{"id":2628,"date":"2024-09-21T10:00:00","date_gmt":"2024-09-21T09:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2628"},"modified":"2024-09-20T19:07:49","modified_gmt":"2024-09-20T18:07:49","slug":"la-vita-nella-colonia-marina-di-villa-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/09\/21\/la-vita-nella-colonia-marina-di-villa-italia\/","title":{"rendered":"La vita nella Colonia Marina di Villa Italia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Correva l\u2019anno 1933. Per la Colonia di Villa Italia era tempo di bilanci. Infatti era il decimo anno del suo lavoro. Il tutto era iniziato quasi per caso e in maniera improvvisata, ma negli anni era diventato poi un lavoro serio per l\u2019aiuto dei bambini pi\u00f9 bisognosi. Proprio per fare un bilancio di questo decennio d\u2019attivit\u00e0, \u00e8 stato fatto un opuscolo riassuntivo del lavoro e per ripercorrere la storia di questo luogo e su come il tutto si era evoluto, con tanto di numeri.<br>Tutto ebbe inizio \u2013 come avevamo gi\u00e0 scritto alcuni mesi fa raccontando la storia del complesso \u2013 nel tardo autunno del 1923. Durante il mese di novembre e dicembre del 1923 Margherita Giardino, la moglie del generale Gaetano Giardino, governatore della citt\u00e0 di Fiume (dal 16 settembre 1923 al 27 aprile 1924) fece una serie di visite alle scuole cittadine di Fiume, dove scopr\u00ec una realt\u00e0 che la colp\u00ec molto. Infatti, nelle scuole c\u2019erano tanti bimbi, come li aveva definiti, \u201cgracili, anemici, rachitici e per di pi\u00f9 malnutriti e mal coperti\u201d. Si mise subito all\u2019opera e fece cos\u00ec appello al proprio marito di fare il possibile per fondare una Colonia marina che fosse un rifugio stabile per questi bambini di Fiume. Per\u00f2 and\u00f2 pure avanti. Infatti si mise alla ricerca del posto pi\u00f9 adatto, di un posto che possa dare il pi\u00f9 possibile per la cura di questi bambini, con tanto di verde e possibilmente in riva al mare. Lo trov\u00f2 in piena periferia, nel parco dell\u2019ex Villa Arciducale. Un luogo quasi ideale e che poteva soddisfare le prime necessit\u00e0. Parallelamente trov\u00f2 i primi fondi necessari per realizzare questa sua idea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00abUn regno di sole e allegria\u00bb<\/span><\/strong><br>Nel marzo del 1925 scrisse: \u201dEd io che nell\u2019oscuro novembre-dicembre avevo visto con stringimento di cuore la condizione pietosa di tanti scolaretti e che avevo fin d\u2019allora anelato un regno di sole e di allegria per quella fanciullezza stentata penso con gioia che c\u2019\u00e8 una realizzazione cos\u00ec ben avviata\u2026<br>Se troppe cose sono dovute restare a mezzo, se molte delusioni e amarezze contrastano il fondersi del sentimento italiano nel nuovo regime, questa della cura a l\u2019infanzia, grazie a chi ne intese il doppio scopo filantropico-sanitario e politico, \u00e8 certamente il mezzo pi\u00f9 efficace per arrivare al cuore dei nuovi fratelli.<br>E fra quanto si sper\u00f2 di poter fare per affermare in Fiume il nome della Patria, questa realt\u00e0 fiorente \u00e8 una specie di oasi per l\u2019animo nostro cui \u00e8 dolce andare col pensiero e con l\u2019opera\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Con l\u2019arrivo dell\u2019autunno\u2026<\/span><\/strong><br>Per\u00f2 ritorniamo un po\u2019 indietro. All\u2019inizio del 1924 il generale Giardino decise di cedere l\u2019ex villa Arciducale alla \u201cFondazione Citt\u00e0 di Fiume\u201d per le Colonie Marine e Montane. Sorse cos\u00ec nel luglio del 1924 la Colonia Marina di Villa Italia. Il posto da subito sembr\u00f2 ideale, ricco di vegetazione e in primis di lauri, abeti e querce, vasti ripiani erbosi a due passi dal mare. Subito, per la sua apertura a luglio, dal Comitato Centrale della Croce Rossa Italiane arrivarono quattordici ampie tende con i relativi arredi di letti e biancherie. Inoltre si attrezz\u00f2 un impianto di docce. Questo nuovo complesso poteva accogliere ben 260 bambini. Un rustico caseggiato esistente all\u2019ingresso della Villa fu adibito a cucina. Un padiglione D\u04e7cker fu adibito per la direzione e le infermiere. E infine fu costruita la lavanderia. Tutto in fretta, ma essenziale per poter aprire quanto prima.