{"id":2594,"date":"2024-07-20T10:00:00","date_gmt":"2024-07-20T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2594"},"modified":"2024-07-19T16:49:16","modified_gmt":"2024-07-19T15:49:16","slug":"da-colonia-marina-a-ospedale-pediatrico-ma-il-futuro-e-molto-incerto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/07\/20\/da-colonia-marina-a-ospedale-pediatrico-ma-il-futuro-e-molto-incerto\/","title":{"rendered":"Da Colonia marina a Ospedale pediatrico, ma il futuro \u00e8 molto incerto"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Correva l\u2019estate del 1924. Fiume faceva da poco parte del Regno d\u2019Italia. Finita la Grande guerra e dopo i tanti sconvolgimenti politici e cambiamenti di confine, Fiume guardava avanti, pensava allo sviluppo, che era stato bruscamente interrotto dalla Prima guerra mondiale. Tra i tanti problemi, ce n\u2019era uno piuttosto serio, quello legato ai bambini e alla loro salute.<br>Durante i mese di novembre e dicembre del 1923, Margherita Giardino, moglie del generale Gaetano Giardino, governatore della citt\u00e0 di Fiume (dal 16 settembre 1923 al 27 aprile 1924) fece una serie di visite alle scuole cittadine. Rimase molto colpita dal numero di bimbi gracili, anemici, rachitici e per di pi\u00f9 malnutriti e malvestiti. Fece cos\u00ec appello al proprio consorte affinch\u00e9 facesse il possibile per fondare una Colonia marina, un rifugio stabile per questi bambini di Fiume. Ma non si ferm\u00f2 l\u00ec. Infatti, si mise alla ricerca del posto pi\u00f9 adatto e lo trov\u00f2 in piena periferia, in quello che all\u2019epoca era il parco della ex Villa Arciducale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La Fondazione Citt\u00e0 di Fiume<\/strong><br>All\u2019inizio del 1924 il generale Giardino decise cos\u00ec di cedere l\u2019ex villa Arciducale alla \u201cFondazione Citt\u00e0 di Fiume\u201d per le Colonie Marine e Montane. Si arriv\u00f2 cos\u00ec nel luglio del 1924 e all\u2019apertura della Colonia Marina di Villa Italia. Il posto da subito sembr\u00f2 ideale, con una vegetazione ricca e rigogliosa, composta anzitutto da lauri, abeti e querce, vasti ripiani erbosi a due passi dal mare, con tanto di grande spiaggia. Per la sua apertura a luglio, dal Comitato Centrale della Croce Rossa Italiana arrivarono quattordici ampie tende con i relativi arredi di letti e biancherie. Inoltre, venne installato un impianto di docce. Questo nuovo complesso poteva accogliere ben 260 bambini. All\u2019epoca esisteva un rustico caseggiato all\u2019ingresso della Villa, che negli ultimi anni era stato la casetta del custode, sede della scuola e altro, attaccato al muro di cinta che delimitava il complesso sul versante della strada. Da casa del custode, all\u2019epoca fu trasformato in cucina. Un padiglione D\u00f6cker fu adibito per la direzione e le infermiere. Infine, fu costruita anche una lavanderia. Insomma, il minimo per far funzionare la Colonia marina nei mesi estivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Improvvisato e inadeguato<\/strong><br>Con l\u2019arrivo dell\u2019autunno, per\u00f2, ci si rese conto di quanto tutto fosse improvvisato e inadeguato per le altre stagioni e dopo pochi mesi le porte della Colonia marina vennero chiuse. Il progetto continu\u00f2 e dalla Direzione di Sanit\u00e0 si ottennero dei padiglioni D\u00f6cker che con alcuni adattamenti risolsero il problema e la Colonia da estiva divenne permanente. Naturalmente si fece pure il possibile per finanziarla. Grazie al grande interesse dalla capitale, vennero subito erogati i fondi necessari.