{"id":265,"date":"2014-04-15T15:26:31","date_gmt":"2014-04-15T15:26:31","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/con-l-ac-dalmazia-il-canto-del-cigno-del-calcio-zaratino-4-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:24:52","modified_gmt":"2023-11-25T08:24:52","slug":"con-l-ac-dalmazia-il-canto-del-cigno-del-calcio-zaratino-4-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/con-l-ac-dalmazia-il-canto-del-cigno-del-calcio-zaratino-4-e-continua\/","title":{"rendered":"Con l\u2019AC Dalmazia il canto del cigno del calcio zaratino (4 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Come visto nella precedente puntata, l\u2019inizio del 1935 per la squadra di Zara non si presentava sotto i migliori auspici. I risultati era tutto sommato positivi, nonostante i problemi, in primo luogo di carattere finanziario. Le difficolt\u00e0 pi\u00f9 serie emersero a partire dalla met\u00e0 di marzo. Dopo la vittoria del 17 marzo contro il Portocivitanova, il campo della squadra di calcio si trasform\u00f2 in un cantiere. La costruzione della Casa del Balilla impose qualche sacrificio. Cos\u00ec la squadra si trov\u00f2 priva della possibilit\u00e0 di giocare le partite casalinghe. Il tutto, come abbiamo visto, port\u00f2 alla \u201cdiscesa\u201d in classifica e alla mancata qualificazione al rango superiore, che tutto sommato, era a portata di mano. Nonostante la volont\u00e0 della autorit\u00e0 cittadine di trovare soluzioni alternative tutto fu vano, tanto che la squadra dovette ritirarsi dalle competizioni ufficiali. Le regole in materia erano chiare, per\u00f2 Zara e provincia non avevano nessun campo di calcio adeguato. Dopo circa un anno di lavori, il campo di \u201cVal de\u2019 Ghisi\u201d ritorn\u00f2 in funzione. Per\u00f2 fu una beffa. Infatti le dimensioni erano ridotte, tante che non poteva essere omologato dalla Federcalcio, facendo cadere nello sconforto tutti gli amanti del calcio a Zara. Persa la stagione 1935\/36 per la reale mancanza di un campo di calcio, pure la stagione 1936\/37 and\u00f2 in fumo, stavolta perch\u00e9 il rettangolo di gioco era troppo \u201cpiccolo\u201d.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un nuovo campo a San Giovanni<\/strong><\/span><br \/>\nUna cosa era sicura. Bisognava prendere misure radicali, fuori dagli schemi di quegli anni. Il campo di \u201cVal de\u2019 Ghisi\u201d a meno di interventi di vasto respiro era perso. Non vi erano alternative a portata di mano. Vista la situazione due entusiasti, Gianni Grigillo e Umberto Detoni, decisero di ricostruire nel marzo del 1937 l\u2019Associazione calcistica Dalmazia. Ma non solo. Misero a disposizione un terreno abbastanza grande di loro propriet\u00e0. Grazie a loro il calcio che conta poteva tornare a Zara. Al gesto dei due si un\u00ec poi pure Gennaro Dell\u2019Orco che aveva un terreno confinante e che diede parte del suo \u201cterritorio\u201d per la costruzione dei servizi e degli spogliatoi. Subito part\u00ec la missione per la costruzione del campo di calcio e delle strutture adiacenti, nonch\u00e9 quella per la fondazione di una nuova squadra, visto che quella vecchi era andata persa. Si organizz\u00f2 un torneo a livello giovanile con la partecipazioni di squadre di Borgo Erizzo, Cereria, del G.U.F.D. e dell\u2019Unione sportiva. Il torneo si svolse al campo ridotto\u00a0 della Piazza d\u2019Armi.<br \/>\nIl nuovo campo di calcio fu di grandi dimensioni. Era lungo ben 115 metri e largo 65 metri. Aveva una tribuna coperta e in pi\u00f9 le gradinate lungo tutto il campo. Insomma un campo che non sarebbe di seconda categoria neppure oggi. Ed era situato nel quartiere di San Giovanni.<br \/>\nNell\u2019ambito della fondazione della nuova AC Dalmazia venne convocata pure un Assemblea societaria dove vennero eletti presidente Gianni Grigillo e vicepresidente Umberto Detoni. Giuseppe Drizzi fu il segretario mentre l\u2019incarico di cassiere fu assunto da Roberto de Denato. I consiglieri furono Lubino Lubin, Ljubo Magas e Giacomo Schitarellich. Responsabile del campo fu nominato Stefaon Handl.