{"id":2632,"date":"2024-09-30T10:03:00","date_gmt":"2024-09-30T09:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2632"},"modified":"2024-09-27T20:05:08","modified_gmt":"2024-09-27T19:05:08","slug":"bihac-la-citta-del-connubio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/09\/30\/bihac-la-citta-del-connubio\/","title":{"rendered":"Biha\u0107, la citt\u00e0 del \u00abconnubio\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Biha\u0107 meta turistica? Difficilmente viverla cos\u00ec e i pi\u00f9 faranno fatica a cercare di sapere qualche dato su questa citt\u00e0 della Bosnia ed Erzegovina, la pi\u00f9 vicina a Fiume di questo Paese dei Balcani occidentali. Situata nella parte nord-occidentale della Bosnia ed Erzegovina, sede del cantone di Una-Sana, ha un fascino particolare: qui la natura che la circonda e la parte urbana, che ha diversi monumenti culturali e storici che ne raccontano la storia, si completano perfettamente. Negli ultimi decenni Biha\u0107 \u00e8 salita agli onori della (triste) cronaca per questioni legate alle migrazioni, alle vicende belliche e ai problemi etnici con cui ha dovuto confrontarsi (e che rimangono una sfida da risolvere). Oggi la citt\u00e0 si presenta calma ed accogliente.<br>La bellezza del luogo \u2013 il Parco Nazionale Una \u00e8 uno dei quattro parchi nazionali del Paese, molti vengono per ammirare le loro gole, cascate e torrenti, altri optano per il turismo avventuroso, praticando rafting, kayak, canoa, escursioni nei canyon, trekking e mountain biking \u2013 e il cibo delizioso non possono essere contestati. Chi c\u2019\u00e8 gi\u00e0 stato sa che, tornandovi, trover\u00e0 sempre qualcosa di nuovo. E magari prima o dopo un rafting conviene visitarla, e pure trascorre diversi giorni in tutta la regione. Biha\u0107 \u00e8 sempre stata un crocevia di strade importanti, quindi il tocco di est e ovest, vecchio e nuovo, \u00e8 riscontrabile a ogni passo.<br>Il primo documento storico in cui si menziona Biha\u0107 \u00e8 la lettera del re ungherese B\u00e9la IV del 26 febbraio 1260. Dopo due anni, Biha\u0107 \u00e8 stato dichiarato citt\u00e0 reale libera e posto sotto il diretto controllo del trono ungherese, con tutti i diritti e privilegi connessi, il che ha molto contribuito al suo sviluppo indipendente dal potere politico dei signori locali. Nel 1530, il comitato austriaco assicur\u00f2 truppe per la difesa di sette punti strategici in Croazia, uno dei quali era Biha\u0107 e Ripa\u010d. I turchi occuparono Biha\u0107 nel 1592 dopo un assedio di dieci giorni e da allora Biha\u0107 \u00e8 stata il luogo della fortificazione pi\u00f9 importante in Bosnia fino al XIX secolo. Il dominio ottomano su Biha\u0107 si concluse de facto dopo il Congresso di Berlino.<br>Durante la seconda guerra mondiale, Biha\u0107 fu coinvolta nello Stato Indipendente di Croazia di Paveli\u0107 dopo essere stata occupata dalle truppe dell\u2019Asse. La citt\u00e0 fu capitale di un breve territorio, la Repubblica di Biha\u0107, per due mesi alla fine del 1942 e all\u2019inizio del 1943, fino a quando le forze tedesche non la rioccuparono. Biha\u0107 torn\u00f2 nel territorio bosniaco il 28 marzo 1945.<br>Per chi parte da Fiume ci sono ben tre strade per Biha\u0107. Una \u00e8 quella che porta attraverso Karlovac dove si lascia l\u2019autostrada e si va ad est per le strade locali. Si passa per Tu\u0161ilovi\u0107 e Vojni\u0107 e poi dritti al confine di Stato di Maljevac. Entrati in Bosnia ed Erzegovina si attraversano i centri di Velika Kladu\u0161a, Cazin per arrivare a Biha\u0107. La seconda via \u00e8 pi\u00f9 veloce e passa via Ogulin e poi i laghi di Plitvice. Si devia poi per il confine di stato di Li\u010dko Petrovo Selo. E poco dopo il confine siamo al traguardo. Infine, la terza porta via Segna e via Oto\u010dac a Li\u010dko Petrovo Selo. Qualunque sia la strada presa serviranno circa tre ore per arrivarci, ingorghi di confine permettendo.