{"id":2659,"date":"2024-11-15T20:15:53","date_gmt":"2024-11-15T19:15:53","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2659"},"modified":"2024-11-15T20:15:54","modified_gmt":"2024-11-15T19:15:54","slug":"nova-gorica-la-citta-nata-quasi-dal-nulla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/11\/15\/nova-gorica-la-citta-nata-quasi-dal-nulla\/","title":{"rendered":"Nova Gorica, la citt\u00e0 nata quasi dal nulla"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel sui libro A cavallo del muro. I miei giorni nell\u2019Europa dell\u2019Est (Sellerio, 2023), recentemente presentato anche a Lubiana (si veda \u201cPanorama\u201d n. 20, del 31 ottobre scorso), lo storico giornalista Rai ed ex senatore Demetrio Volcic, scomparso nel 2021, scriveva ironicamente a proposito della sua esperienza a Gorizia in quegli anni: \u201cCambiava tutto cos\u00ec come nella casa in cui abitavo che cambiava indirizzo, Stato e lingua e gli abitanti erano sempre gli stessi. Prima si mandava la posta in via Dvo\u0159\u00e1k, Jugoslavia, poi in via Puccini, Italia, poi ancora in via Puccini, ma per non sbagliare si aggiungeva Deutschland\u201d. Dopo la seconda guerra mondiale, in piazza della Transalpina, una delle principali piazze della citt\u00e0, venne tracciato un nuovo confine: nella parte italiana, a Gorizia, rimase il centro storico, in quella orientale, sotto la Jugoslavia fino al 1991 e oggi in Slovenia, sorse un agglomerato urbano costruito praticamente da zero. Due realt\u00e0 che si sono trovate unite sotto la bandiera europea, in un contesto \u201cborderless\u201d, o meglio transfrontaliero, mettendo da parte i risentimenti di un passato non troppo lontano. Nel 2025 saranno insieme Capitale europea della cultura.<br>Si tratta del primo progetto transfrontaliero a essere premiato. Se qualcuno ha gi\u00e0 sentito parlare di Nova Gorica prima di oggi, molto probabilmente \u00e8 soltanto per averla attraversata, quasi senza accorgersene, per proseguire verso altre localit\u00e0 pi\u00f9 note per la Slovenia oppure per aver frequentato uno dei suoi casin\u00f2 ed enormi centri commerciali. Mancano ormai pochi mesi all\u2019inaugurazione ufficiale, fissata per l\u20198 febbraio del prossimo anno, con una cerimonia che vedr\u00e0 la Slovenia e il Friuli Venezia Giulia collaborare in un concerto a due voci, altamente significativo e simbolico. Sting, uno degli artisti solisti pi\u00f9 importanti e caratteristici al mondo, compositore, cantautore, attore, attivista, ma soprattutto autore e frontman dei Police (suoner\u00e0 il 9 luglio 2025 a Villa Manin, tappa italiana del suo \u201cSting 3.0\u201d World Tour), Alanis Morissette, una delle cantanti pi\u00f9 influenti della storia del rock (il 22 giugno 2025 sar\u00e0 a Villa Manin), Steve McCurry, tra i pi\u00f9 grandi fotoreporter del secolo (il Salone degli Incanti di Trieste ospiter\u00e0, dal 14 novembre, i suoi \u201cSguardi sul mondo\u201d, oltre 150 scatti), e Andy Warhol, il padre della Pop Art (la settimana prima di Natale aprir\u00e0 una grande mostra a Palazzo Attems Petzenstein, \u201cBeyond Borders\/Oltre i confini\u201d, decine di opere dell\u2019artista che pi\u00f9 di ogni altro ha saputo abbattere le barriere tra cultura alta e bassa, con installazioni multimediali che esplorano il suo rapporto con moda, musica, cinema e letteratura): sono solo alcuni dei nomi di spicco voluti per la rassegna \u201cGO!2025&amp;Friends\u201d, progetto che vedr\u00e0 numerosi eventi ad affiancare il cartellone di un avvenimento nato nel segno dell\u2019unione e del superamento dei confini, della condivisione, delle influenze e