{"id":2682,"date":"2024-12-31T08:31:10","date_gmt":"2024-12-31T07:31:10","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2682"},"modified":"2024-12-31T08:31:11","modified_gmt":"2024-12-31T07:31:11","slug":"treviso-gioiellino-da-scoprire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2024\/12\/31\/treviso-gioiellino-da-scoprire\/","title":{"rendered":"Treviso, gioiellino da scoprire"},"content":{"rendered":"\n<p>Treviso? Certo, conosco questa cittadina, che molti associano con l\u2019aeroporto internazionale vicino a Venezia (dedicato allo scultore Antonio Canova, nato nei suoi pressi, a Possagno). Dunque, non ha nulla di particolarmente interessante da far vedere? Tutt\u2019altro. Rimasta, immeritatamente, un po\u2019 all\u2019ombra delle pi\u00f9 grandi vicine di casa come Venezia e Padova, la vera Treviso, cuore della pianura veneta, con una popolazione di circa 85 mila abitanti, \u00e8 invece un\u2019autentica perla da scoprire, ricca di storia, di bellezze culturali e paesaggistiche. Citt\u00e0 d\u2019acque e di cultura, \u201crazza gioiosa et amorosa\u201d, come declam\u00f2 Dante Alighieri. Il sommo poeta vi giunse durante il suo esilio da Firenze, ospite di Gherardo da Camino, signore di Treviso che cita sia nella \u2018Divina Commedia\u2019 (Purgatorio) che nel \u2018Convivio\u2019, innamorandosi della \u201ccitt\u00e0 d\u2019acque\u201d. Ne parla, ad esempio, nel IX Canto del Paradiso, come il luogo \u201cL\u00e0 dove Sile e Cagnan s\u2019accompagna\u201d, zona che si trova sulla confluenza tra le acque limpide del primo fiume e quelle pi\u00f9 terrose del secondo. Su queste rive si trovavano gli squeri, dove si costruivano le barche che venivano usate per gli scambi commerciali con Venezia. A Treviso \u00e8 sepolto il figlio di Dante, Pietro, che vi mor\u00ec nel 1364 in circostanze avvolte nel mistero e la cui arca sepolcrale \u00e8 conservata nella Chiesa di San Francesco.<br>Treviso che \u00e8 indissolubilmente legata all\u2019ex Serenissima \u2013 nel passato le due citt\u00e0 hanno visto i loro destini incrociarsi pi\u00f9 volte, anche attraverso il collegamento acqueo che permetteva gli scambi commerciali tra la campagna e la capitale della Repubblica di San Marco (caratteristica \u00e8 la zona chiamata \u201cburanelli\u201d dove, secondo quanto riportato dalle fonti storiche, gli stessi pescatori di Venezia avevano preso abitazione proprio su queste rive) \u2013, conosciuta anche come la \u201cVenezia sulla terraferma\u201d grazie ai canali che l\u2019attraversano, ha una forte identit\u00e0 che la contraddistingue. Meta amata dai turisti da tutto il mondo, incanta con il suo percorso ciclabile e pedonale, \u00e8 davvero a misura d\u2019uomo: il centro storico \u00e8 tutto raccolto all\u2019interno delle antiche mura. Passeggiare al suo interno non chieder\u00e0 tanto tempo e consentir\u00e0 comunque di ammirare, con calma, arte e scorci mozzafiato, magari con qualche sosta in qualche caffetteria per assaggiare uno tra i dolci pi\u00f9 famosi, il tiramis\u00f9 (il dessert pi\u00f9 famoso al mondo e il pi\u00f9 realizzato in casa), che si dice nato proprio di Treviso (e qui ogni anno, a ottobre, si tiene la Tiramis\u00f9 World Cup), anche se la paternit\u00e0 veneta \u00e8 contesa dal Friuli.