<br>Grazie a tutto questo si pass\u00f2 alla realizzazione di un complesso ampio e ben organizzato, con la costruzione dei vari edifici e villette, lasciando i padiglioni D\u00f6cker. Quello che magari oggi affascina, a un secolo dalla sua apertura, \u00e8 che tutto \u00e8 rimasto praticamente immutato. S\u00ec, \u00e8 vero, \u00e8 stato costruito il grande palazzo \u201cbianco\u201d che \u00e8 diventato la sede centrale dell\u2019Ospedale pediatrico, operativo dagli anni \u201860, e sono state aggiunte poche altre costruzioni di supporto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un balzo temporale\u2026<\/strong><br>Facciamo un balzo temporale da quella prima estate del 1924 ai giorni nostri e vediamo come si presenta il complesso dopo il trasloco dell\u2019Ospedale pediatrico nel nuovo Ospedale per la mamma e il bambino a Su\u0161ak. Iniziamo la nostra passeggiata\u2026 dall\u2019ingresso: a sinistra per le macchine, a destra per i pedoni. La prima cosa che possiamo notare sulla destra \u00e8 il grande muro di cinta. La parte pi\u00f9 alta d\u00e0 l\u2019impressione di essere per un lungo tratto sporchissima\u2026 da sempre. Per\u00f2 non \u00e8 sporca! Si tratta di vernice. Un secolo fa, infatti, c\u2019era la scritta che indicava proprio la sede della Colonia marina.<br>Sulla destra troviamo subito la costruzione pi\u00f9 vecchia. Prima che venisse aperta la Colonia marina, questa era la casa del custode del complesso. Col passare degli anni, soltanto la prima parte rimase per il portinaio, mentre il resto venne trasformato in spogliatoio, scuola e altro. Poco avanti c\u2019\u00e8 un bivio e noi scegliamo la strada di destra, dove ci imbattiamo subito in una costruzione improvvisata che ospitava un negozio di alimentari e generi di prima necessit\u00e0. Poco dopo alla sinistra sorge uno dei primi edifici costruiti proprio per la Colonia marina negli anni \u201820. Questo edificio, a due piani, ha avuto svariati ruoli nel tempo e negli ultimi anni \u00e8 stato sede dei reparti di cardiologia, pneumologia e allergologia pediatrica al primo piano, mentre al pianterreno c\u2019era il day hospital.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Immersi nel verde<\/strong><br>Andiamo avanti, sempre pi\u00f9 immensi nel verde e nel silenzio, e arriviamo al pi\u00f9 grande palazzo, quello costruito alla destra negli anni \u201860 proprio per poter assolvere al nuovo ruolo del complesso, quello di Ospedale pediatrico. Si tratta di un edificio a tre livelli, con pianterreno e due piani, sede del policlinico. Subito accanto, sulla destra, c\u2019\u00e8 l\u2019ex Villa Arciducale, il pi\u00f9 grande edificio dell\u2019epoca della Colonia. Costruita, infatti, proprio come Villa Arciducale, con la Colonia \u00e8 stata ampliata da entrambi i lati e ha ricevuto il suo aspetto attuale. Di fronte c\u2019\u00e8 un\u2019ampia terrazza, che in realt\u00e0 \u00e8 il tetto di una delle pi\u00f9 vecchie costruzioni. Il tutto \u00e8 sorto sul prato dove all\u2019inizio c\u2019erano le tende, subito sopra la grande spiaggia. Negli anni tutto \u00e8 stato poi ampliato. Alla fine fungeva prevalentemente da cucina e magazzino. Bellissimo il panorama che si pu\u00f2 scorgere sia dalla terrazza-tetto, sia da sotto, con vista su tutta la spiaggia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La piscina in spiaggia<\/strong><br>In spiaggia possiamo notare subito uno scorcio originale di un secolo fa: la piscina accanto al mare, naturalmente con acqua di mare e che oggi viene riempita soltanto dalle onde e dalla pioggia. Proseguiamo lungo il nostro percorso verso ovest e dopo una parte di solo verde arriviamo agli ultimi due edifici, un po\u2019 isolati, costruiti alla fine degli anni \u201830. Da una parte c\u2019erano i malati pi\u00f9 gravi, dall\u2019altra \u2013 l\u2019edificio in fondo \u2013 