dell\u2019importanza della cultura che si mescola tra due Paesi esprimendosi potentemente nella musica, nella danza, nell\u2019arte e nel teatro, trovando nelle differenze un valore aggiunto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Progettata a tavolino<\/span><\/strong><br>L\u2019anno da Capitale dar\u00e0 lo spunto per ampliare la visita di questa zona, a partire da Nova Gorica, \u201ccostruita di fatto dal nulla dopo la seconda guerra mondiale \u2013 spiega il comunicato ufficiale sloveno \u2013 come prodotto e manifesto ideologico dell\u2019urbanistica socialista nell\u2019area che, a seguito del trattato di Parigi del 1947, era stata riconosciuta alla Jugoslavia\u201d. E a chi guarda con gli occhi di oggi, sembra che Gorizia, per un tragico destino dopo l\u2019ultimo conflitto, sia stata divisa in due. Una specie di Berlino dalle nostre parti. In realt\u00e0, la storia \u00e8 molto pi\u00f9 complessa e per visitare in primis Nova Gorica bisogna conoscere almeno in parte il suo passato. A partire dalle sue origini: progettata a tavolino da zero nel 1947 per volere del maresciallo Tito, al fine di dare un centro culturale ed economico a questa vallata, la citt\u00e0 slovena dirimpettaia di Gorizia \u00e8 molto differente dalla gemella italiana, nonostante nasca da essa. Hanno una grande diversit\u00e0 di lingue, culture e tradizioni.<br>Torniamo indietro al 10 febbraio 1947, quando a Parigi viene stabilito che la frontiera tra l\u2019Italia e la neonata Federazione jugoslavi doveva correre proprio lungo la citt\u00e0 di Gorizia, separando il centro storico, che rimaneva all\u2019Italia, dalla stazione ferroviaria Transalpina e alle zone di periferia, che invece erano state assegnate alla Jugoslavia. In pratica, tre quinti della provincia goriziana e un quinto della sua popolazione, che si trovava a est della citt\u00e0, passavano sotto il controllo jugoslavo (alias sloveno). Bisognava individuare un capoluogo che fungesse da contraltare di Gorizia. Venne eretto quello che poi divenne celebre come \u201cil muro di Gorizia\u201d. La linea bianca, tracciata a Parigi dalle forze alleate, diventata il nuovo confine tra il 15 e il 16 settembre, quando fu effettivamente disegnata con il gesso bianco, i paletti di legno e il filo spinato. Ai cittadini che abitavano in quella zona, sia in Italia che in Jugoslavia, fu chiesto di \u201coptare\u201d. Anche per ragioni simboliche, invece di ampliare uno dei villaggi, si decise la costruzione ex novo di una citt\u00e0 che, sulla carta, avrebbe dovuto essere una sorta di \u201cvetrina socialista\u201d sull\u2019Occidente, tale da ospitare circa diecimila persone.<br>La prima pietra di Nova Gorica venne posata il 13 giugno 1948, su progetto dell\u2019urbanista Edvard Ravnikar. Il nucleo centrale della cittadina si trova dove in passato sorgeva il vecchio cimitero, aperto nel 1880 e chiuso nel 1916, durante i combattimenti sul fronte dell\u2019Isonzo. All\u2019inizio degli anni \u201950, Nova Gorica vide l\u2019arrivo dei suoi primi abitanti. La maggior parte delle persone proveniva dai villaggi limitrofi. Nova Gorica negli anni aumenter\u00e0 di molto \u00e8 oggi \u00e8 una citt\u00e0 moderna, centro dei casin\u00f2. Il primo, il Perla, \u00e8 quello pi\u00f9 rinomato oltre ad essere il pi\u00f9 grande casin\u00f2 d\u2019Europa e ospita hotel, ristoranti, spa, negozi, oltre a numerosi eventi e concerti. Ed \u00e8 praticamente in centro citt\u00e0 dove negli anni si sono aperti anche altri casin\u00f2.