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Si misero in luce nuovi giocatori<\/strong><\/span><br \/>\nFin dai primi giorni si misero in luce nuovi giocatori. Ebbero modo di emergere il portiere Francesco Vigiak, il terzino Balilla Sofonio, il centromediano Giuseppe Marussich, il laterale Tullio Filippi, la mezzala Luigi Purussi, il mediano Ervino Cusmani e l\u2019ala Enrico Egitto. Insomma una squadra praticamente nuova di zecca. Non sorprende che la prima partita per l\u2019inaugurazione del nuovo campo di calcio fu quella tra le vecchie e le nuove glorie zaratine. La prima squadra esterna a venire a giocare a Zara fu la Triestina di Trieste. Peccato che la squadra non venne con la migliore formazione e ci fu il pareggio finale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019inizio in salita<\/strong><\/span><br \/>\nLa dirigenza non rimase con le mani in mano e inoltr\u00f2 subito la domanda di partecipazione ad un campionato della FIGC. Le fu concesso di ritornare a disputare un campionato regionale, per la precisione quello di Marche-Abruzzi-Dalmazia. Era proprio quello che aveva dovuto abbandonare due anni prima. \u201cGrazie\u201d ad una ricostruzione dei campionati in Italia la squadra di Zara entr\u00f2 a far parte del Campionato di I. Divisione Marche-Abruzzi-Dalmazia. Un rango superiore rispetto a quello abbandonato in precedenza.<br \/>\nIl campionato 1937\/38 inizi\u00f2 il 28 novembre. Nel 1937 ci furono soltanto tre partite che portarono ai dalmati appena due pareggi. Un inizio tutto sommato non tanto male vista la scarsa esperienza di buona parte dei giocatori in fatto di competizioni di livello superiore. Seguirono poi diverse sconfitte, fino al 16 gennaio 1938, quando la squadra schierata in campo da Ferruccio Rocco e composta da Vigiak, Sofonio, Hess, Marussich, Magas, Petani, Purussi, Cusmiani, Comesar, Canzia ed Egitto riusc\u00ec a battere la Sambenedettese per 2-0. Fu la prima vittoria dopo la ricostruzione della compagine. Peccato che fu anche l\u2019unica di questo campionato. Dopo arrivarono soltanto sconfitte, intercalate da un solo pareggio contro il Castrum di Giulianova. Un ritorno alle competizioni che port\u00f2 quindi tanta delusione. Il risultato finale fu l\u2019ultimo posto in classifica con soli cinque punti.<br \/>\nNella stessa stagione la squadra zaratina partecip\u00f2 alla Coppa \u201cItalia centrale\u201d. Registr\u00f2 una promettente vittoria per 4-3 sul campo del Gubbio. Seguirono poi le partite contro il forte Trento, all\u2019epoca in serie C e la prima formazione dell\u2019Anconitana. Partite in primo luogo giocate per provare nuovi giocatori e per mettere a punto la formazione titolare per la stagione sucessiva. Un stagione considerata di rinascita totale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il rilancio grazie ad Antonio Blasevich<\/strong><\/span><br \/>\nLa squadra fu cos\u00ec affidata a un nuovo allenatore, una ex stella dell\u2019Internazionale di Milano e uno dei migliori giocatori dalmati di quegli anni, Antonio Blasevich. Nel mese di agosto egli prese le redini della compagine e fu subito ben visto dagli amanti del calcio e dalla stampa. Seguirono parecchie partite di preparazione in vista della nuova stagione, fino allo storico 16 ottobre 1938. In quel giorno al campo di San Giovanni arriv\u00f2 una delle pi\u00f9 forti squadre regionali, l\u2019Hajduk di Spalato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Con l\u2019Hajduk di Spalato un pareggio incoraggiante<\/strong><\/span><br \/>\nL\u2019AC Dalmazia scese in campo con Perdach, Detoni, Bartolozzi, Hess, Marussich, Petani, Robich, Cusmiani, Canzia, Comesar e Egitto. L\u2019Hajduk rispose con \u010culi\u0107, Milutin, Mato\u0161i\u0107 I, Maru\u0161i\u0107, Raffanelli, Bacoti\u0107, Milja\u010di\u0107, Lime\u0161i\u0107, Mato\u0161i\u0107 III, Kragi\u0107 e Alujevi\u0107. I locali si misero subito in luce giocando con grande caparbiet\u00e0\u00a0 e attaccando a spron battuto. Arriv\u00f2 cos\u00ec il vantaggio con una rete messa a segno alla mezz\u2019ora da Canzia. Nel secondo tempo l\u2019Hajduk riusc\u00ec a pareggiare con Mato\u0161i\u0107 III. Alla fine la partita fini senza vincitori n\u00e9 vinti. Un pareggio che soddisf\u00f2 i locali e diede tanta speranza per la nuova stagione che era alle porte.<br \/>\nNel frattempo ci fu un piccolo cambio nella dirigenza. La presidenza pass\u00f2 in mano a Umberto Detoni e la vicepresidenza a Gianni Grigillo. Nuovo cassiere divent\u00f2 Simeone Vallery.