venivano date possibilit\u00e0 di svago ai bambini, visto che era adibito in parte a una specie di teatro e dall\u2019altro lato, grazie alla sue ampie finestre, all\u2019elioterapia. Poi negli anni \u00e8 cambiata la destinazione d\u2019uso. Visto il ruolo pure educativo, l\u2019ultimo edificio \u00e8 stata trasformato in un\u2019ampia sala per le lezioni, con ben 120 posti, con tanto di biblioteca. Negli ultimi anni, in questi edifici sono stati allestiti gli appartamenti per i genitori dei bambini ricoverati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La scalinata nascosta<\/strong><br>Ci riempie un po\u2019 di tristezza dover constatare il cedimento del tetto di quest\u2019ultimo edificio, proprio quello costruito nel 1939 e del tutto originale, con ampie finestre da tutte le parti. Sotto questi edifici c\u2019\u00e8 un parco. Fino a qualche anno fa era ben curato, con diversi sentieri e panchine di pietra. L\u00ec accanto doveva esserci una cappella, di cui negli anni per\u00f2 si \u00e8 persa ogni traccia. Accanto all\u2019ultimo edificio, oggi quasi del tutto nascosta, inizia una scalinata che porta fino al muro di cinta sulla strada principale. Ma non \u00e8 l\u00ec per caso. Una volta, infatti, qui c\u2019era una porta e faceva da collegamento con Villa Maria, la casa di fronte. Fino al restauro, qualche anno fa, si poteva ancora leggere il nome della villa. Anche questo complesso ha avuto un suo ruolo nel periodo della Colonia marina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il rifugio antiaereo<\/strong><br>Sul lato sud degli edifici, oltre al parco ci sono anche diverse piccole spiagge. A nord vediamo soltanto un ampio parcheggio e tanto verde. Quel verde, per\u00f2, non \u00e8 stato un vero parco. Infatti, qui era stato costruito l\u2019inceneritore dei farmaci, la zona dello scarico del carbone e altro. Tutto era collegato al muro di cinta sulle strada principale, dove oggi possiamo vedere delle porticine. Si capisce subito che non sono l\u00ec per caso, ma con un ruolo ben preciso e che ce ne sono diverse fino alla porta che conduceva alla Villa Arciducale.<br>Torniamo proprio qui per dare un\u2019occhiata a una zona di qui si \u00e8 persa la memoria negli anni. Infatti, da entrambi i lati della Villa ci sono due entrate, quasi nascoste e ben protette. Entrambe hanno un lungo tunnel che porta a un\u2019ampia stanza. Si tratta di un grande rifugio antiaereo, costruito proprio in vista della guerra. Per farsi un\u2019idea di quanto fosse grande, basti dire che venne costruito per poter accogliere 200 persone. Il rifugio si trova nel bel mezzo del \u201cParco degli allori\u201d, ben lontano dalla strada. Un occhio attento vi potr\u00e0 ancor oggi scorgere qualche piccolo foro per l\u2019aerazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La \u00abfirma\u00bb della Fonderia Skull<\/strong><br>Torniamo al sole e andiamo a perlustrare il resto del complesso. Dopo l\u2019ampia terrazza-tetto scendiamo e prendiamo subito la destra per andare dritti dritti alla spiaggia, dove ancora l\u2019anno scorso c\u2019era chi vi faceva il bagno. L\u2019ingresso in mare \u00e8 tutt\u2019altro che facile, considerati i grandi sassi. Andiamo per\u00f2 a vedere da vicino la vecchia e originale piscina. Nelle immediate vicinanze troviamo uno dei due lampioni centenari e subito accanto una piccola costruzione, magari usata in passato dai pescatori per portare pesce fresco alla colonia, visto che sopra c\u2019era la cucina. Dall\u2019altro lato della spiaggia c\u2019\u00e8 l\u2019altro lampione superstite, perch\u00e9 sicuramente in passato ce n\u2019erano diversi altri.