<br>Per quanto riguarda i rapporti di vicinato, le frontiere resteranno completamente chiuse con una sola, significativa eccezione, il 13 agosto 1951, \u201cla domenica delle scope\u201d, quando Tito decise di concedere agli abitanti di Nova Gorica di incontrare i loro cari a Gorizia. L\u2019apertura territoriale avvenne gradualmente, a partire dal 1962, con la stipula degli Accordi di Udine. I trattati di Osimo del 1975 sancirono anche l\u2019inizio ufficiale di una collaborazione tra Italia e Jugoslavia. Il primo esempio di integrazione amministrativa tra le due citt\u00e0 risale al 1964, che port\u00f2 nel 1998 alla firma di un \u201cProtocollo di collaborazione\u201d, a cui, nel 1999, si aggiunse anche l\u2019amministrazione del comune di Sempeter-Vortojba, scissosi da Nova Gorica. Nel 2002 il rapporto tra i tre comuni si rafforz\u00f2 ancora di pi\u00f9 con la creazione delle \u201cTre giunte\u201d, che si riunivano periodicamente. La vera svolta avvenne nel 2004, con l\u2019ingresso della Slovenia nell\u2019Ue e, nel 2007, nell\u2019area Schengen. Per la prima volta, il valico di Casa Rossa rimase senza controlli, e la recinzione che separava a met\u00e0 la piazza transalpina venne abbattuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">(Ri)partire dalla piazza<\/span><\/strong><br>Fin qui la storia. Ma come si presenta Nova Gorica oggi? Per arrivarci, per chi parte da Fiume, ci sono diverse possibilit\u00e0. O si va verso Postumia e poi dritti a ovest in autostrada; in alternativa si va fino a Cosina e poi in autostrada a Razdrto. E, infine, si pu\u00f2 scegliere di andare fino a Monfalcone e poi seguire l\u2019Isonzo e le \u201cstrade\u201d della Grande guerra. Ad ogni modo, per visitare Nova Gorica \u00e8 consigliabile iniziare dalla Piazza Transalpina, che \u00e8 ormai il simbolo delle due Gorizie e ben rappresenta il significato della nomina delle citt\u00e0 a Capitale europea della cultura. Infatti, si tratta di una piazza per due Stati: da una parte l\u2019Italia, dall\u2019altra, dove si trova la stazione ferroviaria, la Slovenia. Un posto del tutto originale, che offre ai turisti la possibilit\u00e0 di scattare l\u2019ormai tipica foto con un piede in Italia e un altro in Slovenia: il mosaico in metallo e pietra che si trova al centro della piazza e si trova dove, fino al 2004, sorgeva un muro ad altezza d\u2019uomo e una rete metallica verde che divideva in due la piazza, le due citt\u00e0 e il mondo intero. Questa foto per\u00f2 si poteva fare fino a poco tempo fa, ora ci sono i lavori di ricostruzione in vista dell\u2019avvenimento del 2025.<br>La piazza \u00e8 stata realizzata nel 1906, in concomitanza alla costruzione della stazione ferroviaria Transalpina, voluta dall\u2019Impero Austro-Ungarico. Quando nel 1947 venne stabilito il nuovo confine, venne anche deciso che la stazione sarebbe rimasta alla Jugoslavia. Il tutto rimase cos\u00ec fino all\u2019entrata della Slovenia nell\u2019Unione europea il 1\u00b0 maggio 2004 e poi in Schengen nel 2007. Sulla piazza si trovano altri monumenti simbolici e storici, come il cippo confinario di marmo bianco numero 57\/15 che un tempo divideva la piazza e ora \u00e8 stato spostato ai margini. Oggi la stazione della Transalpina \u00e8 in piena ristrutturazione. Per chi viene \u00e8 piena di ostacoli per\u00f2 si vede che \u00e8 una vecchia stazione rimasta importante negli anni. Di qui passava il treno che dal 1906 collegava Praga e Trieste e che oggi porta i passeggeri in primis fino a Jesenice e poi altrove. Dall\u2019altro lato scende a Sesana (Se\u017eana) per poi continuare in territorio italiano a Opicina. Per un strano gioco della storia, oggi la stazione \u00e8 diventata l\u2019edificio pubblico pi\u00f9 antico di Nova Gorica.