{"id":262,"date":"2014-04-15T15:21:52","date_gmt":"2014-04-15T15:21:52","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/zara-le-prime-disfide-contro-ragusei-e-spalatini-1-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:23:29","modified_gmt":"2023-11-25T08:23:29","slug":"zara-le-prime-disfide-contro-ragusei-e-spalatini-1-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/zara-le-prime-disfide-contro-ragusei-e-spalatini-1-e-continua\/","title":{"rendered":"Zara, le prime disfide contro ragusei e spalatini (1 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Le origini del calcio a Zara hanno radici lontane. Difficile stabilire quando il gioco del pallone venne a Zara e chi lo port\u00f2. Quello che \u00e8 certo \u00e8 che grazie al Mare Adriatico e alla vicina Italia le origini si perdono&#8230; nella notte dei tempi. I primi cenni del gioco del calcio li troviamo come nel resto della regione addirittura nel 17 secolo. Ovviamente non \u00e8 il calcio che conosciamo oggi, ma \u00e8 gi\u00e0 una prima forma di questo gioco.<br \/>\nIl calcio che oggi conosciamo comincia a svilupparsi verso la met\u00e0 del 19.esimo secolo e la prima societ\u00e0 ufficiale \u00e8 quella inglese, lo Sheffield club del 1855.<br \/>\nCon il passare degli anni anche a Zara il gioco del calcio inizi\u00f2 a essere sempre pi\u00f9 praticato. Non aveva per\u00f2 i crismi dell\u2019ufficialit\u00e0 e nemmeno vi erano squadre registrate. Non c\u2019erano delle regole ufficiali: si giocava e basta. Si improvvisavano delle partite per il puro e semplice svago.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le regole arrivarono dalla ProVercelli<\/strong><\/span><br \/>\nAnche se si parla di calcio gi\u00e0 nel 19.esimo secolo quello vero&#8230; con la C maiuscola, si pu\u00f2 datare appena a partire dal 1910. Infatti in quell\u2019anno l\u2019Associazione Zaratina di Ginnastica, fondata il 14 giugno 1876, fece richiesta ufficiale delle regole del gioco del calcio a una rinomata societ\u00e0 dell\u2019epoca, la ProVercelli.\u00a0 La Federcalcio italiana, con data 8 ottobre 1910, sped\u00ec agli zaratini le copie delle regole del calcio in base alle quali si giocavano i campionati in terra italiana, ancora dal 1896. Il tutto firmato Giuseppe Passafondi.<br \/>\nVolendo fare le cose alla grande, la citt\u00e0 di Zara penso subito di organizzare per la fine dell\u2019anno il Campionato regionale dalmata. In questo torneo, organizzato dall\u2019amministrazione comunale di Zara, venne messa in palio la prima coppa. Anche se il nome della coppa era maestoso si trattava solamente di una partita tra due organizzazioni che promuovevano pure il calcio. Cos\u00ec si affrontarono L\u2019Associazione Ginnastica e Scherma di Zara e la Societ\u00e0 \u201cForza e Coraggio\u201d di Ragusa (Dubrovnik).<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>In porta c\u2019era&#8230; il guardiano<\/strong><\/span><br \/>\nDi questa prima gara esiste pure il tabellino per cui oggi sappiamo chi ne prese parte. Per gli zaratini giocarono: Bruno Mayer come guardiano (l\u2019attuale portiere), i terzini erano Vincenzo Marussich e Ugo Giacasa. Il trio di mezzo era composto da Alfredo Toniatti, Giuseppe Rolli e Matteo Marsan. Gli assalitori, attuali attaccanti erano Nicol\u00f2 Tramontana, Carlo Toniatti, Giovanni Dostal, Riccardo Zohar e Vladimiro Bakmazs. Per i ragusei scesero in campo: Enrico de Serragli, Davide Tolentino, Guglielmo Zaccana, Giuseppe L. Camillo de Serragli, Giovanni Posinaz, F. Natale, Tommaso Astorelli, Raoul Bracanovic, Franco Tripalo e N. Putittli e un sostituto Leonardo Dileo. L\u2019arbitro della partita fu Nicol\u00f2 Degiovanni che davanti a tanti curiosi spettatori diresse la partita al Campo Marzio.