<br>PIAZZA DEI SIGNORI. Il nostro tour parte dal Giardinetto degli Aviatori e subito attraversiamo il nostro primo ponte e il primo fiume, il Sile. Puntiamo subito alla Piazza dei Signori, che ospita il Palazzo del Podest\u00e0, del 1400, Palazzo della Prefettura, Palazzo dei Trecento \u2013 costruito a cavallo tra il Millecento e il Duecento, da sempre sede delle assemblee comunali composte per l\u2019appunto da trecento membri, tutt\u2019oggi. sede del potere politico e location di cerimonie pubbliche, mostre ed esposizioni \u2013, Palazzo del Podest\u00e0 con la relativa torre civica e il Palazzo Pretorio, il Duomo, la Calmaggiore, la via principale della citt\u00e0 dove si trovano bar, osterie tipiche, portici, negozi e antiche botteghe\u2026 Non manca il timbro veneziano, con il leone di San Marco col libro aperto.<br>Poco distante da Piazza dei Signori si trova la Loggia dei Cavalieri, simbolo del potere nobiliare durante il Libero Comune. Nel corso del tempo ha cambiato le sue funzioni (da posto in cui si radunava la nobilt\u00e0 a deposito di legnami, poi magazzino e sito per la rivendita di casse da morto). Ai suoi lati ci sono diverse lapidi in ricordo dei principali avvenimenti e personaggi della storia trevigiana. A causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, \u00e8 stata ristrutturata e restaurata e, purtroppo, sono andati persi gli affreschi che rappresentavano scene cavalleresche risalenti al Duecento, periodo in cui fu costruita.<br>LA FONTANA DELLE TETTE. All\u2019interno troviamo pure la famosa Fontana delle Tette. L\u2019originale \u00e8 protetto da una teca, ma poco pi\u00f9 avanti, un po\u2019 nascosta, c\u2019\u00e8 una copia che attira tanti visitatori. \u00c8 uno dei monumenti pi\u00f9 rappresentativi del capoluogo della marca. Fu fatta costruire nel 1559, in seguito a una forte siccit\u00e0 che aveva colpito il territorio, dall\u2019allora podest\u00e0 Alvise Da Ponte. Durante tutta l\u2019epoca veneziana (fino al 1797), la statua fu collocata all\u2019interno del Palazzo Pretorio.<br>Ogni anno per celebrare l\u2019elezione dei podest\u00e0, per tre giorni veniva fatto sgorgare da un seno vino bianco e dall\u2019altro vino rosso, cosicch\u00e9 tutti i cittadini potessero bere liberamente\u2026 una sorta di ombralonga. Le truppe napoleoniche vedendola come un simbolo del potere locale la danneggiarono gravemente e per lungo tempo la statua and\u00f2 perduta. Fu ritrovata dell\u2019abate Luigi Bailo che la inser\u00ec nel \u2018Museo Casa da Noal\u2019. Una copia della statua, ricostruita nel 1989 dallo scultore peruviano Miguel Miranda Quinones, \u00e8 situata nel cortile di palazzo Zignoli, accessibile dalla galleria che collega il Calmaggiore alla piazzetta della Torre e alla calle del Podest\u00e0. Ci\u00f2 che resta dell\u2019originale potete ammirarlo nella loggia sotto il Palazzo dei Trecento.<br>La Fontana dei Tre Visi, situata davanti al Municipio e oggi a uso ornamentale, \u00e8 caratteristica per essere tri-fronte e rimanda alle origini del toponimo Treviso (da Tervisus: tre vedute) e della formazione della citt\u00e0, sorta a partire da tre nuclei primitivi sulle rispettive alture di piazza dei Signori, piazza Duomo e sant\u2019Andrea.<br>CALMAGGIORE. Ci incamminiamo lungo la Calmaggiore: \u00e8 la via principale di Treviso, collega Piazza dei Signori con il Duomo. Porticata su entrambi i lati, \u00e8 molto frequentata. Identificata come cardo massimo della Tarvisium romana, univa i due centri del potere, la cattedrale, sede del potere spirituale, e il Palazzo della Signoria (affiancato dalla Domus Nova Communis, \u201cil nuovo palazzo comunale\u201d, oggi noto come Palazzo dei Trecento), centro del potere temporale. Numerosi sono i palazzi affrescati sia nelle facciate che all\u2019interno dei portici che si susseguono per tutta la lunghezza della strada.