta oggi.<br>Per chi parte da Fiume (come nel nostro caso), la strada porta a Postumia. Da qui si pu\u00f2 scegliere se prendere la comoda autostrada o proseguire per la vecchia strada verso Lubiana. Ad ogni modo, bisogna arrivare a Logatec. Da qui si imbocca una strada secondaria in direzione ovest, verso Tolmino e Caporetto. Una viabile storica, che passa tra le montagne e una ricca natura. All\u2019inizio, superato Logatec, si sono pochi villaggi e tanti prati. Passiamo il paesino di Hotedr\u0161ica e dopo le ultime abitazioni scorgiamo un muro e una casetta.<br>Oggi in stato di completo abbandono, dimenticati da tutti e lasciati a un destino non certo glorioso a giudicare dalle condizioni in cui versano, un secolo fa non erano poi cos\u00ec irrilevanti, considerato che dopo la firma del trattato di Rapallo nel 1920 era il confine con il Regno d\u2019Italia. Non ci sono n\u00e9 insegne n\u00e9 cippi. Eppure, si tratta di una regione che \u00e8 stata teatro di cruenti battaglie e dove la nostra destinazione, Idria, ha avuto un ruolo importante durante il primo conflitto mondiale. Le battaglie per l\u2019Isonzo \u201cpassavano\u201d pure qui. Era una zona di collegamento tra il fronte e Lubiana. Poco dopo entriamo nel canyon di Zala, che con una serie di serpentine ci far\u00e0 scendere di quota e arrivare a Idria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel mezzo di un canyon<\/strong><br>Guardiamo in primis verso le montagne alla sinistra, per\u00f2 la vecchia Feldbahn non si vede per nulla. Rimane ben mascherata. Cent\u2019anni fa la Feldbahn era una linea ferroviaria a scarto ridotto utilizzato in primis per il trasporto merci e qualche volte dei feriti per e dal fronte isontino. Costruita in fretta, \u00e8 stata abbandonata ben presto. Oggi \u00e8 un sentiero tra le montagne, con pure un tunnel, utilizzato dagli alpini per gite panoramiche a contatto con la storia. Finita la discesa costeggiamo il fiume Idria (in sloveno Idrijca), che \u00e8 un importante ecosistema naturale appartenente a un territorio Natura 2000 \u2013 lungo il suo corso, circa 60 km, presenta pi\u00f9 gole e tonfani profondi, ha due zone balneabili, ma noi di tutto questo non vediamo molto \u2013 ed entriamo in citt\u00e0, arrivando presto in centro o meglio nella zona che divide la citt\u00e0 in due parti e dove c\u2019\u00e8 il ponte. La visuale \u00e8 del tutto speciale, con svariati palazzi in pianura. Su una collina spicca la chiesa di Sant\u2019Antonio. Prima di andare alla scoperta delle citt\u00e0 ci dirigiamo proprio alla chiesa. Qui ci attende un bel panorama. Si vede gran parte della citt\u00e0 con le sue case, palazzi, centri commerciale e industriali, ma soprattutto tutto attorno le montagne e tanto verde. Siamo proprio nel bel mezzo di un canyon. Accanto c\u2019\u00e8 il calvario, con le sue cappelle che portano ancora pi\u00f9 in su.<br>Ma per cosa \u00e8 famosa Idria? Citt\u00e0 ai pi\u00f9 del tutto sconosciuta, ha una ricca storia con un\u2019esatta data di fondazione. Se domandate agli abitanti di Idria per cosa \u00e8 nota la loro citt\u00e0 vi risponderanno che sono i numeri uno in Slovenia per la loro miniera di mercurio, i merletti, gli \u017elikrofi (una specie di pasta simile ai ravioli con un ripieno di patate bollite, erbe aromatiche, cipolla arrostita e ciccioli) e, ahim\u00e9, per la pi\u00f9 grande clinica psichiatrica in Slovenia. Andiamo alla scoperta di Idria e della sua passato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La scoperta del XV secolo<\/strong><br>Probabilmente Idria oggi non esisterebbe se in questa zona non fosse stata scoperta nel XV secolo una ricchissima fonte di mercurio. Avvenne nel 1490, alcuni anni prima che Cristoforo Colombo arrivasse in America. Un tempo, nel sottosuolo del paese si estendevano pi\u00f9 di cento chilometri di gallerie e labirinti minerari. Oggi la miniera \u00e8 chiusa.