{"id":2651,"date":"2024-11-01T17:04:16","date_gmt":"2024-11-01T16:04:16","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2651"},"modified":"2024-11-01T17:04:18","modified_gmt":"2024-11-01T16:04:18","slug":"sorica-tra-natura-e-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/11\/01\/sorica-tra-natura-e-storia\/","title":{"rendered":"Sorica, tra natura e storia"},"content":{"rendered":"\n<p>La Slovenia, anche se considerata una nazione tutto sommato piccola, come superficie, \u00e8 decisamente un Paese ricco di montagne e altopiani. A tal punto che, nonostante la buona volont\u00e0, \u00e8 una bella impresa, un\u2019impresa difficile, visitarli tutti. Ci sono quelli famosi, che fanno ormai parte di destinazioni ben consolidate (anche sotto l\u2019aspetto turistico), ma ci\u00f2 non significa che quelli meno noti non siano altrettanto attraenti, interessanti per gli appassionati di queste mete. Anzi, essendo meno affollati, consentono di godere maggiormente, con pi\u00f9 tranquillit\u00e0, della loro offerta. Uno di questi \u00e8 l\u2019altopiano di Sorica, con le sue montagne a 1600 metri di quota. Ma dove si trova?<br>Si pu\u00f2 raggiungere dall\u2019Italia passando lungo il fiume Isonzo da Gorizia fino a Most na So\u010di e quindi lungo la tortuosa strada che costeggia il fiume Ba\u010da. \u00c8 la stessa strada che porta al lago di Bohinj, ma in questo caso ci si ferma prima, a Sorica per l\u2019appunto. Tante curve, ma ne vale la pena. Per chi parte da Fiume, prende la strada verso Postumia e poi procede in autostrada in direzione di Lubiana. Superata la capitale, bisogna deviare prima per Medvode e poi per \u0160kofja Loka (in tedesco Bischoflack, dal 1941 al 1945 Laak an der Zaier, Prato del Vescovo in italiano desueto). Da qui si entra in un labirinto di strade pi\u00f9 strette, tra i vari canyon, costeggiando svariate montagne prima di arrivare nel comune di \u017delezniki. Ormai la nostra meta \u00e8 vicina. Si giunge nella zona di Sorica Sorica, un piccolo paese diviso in due parti, Zgornja Sorica (Sorica superiore) e Spodnja Sorica (Sorica inferiore). I due paesi sono molto vicini tra loro e formano un insieme tra i pi\u00f9 pittoreschi della Slovenia, specie quando lo si pu\u00f2 ammirare risalendo la Sel\u0161ka dolina da \u017delezniki, o arrivando dalla valle della Baccia (in sloveno Ba\u0161ka grapa). La strada si fa sempre pi\u00f9 tortuosa e deserta. Si va avanti per diversi chilometri. Raggiunto l\u2019altopiano di Sorica, ossia la Sori\u0161ka planina, si apre davanti a noi un tratto pianeggiate dove \u00e8 concentrato tutto l\u2019essenziale, per tutte le stagioni. Troviamo un ristorante\/pensione, le case \u201caggiuntive\u201d della pensione e la zona delle funivia. E, inoltre, c\u2019\u00e8 un ampio parcheggio.<br>Ci troviamo nell\u2019Alta Carniola (Gorenjska, in sloveno). Tutta la zona della Sorica \u00e8 situata in una posizione a dir poco idilliaca, completamente circondato dalle montagne che sfiorano i duemila metri, con pascoli, piccole case bianche e alte montagne. Se d\u2019estate \u00e8 verdissima, con le mucche che pascolano non soltanto nei prati, la zona \u00e8 splendida anche in autunno, quando il foliage la fa da padrone, mentre d\u2019inverno si viene qui a sciare, neve permettendo. Una tabella ci ricorda il passato della regione. Dal XIII secolo Sorica, a queoi tempi Zarz, era in gran parte popolata da contadini e allevatori tirolesi originari dell\u2019alta val Pusteria, vicino a San Candido\/Innichen in Tirolo, che furono mandati qui dal vescovo di Frisinga (in tedesco Freising, citt\u00e0 della Baviera che all\u2019epoca deteneva il potere su queste terre. Gli abitanti parlavano un particolare dialetto sud-bavarese simile a quello tuttora presente in Alta Pusteria, parte di una ristretta isola tedescofona ai piedi delle Alpi Giulie, che purtroppo \u00e8 andata perduta alla fine della seconda guerra mondiale. Sono pochissime le persone che ancora lo parlano al giorno d\u2019oggi, ma si sta cercando di preservarlo e valorizzarlo, anche a fini turistici.