<br>Dopo un brevissimo tragitto arriviamo a un\u2019altra grande piazza che costeggia il Duomo o cattedrale di San Pietro Apostolo. La struttura \u00e8 il risultato di diverse epoche. Costruito nel Medioevo sulle basi di un\u2019antica basilica paleocristiana, l\u2019attuale aspetto neoclassico risale alla seconda met\u00e0 del Settecento. Per entrare nella chiesa bisogna salire la scalinata e passare attraverso una delle sei colonne e in mezzo ai due leoni di marmo rosso. L\u2019interno \u00e8 davvero imponente e maestoso e si compone di tre navate. Qui sono sepolti alcuni martiri cristiani, tra i quali San Liberale, patrono della citt\u00e0, e vi si trovano molti affreschi, tra cui la Pala dell\u2019Annunziata di Tiziano\u2026<br>Infine ci sono la cripta a tre navate, l\u2019ambiente pi\u00f9 antico della struttura e dove si trova il corpo del patrono della citt\u00e0. Ha sette cupole. Dietro al Duomo di Treviso si trova il campanile. Piazza Duomo ospita le pi\u00f9 note opere architettoniche e religiose della citt\u00e0, non a caso lo scrittore trevigiano Giovanni Comisso (1895-1969) \u2013 che si un\u00ec a Gabriele d\u2019Annunzio nell\u2019Impresa di Fiume e che con Guido Keller (con il quale nell\u2019estate 1920 naviga in barca a vela tra le isole del Quarnero, provando emozioni che ispireranno le pagine pi\u00f9 incantate de Il porto dell\u2019amore, 1924), e altri legionari fond\u00f2 il Movimento Yoga e l\u2019omonima rivista \u2013 la defin\u00ec \u201cil piccolo Vaticano\u201d.<br>LE MURA. Viste le due piazze principali, decidiamo di dare spazio alle famose mura e a fare un giro quanto pi\u00f9 completo. Passiamo per Piazza della Vittoria, con il suo monumento ai caduti in tutte le guerre, e ben presto arriviamo alla cinta muraria \u2013 decorata a due terzi dell\u2019altezza da un cordolo in pietra d\u2019Istria in alcuni tratti ancor\u2019 oggi conservatosi, mentre in prossimit\u00e0 dei principali bastioni sono tuttora visibili, incastonati nel paramento di mattoni, eleganti bassorilievi raffiguranti il leone di san Marco \u2013 e a una delle sue maestose porte. Per prima visitiamo le mura scaligere o meglio i loro resti. Attraversiamo il ponte e cominciamo a costeggiare il fiume Sile e il bastione. Qua scopriamo quanto il Sile sia ricco di animali con tanto di anatre e oche. Da entrambi i lati grandi palazzi e ville. Passiamo Porta Calvi e rientriamo nelle mura. Accanto alla porta l\u2019originale castello \u201crusso\u201d. Costeggiamo il fiume dall\u2019interno e dopo una serie di palazzi arriviamo finalmente alle mura. La zona dove \u00e8 possibile salirci e passeggiare sulle mura. Una zona del tutto verde e oggi in parte cantiere per il rinnovo di queste antiche mura.<br>La storia ci dice che questo sistema difensivo risale ai romani, ma nel corso dei secoli \u00e8 stato modificato e rafforzato. Da qui possiamo compiere una bellissima passeggiata sopraelevata e puntare alla porta pi\u00f9 famosa, la Porta San Tommaso (lungo il tragitto bisogna comunque fermarsi e vedere la penisola del Paradiso, un lembo di terra delimitato dal canale Botteniga, oasi da dove partono pi\u00f9 canali e si rende conto quanto l\u2019acqua qua faccia da padrona). Tutti gli elementi che la decorano sono in pietra d\u2019Istria, sopra l\u2019ingresso il leone di San Marco. Deve il nome a Tommaso di Canterbury, cui era dedicata una chiesa poco lontana andata ormai distrutta. La storia della Porta San Tomaso si lega indissolubilmente con le vicende storiche che coinvolsero la citt\u00e0. Si tratta difatti di un edificio ricostruito da una precedente struttura medievale in un periodo, il primo Cinquecento, particolarmente critico, poich\u00e9, a causa dell\u2019esteso dominio raggiunto dalla Repubblica di Venezia (in cui era compreso anche il suolo trevigiano), venne creata da diverse potenze europee una coalizione anti-veneziana, conosciuta come Lega di Cambrai, per ridimensionarne l\u2019egemonia. La guerra costrinse la Serenissima a provvedere, tra il 1509 e il 1518, a un piano di ricostruzione per consolidare le sue difese dello \u201cStato da Terra\u201d.