{"id":2643,"date":"2024-10-15T10:37:00","date_gmt":"2024-10-15T09:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2643"},"modified":"2024-10-14T18:39:25","modified_gmt":"2024-10-14T17:39:25","slug":"sulle-acque-dolci-e-mosse-della-una","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/10\/15\/sulle-acque-dolci-e-mosse-della-una\/","title":{"rendered":"Sulle acque dolci e mosse della Una"},"content":{"rendered":"\n<p>A due passi da Biha\u0107 sorge il Parco nazionale dell\u2019Una, uno dei quattro parchi nazionali della Bosnia ed Erzegovina insieme a Sutjeska, Kozara e Drina. \u00c8 il pi\u00f9 vicino a noi. Prende il nome dall\u2019omonimo fiume, vera perla della natura, che ha svolto un ruolo importante nella storia dei Paesi che attraversa: con i suoi duecento chilometri abbondanti di lunghezza, \u201csi fa abilmente beffa sia del confine della Repubblica di Croazia, che di quello della vicina Bosnia ed Erzegovina, quasi a voler dimostrare che alla natura i confini imposti dall\u2019uomo vanno sempre stretti\u201d, come recita il sito dell\u2019Ente nazionale per il turismo della Croazia.<br>Questo corso d\u2019acqua, a tratti selvaggio e mosso e in altri docile, nasce in Croazia, dal versante nord dei monti Stra\u017ebenica, vicino alla citt\u00e0 di Donja Suvaja (nell\u2019estrema parte nordorientale della Lika, Regione di Zara), e da l\u00ec scorre attraverso Martin Brod, Kulen Vakuf, Ripac, Biha\u0107, Bosanska Krupa, Bosanska Otoka, Novi, Kostajnica e Dubica, raggiungendo la Sava presso Jasenovac. \u00c8 probabilmente uno dei fiumi pi\u00f9 affascinanti dei Balcani, ospita oltre 170 diverse erbe medicinali e una pianta rara, la Campanula unensis, nonch\u00e9 28 tipi di pesci (tanti ne sono stati osservati).<br>Una leggenda narra che furono i legionari romani \u2013 che nel 168 a. C. riuscirono a sottomettere questa terra abitata fin dall\u2019antichit\u00e0 da trib\u00f9 illiriche, la cui annessione all\u2019impero romano fu completata nel 9 d. C., ai tempi di Tiberio \u2013 a dargli il nome: impressionati dalla sua bellezza gridarono \u201cUna!\u201d, dalla parola romana per il numero \u201cuno\u201d, a sottolineare la sua importanza per le autorit\u00e0 dell\u2019epoca. Indipendentemente dal fatto che l\u2019origine del nome Una vada cercata in chiave etimologica illirica, latina o slava, sta il fatto che si tratta di un fiume unico, che incanta al primo sguardo, e per poterlo conoscere in tutta la sua pienezza sarebbe ideale percorrerlo tutto o perlomeno conoscere le aree pi\u00f9 significative.<br>Per chi parte da Fiume ci sono ben tre strade per arrivare fino alla zona che viene definita la pi\u00f9 bella della Una, quella dello \u0160trba\u010dki buk. La prima \u00e8 quella che porta attraverso Karlovac, dove si lascia l\u2019autostrada e si va a est per le strade locali. Si passa per Tu\u0161ilovi\u0107 e Vojni\u0107 e poi dritti al confine di Stato di Maljevac. Entrati in Bosnia ed Erzegovina, si passa per i centri di Velika Kladu\u0161a, Cazin, Biha\u0107 e poi verso sud fino agli Japodski otoci (letteralmente \u201cisola degli giapodi\u201d, dal nome del gruppo di comunit\u00e0 tribali che si svilupp\u00f2 nell\u2019area montana della Croazia e della Bosnia nord-occidentale, noto anche come iapidi, iapodes, o ancora iapydes). La seconda via \u00e8 pi\u00f9 veloce e passa, via Ogulin, i laghi di Plitvice da dove si devia per il confine di Li\u010dko Petrovo Selo. Biha\u0107 \u00e8 a due passi. Infine, la terza porta via Segna e via Oto\u010dac a Li\u010dko Petrovo Selo. Qualunque sia la strada presa serviranno circa tre ore, code al confine permettendo. Arrivati a Biha\u0107, dopo una decina di chilometri