<br>Vista la stazione e la piazza, non ci rimane altro che dirigerci verso il centro di Nova Gorica. Ci si pu\u00f2 andare comodamente a piedi visto che dista appena un chilometro. Il centro \u00e8 oggi un\u2019area pedonale composto da pi\u00f9 vie, da grandi edifici e pieno di negozi, bar e ristoranti. Una strada lo divide dal grande albergo che fu trasformato nel 1984 nel primo casin\u00f2, in stile americano, avviando la trasformazione della citt\u00e0 in una popolare destinazione per il gioco d\u2019azzardo.<br>Per\u00f2 una via divide il centro con un\u2019altra importante piazza. In verit\u00e0, pi\u00f9 che piazza sembra un parco o meglio un prato cittadino: si tratta della piazza Edvard Kardelj, uno dei pi\u00f9 fidati consiglieri politici di Tito. In essa si trova l\u2019opera di Marko Pogacnik, dedicata al Millenario di Gorizia: una pietra divisa in due, come una sorta di libro aperto. Qui si affacciano i palazzi istituzionali. Tre sono gli edifici principali, andando in senso orario troviamo: il municipio, la biblioteca e il Teatro Nazionale. Alle spalle di questi edifici c\u2019\u00e8 un boschetto di pini, con un parco giochi e il monumento alle Alessandrine (donne che, spinte dalla fame e dal bisogno di denaro, partirono dai paesi intorno alle valli dell\u2019Isonzo, ma anche dal Veneto, dalla Slovenia e dalle Marche, lasciando a casa mariti e figli, per diventare balie da latte di ricchi europei che vivevano in Egitto), la zona pi\u00f9 verde della citt\u00e0.<br>Visitato il centro, che difficile \u00e8 definire storico, non ci rimane altro che tornare alla macchina ed esplorare l\u2019immediata periferia. Prima tappa: quello che si nota da tutte le parti della citt\u00e0 \u00e8 il castello di Gorizia come pure il monastero di Castagnevizza (Kostanjevica) grazie alle sue pareti bianche e al fatto che sorge in cima a una collina di appena 143 metri, all\u2019inizio della valle del fiume Vipacco, a 200 metri dal confine con Gorizia. Fatta la salita in macchina o a piedi si accede a un ampio parcheggio. Questo \u00e8 pure un ottimo punto panoramico per ammirare entrambe le citt\u00e0, senza contare che se si viene di sera si pu\u00f2 godere di un fenomenale tramonto.<br>Vicino al parcheggio c\u2019\u00e8 l\u2019entrata alla chiesa del convento francescano, fondato nel 1623 dal conte Mattia della Torre come santuario carmelitano dell\u2019Annunciazione, per accogliere i pellegrini dal Friuli e dal Goriziano. Chiuso da Giuseppe II d\u2019Asburgo alla fine del \u2019700, nel 1811 venne riaperto dai frati francescani. Ospita una biblioteca con oltre 15mila libri, che nel 1985 \u00e8 stata dichiarata monumento artistico e architettonico della Jugoslavia ed \u00e8 entrata a far parte del patrimonio culturale protetto della Slovenia nel 1992. La cripta ha le sepolture di sei esponenti della casa di Borbone di Francia, andati in esilio a Gorizia dopo la Rivoluzione di luglio del 1830. C\u2019\u00e8 qui la tomba di Carlo X di Borbone, qui sepolto insieme con cinque membri della famiglia reale e a Luis Pierre, duca de Blacas e marchese d\u2019Aulps, gi\u00e0 ministro e consigliere intimo del sovrano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La storia del contrabbando<\/span><\/strong><br>Scendiamo nuovamente a \u201cvalle\u201d e verso il confine di Pristava, noto pure come Rafut sul versante italiano. Era un confine secondario e qui si pu\u00f2 ancora vedere, ma pi\u00f9 come opera d\u2019arte aldil\u00e0 della linea ferroviaria. Da entrambi i lati ci sono due musei dedicati alla storia del confine. In terra slovena, troviamo la collezione museale Pristava, ossia il Museo