<br>Il tutto and\u00f2 avanti per l\u2019intera estate, ma con l\u2019arrivo dell\u2019autunno ci si rese conto quanto il tutto era improvvisato e inadeguato per le altre stagioni e che era necessario chiudere dopo pochi mesi. Per\u00f2 il progetto non si blocc\u00f2, anzi continu\u00f2 e dalla Direzione di Sanit\u00e0 si ottennero dei padiglioni D\u04e7cker che con alcuni adattamenti risolsero il problema e la Colonia da estiva divenne permanente. Naturalmente si fece pure il possibile per finanziarla. Grazie al grande interesse dalla capitale, da Roma vennero subito i necessari finanziamenti dalla Direzione di Sanit\u00e0, dalla Croce Rossa Italiana, dal Ministero degli Interni, ma pure da pubbliche e private amministrazioni. Grazie a tutto questo si pass\u00f2 alla realizzazione di un complesso ampio e ben organizzato. Pienamente funzionante e sufficiente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Ed ecco a voi\u2026 Villa Italia<\/span><\/strong><br>L\u2019Istituto alla fine era composto dai sei edifici. Quello principale era naturalmente l\u2019ex Villa Arciducale, rinominata a Villa Italia, come tutto il complesso. Nel suo pianterreno erano organizzati due ampi dormitori, entrambi da 50 letti ed entrambi con docce, spogliatoi, servizi di guardaroba e con delle stanze per gli assistenti. Nel centro, la scala centrale che porta al primo piano dove si trovava il laboratorio per le analisi cliniche e antropometriche, il gabinetto di radiologia, sale di medicazione, ambulatorio odontoiatrico, elioterapia artificiale e infine lo studio e l\u2019appartamento della Direttrice. Lateralmente c\u2019erano altri due reparti identici come quelli del pianterreno. Infine al secondo piano c\u2019erano le stanze delle infermiere e per loro pure una cucina.<br>Subito di fronte, oltre il viale c\u2019\u00e8 il grande padiglione. Qui venivano organizzate, sulla lunga terrazza, i pranzi all\u2019aperto e di sotto c\u2019erano gli spazi per la dispensa, la cucina, i refettori e la sala da pranzo per il personale. Pi\u00f9 avanti lungo il viale sorgeva un piccolo padiglione D\u04e7cker con 20 letti con la terrazza per l\u2019elioterapia. Dall\u2019altra parte c\u2019era una grande costruzione con un solo piano dove si tenevano tutte le lezioni, una piccola scuola, ma pure un laboratorio femminile per le ricoverate pi\u00f9 grandi, una sala di ricreazione, un ricchissimo museo didattico e infine un vasto porticato per il gioco al coperto. Al primo piano, un padiglione di 20 letti era previsto per la sezione materna (da 1 a 3 anni), con tutti i servizi e due terrazze. Un po\u2019 pi\u00f9 avanti si trova un altro padiglione per la sezione materna, dai 3 ai 6 anni, con al pianterreno una sala gioco, un refettorio, mentre al primo piano c\u2019era un dormitorio con 25 letti.<br>Oltre a questi complessi principali c\u2019erano pure diversi secondari. Cos\u00ec troviamo quello per la lavanderia, l\u2019asciugatoio con tanto di sala per la biancheria, la sala da stiro e per il guardaroba. Infine troviamo una cappella e una villetta adibita per l\u2019alloggio per il personale. Pi\u00f9 lontano e ben isolato c\u2019era un padiglione per gli eventuali casi di malattie infettive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Controlli ed esami<\/span><\/strong><br>Da subito, purtroppo, le domande furono tante e ben superiori alla possibilit\u00e0. Cos\u00ec per entrare nelle Colonie bisognava passare una serie di esami. Le domande per l\u2019ammissione venivano sia dagli enti assistenziali che da privati. La Direzione cos\u00ec esaminava tutta la documentazione che doveva essere composta dai dati di carattere sociale, anamnesi familiare e una chiara segnalazione delle condizioni fisiche.