<br>Se non ci fosse la segnaletica uno magari non si renderebbe conto che \u00e8 arrivato a destinazione, in una delle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi della Bosnia ed Erzegovina, tanto il tutto \u00e8 legato alla natura. La nuova e moderna Biha\u0107 \u00e8 stata costruita sui bastioni della citt\u00e0 vecchia, come testimoniano i resti delle mura. Allora cominciamo con ordine a visitarla. In pieno centro e a due passi dall\u2019Una, troviamo un ampio parcheggio da dove cominciare il nostro tour, rigorosamente a piedi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Sulla Torre del Capitano<\/span><\/strong><br>Iniziamo dalla Torre del Capitano, nella parte bassa della citt\u00e0, sulla riva sinistra del fiume Una. Questa imponente struttura domina il panorama cittadino e offre una vista panoramica mozzafiato sulla citt\u00e0 e sui dintorni. Anche se si tratta di uno degli edifici pi\u00f9 antichi di Biha\u0107, uno dei simboli della citt\u00e0, fino ad oggi non \u00e8 stato stabilito con precisione quando sia stato costruito, ma sulla base delle mappe storiche disponibili della citt\u00e0 e dei suoi dintorni, si ritiene che sia stata edificata prima del 1697.<br>Secondo la tradizione popolare, nella torre soggiorn\u00f2 il re ungherese Bela IV durante l\u2019invasione tartara. Secondo l\u2019ipotesi lanciata da H. Strauss nel libro \u201cTorri e fortezze di Biha\u0107\u201d, la Torre del Capitano risale al 1205 ed era una delle quattro torri, tre delle quali furono distrutte. Secondo la leggenda, la Torre del Capitano, cio\u00e8 la fortificata Biha\u0107, salv\u00f2 la testa del re ungherese Bela IV, che fu inseguito fino alle mura dai cavalieri tartari. In segno di gratitudine Bela IV dichiar\u00f2 Biha\u0107 citt\u00e0 libera e ordin\u00f2 che il suo simbolo, il corvo nero, fosse scolpito sulla facciata in pietra della torre.<br>Con l\u2019arrivo della monarchia austro-ungarica in queste zone la torre venne trasformata in prigione. Dal 1959 \u00e8 spazio museale, che ospita mostre permanenti. Recentemente \u00e8 stata ristrutturata e oggi qui vi si trova il Museo della contea di Una-Sana. \u00c8 monumento nazionale della Bosnia ed Erzegovina dal 2007. Proprio di fronte alla Torre del Capitano si trovano i resti della chiesa di Sant\u2019Antonio di Padova, con il campanile ben conservato. La sua costruzione inizi\u00f2 con l\u2019arrivo del governo austro-ungarico, nel luogo in cui si trovava una delle chiese medievali distrutte a Biha\u0107, e fu completata nel 1894. L\u2019aspetto stesso della chiesa era, per l\u2019epoca, pi\u00f9 che imponente. Si sviluppava su 900 mq con un campanile rettangolare alto 50 metri, che dominava il nucleo urbano della citt\u00e0. Durante la seconda guerra mondiale la chiesa sub\u00ec notevoli danni e non fu mai pi\u00f9 ricostruita. Di questo edificio religioso rimane solo un\u2019alta torre quadrata con campanile, che resiste ancora oggi alla prova del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il sarcofago<\/span><\/strong><br>E subito accanto si trova pure il sarcofago di Biha\u0107. Quest\u2019attrazione cittadina \u00e8 conosciuta anche come la Tomba dei Grandi Croati, cio\u00e8 la Tomba della nobilt\u00e0 di Biha\u0107. Il sarcofago originale fu eretto alla fine del XIX secolo nel luogo in cui sorgeva l\u2019allora nuova chiesa di S. Antonio da Padova. Contiene i resti di nove dignitari di Biha\u0107, che morirono difendendo Biha\u0107 nelle battaglie contro l\u2019esercito ottomano, nella prima met\u00e0 del XVI secolo. Questa tomba era probabilmente ubicata nell\u2019antica chiesa di S. Antonio da Padova, che gli Ottomani, dopo essere entrati a Biha\u0107 nel 1592, trasformarono nella moschea Fethija. Quindi i resti furono spostati in un terreno vicino alla moschea di recente costruzione e quasi tre secoli dopo furono trasferiti nel sarcofago.