<br \/>\nLa stagione 1938\/39 inizi\u00f2 in ottima maniera. La squadra fu costantemente nel gruppo di testo con l\u2019Anconitana II, il Giulianova e la Portocivitanova. Alla fine della stagione la squadra dalmata si ritrov\u00f2 piazzata all\u2019ottimo quarto posto, tra 12 squadre, registrando undici vittorie, cinque pareggi e sei sconfitte. In estate Antonio Blasevich decise di lasciare la squadra che venne affidata al nuovo allenatore-giocatore, l\u2019ex Gianni Calebotta, reduce da diverse stagioni di successo\u00a0 nel Taranto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Infine la guerra&#8230;<\/strong><\/span><br \/>\nAll\u2019inizio della stagione 1939\/40 ci fu un vero scandalo. Grazie all\u2019ottima situazione finanziaria la dirigenza decise di ingaggiare un giocatore esterno, uno di valore come Silvio Milocani, dall\u2019Ampelea di Isola. La squadre per il resto era composta dai portieri Bruno Falciola e Schiaroli, il terzino Trojanis, gli attacanti Guerrino Costa, Plavcich, Tonchich, l\u2019ala Vladimiro Dellavia, i mediani Bruno Zanne e Giuseppe Marussich. La stagione 1939\/40 fu vista dalla dirigenza come la stagione del rilancio. L\u2019obiettivo era la Serie C! Viste la buona situazione finanziaria, per una parte dei giocatori venivano pure organizzate le trasferte nellaa penisola appenninica con l\u2019idrovolante. I risultati non mancarono. Tante le vittorie in trasferta, certe eclatanti, come l\u201911-0 rifilato al Fermo.<br \/>\nAlla fine la promozione venne a mancare per il ritiro della squadra dopo 20 giornate, a sei dalla fine. Quello che in primo luogo deluse tutti fu il fatto che questo fu l\u2019ultimo campionato italiano disputato dalla squadra dalmata. Con questa ottima stagione si chiuse un\u2019epoca con tanti alti e bassi, con tante piccole stelle che poi riuscirono a fare breccia pure in altre squadre. La squadra di Zara in tutti questi anni dovette fare i conti con numerose avversit\u00e0 che ne bloccarono lo sviluppo, nonostante disponesse di promettenti giovani giocatori. In primo luogo il problema principale era quello geografico. I collegamenti erano difficilissimi. La squadre pi\u00f9 vicine erano quello delle Marche e dell\u2019Abruzzo. Il problema per\u00f2 era il Mare Adriatico che, con le sue onde,\u00a0 dava parecchi problemi a diversi giocatori. Nel corso degli anni le finanze si erano rivelate il problema principale. Poi il terreno di gioco o mancava, o non rientrava nelle norme regolamentari. Infine, quando i giocatori si ritrovarono ad avere a disposizione\u00a0 tutto il necessario per poter giocare tranquillamente, ci si misero di mezzo la guerra ed altre avversit\u00e0 extrasportive.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Tre i presidenti dell\u2019AC Dalmazia<\/strong><\/span><br \/>\nNella sua storia il sodalizio zaratino ha avuto solo tre presidenti. Il primo fu Luigi Lubin. Non fu il classico dirigente, ma pure un vero tifoso che non poche volte spronava i giocatori dal bordo campo. Due anni dopo a capo dell\u2019AC Dalmazia venne a trovarsi Gianni Grigillo, cresciuto sportivamente nella Societ\u00e0 di Ginnastica e Scherma di Spalato. Egli rimise in sesto la squadra suscitando rinnovate speranze di poter conseguire risultati di pi\u00f9 alto livello. Infine la societ\u00e0 fu diretta da Umberto Detoni e la squadra pot\u00e8 provare i benefici di una buona situazione finanziaria.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zadar-from-1936-to-1940\/'>Zadar, from 1936 to 1940<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 221.55 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zadar-from-1936-to-1940\/?wpdmdl=791&refresh=6a33429cd8fbe1781744284\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 14 febbraio 2009.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come visto nella precedente puntata, l\u2019inizio del 1935 per la squadra di Zara non si<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1348,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-265","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nk-zadar"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=265"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1829,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265\/revisions\/1829"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1348"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=265"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=265"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=265"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}