<br>LUOGHI CARATTERISTICI. Pi\u00f9 avanti il bastione, dove le mura e il Botteniga fanno angolo. Accostiamo ancora la cinta e passiamo al monumento delle lattaie. Poco dopo decidiamo di rientrare nel centro storico. Individuiamo uno dei vari campanili: \u00e8 quello della chiesa di Santa Fosca in Santa Maria Maggiore. Qualche vicolo pi\u00f9 avanti e arriviamo al Quartiere Latino. Siamo ormai nella parte sud della citt\u00e0 a pochi passi dal fiume Sile. Si tratta di un quartiere che ingloba la zona universitaria di Treviso ed \u00e8 sorto accanto all\u2019Ospedale dei Battuti della prima met\u00e0 del XIV secolo. La vera attrazione e proprio sul fiume, ossia il ponte Dante. Sorge dove canale Cagnan Grande confluisce nel fiume Sile. Nella zona in passato vi erano gli approdi del porto fluviale e il ponte era in legno, ma i frequenti crolli resero necessaria l\u2019attuale costruzione in pietra. Nel 1865, in occasione del sesto centenario della nascita del sommo poeta, il ponte cambi\u00f2 il nome in Ponte Dante e sopra vi fu innalzata una stele in marmo di Carrara in suo onore, opera dello scultore Luigi Borro.<br>Fatto il giro quasi completo delle mura, non ci rimane altro che ripuntare verso la Piazza dei Signori. Ne usciamo subito per andare a vedere quello che si cela una volta superata la piazza, \u201cdietro\u201d ai suoi maestosi palazzi. La zona pi\u00f9 particolare e sicuramente la pi\u00f9 coinvolgente \u00e8 quella dove Treviso si specchia sull\u2019acqua. I canali che l\u2019attraversano sono creati dalle diramazioni del fiume principale chiamato Botteniga. Ci dirigiamo al canale dei Buranelli, uno dei simboli della citt\u00e0. Il nome deriva da un edificio cinquecentesco che si affaccia tutt\u2019ora sul canale e utilizzato da alcuni commercianti di Burano (un\u2019isola di Venezia) come magazzino e dimora privata.<br>Sembra di essere in un altro posto, in campagna con tanto verde. Troviamo gli edifici affacciati sul canale, gli angoli in fiore, il porticato sulla destra arricchito di composizioni floreali, il salice che bagna le sue fronde nell\u2019acqua: un\u2019immagine che non si vede ovunque. Ad arricchire ulteriormente questo angolo della citt\u00e0 una sagoma di un uomo con due barchette e un cane. Non \u00e8 difficile immaginare che una volta, qui ai Buranelli, le rive erano popolate dalle lavandere, le donne addette al lavaggio dei panni dei nobili veneziani. Qui si trova pure un ponte di ferro con tante catene di innamorati che voglio lasciare la loro firma. E di notte il tutto illuminato con un grande cuore.<br>MULINI E ALTRE CURIOSIT\u00c0. Poco pi\u00f9 avanti troviamo l\u2019isola della Pescheria subito accanto al Cagnan Grande, uno dei fiumiciattoli. Un altro luogo iconico della citt\u00e0. \u00c8 una vera e piccola isola che risale nel 1856, costruita grazie all\u2019architetto Francesco Bomben per spostare il mercato del pesce da piazza del Monte di Piet\u00e0: ancora oggi viene svolto il mercato. Il ponte che collega l\u2019Isola della Pescheria con la \u201cterra ferma\u201d vuole onorare e ricordare il suo passato (e il suo attuale utilizzo) con la presenza di singolari statue di pesci. Oggi anche se si viene quando il mercato \u00e8 chiuso, si sente l\u2019odore del pesce e ad accogliere i turisti c\u2019\u00e8 la statua della Sirenetta.