del contrabbando, una piccola, ma interessante mostra multimediale e multisensoriale sul contrabbando, che veniva largamente praticato tra le due Gorizie dopo la Seconda guerra mondiale. All\u2019interno sono esposti gli \u201coggetti proibiti\u201d di un tempo, dal caff\u00e8 ai giornali, ai detersivi, fino ai dischi di Albano e Romina. La collezione svela anche i modi in cui gli oggetti erano portati da una parte all\u2019altra della frontiera. La maggior parte delle volte i beni venivano nascosti nelle fodere o sotto gli indumenti, nelle automobili o nelle biciclette, fondamentalmente in tutti quei posti dove, si pensava, il doganiere non avrebbe controllato. La mostra \u00e8 corredata da un\u2019ampia sezione fotografica, con immagini d\u2019epoca del confine.<br>E per finire in nostro soggiorno alla scoperta di Nova Gorica ci soffermiamo in un posto che oggi \u00e8 del tutto abbandonato al suo destino e che pure le varie mappe o non segnano oppure hanno fatica a guidare a destinazione: il cimitero ebraico di Valdirose (Ro\u017ena Dolina) che si torva a due passi dal confine della Casa Rossa. Accanto all\u2019entrata oltre a un ponte improvvisato troviamo le informazioni di base. Il cimitero rappresenta il terzo tassello, insieme alla vecchia sinagoga e all\u2019ex ghetto di Gorizia, della comunit\u00e0 ebraica goriziana. Oggi si trova in territorio sloveno, ma la sua presenza va letta insieme agli altri due monumenti dedicati alla memoria di questa comunit\u00e0 e del suo passato, che si trovano nella citt\u00e0 di Gorizia. Il cimitero venne istituito nel 1881 e ospita anche alcune lapidi che vanno dal XIII al XVII secolo, presenti nel precedente cimitero e trasportate qui successivamente, anche se la maggior parte risalgono al Novecento. Venne usato fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando la comunit\u00e0 ebraica venne cancellata dal nazifascismo. Con la \u201clinea bianca\u201d del 1947, il cimitero rimase sul territorio jugoslavo. Oggi \u00e8 il pi\u00f9 antico luogo di sepoltura ebraico in territorio sloveno.<br>Si conclude qui il nostro breve viaggio a Nova Gorica, citt\u00e0 segnata profondamente dal confine, che si \u00e8 sviluppata e ha trovato la sua via, in chiave europea, evolvendo in un posto unico dallo spirito giovane e influenzato da numerose culture che si incontrano all\u2019incrocio tra diversi mondi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/nova-gorica-reportage\/'>Nova Gorica reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 563.20 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/nova-gorica-reportage\/?wpdmdl=2658&refresh=69f64c01217211777748993\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 novembre 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel sui libro A cavallo del muro. I miei giorni nell\u2019Europa dell\u2019Est (Sellerio, 2023), recentemente<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2660,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[154,88],"tags":[],"class_list":["post-2659","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-slovenia","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2659","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2659"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2659\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2661,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2659\/revisions\/2661"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2659"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2659"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2659"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}