{"id":266,"date":"2014-04-15T15:27:54","date_gmt":"2014-04-15T15:27:54","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/il-lento-e-inesorabile-declino-del-calcio-a-zara-5-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:25:21","modified_gmt":"2023-11-25T08:25:21","slug":"il-lento-e-inesorabile-declino-del-calcio-a-zara-5-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/il-lento-e-inesorabile-declino-del-calcio-a-zara-5-e-continua\/","title":{"rendered":"Il lento e inesorabile declino del calcio  a Zara (5 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Come abbiamo scritto nell\u2019episodio precedente l\u2019AC Dalmazia non riusc\u00ec a finire la stagione 1939\/40 del campionato di I. Divisione Marche-Abruzzi-Dalmazia. La guerra ebbe il sopravvento e il calcio, nonostante il grande amore degli zaratini per questo sport, pass\u00f2 fin\u00ec in secondo piano. Nell\u2019aprile del 1941 furono create tre nuove province nel territorio dell\u2019ex Jugoslavia: Lubiana, Spalato e Cattaro. Queste ultime due furono incluse nel \u201cGovernatorato della Dalmazia\u201d. A Zara durante l\u2019ultimo conflitto mondiale continu\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 della \u201cSezione propaganda\u201d della FIGC, organizzazione allora esistente in ogni provincia per gestire campionati e tornei a livello provinciale. Fino al 1944 fu attivo pure il \u201cGruppo Arbitri Dalmati\u201d della FIGC, avente sede presso la \u201cCasa Littoria\u201d di Zara e presieduto da Natale Duviani. Quello che \u00e8 decisamente poco noto \u00e8 che a Cattaro, nella stagione 1942\/43, venne disputato il \u201cCampionato provinciale delle Bocche di Cattaro\u201d gestito dal CONI visto che le squadre non erano affiliate alla FIGC. Fu un torneo di otto squadre di cui la met\u00e0 composte da militari. Due i gironi. In quello \u201cA\u201d figurarono: OND (Opera Nazionale Dopolavoro), Ospedale da Campo, Regia Marina e Teleferisti. In quello \u201dB\u201d: Avicalcio, GIL (Giovent\u00f9 Italiana del Littorio) Teodo, OND Gruda e OND Popovic.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>L\u2019avventura zaratina del Trento testimone delle difficolt\u00e0 dell\u2019epoca<\/strong><\/span><br \/>\nNonostante infuriasse la seconda guerra mondiale e Zara si ritrovasse priva, in buona parte, di collegamenti con il mondo, le partite del calcio non si fermarono. La passione per il pallone era fortissima: oltre agli incontri tra squadre locali e regionali\u00a0 ci furono pure compagini che vennero da lontano per affrontare le formazioni dalmate. Una delle pi\u00f9 rocambolesche trasferte fu quella della societ\u00e0 calcistica di Trento.<br \/>\nNel libro \u201cCinquant\u2019anno col Trento\u201d del 1969 un capitolo a parte \u00e8 dedicato alla trasferta del Trento a Zara con il titolo \u201cRicordo di una trasferta emotiva e pericolosa&#8230;\u201d nel ricodo di Ottorino Bortolotti.<br \/>\nDopo una lunga trattativa tra l\u2019AC Dalmazia presieduta da Grigillo e l\u2019AC Trento-Caproni, venne deciso di disputare una partita amichevole nel capoluogo dalmata il 21 marzo 1943 in occasione della festa di San Giuseppe. L\u2019obiettivo, come venne sottolineato, era quello di \u201cportare in quest\u2019estremo lembo di patria un soffio di italianit\u00e0\u201d. C\u2019era pure un tornaconto economico in questa trasferta. L\u2019AC Trento doveva ricevere un rimborso spese di 15.000 lire e l\u2019ospitalit\u00e0 a Zara. Anche se le trattativa si erano concluse con successo, i veri problemi dovevano appena iniziare. Infatti erano diverse le difficolt\u00e0, oltre all\u2019inevitabile problema della sicurezza vista la guerra in corso. Uno degli ostacoli maggiori era rappresentato dagli scarsi collegamenti; non era facile neppure trovare i giocatori per mettere insieme le squadre. I primi a creare difficolt\u00e0 furono il presidente Colombo e il suo entourage che non vollero saperne di accompagnare i giocatori in Dalmazia. Il problema rappresentato dalla convocazione dei giocatori sotto le armi (Bonetti, Bonini, Pedroni e Capolaro) fu risolto ben presto grazie al colonello Rosa che li lasci\u00f2 liberi di aggregarsi alla squadra.