<br>La leggenda ne attribuisce il merito a un costruttore di mastelli (\u0161kafar in sloveno) che una notte lasci\u00f2 una bottiglia nel fiume. La mattina dopo and\u00f2 a riprenderla, per\u00f2 vide qualcosa luccicare nell\u2019acqua, una sostanza incandescente, sconosciuta. Si trattava una filone di mercurio. Quando prov\u00f2 a trasportare la bottiglia, scopr\u00ec che era cos\u00ec pesante che non riusciva nemmeno a spostarla. And\u00f2 a \u0160kofja Loka e l\u00ec compresero che era mercurio. La storia ci dice che Idria, nel 1420 passata sotto Venezia con la Gastaldia di Tolmino, ebbe uno sviluppo particolare promosso da Cividale in occasione della scoperta e sfruttamento delle miniere. Il nobile Virgilio Formentini nel 1493 aveva visto scorrere argento vivo sulle rive dell\u2019Idria. Nell\u2019ultimo decennio del XV secolo a Idria cominci\u00f2 cos\u00ec l\u2019estrazione del mercurio e nel 1508 furono scoperti i grandi giacimenti minerari, i pi\u00f9 grandi del mondo!<br>Il repentino arricchimento del luogo port\u00f2 alla costruzione della Chiesa di S. Trinit\u00e0 (costruita nel XVI secolo) e nel 1527 il castello di Idria, di Gewerkenegg, che non fu mai utilizzato per la difesa, ma come sede del governo. Nel 1575 l\u2019intera miniera pass\u00f2 sotto l\u2019amministrazione del governo austriaco, che ne fu proprietario fino al 1918 e che modernizz\u00f2 l\u2019estrazione del mercurio, costru\u00ec altiforni per la cottura del minerale e pompe per pompare l\u2019acqua dalla miniera. Le miniere furono brevemente occupate dai francesi tra la fine del XVII e l\u2019inizio del XVIII secolo, durante il regno di Napoleone. Nella seconda met\u00e0 del \u2019700 Idria disponeva del servizio sanitario meglio organizzato dell\u2019attuale Slovenia. Allora i minatori potevano estrarre il mercurio per pi\u00f9 di tre anni. A Idria lavor\u00f2, tra gli altri, Giovanni Antonio Scopoli (1732-1788), autore del primo libro sulla flora della Carniola, Flora Carniolica, e Hacquet Balthasar (1739-1815), il cui libro Oryctographia Carniolica costituisce la base della geologia slovena, della mineralogia.<br>Dopo l\u2019occupazione francese, la citt\u00e0 si stabilizz\u00f2 lentamente e visse i suoi anni migliori poco prima della prima guerra mondiale. Durante il conflitto, le miniere stagnarono e nel dopoguerra passarono sotto il dominio italiano. Dopo la seconda guerra mondiale, con l\u2019accordo del 1947, Idria entr\u00f2 a far parte della Jugoslavia, e inizi\u00f2 l\u2019ultimo ammodernamento della miniera. L\u2019impianto inizi\u00f2 a chiudere negli anni \u201980, quando il valore del mercurio croll\u00f2 in borsa, provocando un abbandono di massa dell\u2019industria del mercurio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il \u00abcastello\u00bb<\/strong><br>Poche localit\u00e0 in Slovenia hanno nelle immediate vicinanze cos\u00ec tanti luoghi interessanti dal punto di vista culturale, storico, tecnologico e naturale. Tutto questo c\u2019\u00e8 a Idria. Il luogo stesso \u00e8 dominato dal magnifico \u201ccastello\u201d Gewerkenegg, che non \u00e8 proprioun vero castello perch\u00e9 non \u00e8 mai stato il centro di un feudo e non \u00e8 stato costruito a scopo difensivo. Infatti, \u00e8 sorto nel 1527 come edificio amministrativo della miniera e magazzino per il mercurio (e il cibo, anche quando l\u2019inverno impediva il normale accesso a Idria). Durante i lavori di ristrutturazione \u00e8 stato scoperto un cortile con portici e pittoresche architetture decorative. L\u2019edificio ospita il museo e una scuola di musica. A Idria si trova anche il teatro pi\u00f9 antico della Slovenia, costruito nel 1769, che negli anni \u201980 e \u201990 era una sala cinematografica, ma ora \u00e8 chiuso.