<br>Come detto ci troviamo a due passi dal fiume Una, e proprio in pieno centro si trova un grande parco. La zona \u00e8 nota come l\u2019isola della Citt\u00e0, che fino agli anni \u201870 era il centro del bazar di Biha\u0107, con tante case, magazzini, negozi, mulini ed altro. Oggi ospita fiere, concerti, cortei\u2026 L\u2019isola ha ripreso vita alcuni anni fa dopo che su di essa \u00e8 stata collocata dopo il restauro la famosa scultura \u201cLa ragazza di Una\u201d, uno dei simboli della citt\u00e0. Oggi molti turisti visitano l\u2019isola per scattare foto accanto al fiume e alla \u201cRagazza di Una\u201d. Se si viene durante l\u2019estate \u00e8 uno dei posti ideali per fare un bagno. Infatti, la zona dell\u2019isola funge pure da spiaggia improvvisata e qui l\u2019acqua non \u00e8 tanto fredda ed \u00e8 del tutto calma.<br>Quello che, purtroppo, rende meno attraente questo parco \u00e8 il fatto che \u00e8 vi transitano gli immigrati di passaggio. Nella recente cronaca europea, Biha\u0107 \u00e8 comparsa probabilmente solo perch\u00e9 negli ultimi anni si sono fermati qui oltre 5.000 profughi di vari Paesi in conflitto che hanno attraversato i Balcani e la Turchia (ma non solo) a piedi per poi vedersi respinti dalla polizia croata, nell\u2019ultimo disperato tentativo di arrivare in Unione europea. La tradizionale ospitalit\u00e0 bosniaca all\u2019inizio non si \u00e8 fatta indietro, ma l\u2019apertura di tre centri profughi vicino al centro citt\u00e0 con il tempo ha iniziato a creare degli attriti. Oggi non ce ne sono tanti e la convivenza con i cittadini di Biha\u0107 \u00e8 del tutto tranquilla.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La moschea Fethija<\/span><\/strong><br>Passeggiando nel parco si scorge che ci sono diverse imbarcazioni sull\u2019Una dato che a Biha\u0107 esiste la tradizione della costruzione delle barche. I natanti venivano realizzati in due dimensioni, grandi e profondi per estrarre la sabbia dall\u2019Una e quelli pi\u00f9 piccoli e meno profondi per la pesca o come mezzo di trasporto. Sono ancora attivi alcuni artigiani che realizzano le barche Una. Nel centro di Biha\u0107 esiste anche la possibilit\u00e0 di noleggiare queste piccole imbarcazioni classiche e fare un giro dalla spiaggia cittadina \u201cBetona\u201d alla piscina \u201cAmerikan\u010devo\u201d.<br>In fondo al corso cittadino si arriva alla pi\u00f9 grande moschea, chiamata Fethija, costruita nel 1266. \u00c8 famosa per il suo splendido minareto e per il suo interno riccamente decorato con piastrelle e affreschi. Originariamente era una chiesa, si presume che sia stata innalzataa a met\u00e0 del XIII secolo e si chiamava Chiesa di Sant\u2019Antonio. Dopo l\u2019arrivo degli Ottomani, per ordine di Hasan Pasha Predojevi\u0107, la chiesa fu acquistata dai cattolici di Biha\u0107, come documentano gli archivi di Vienna e Istanbul. Successivamente fu trasformata in moschea e prese il nome da una delle sure del Corano: Feth (Vittoria).<br>In stile gotico, durante la conversione in moschea gli ottomani murarono alcune finestre sui lati sud e nord e ne furono aperte di nuove. Al centro dell\u2019edificio, al posto dell\u2019altare, fu posto un mihrab. Sopra il grande portone d\u2019ingresso \u00e8 rimasto il rosone gotico. Il campanile si \u00e8 mantenuto intatto fino al 1863, quando fu demolito a causa del degrado e sostituito da un minareto realizzato con lo stesso tipo di pietra. Ai piedi del minareto, due iscrizioni in lingua araba, che parlano della costruzione di questo monumento religioso.