<br>Costeggiamo il Cagnan e poco dopo verso sud troviamo un\u2019altra particolarit\u00e0 di Treviso: alcuni mulini ad acqua, sia in zona Buranelli che pure sul Cagnan. In passato, per produrre farina in citt\u00e0, si sfrutto la forza dell\u2019acqua dei vari canali. Leggiamo che tra il V e l\u2019XI secolo sorsero mulini un po\u2019 ovunque a Treviso e provincia e se ne contavano 84, di cui quattro in citt\u00e0 tutt\u2019ora visibili. Per i suoi mulini, Treviso era stata denominata \u201cil Granaio della Repubblica\u201d, poich\u00e9 da qui proveniva gran parte della farina destinata a Venezia.<br>Ritorniamo ancora un po\u2019 verso nord e ci dirigiamo verso la chiesa e convento di San Francesco, fatta realizzare da alcuni frati francescani che arrivarono a Treviso nel 1216, stabilendosi in un oratorio oltre il Cagnan Grande. Inizialmente venne edificato un piccolo convento con la relativa cappella dedicata alla Vergine Maria. Col passare del tempo, la comunit\u00e0 francescana crebbe tanto da ingrandire il convento e costruire una chiesa che li potesse ospitare. Purtroppo alla fine del Settecento i francesi abbatterono i due chiostri e utilizzarono la chiesa per motivi militare e come stalla. Oggi al suo interno \u00e8 possibile ammirare alcuni interessanti affreschi come \u201cIncontro di Gioacchino e Anna con san Luigi IX e santa Libera\u201d di Vittore Carpaccio (pittore attivo anche in Istria). Per le guide turistiche \u00e8 uno degli angoli pi\u00f9 belli da vedere a Treviso. Oltre alla tomba del figlio di Dante, c\u2019\u00e8 pure quella della figlia di Francesco Petrarca.<br>Prima di rientrare nella Piazza dei Signori, ci dirigiamo verso una delle fontane pi\u00f9 famose della citt\u00e0: la Fontana dei tre visi. Il toponimo cittadino \u00e8 evidente, e rimanda all\u2019antica formazione della citt\u00e0, costituita da tre nuclei primitivi. Come ci insegna la storia, il nome Treviso proviene dal latino Tervisus, cio\u00e8 tre vedute: questo indica la formazione della citt\u00e0, sorta a partire da tre nuclei primitivi situati sulle alture di piazza dei Signori, piazza Duomo e sant\u2019Andrea. Questa fontana \u00e8 collocata davanti al Municipio, e si caratterizza proprio dai tre visi scolpiti nella pietra. Dall\u2019aspetto semplice, con il busto a tre facce e senza braccia con tanta acqua. L\u2019acqua sgorga dalle bocche di quattro teste leonine, emblema della forza dell\u2019acqua stessa che in questa citt\u00e0 decisamente non manca.<br>E ci sono poi i musei (i principali sono il Museo di Santa Caterina, il Museo Civico Luigi Bailo e il Museo Nazionale Collezione Salce) e tante altre attrazioni artistico-architettoniche-ambientali che compongono il fascino di Treviso, un insieme di tanti aspetti, che rendono unica questa cittadina veneta, famosa, tra l\u2019altro, per il suo radicchio rosso, a Indicazione geografica protetta, protagonista di numerose ricette tipiche, dagli antipasti fino ai secondi, senza dimenticare che sempre in questa zona si coltivano le celebri uve bianche per la produzione del Prosecco, il vino spumante pi\u00f9 famoso al mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/treviso-reportage\/'>Treviso reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 422.09 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/treviso-reportage\/?wpdmdl=2681&refresh=69f8598bd2f661777883531\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 31 dicembre 2024<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Treviso? 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