<br>Ripassata la storia non ci resta che visitare la citt\u00e0. Prima tappa il castello Gewerkenegg. Facile da trovare. Di lato c\u2019\u00e8 la scuola di musica. Il museo racconta la storia della miniera e della citt\u00e0 di Idria, illustrando la dura vita quotidiana dei minatori, alleggerita dalla bellezza dei merletti che venivano creati da mogli e figlie. Il tutto diviso in pi\u00f9 zone per conoscere passo per passo il tutto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come si viveva una volta<\/strong><br>Si inizia inevitabilmente con la minerologia. Conosciamo le caratteristiche del terreno attorno ad Idria, il suo sottosuolo e quello che si \u00e8 scoperto negli anni. Il tutto con tanto di mappe e minerali. Poco avanti accediamo a una una specie di miniera artificiale, con tanto di scale e a pi\u00f9 piani. Al livello pi\u00f9 basso, un\u2019opera artistica con al suo interno tante gocce di mercurio. Risaliamo e andiamo a conoscere gli arnesi dei minatori, il loro vestiario, la quotidianit\u00e0 fatta di duro lavoro ma anche di attivit\u00e0 svolte nel tempo libero. .<br>Andando avanti ripercorriamo i vari periodi storici della citt\u00e0, dagli inizi fino al periodo austro ungarico. Una stanza ricorda il periodo italiano, con tanti reperti, come diversi cippi che delimitavano il confine, quelli grandi che indicavano i settori, diversi manifesti d\u2019epoca, i numeri civici delle case, lo stemma della Guardia di Finanza e un militare con la sua moto. Seguono poi le stanze dedicate al periodi tedesco e poi della Jugoslavia e la presente Slovenia, con un elenco di svariati cittadini illustri. Passiamo avanti e c\u2019\u00e8 una sala lettura, con una ricca biblioteca, che ricorda France Bevk (1890-1970), scrittore, poeta e traduttore sloveno, due volte insignito del premio Pre\u0161eren, il pi\u00f9 prestigioso riconoscimento per la carriera artistica in Slovenia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ricamare, passione doc<\/strong><br>Segue la zona dedicata al merletto, prodotto doc della citt\u00e0, con alle spalle un trascorso plurisecolare. L\u2019esposizione permanente mostra oltre 300 anni di tradizione. I visitatori imparano a riconoscere le peculiarit\u00e0 del merletto e scoprono gli attrezzi impiegati per la loro produzione, le caratteristiche del commercio e il loro uso nel passato e oggigiorno. Apprendono l\u2019importanza della scuola di tombolo per il proseguimento della tradizione del merletto.<br>Con i merletti finisce la nostra visita al castello che non \u00e8 mai stato un castello. Non ci rimane ora altro che scendere e conoscere la citt\u00e0 direttamente. La citt\u00e0 \u00e8 piena di piccole vie. Sono poche quelle pedonali, ma il traffico non \u00e8 intenso. Diversi i negozi e i merletti non mancano, nemmeno sui balconi in buona mostra. Dopo qualche centinaio di metri arriviamo al luogo pi\u00f9 visitato, la miniera!<br>(1 e continua)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/idrija-reportage-part-1\/'>Idrija reportage, part 1<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 650.35 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/idrija-reportage-part-1\/?wpdmdl=2557&refresh=69f65d775a7331777753463\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 giugno 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rybnik, Carbonia, Banovi\u0107i, Idria, Velenje e Arsia. 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