{"id":2665,"date":"2024-11-30T19:37:00","date_gmt":"2024-11-30T18:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2665"},"modified":"2024-12-10T19:40:37","modified_gmt":"2024-12-10T18:40:37","slug":"il-paradiso-nascosto-di-tito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/11\/30\/il-paradiso-nascosto-di-tito\/","title":{"rendered":"Il paradiso nascosto di Tito"},"content":{"rendered":"\n<p>Un turista aspira sempre a visitare luoghi nuovi, per di pi\u00f9 esotici, in Paesi lontani. Spesso, per\u00f2, non ci si rende conto che delle autentiche e imperdibili \u201cperle\u201d si trovano proprio dietro l\u2019angolo, a portata di mano. E accade che per chi vive in Croazia certe attrazioni che portano tantissimi turisti nel Paese rimangono sempre un po\u2019 in secondo piano. Sono posti che magari si potr\u00e0 visitare\u2026 domani. Ma questo \u201cdomani\u201d a un certo punto deve arrivare, come nel caso dei laghi di Plitvice e delle isole delle Brioni. Due destinazioni uniche nel loro genere, scelte da escursionisti e globe-trotter di tutto il mondo. Approdiamo, quindi, nell\u2019arcipelago delle Brioni, diventate una specie di \u201cparadiso nascosto di Tito\u201d, dato che rimasero a lungo off limits ai comuni mortali, visto che il presidente jugoslavo le aveva scelte come una delle sue residenze ufficiali, soprattutto durante la stagione estiva. Qui il maresciallo ha ospitato numerosi statisti, politici e diplomatici, da Fidel Castro a Che Guevara e alla regina Elisabetta II, star di Hollywood come Richard Burton, Kirk Douglas, Sofia Loren, Elizabeth Taylor. Dopo la morte di Tito (1980), \u00e8 diventato un maestoso Parco nazionale, uno dei pi\u00f9 belli del Paese. Brioni Maggiore continua a essere utilizzata dal governo croato per i ricevimenti di Stato e come dimora estiva del presidente. Oggi si presentano come un magico connubio di bellezze naturali e di beni culturali. La memoria ricorda i dinosauri e custodisce i resti di costruzioni preistoriche, ville rustica e romane e fortezze bizantine ed austroungariche\u2026<br>Per chi giunge da Fiume, la strada per le Brioni porta inevitabilmente attraverso la Ipsilon istriana, fino a Dignano, da dove si possono gi\u00e0 intravvedere in lontananza. Per raggiungerle, occorre arrivare nel centro di Fasana. La cittadina \u00e8 piccola ed \u00e8 facile notare da dove partono tutti i battelli verso le Brioni. Quelli pi\u00f9 grandi, portano dritti alla meta; mentre ci sono altri, pi\u00f9 piccoli, che offrono gite alternative, come quella di fare il giro delle Brioni senza attraccare o altro. Prima di partire, per\u00f2, \u00e8 consigliabile avvicinarsi almeno un po\u2019 alla storia di queste isole e ai loro numeri. Pochi, infatti, conoscono l\u2019affascinante narrazione sulla creazione di quest\u2019arcipelago composto da un gruppo di quattordici piccole isole e scogli situati al largo della costa istriana, coprendo un\u2019area di pi\u00f9 di 36 chilometri quadrati. Abitate per la prima volta dagli Illiri nel VI secolo avanti Cristo, nel corso degli anni, le isole sono state governate da diversi imperi e Stati che si sono susseguiti in queste terre, tra cui romani, bizantini, i veneziani e austro-ungarici. All\u2019inizio del XX secolo appartenevano alla famiglia Asburgo, che le utilizzava come riserva di caccia.<br>Nel 1893 un ricco industriale austriaco di nome Paul Kupelwieser visit\u00f2 la zona e si innamor\u00f2 della sua natura. Decise di acquistare l\u2019arcipelago e trasformarlo in un resort di lusso con hotel, ville, aree per passeggiate, piscine e un campo da golf. Kupelwieser progett\u00f2 anche di portarvi piante e animali esotici per creare un\u2019esperienza unica e indimenticabile per i suoi ospiti. Tuttavia, l\u2019industriale scopr\u00ec ben presto che erano afflitte dalla malaria, malattia che egli stesso contrasse. Dunque, per realizzare il duo disegno, dovette prima sradicare la malaria. Si avvalse dell\u2019aiuto del famoso medico tedesco Robert Koch, premio Nobel per la Medicina nel 1905 per il suo lavoro sulla tubercolosi. Koch, che era un esperto di malattie infettive e aveva sviluppato un metodo per identificare gli organismi che le causano, accett\u00f2 di aiutare Kupelwieser a risolvere il problema della malaria. Insieme con il suo team di scienziati, fece ricerche approfondite sulle zanzare portatrici della malattia. Inoltre, collabor\u00f2 con i medici locali per diagnosticare e curare le persone che la contraevano. Grazie agli sforzi di Koch, l\u2019incidenza della malaria nelle isole diminu\u00ec in modo significativo. Inoltre, furono eliminati i cespugli che fungevano da rifugio per le zanzare. Kupelwieser pot\u00e9 cos\u00ec realizzare i suoi progetti e le isole divennero una meta turistica privilegiata di celebrit\u00e0 e reali di tutto il mondo.