<br>Non ci sono parole per descrivere la bellezza di Sorica in autunno. Leggermente fuori dal minuscolo centro del paese di Spodnja Sorica, situato al di l\u00e0 della strada rispetto alla bella chiesa parrocchiale dedicata a San Nicol\u00f2, troviamo una statua raffigurante l\u2019abitante pi\u00f9 famoso di Sorica: Ivan Grohar (1867-1911), uno dei pi\u00f9 importanti pittori dell\u2019impressionismo sloveno, che spesso si ispir\u00f2 proprio alla terra natia per i suoi dipinti. La casa natale del pittore ospita la collezione di memorie di Grohar e una galleria, oltre a una collezione etnografica di oggetti utilizzati dagli artigiani e dai contadini del passato.<br>L\u2019altipiano si trova a quota 1.600 m e si \u00e8 affermato in primis per il modesto e relativamente economico comprensorio sciistico, con 7,5 km di piste, una seggiovia e tre skilift. Un luogo molto ricercato dalle famiglie nei mesi invernali, ma forse ancora di pi\u00f9 nei mesi caldi, quando sono tanti gli escursionisti che vengono qui per salire sulle sue facili cime e ammirare uno dei panorami pi\u00f9 belli della Slovenia sulle Alpi Giulie. L\u2019imbarazzo \u00e8 solo da che parte incominciare a conoscere le colline. Se si va alla destra, si inizia la scalata verso il Mo\u017eic (1609 m), mentre andando a sinistra si raggiunge il Dravh (1548 m). Che siate degli alpinisti bravi e preparati o degi semplici escursionisti, non serve tanta condizione fisica per salire, anche se l\u2019erta \u00e8 ripida e sembra senza fine. Una volta in cima, si accede \u201cfacilmente\u201d a tutte le altre vette con poche salite e discese tra i vari sentieri.<br>Decidiamo di prendere il sentiero che va a sinistra del parcheggio. Saliamo quindi sotto la seggiovia. Questo \u00e8 il pezzo pi\u00f9 impegnativo e noioso del tragitto. Siamo infatti nel bel mezzo di quello che d\u2019inverno, trovandosi sotto la neve, \u00e8 una pista da sci. Saliamo e arriviamo fino alla sella, da cui si gode un bel panorama sulla valle di Sorica e verso le montagne a sud. Qui si fa una piccola deviazione per salire sulla prima vetta, il Dravh. Il sentiero \u00e8 a zigzag e alla fine si apre a noi l\u2019orizzonte, a 360 gradi, dal Triglav \/Tricorno, in mezzo alle Alpi Giulie, alle Alpi di Kamnik e le Caravanche. Dopo un po\u2019 di riposo scendiamo fino alla sella e risaliamo verso la seconda cima della giornata, il Lajnar (1549 m), situato poco sopra al punto in cui arriva la seggiovia. La seggiovia funziona tutto l\u2019anno e pure nel periodo estivo si pu\u00f2 salire comodamente seduti fin qui, risparmiandosi la parte pi\u00f9 faticosa della giornata, scelta ideale per chi non ama le salite ripide.<br>Il Lajnar \u00e8 il primo dei monti di Sorica, dove anche la storia la fa da padrone. Dal 1920 al 1945 \u00e8 stata terra di confine, quel confine stabilito dal Trattato di Rapallo, stipulato nella citt\u00e0 ligure tra il Regno d\u2019Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (SHS) alla fine della Grande Guerra. Sorica e comprensorio furono assegnati al Regno SHS, mentre la zona sud, ossia la valle della Baccia, da Podbrdo fino al monte Lajnar era gi\u00e0 Italia. Nei libri di storia si rileva che nessun italiano viveva da queste parti e quei 25 anni sono stati particolarmente pesanti per la popolazione slovena, specialmente durante il regime fascista. Furono anni di sofferenze e difficolt\u00e0 per la gente, che vedeva la propria terra divisa tra due stati che si fortificavano prennunciando l\u2019avvenire di una nuova, tragica guerra.<br>Le vette della Sori\u0161ka planina erano tutte attraversate da quello che ancora oggi \u00e8 chiamato \u201cconfine di Rapallo\u201d (Rapalska meja) dove l\u2019esercito italiano aveva costruito fortificazioni, bunker, caserme e impianti di risalita per trasportare il materiale bellico e da costruzione. Ancora oggi gran parte di queste opere del genio militare italiano sono visibili e in parte visitabili. Sulla vetta del Lajnar, proprio dietro alla stazione di monte della seggiovia, incontriamo il primo bunker italiano, che oggi fa da segnavia. Sotto, sul versante che guarda verso la Baccia e le vette del \u010crna Prst e del Porezen, si trova il pi\u00f9 importante dei reperti del confine di Rapallo, un forte scavato sotto la cima della montagna, ottimamente conservato e liberamente visitabile dagli escursionisti. All\u2019interno del forte si attraversa un lungo corridoio con soffitto a volta, raggiungendo tutte le stanze e infine la zona delle cucine e dei bagni dei soldati italiani. Il tutto abbastanza pulito. Una tabella racconta la storia dei soldati italiani di stanza su questo monte. Da qui partono tre percorsi tematici, uno facile (1h), uno medio (2h)e uno difficile (3h).