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>\u00abForza e coraggio\u00bb sciolta d\u2019autorit\u00e0<\/strong><\/span><br \/>\nA prevalere alla fine furono gli ospiti per 3-1; i ragusei cos\u00ec, oltre alla Coppa, ricevettero pure il compito di organizzare la seconda edizione.\u00a0 Un compito che alla fine si rivel\u00f2 proibitivo. Infatti le autorit\u00e0 sciolsero poco dopo la societ\u00e0 \u201cForza e coraggio\u201d. Ben presto i giocatori passarono alla nuova societ\u00e0, l\u2019Unione Sportiva di Ragusa. Per\u00f2 quest\u2019ultima con pochi mezzi e svariati problemi alla fine non organizz\u00f2 il secondo torneo al quale in un primo momento erano state invitate pure societ\u00e0 di Spalato, Tra\u00f9 (Trogir) e Sebenico.<br \/>\nCos\u00ec arriviamo all\u2019aprile 1912 quando si disput\u00f2 la seconda edizione della competizione alla quale parteciparono due squadre di Zara: la Societ\u00e0 dei Bersaglieri di Borgo Erizzo e la Ginnastica di Zara. A difendere i colori dei Bersaglieri furono Stefano Covach, Antonio Mussap, Giuseppe Petani, Romano Marsan, Pietro Marussich, Nicol\u00f2 Mussap, Antonio Marussich, Casimiro Musap, Vincenzo Marussich, Matteo Marsan con la riserva Simeone Marsan. La divisa era composta da una maglia nera con calzoncini bianchi. La squadra della Ginnastica era composta da: Francesco Gospodnetich, Antonio Polli, Alfredo\u00a0 de Denaro, Giuseppe Zohar, Giuseppe Rolli, Antonio Rolli, Ervino Jarabek, Icilio Lorenzini, Riccardo Zohar, Alfredo Toniatti, Natale Filippi e la riserva Ernesto Ghirin. La divisa era composta dalla tradizionale maglia bianca e da calzoncini neri.<br \/>\nAl torneo prese parte pure la Societ\u00e0 Ginnastica e Scherma di Spalato per la quale scesero in campo: Oscar Mayer, Matteo Forbicetta, Carlo Polli, Giovanni Riboli, Antonio Giuna, Giuseppe Montiglia, Germano Bussich, Amato Bortolazzi, Aldo Sanzin, Giuseppe Seveglievich, Aurelio Bonavia e le riserve Ernesto Ilich e Abelardo de Chmielewsky.<br \/>\nTutte la parite si disputarono il 7 aprile 1912 sul \u201cFondo\u00a0 dei Medovich\u201d e vennero dirette da Nicol\u00f2 Degiovanni con i guardalinee Edvino Giurissich ed Antonio Murssich. Alle fine del torneo non si ebbe un vincitore tanto che gli organizzatori decisero che la coppa tornava a Zara, per\u00f2 il vincitore sarebbe stato deciso da una partita di spareggio tra i Bersaglieri e la Ginnastica zaratina. A spuntarla alla fine furono i primi.<br \/>\nNel 1913 si disput\u00f2 la terza edizione e di nuovo la Societ\u00e0 di Ginnastica di Zara perse la finale. Per gli zaratini giocarono: portiere Giuseppe Rolli, terzini Giovanni Lana e Biagio Mussap, trio F. Marsan, O. Alessandri e G. Spinelli, ed assalitori Antonio Mussap, Giovanni Dostal, Carlo Toniatti, Vincenzo Marussich e M. Tripolini con la riserva Simeone Lana. Per i vincitori, la Societ\u00e0 di Ginnastica e Scherma di Spalato giocarono il portiere A. Dinnunzio, i terzini C. Polli e R. Buglianovich, il trio a. Giuna, P. Grigillo e A. Bonavia e gli assalitori A. Peruzovich, M. Piscitelli, A. Bortolazzi, V. Del Mestre e G. Pervan. Gli spalatini vinsero per 3-1 e portarono la coppa nella citt\u00e0 di Diocleziano.