<br>Una volta che un bambino veniva accettato e veniva alla Colonia passava subito un controllo igienico, si rinnovava un accurato esame clinico con svariate analisi tra cui quelle del sangue, urina, cutireazione (Pirquet) e se occorre pure esami antropometrici e indagini radiologiche. In questo reparto, chiamato di osservazione, i bambini rimanevano per un periodo massimo di otto giorni e qui veniva decisa la cura e le norme di vita da seguire per poi farli passare al reparto adeguato.<br>I pi\u00f9 gravi, quelli affetti dalle varie forme di linfatismo, rachitismo, gracilit\u00e0 costituzionale o da semplice contagio, venivano ricoverati al pianterreno della Villa Italia. Al primo piano andavano quelli affetti da adenopatie, affezioni delle sierose (pleuriti, peritoniti), postumi di affezioni polmonarie circoscritte. Quelli affetti da bronchiti, peribronchiti, adenopatie tbc nelle forme non contagianti venivano sistemati nei padiglioni ad ovest.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Guariti e migliorati<\/span><\/strong><br>Se scegliere i bambini pi\u00f9 bisognosi di entrare e curare nella Colonia era difficile, quello di dimetterli lo era di sicuro ancora di pi\u00f9. Dopo i primi otto anni d\u2019attivit\u00e0, la Fondazione che stava a capo della Colonia forn\u00ec un\u2019accurata statistica sui risultati. Cos\u00ec troviamo che nel primo anno, il 1924, i ricoverati erano stati soltanto 33, numero cresciuto sensibilmente negli anni: 1925 (77), 1926 (104), 1927 (131), 1928 (155), 1929 (185), 1930 (286), 1931 (327) e 1932 (300), per un totale di ben 693 bambini. Sono cresciuti negli anni anche i bambini dimessi: 1924 (1), 1925 (24), 1926 (17), 1927 (29), 1928 (44), 1929 (55), 1930 (90), 1931 (133) e 1932 (66), per un totale di 459. Nella statistica troviamo descritte in maniera dettagliata le varie malattie con le quali i bambini erano venuti, le cura cui erano stati sottoposti. Troviamo pure che alla fine del trattamento (che in diversi casi era pure dovuto al ritiro prematuro e voluto dalla famiglia) che ben 352 bambini erano stati dichiarati guariti, 65 migliorati, 35 stazionari, solo cinque peggiorati e trasferiti all\u2019Ospedale Civile S. Spirito. Due erano anche morti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il regime alimentare<\/span><\/strong><br>Oltre alla classica scuola i bambini partecipavano a svariati lavori nei reparti. Cos\u00ec le bambine partecipavano al lavoro nelle cucine, laboratori, assistenza ai pi\u00f9 piccoli, aiuto infermiera. Per i bambini c\u2019erano i lavori agricoli. Si seguiva pure una rigida terapia alimentare, con dieta particolare in base alla fascia d\u2019et\u00e0. C\u2019erano tre gruppi: dai 3 ai 6 anni, dal 6 ai 13, e dai 13 ai 16 anni. I pasti venivano dati quattro volte al giorni ed erano definite le quantit\u00e0 di calorie giornaliere per i tre gruppi che erano di 2000, 3000 e 3500 calorie. Indipendente dalla fascia d\u2019et\u00e0, la colazione era composta da pane, latte, orzo e zucchero. La merenda era a base di pane, frutta o marmellata o cioccolato. Il pranzo e la cena variava a seconda del giorno della settimana. Il luned\u00ec per pranzo minestrone e formaggio grasso; il marted\u00ec pasta asciutta e verdura, il mercoled\u00ec riso e lenti, e uova a l\u2019occhio, il gioved\u00ec brodo e carne, e contorno, il venerd\u00ec pasta e patate e pesce in umido, il sabato polenta e frattaglie, e infine la domenica pasta asciutta e carne e brodo. La cena era sempre composta da caff\u00e8-latte con marmellata, miele, formaggio grasso, castagne e frutta, che variava di giorni in giorno. Insomma una dieta ben definita in base alla fascia d\u2019et\u00e0 e in base alla cura prestabilita.