<br>Esistono due modi per visitare l\u2019isola. La prima opzione \u00e8 quella della visita guidata. Il pacchetot include il biglietto del traghetto, la guida per quattro ore, ivi compreso il giro dell\u2019isola per mezzo di un trenino. La seconda \u00e8 la classica visita fai da te. Si paga solo il traghetto. Poi, quando si \u00e8 sull\u2019isola, si va piedi, oppure si possono noleggiare biciclette, oppure delle golf cart. La nostra tappa a Brioni inizia a bordo del trenino. Durante il percorso la guida ci spiega la storia dell\u2019isola e in particolar modo come debba la sua fama alla presenza della casa di Tito e di tre ville utilizzate come sedi di rappresentanza del governo jugoslavo per incontri ufficiali con le delegazioni di altri Stati. Nel corso del tragitto, attraversiamo anche un campo da golf da 18 buche. La prima sosta \u00e8 quella al parco safari. Non \u00e8 un classico zoo. Immaginatevi un\u2019intera parte dell\u2019isola recitata, in cui tanti animali selvatici passeggiano liberamente per rigogliosi boschi di alberi autoctoni ed esotici, parchi e prati; si possono incontrare zebre, lama, mufloni, pavoni, struzzi. In un recinto c\u2019\u00e8 anche un\u2019elefantessa. Prima della creazione di questo parco gli animali erano rinchiusi negli zoo nati perch\u00e9 i capi di Stato in visita erano soliti regalare a Tito degli esemplari tipici della fauna dei rispettivi Paesi, come ad esempio gli elefanti che sono un dono di Indira Gandhi, Lanka e Sony, nel 1974, quando erano poco pi\u00f9 che cuccioli. Hanno vissuto tutto la vita insieme, ma nel 2010 Sony \u00e8 morto e Lanka \u00e8 rimasta sola, accogliendo i visitatori e inevitabilmente \u00e8 una delle pi\u00f9 grandi attrazioni non solo dello zoo, ma pure di tutta l\u2019isola. Subito accanto alla zona zoo si trovano i maggiori resti delle impronte di dinosauri che risalgono a 130-100 milioni di anni fa.<br>Risaliamo sul trenino e ci dirigiamo verso la Villa romana, situata nella splendida baia di Verige. Oggi ci sono solo i resti. Da qui \u00e8 possibile proseguire a piedi. Una cosa diventa subito evidente, ossia che il golf \u00e8 lo sport principale dell\u2019isola. Nel 2022 ricorreva il centenario dell\u2019apertura del golf club Brioni, pi\u00f9 volte ristrutturato. Oggi ha 18 buche ed \u00e8 lungo fino a 6 chilometri. Quello che lo rende attraente \u00e8 che il campo \u00e8 adatto a giocatori di diverse qualifiche, dai principianti ai professionisti.<br>Dopo una ventina di minuti, arriviamo all\u2019olivo secolare e al viale dei Pini, dedicato al dottor Cock. Il viale \u00e8 chiuso in attesa di rinnovo, ma poco avanti troviamo il famoso olivo che ha circa 1600 anni. Grandi i suoi numeri: ha un\u2019impressionante superficie della chioma di 22 x 8 metri e la sua altezza raggiunge i sei metri. Nonostante l\u2019et\u00e0 matura, l\u2019olivo continua a fruttificare e i suoi frutti sono utilizzati per produrre olio. Vengono raccolti ogni ottobre e in media produce circa 30 kg di frutti dai quali si ottengono circa 4,1 litri di olio extravergine di oliva. Le isole hanno una flora e una fauna variegate; ci sono circa 680 specie di piante, molte delle quali nel resto dell\u2019Istria sono a rischio di estinzione. Su queste isole, oltre alle specie mediterranee autoctone, prosperano foreste di querce e altri alberi importanti, come il pino, il cedro, l\u2019eucalipto, l\u2019abete, la sequoia e il cipresso. Sono presenti in gran numero anche palme e cactus.<br>Andando avanti arriviamo di nuovo in \u201ccentro\u201d. Qui troviamo la chiesa di San Germano, una chiesa ancora consacrata contenente copie di affreschi, tra cui il pi\u00f9 interessante \u00e8 sicuramente la \u201cDanza macabra\u201d. Al suo interno c\u2019\u00e8 pure un mosaico ritrovato nei resti delle costruzioni romane presenti nell\u2019isola e una pietra con iscrizioni nell\u2019antica lingua slava. La parte migliore \u00e8 tuttavia l\u2019esterno della chiesa, tutto in pietra; soprattutto il retro, con un porticato. Visitata la chiesa proseguiamo verso sinistra, verso quell\u2019oggetto \u201cdei desideri\u201d, un pezzo da collezionisti, la famosa Cadillac di Tito, oltre che il museo di Tito. La mitica auto \u00e8 un modello Eldorado prodotta dalla General Motors a Detroit, nel 1953. Fu regalata a Tito dai migranti jugoslavi in Canada. Il presidente la usava per spostarsi sull\u2019isola, e solo su quest\u2019isola. Oggi si pu\u00f2 noleggiare per 1.500 euro l\u2019ora. Per il resto del tempo rimane protetta dal vetro.