<br>Anche se questo passaggio di religioni e di conquistatori ha lasciato le proprie traccie negli \u201cedifici\u201d, come pure l\u2019ultima guerra, questo non sembra visibile tra gli abitanti. C\u2019\u00e8 un grande connubio. Qualche divisione si pu\u00f2 notare ma non \u00e8 cos\u00ec marcata come si pu\u00f2 osservare a Mostar, dove la Neretva fa da \u201cconfine\u201d. Qui c\u2019\u00e8 pi\u00f9 legame e pi\u00f9 solidariet\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Qui furono poste le basi della Jugoslavia<\/span><\/strong><br>Visitando Biha\u0107 non bisogna dimenticare l\u2019ultimo conflitto mondiale. In citt\u00e0 ha sede il Museo dell\u2019AVNOJ che \u00e8 stato fondato nel 1952 come museo commemorativo. Il Consiglio antifascista di liberazione nazionale della Jugoslavia (AVNOJ) tenne la sua prima sessione sul territorio liberato proprio a Biha\u0107, proprio nella sede dell\u2019attuale museo il 26 e 27 novembre 1942, e poi fu confermato il processo di istituzionalizzazione federale della Jugoslavia. L\u2019esposizione permanente \u00e8 composta da reperti, documenti, fotografie e leggende introduttive in una parte, nonch\u00e9 tutti gli oggetti originali tridimensionali della collezione AVNOJ.<br>Biha\u0107 \u00e8 pure una citt\u00e0 che magari non invoglia la persona a rimane diversi giorni, ma pu\u00f2 essere un punto di riferimento per fare diverse gite nei dintorni. A sud, per esempio, abbiamo il Strba\u010dki buk per gli amanti del rafting. Ma quelli che sono alla ricerca di un rafting pi\u00f9 tranquillo possono sempre andare verso altre due zone interessanti, tutte legate a Kostela. La prima \u00e8 la Kostela-(Luka) Grmu\u0161a, di 13 km, ideale per chi affronta il rafting per la prima volta. E poi c\u2019\u00e8 una ancora pi\u00f9 lunga, ma meno adrenalinica, ossia la Kostela-Bosanska Krupa, di ben 24 km. Entrambe durano circa cinque ore.<br>E poi a circa 50 chilometri a monte di Biha\u0107, si trova Martin Brod. Qui l\u2019Una forma il pi\u00f9 grande complesso di cascate del suo corso. Oltre al pi\u00f9 famoso e grande Milan\u010devo buk, qui si possono ammirare molte altre cascate, cascatelle e laghetti che si estendono attraverso il villaggio fino alla foce del fiume Unac a Una. Pi\u00f9 vicina e a soli otto chilometri da Biha\u0107, nel villaggio di Kostela, si trova un\u2019altra perla sulla Una. Si rischia di non vederla in quanto \u00e8 \u201cnascosta\u201d dietro al grande albergo\/ristorante, ma si trova sulla strada principale che porta da Biha\u0107 o a est verso Banja Luka. Si tratta del Kostelski buk: una copia in miniatura del Strba\u010dki buk.<br>Le cascate sono minori e tutta la zona \u00e8 minore per\u00f2 non manca di fascino. Si ha la visione del fiume e il suo colore smeraldo. Si passa un ponte e si arriva a una specie di isola che offre di tutto. Ci sono diverse panchine, punti panoramici. Si possono fare delle piccole camminate lungo i sentieri, vedere le cascate della Una e non manca pure un mini zoo con animali domestici, ideale soprattutto per pi\u00f9 piccoli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/bihac-reportage\/'>Biha\u0107 reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 580.52 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/bihac-reportage\/?wpdmdl=2631&refresh=69f64bf53cb291777748981\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 30 settembre 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Biha\u0107 meta turistica? 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