<br>Si presentava cos\u00ec la Colonia Marina di Villa Italia. Poi negli anni si \u00e8 sviluppata e nel 1937 assunse il nome di Preventorio Villa Italia, scritta ancora oggi visibile sul muro accanto all\u2019entrata. Dal primo gennaio 1945 divenne l\u2019ospedale per la cura della tubercolosi. Nel 1961 qui si trasferisce la sezione pediatrica dell\u2019Ospedale cittadino e dal 1962 diventa clinica pediatrica. E ora, nel 2024, a tre mesi dal centenario, tutto \u00e8 stato chiuso. Per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Le norme di comportamento<\/span><\/strong><br>Ai bambini che venivano alle Colonie veniva pure prescritto un regolamento composto da sei norme:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>curare minuziosamente la pulizia dei locali, degli arredi, degli<br>indumenti d\u2019uso<\/li>\n\n\n\n<li>curare metodicamente e con diligenza la pulizia personale e in special modo delle mani e della bocca<\/li>\n\n\n\n<li>abituarsi alla vita all\u2019aria aperta in tutte le stagioni, tenere aperte tutte o in parte le finestre delle stanze secondo le prescrizioni<\/li>\n\n\n\n<li>coprirsi coi soli indumenti concessi dall\u2019Istituto; andare a piedi nudi, dorso nudo e capo scoperto quanto pi\u00f9 possibile<\/li>\n\n\n\n<li>praticare regolarmente le docciature calde e fredde secondo la prescrizione<\/li>\n\n\n\n<li>osservare l\u2019alimentazione, le cure d\u2019aria, di sole, di ginnastica, di riposo (secondo le prescrizioni) con lo stesso scrupolo con cui si prende una medicina.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Orario estivo: 1 maggio \u2013 30 settembre<\/span><\/strong><br>6.00 \u2013 7.00 Sveglia e pulizia personale<br>7.00 \u2013 8.00 Preghiera e ginnastica<br>8.00 \u2013 8.30 Colazione<br>8.30 \u2013 9.30 Pulizia del reparto \u2013 visita sanitaria<br>9.30 \u2013 10.15 Prima lezione<br>10.30 \u2013 11.30 Seconda lezione o bagno ed elioterapia<br>11.30 \u2013 12.00 Riposo all\u2019ombra<br>12.00 \u2013 12.15 Pulizia della mani<br>12.30 \u2013 15.00 Pranzo e riposo<br>15.00 \u2013 16.00 Lavoro manuale<br>16.00 \u2013 16.30 Merenda<br>17.00 \u2013 18.00 Terza lezione<br>18.00 \u2013 19.00 Quarta lezione<br>19.00 \u2013 19.15 Pulizia della mani<br>19.15 \u2013 21.00 Cena, pulizia, preghiera e riposo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Orario invernale: 1 ottobre \u2013 30 aprile<\/span><\/strong><br>7.00 \u2013 9.00 Sveglia, pulizia personale e del reparto \u2013 visita sanitaria<br>9.00 \u2013 9.30 Preghiera e colazione<br>9.30 \u2013 10.30 Prima lezione<br>10.40 \u2013 11.30 Ginnastica<br>11.40 \u2013 12.20 Seconda lezione<br>12.20 \u2013 12.30 Pulizia della mani<br>12.30 \u2013 14.00 Pranzo e riposo<br>14.00 \u2013 14.45 Terza lezione<br>15.00 \u2013 16.00 Canto, giardinaggio o breve passeggiata<br>16.00 \u2013 16.45 Quarta lezione<br>17.00 \u2013 18.00 Lavoro manuale<br>18.00 \u2013 18.15 Pulizia della mani<br>18.20 \u2013 21.00 Cena, pulizia, preghiera e riposo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/colonia-marina-story\/'>Colonia marina story<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 700.21 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/colonia-marina-story\/?wpdmdl=2627&refresh=6a61957526e051784780149\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su La voce del popolo il 21 settembre 2024.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Correva l\u2019anno 1933. 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