<br>Si va verso ovest. Dopo solo una ventina di minuti e una leggera discesa e una pi\u00f9 ripida salita si arriva alla cima del monte Slatnik (1599m). Trovandoci su una ripida montagna si pi\u00f9 godere costantemente il panorama verso nord e sud. Un sentiero passa proprio sulla cima. Una piccola discesa ci porta a una vecchia teleferica, pure questa costruita dall\u2019esercito italiano. Si trattava di una doppia teleferica che partiva da Podbrdo. Oggi non esiste pi\u00f9, rimane solo una minima parte lasciata come monumento alla tecnica.<br>Proseguiamo fino alla grande caserma della guardia di frontiera, sotto il monte Kor (1597 m), una delle prime costruzioni militari a essere realizzate in questo settore del confine di Rapallo, in quanto di trova in una piccola vallata circondata dalle montagne. Successivamente \u00e8 stata usata dai pastori e come rifugio. Purtroppo oggi \u00e8 chiusa e in stato di abbandono. Dalla stazione della teleferica un sentiero in discesa (che fa parte del percorso lungo) conduce fino alla fortezza scavata nella roccia viva del Vrh Ba\u010de (1273 m), affascinante, ma un po\u2019 fuori mano. Proseguiamo a ovest e ci dirigiamo verso la nostra ultima montagna, il Mo\u017eic (1609 m), indubbiamente la pi\u00f9 panoramica. Abbondano i bunker scavati dall\u2019esercito italiano, tutti liberamente visitabili. Fondamentale avere con s\u00e9 una buona torcia perch\u00e9 all\u2019interno \u00e8 completamente buio e i corridoi tendono a zigzagare tra una stanza e l\u2019altra, bloccando la luce che arriva dall\u2019entrata. I bunker sono vuoti e si arriva sempre fino al punto dove erano installate le mitraglie.<br>Raggiunta la cima, non ci rimane altro che goderci il fantastico panorama a 360 gradi. Vediamo di tutto. La sagoma del Triglav \u00e8 inconfondibile e si staglia proprio di fronte. Pi\u00f9 in basso scorgiamo il lago di Bohinj, inclusa la bella chiesa di San Giovanni Battista a Rib\u010dev Laz, come pure il lago di Bled col suo castello pi\u00f9 a nord; a destra, la catena delle Caravanche con lo Stol a troneggiare, la piana di Kranj e quindi le Alpi di Kamnik e Savinja, capeggiate dal Grintovec, le montagne austriache; e, continuando a girarci, il vicino Ratitovec, sotto Sorica, il Porezen e il \u010crna Prst che protegge Podbrdo e la valle della Baccia. Una veduta semplicemente meravigliosa. Anche la vetta del Mo\u017eic, come sul Lajnar, \u00e8 segnata dalla testa metallica dell\u2019ennesimo bunker, una delle foto pi\u00f9 classiche, iconiche e instagrammabili di questa zona.<br>Dopo una buona sosta non ci rimane che tornare a valle e al parcheggio. Ideale vedere l\u2019altra parte e scendere fino a Bohinjska Bistrica. E poi via Bled tornare a casa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/soriska-planina-reportage\/'>Sori\u0161ka planina reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 629.11 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/soriska-planina-reportage\/?wpdmdl=2650&refresh=69f649f1e67851777748465\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 31 ottobre 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Slovenia, anche se considerata una nazione tutto sommato piccola, come superficie, \u00e8 decisamente un<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2652,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[154,88],"tags":[],"class_list":["post-2651","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-slovenia","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2651"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2653,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2651\/revisions\/2653"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2652"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}