<br \/>\nAlla vigilia del primo conflitto mondiale, nel 1914, venne disputato un torneo al quale presero parte delle compagini di Spalato, Zara e della Societ\u00e0 sportiva Edera di Trieste. Per\u00f2 di quest\u2019ultimo torneo non si hanno notizie di risultati, giocatori e vincitori.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Nasce la Jadera<\/strong><\/span><br \/>\nNel 1918 con la fine della guerra il calcio di nuovo riprese vigore e la partite divennero via via sempre pi\u00f9 frequenti. La Ginnastica fu di nuovo padrona del campo, ma con il passare del tempo prese piede l\u2019idea di fondare una vera e propria societ\u00e0 calcistica. Cos\u00ec nel 1919 nacque il club \u201cPro Jadera\u201d.<br \/>\nNello stesso 1919 torn\u00f2 di nuovo in auge l\u2019ormai tradizionale Campionato regionale dalmato. Organizzato dall\u2019ultimo vincitore, la Societ\u00e0 di Ginnastica e Scherma di Spalato, vi presero parte pure una squadra di Sebenico e due di Zara: la nuova Pro Jadera e la gloriosa Ginnastica. Quest\u2019ultima alla fine prevalse e fece tornare la coppa a Zara.<br \/>\nNel 1920 la Pro Jadera cambi\u00f2 nome in Unione Sportiva Jadera che insieme alla Ginnastica si affili\u00f2 alla Federazione italiana gioco calcio.\u00a0 La nuova Jadera ricevette pure la sua prima vera dirigenza composta dal presidente Simeone Baroni, con vicepresidente Galliano Benevenia, segretario Carlo Giurissich, cassiere Renato Gianelli e i consiglieri: Giovanni Lubin, Natale Duviani, Antonio Stojan, Pietro Ivanov, Riccardo Urschulz e Giuseppe Beros.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Partite nelle Marche<\/strong><\/span><br \/>\nLa Jadera fu subito molto attiva cosicche gi\u00e0 nel 1920 affront\u00f2 pure sfide importanti in Italia. Cos\u00ec nel 1920 registriamo due partite con il Circolo Juventus Audax di Roma. Dopo una sconfitta a Roma per 3-2 i dalmati prevalsero a Zara in Piazza d\u2019Armi per 2-1. Per la Jadera in questi due incontri giocarono: Bucowskz, Benzoni, Pisa, Lubin, Marconcini, de Denaro, Drizzi, Marsan, Duviani, Marin, Mayerle, Ramella e Schitarellich.<br \/>\nA Zara poi arrivarono svariati ospiti tra cui pure la compagine fiumana dell\u2019Olimpia. Svariate navi sostavano, inoltre, a Zara e in quelle occasioni si disputavano parecchie partite. Per\u00f2 quello che caratterizz\u00f2 i primi anni \u201920 fu una specie di isolamento di Zara. Un isolamento che portava i giocatori zaratini a giocare solo saltuariamente e inevitabilmente senza grande successo nonostante la grande voglia di progredire. Con il passare degli anni prese corpo sempre di pi\u00f9 l\u2019idea di stringere alleanze e organizzare partite con le compagini delle Marche, la regione italiana pi\u00f9 vicina. Cos\u00ec dal 1924 a Zara arrivarono l\u2019UC Maceratese, la SEF Stamura di Ancona e le formazioni di Jesi, Fermo, Senigallia e svariate altre. Pure gli zaratini disputarono diverse partite nelle Marche contro le compagini di Ancona e Macerata.<br \/>\nViste le ottime prestazioni degli zaratini contro le squadre marchigiane si fece strada l\u2019idea di far partecipare una compagine zaratina ad un campionato italiano. Quella che era ormai una prassi consolidata delle compagini fiumane ed istriane, per gli zaratini era una novit\u00e0 alla luce dello stato di isolamento nel quale si trovava la citt\u00e0 dalmata. Cos\u00ec i dirigenti della Ginnastica fecero il primo passo e riuscirono ad iscrivere la propria squadra al \u201cCampionato di II. Sud &#8211; Girone A\u201d per la stagione 1926\/27. Un passo storico che