<br>Lasciamo la spiaggia e torniamo sopra per raggiungere l\u2019ultimo dei grandi edifici, uno dei primi a essere costruiti, dove ultimamente c\u2019era la clinica pediatrica. Dalle ampie finestre al pianterreno e al primo piano, oggi vediamo dentro ancora diversi letti, giocattoli e altro. Tanti i dettagli, ben conservati, presenti delle costruzione originale. Subito davanti c\u2019era la zona della grande bandiera. Oggi sembra un pezzo di cemento senza senso, ma \u00e8 uno dei piccoli testimoni muti del primo giorno della Colonia, dove fu issata la bandiera. Poco avanti, immersa nella vegetazione, si trova una costruzione verde con una strana forma e con ai lati dei tubi neri. Avvicinandosi, si pu\u00f2 notare con sorpresa che sono stati fatti dalla Fonderia Skull! Visto che \u00e8 difficile datare questo capanno, forse questi tubi non sono altro che i resti dei vari lampioni che si trovavano in riva al mare o lungo i sentieri, gemelli di quelli superstiti vicino al mare. All\u2019inizio era una zona giochi, ma negli ultimi anni \u00e8 diventato un capanno per gli attrezzi dei giardinieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il bunker e il filo spinato<\/strong><br>Andiamo avanti e troviamo un sentiero che porta al mare. A differenza di tanti altri percorsi che porta proprio al mare, questo ci conduce all\u2019unico bunker, ben conservato, presente nel complesso, dal quale si schiude un bellissimo panorama verso la zona della spiaggia e della piscina. Per chi guarda dall\u2019altro lato, non si accorge nemmeno che qui c\u2019\u00e8 un bunker, quanto \u00e8 ben mimetizzato tra le rocce.<br>Non ci rimane altro che salire fino al portone d\u2019ingresso e fare ancora una passeggiata lungo il lato esterno. Subito di fronte alla fermata degli autobus c\u2019era la grande lavanderia, oggi \u201cscomparsa\u201d, mentre sopra sono sopravvissute ancora le vecchie baracche. Camminando verso ovest guardiamo il muro di cinta. \u00c8 un muro di antica data, ma che ancora oggi sorprende con il filo spinato(?!?) e nei punti in cui aveva ceduto, il muro \u00e8 stato \u201crafforzato\u201d con cocci di vetro, quasi si trattasse di un carcere e non di un complesso dedicato alla cura dei bambini.<br>Con questo triste testimone del passato finisce la nostra passeggiata nel complesso prima dell\u2019ex Colonia marina e poi dell\u2019Ospedale pediatrico, che ha chiuso le sue porte tre mesi fa. Oggi sono ancora in corso il trasloco e la pulizia dell\u2019intero complesso, dopo di che tutto passer\u00e0 nelle mani della Citt\u00e0 di Fiume. Quale futuro aspetta questa zona ricca di storia, non lo sappiamo ancora. Speriamo che la storia e la ricca vegetazione possano resistere all\u2019impeto della modernizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/colonia-marina-reportage\/'>Colonia Marina reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 395.52 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/colonia-marina-reportage\/?wpdmdl=2593&refresh=6a61967ce89871784780412\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su La voce del popolo il 20 luglio 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Correva l\u2019estate del 1924. Fiume faceva da poco parte del Regno d\u2019Italia. Finita la Grande<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2595,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[7,88],"tags":[],"class_list":["post-2594","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-reportage","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2594"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2594\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2596,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2594\/revisions\/2596"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}