giungiamo al paese di Ra\u010di\u0107 e poco pi\u00f9 avanti si entra nel Parco nazionale dell\u2019Una e alla nostra meta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Le isole dei giapidi<\/span><\/strong><br>Il complesso turistico \u201cJapodski otoci\u201d \u00e8 uno dei luoghi magici che l\u2019Una ci offre, grazie soprattutto alla struttura naturale su cui \u00e8 situato. Si sviluppa su cinque isole fluviali, o ade, collegate tra loro da ponti di legno. Viste dall\u2019alto, le isole hanno la forma di un cuore. Come si diceva, prende il nome dagli giapodi, un\u2019antica stirpe che abitava la zona del corso medio del fiume, sul quale costruirono insediamenti palafitticoli. In zona c\u2019\u00e8 un ristorante, dove si possono provare le specialit\u00e0 gastronomiche locali, un piccolo albergo, ma si pu\u00f2 anche passare la notte all\u2019aperto, in tende, appartamenti, cottage o in una casa sull\u2019albero.<br>Arrivati a destinazione, non rimane che trovare la nostra agenzia e l\u2019avventura rafting pu\u00f2 iniziare. Infatti, \u00e8 con il rafting che si pu\u00f2 conoscere per bene questo fiume e i suoi lati pi\u00f9 o meno nascosti. Entriamo nel furgone e ci dirigiamo verso il punto di partenza, a due passi dallo \u0160trba\u010dki buk, la principale attrazione locale. Ci arriviamo dopo una decina di minuti passando per strade asfaltate prima e del tutto bianche nel finale.<br>Oltre al paesaggio, abbiamo conosciuto anche la storia della tutela di questo territorio. Un ruolo incommensurabile in questo processo \u00e8 stato svolto da Bo\u0161ko Marjanovi\u0107, che nel 1985 ha fondato l\u2019organizzazione ambientalista Unski smaragdi (ossia Smeraldi dell\u2019Una). In passato questo luogo brulicava di vita, c\u2019erano i mulini e i campi di soia, che secondo gli storici erano molto simili alle abitazioni della trib\u00f9 illirica dei giapodi che un tempo abitava questa zona, migliaia di anni fa. Considerando la bellezza naturale, l\u2019energia delle cascate, l\u2019abbondanza di trote e numerose piante selvatiche, ci\u00f2 non sorprende. Oggi si trovano pure altre cose, infatti nella zona dello \u0160trba\u010dki buk vengono offerti diversi souvenir e chi non fa rafting pu\u00f2 esplorare i prodotti locali, come ad esempio il miele bianco, che si ottiene solamente dal nettare impollinato dei fiori di campo estivi.<br>La cascata \u0160trba\u010dki buk \u00e8 alta 24,5 metri ed \u00e8 molto larga. Ora \u00e8 in fase di elaborazione che pure questa zona entri nella lista dei patrimoni protetti dall\u2019UNESCO.<br>Una volta scesi dal furgone, accanto all\u2019Una abbiamo ricevuto tutto l\u2019equipaggiamento necessario: casco, giubbotto e scarpette. Dopo esserci \u201cvestiti\u201d e attrezzati, con le barche ormai nel fiume, ci viene fatto un corso rapido di rafting. Ogni barca ha un proprio skipper che fa da guida, sia del luogo ma in primis della tecnica stessa del rafting e della coordinazione della squadra. Veniamo divisi in base al peso e alla forza fisica. Si sceglie la coppia a prua che batte il ritmo e quella in coda che li segue. Apprendiamo la postura, i movimenti e i comportamenti in caso di collisione con cascate rischiose e siamo pronti a partire per un\u2019avventura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Sar\u00e0 un\u2019avventura<\/span><\/strong><br>Dopo la formazione tecnica, la nostra guida risponde a tutte le altre domande relative al fiume Una, prima di salire sulla barca e fare alcune remate \u201cdi prova\u201d. Siccome entriamo in un tratto calmo dell\u2019Una, il tutto \u00e8 facile e abbordabile. Una volta pronti, cominciamo a dirigerci verso la cascata. Dopo poco accostiamo e scendiamo, fondamentalmente per motivi di sicurezza in quanto la cascata \u00e8 forte ed alta. La guida esegue un piccolo spettacolo lanciando la barca gi\u00f9 dallo \u0160trba\u010dki buk e poi fa il salto. Impressionante, ma decisamente non per tutti. L\u2019operazione attira l\u2019attenzione di molti visitatori che sono sulle passerelle di legno e si godono il panorama. Dopo poco arriviamo alla fine della passerella e saliamo di nuovo sulla barca per il rafting.