<br>Subito accanto c\u2019\u00e8 il Museo di Tito e dei suoi animali, allestito su due piani. Al primo piano si possono vedere gli animali imbalsamati che erano stati regalati a Tito e morti naturalmente con il passare dell\u2019et\u00f2; poi si fa un giro tra diverse stanze dove sono raggruppati parecchi animali di tutte le specie. Il secondo piano \u00e8 tutto dedicato a Tito e ai suoi soggiorni sull\u2019isola. Cos\u00ec troviamo fotografie che lo ritraggono impegnato in varie attivit\u00e0 ufficiali e meno: firma trattati internazionali, pota piante, d\u00e0 udienza a scolaresche, accarezza tigri, ecc.<br>Tanti sono i pannelli fotografici dedicati agli ospiti di Tito, tra i quali spiccano attrici come Liz Taylor, Gina Lollobrigida, Sofia Loren; non mancano le foto dei 60 Capi di Stato che hanno visitato le Isole Brioni, tra cui una giovanissima Elisabetta II. Una sezione della mostra fotografica \u00e8 incentrata sulla famiglia austriaca che ha reso l\u2019isola di Brioni abitabile grazie anche all\u2019aiuto del dottor Cook. Qui si possono ammirare delle cartoline dell\u2019epoca, che mostrano le nobildonne austriache che passeggiano di fronte agli alberghi, si possono notare le differenze con l\u2019isola attuale e le pubblicit\u00e0 dell\u2019epoca.<br>Torniamo verso il \u201ccentro\u201d e ci dirigiamo nella zona degli uccelli. Qui si trovano diverse specie chiuse in gabbia, tra cui un altro animale altrettanto famoso come l\u2019elefantessa Lanka: si tratta del pappagallo Koki. \u00c8 stato un regalo di Tito per la nipote Aleksandra per il suo nono compleanno. Solo per poco \u00e8 stato assente dall\u2019isola, ma qui vive da ormai oltre 30 anni. Sempre vivace spesso si sente parlare, dicono pure bestemmie. Oggi ha 67 anni. Accanto vive un altro pappagallo, Ara. E poi ci sono tartarughe, oche e anatre. E magari qualche altro animale ben nascosto in gabbia.<br>Tornando indietro, notiamo l\u2019Acqua Viva. Si tratta di una piramide di vetro che rappresenta l\u2019estrazione dell\u2019acqua di sorgente sull\u2019isola. Prima di abbandonare Brioni facciamo una capatina verso l\u2019originale costruzione accanto all\u2019albergo vicino al porto. Si tratta della Boat House. \u00c8 stata la prima costruzione in cemento armato dell\u2019isola. Oggi ha una duplice funzione: a livello del mare \u00e8 un attracco coperto per le barche, mentre al piano superiore ospitava la farmacia dell\u2019isola, lo studio del medico e l\u2019abitazione della sua famiglia. Oggi invece contiene un museo.<br>Con questo finisce la nostra visita all\u2019isola. Un\u2019isola piena di storia e ricca di flora e fauna. Un\u2019isola che ancora oggi in parte rimane offlimits, per\u00f2 rimane ancora l\u2019unica isola visitabile. \u00c8 visitabile pure Brioni minore che durante l\u2019estate \u00e8 uno splendido scenario per rappresentazioni teatrali. Per il resto queste isole rimangono ancora oggi da scoprire. Scoprire, ma pure da ritornare, magari in un\u2019altra stagione e in qualche altro giro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/brijuni-reportage\/'>Brijuni reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 516.30 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/brijuni-reportage\/?wpdmdl=2662&refresh=69f64be631ecf1777748966\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 30 novembre 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un turista aspira sempre a visitare luoghi nuovi, per di pi\u00f9 esotici, in Paesi lontani.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2667,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[88],"tags":[],"class_list":["post-2665","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2665","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2665"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2665\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2671,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2665\/revisions\/2671"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2667"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}