<br \/>\nCos\u00ec grazie all\u2019organizzazione di Gardella, Bernardin e Favrin si arriv\u00f2 al fatidico 19 marzo. In mattinata i giocatori e dirigenti del Trento partirono in treno verso oriente. Come viene ricordato nel libro, lungo la strada in direzione di Fiume\u00a0 fecero due tappe intermedie a Venezia e Trieste. Il pericolo di attacchi alla linea ferroviaria era molto alto. Sopratutto pericoloso fu il percorso tra Trieste e Fiume che per ragioni di sicurezza si fece di notte e a luci spente. Inoltre il convoglio era presidiato, sia in testa che in coda, da due carri blindati muniti di mitragliere. A Fiume i giocatori arrivarono verso le 23: non fu per niente facile trovare alloggio. Il tutto fu risolto dal comando-presidio militare che riusc\u00ec a trovare una sistemazione per la compagine trentina presso case private, visto che tutti gli alberghi erano stati requisiti dal comando militare.<br \/>\nL\u2019indomani, il 20 marzo alle 8 di mattina, la squadra si imbarc\u00f2 su un piccolo piroscafo di cabotaggio, il Sarajevo, che fece rotta verso il capoluogo dalmata. Dopo ben 10 ore di viaggio, con un mare molto mosso (e con il conseguente mal di mare per quasi tutti i giocatori), la nave arriv\u00f2 a Zara dove ad attenderla erano parecchie persone.<br \/>\nLa mattinata di domenica 21 marzo inizi\u00f2 con una visita alla citt\u00e0 e agli stabilimenti Vlahov e Luxardo. Dopo il pranzo la squadra si diresse subito allo stadio dell\u2019AC Dalmazia. La partita era molto sentita e importante non solo per Zara, ma per tutta la regione. Proprio per questo la compagine zaratina pens\u00f2 bene di rafforzarsi con diversi elementi provenienti da Spalato. Sugli spalti un numero incredibile di spettatori per l\u2019epoca (e non solo), ben 5000! L\u2019incontro si present\u00f2 subito a senso unico. Cosicch\u00e9 all\u2019intervallo si arriv\u00f2 con il risultato di 5-0 per i trentini. Come riporta il libro, nell\u2019intervallo il capo dell\u2019organizzazione trentina, Gardella, invit\u00f2 i giocatori a non dare il massimo visto, che come disse, \u201c&#8230; dovevo ancora incassare le 15.000 lire dell\u2019ingaggio. Non fatevi battere, ma siate parchi nelle marcature\u201d. Cos\u00ec anche avvenne, visto che la partita fin\u00ec per 6-1. A fine partita, in un clima assolutamente amichevole, i giocatori furono dapprima invitati dai cittadini nelle loro case e poi a cena dal presidente locale Grigillo.<br \/>\nSe il viaggio di andata era stato un\u2019impresa, il rientro a Trento si rivel\u00f2 ancor pi\u00f9 problematico. Infatti il 22 marzo a Zara arriv\u00f2 la notizia che il comando dell\u2019Alto Adriatico aveva proibito l\u2019imbarco di civili su qualsiasi battello essendo stato segnalato un sottomarino inglese nella zona. Dopo una lunga trattativa con il governatore Giunta alla nave con i giocatori trentini a bordo fu concesso di lasciare Zara. Il viaggio verso Fiume fu lungo: la nave si tenne\u00a0 a poca distanza dalla costa\u00a0 per ragioni di sicurezza. Inoltre c\u2019era il continuo pericolo di attacchi tanto che tutti furono invitati a usare le cinture di salvataggio. Alla fine i giocatori arrivano sani e salvi a Fiume e proseguirono senza grandi problemi fino a Trento.<br \/>\nQuesta a Zara fu partita del tutto amichevole, che per entrambe le squadre signific\u00f2 l\u2019ultimo acuto prima che la guerra prendesse realmente il sopravvento\u00a0 e gli avvenimenti sportivi e calcistici, giocoforza, passassero in secondo piano.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zadar-from-1941-to-1943\/'>Zadar, from 1941 to 1943<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 212.94 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zadar-from-1941-to-1943\/?wpdmdl=792&refresh=6a333c60c302f1781742688\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 13 marzo 2009.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come abbiamo scritto nell\u2019episodio precedente l\u2019AC Dalmazia non riusc\u00ec a finire la stagione 1939\/40 del<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1350,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-266","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nk-zadar"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=266"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1830,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/266\/revisions\/1830"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1350"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}