ben presto port\u00f2 degli ottimi risultati. A questo primo campionato oltre alla Ginnastica di Zara parteciparono pure l\u2019Acerbo Tito di Pescara, l\u2019Unione Sportiva di Rosburgo (oggi Roseto degli Abruzzi), la Stamura di Ancona, la Pippo Massangioli di Chieti e l\u2019Unione Sportiva Tiferno di Citt\u00e0 di Castello. Furono iscritti all\u2019inizio pure il Perugia e i Calciatori Pratolani. Il campionato si disput\u00f2 in un clima di caos e dilettantismo. Cos\u00ec la Rosburghese fu espulsa dopo l\u2019ottava giornata. La Tito Acerbo fu radiata dalla Federazione dopo la settima giornata.<br \/>\nPer gli zaratini il campionato part\u00ec in sordina. Dalla prima partita nel dicembre del 1926 si registrarono diverse sconfitte prima di arrivare alla vittoria storica contro la capolista Tito Acerbo. Gli zaratini prevalsero per 2-1. Questa fu la prima delle quattro vittorie finali registrate in questo campionato dagli zaratini che alla fine insieme ad un pareggio e cinque sconfitte chiusero il torneo al quarto posto con nove punti.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Le origini del calcio in Croazia<\/strong><\/span><br \/>\nQuando \u00e8 stata giocata la prima partita di calcio nel territorio dell\u2019attuale Croazia? \u00c8 una domanda all\u2019apparenza semplice, ma che invece si presenta assai complicata: le risposte si prestano, pertanto, a molteplici interpretazioni. La storia ufficiale, quella della Federacalcio croata, dice che la prima partita \u00e8 stata giocata nel 1880 in Slavonia, a \u017dupanja. Negli anni svariate altre citt\u00e0 hanno reclamato questo diritto, per\u00f2 senza grande successo. L\u2019ultima sortita in ordine di tempo \u00e8 quella di un\u2019associazione fiumana che si arroga il diritto di \u201cvantare\u201d la prima partita datandola nel 1873. Diritto per\u00f2 senza prove concrete, tanto che si ignorano il giorno, il mese, il risultato, le formazioni delle squadre che sarebbero scese in campo. Insomma non deve poi sorprendere il fatto che la Federcalcio non abbia mai riconosciuto Fiume in questo senso. In assenza di prove concrete, \u017dupanja non \u201ccede\u201d il presunto primato. Tra le altre citt\u00e0 che reclamano la prima partita figurano pure delle municipalit\u00e0 dalmate tra cui Zara con due anni importanti: 1866 e 1876. C\u2019\u00e8 pure Tra\u00f9 (Trogir) con anni ancora pi\u00f9 lontani nel tempo. Vero o falso che sia le origini del calcio sul territorio dell\u2019attuale Croazia e in primo luogo sulla costa orientale dell\u2019Adriatico si perdono nel tempo: i suoi primordi si devono, chiaramente, ai commerci e ai marinai che giungevano in queste terre diffondendo la conoscenza di questo nuovo gioco che poi avrebbe attecchito eccome anche in Dalmazia. E bisogna tener presente due concetti facilmente confondibili: il giocare a calcio e le partite di calcio. Fatto questo che ben difficilmente far\u00e0 smuovere la data del primo incontro dal fatidico 1880.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zadar-from-start-to-1926\/'>Zadar, from start to 1926<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 358.83 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zadar-from-start-to-1926\/?wpdmdl=788&refresh=6a333c41430e71781742657\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo l&#8217;8 novembre 2008.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le origini del calcio a Zara hanno radici lontane. 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