<br>Comincia da qui la vera avventura. Il primo tratto \u00e8 quello pi\u00f9 ripido e veloce. Ci sono diverse piccole cascate, qualche vortice e bisogna essere vigili. Come il tutto viene diretto dallo skipper, i rischi sono minimi. Ci fermiamo pi\u00f9 volte, accanto ad angoli nascosti del fiume, dove \u00e8 possibile saltare dalla roccia o sostare sul complesso di sorgenti d\u2019acqua indipendenti che emergono dalle rocce e fare il bagno, dove ci sono solo 13 gradi in piena estate. Dopo qualche chilometro, lo scenario si calma e comincia la remata. Passiamo sotto il vecchio ponte ferroviario: qui prima dei conflitti degli anni \u201990 scorreva la linea ferroviaria che collegava Zagabria e Tenin-Knin. Oggi \u00e8 dismessa e la linea \u00e8 stata dirottata a sud. Il ponte oggi \u00e8 un ideale punto per fermarsi e dove salgono i pi\u00f9 coraggiosi per tuffarsi nell\u2019Una.<br>Attracciamo vicino agli Japodski otoci. L\u00ec ci attende il nostro furgone con tutto quello che abbiamo lasciato, momento ideale per asciugarsi e cambiarsi, prima di gustarci un lauto pranzo, con specialit\u00e0 locali. E poi il riposo \u00e8 decisamente benvenuto. Le quattro ore di tragitto, con tutti i bagni e le remate, qualche traccia la lasciano.<br>Il rafting in questa zona ha cominciato a svilupparsi ancor prima della dichiarazione di parco nazionale, inizialmente in modo meno organizzato rispetto a quanto avviene oggi. \u00c8 interessante notare che c\u2019\u00e8 una dozzina di agenzie che si occupano seriamente di rafting ma non esiste alcun titolare di una concessione di rafting nel Parco nazionale Una. Il concessionario \u00e8 lo Stato, incarnato nell\u2019Ente pubblico Parco nazionale Una, e il rafting pu\u00f2 essere praticato da chiunque disponga dell\u2019attrezzatura adeguata e di skipper addestrati. Le offerte delle singole agenzie sanno variare sia in fatto di ore che di percorsi che si prendono. Ma in linea di massima quelle dello \u0160trba\u010dki buk hanno gite da 2-4 ore e tutte comprendono sia la cascata che il tratto pi\u00f9 veloce.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/rafting-una-reportage\/'>Rafting Una reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 1.06 MB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/rafting-una-reportage\/?wpdmdl=2639&refresh=69f64c0aa4ee11777749002\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 ottobre 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A due passi da Biha\u0107 sorge il Parco nazionale dell\u2019Una, uno dei quattro parchi nazionali<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2644,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-2643","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2643","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2643"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2643\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2645,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2643\/revisions\/2645"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2643"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2643"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2643"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}