{"id":269,"date":"2014-04-15T15:35:28","date_gmt":"2014-04-15T15:35:28","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/il-rugby-ha-messo-le-radici-in-dalmazia-gia-settant-anni-fa\/"},"modified":"2023-11-25T09:09:50","modified_gmt":"2023-11-25T08:09:50","slug":"il-rugby-ha-messo-le-radici-in-dalmazia-gia-settant-anni-fa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/il-rugby-ha-messo-le-radici-in-dalmazia-gia-settant-anni-fa\/","title":{"rendered":"Il rugby ha messo le radici in Dalmazia gi\u00e0 settant\u2019anni fa"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; border: 0; margin: 10px;\" src=\"images\/badge\/rugby-nadasplit.jpg\" alt=\"\" align=\"left\" border=\"0\" \/>Rugby e Croazia? Ben pochi sanno che \u00e8 un sport di origini lontane e che viene praticato dalle nostre parti ormai da pi\u00f9 di 70 anni. La culla del rugby croato \u00e8 in Dalmazia. In questa regione gli appassionati del pallone ovale hanno messo le radici prima che da tante altre parti: qui ci sono sempre state le pi\u00f9 forti societ\u00e0 e i pi\u00f9 forti giocatori. Oggi in Croazia esistono 15 societ\u00e0 di cui sette sono dalmate: Nada e Ragbi \u201959 a Spalato, indi le societ\u00e0 di Sinj, Makarska, Plo\u010de e infine due compagini che hanno congelato le proprie attivit\u00e0 a Sebenico e Ragusa (Dubrovnik).<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Origini lontane<\/strong><\/span><br \/>\nLe origini del rugby in Croazia ci fanno tornare indietro agli anni \u201930. In quel periodo sulla famosa spiaggia spalatina di Ba\u010dvice (Botticelle) gli studenti spalatini che frequentavano le universit\u00e0 di Zagabria, Vienna, Praga e Lubiana avevano cominciato a giocare una specie di rugby. Naturalmente era un rugby ben lontano per regole e modalit\u00e0 di gioco rispetto a quello oggi conosciuto. Il primo pallone da rugby era arrivato a Spalato durante la Prima guerra mondiale grazie ai marinai inglesi. In quegli anni la storia narra delle prime partite di uno sport \u201cstrano\u201d. Finita la guerra e partiti i marinai britannici la curiosit\u00e0 per questa gioco \u201csingolare\u201d spar\u00ec come per incanto.<br \/>\nMa dopo qualche decennio il pallone ovale ebbe la sua rivincita.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Pallonate sulle Botticelle<\/strong><\/span><br \/>\nLa prima squadra che si ricordi in terrra dalmata \u00e8 quella dei giocatori di \u201crugby\u201d sulla spiaggia di Ba\u010dvice (Botticelle) del 1938: Branko O\u017eegovi\u0107, Vinko Depolo, \u017deljko Radmilovi\u0107, Veljko Srdarevi\u0107, Josip Ru\u017ei\u0107, Ivo Smojver, Marinko Belas, Rato Katunari\u0107, Ivo Lenti\u0107 e Mladen Ivi\u0107. Anni fa, proprio Mladen Ivi\u0107, ha raccontato di quei primi tentativi rugbistici. Ha spiegato cos\u00ec come decisero di adattare le regole che in gran parte ignoravano alle possibilit\u00e0 offerte da una spiaggia. Le regole le costruivano strada facendo e per non andare incontro a litigi decisero di metterle su carta. Questo compito spett\u00f2 a due studenti di legge, Mladen Ivi\u0107 e Zvonimir Mimic. Le regole, che erano una specie di combinazione di calcio e pallanuoto, alla fine furono ridefinite con il ricorso a una migliore terminologia sportiva dall\u2019ex giocatore e arbitro calcistico, Leo Leme\u0161i\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Rapida ascesa a partire dal 1933<\/strong><\/span><br \/>\nDa quel 1933 fino alla fine della seconda guerra mondiale il rugby spalatino \u00e8 cresciuto ed ha avuto sempre pi\u00f9 seguaci. Da notare che il primo vero pallone da rugby \u00e8 stato portato a Spalato da Ivo Lenti\u0107 nel 1948 da Vienna. \u00c8 interessante notare come le regole di questo gioco permettevano variazioni quotidiane. I giocatori potevano essere tra i sette e gli undici. Le misure del terreno di gioco variavano dai 60 ai 70 metri\u00a0 a seconda del livello del mare. Esisteva un portiere che custodiva una porta larga 4-5 metri e alta tre. Di quei giocatori degli anni \u201930 oggi vengono ricordati: Borko An\u0111elinovi\u0107, Marinko Belas, \u0110uro Bjedov, Frane Brajevi\u0107-Masle, Ante e Ivan \u010capeta, Marko \u010colak, Vinko Depolo, Ivan \u0110onli\u0107, Mladen Ivi\u0107, Dragan Jelovac, Rato Katunari\u0107, Ivo Lenti\u0107, Nikola Lu\u0161i\u0107-Niklas, Jozo Mato\u0161i\u0107, Zvonimir Mimica, Mario Matuli\u0107, Sergije Mrku\u0161i\u0107, Branko O\u017eegovi\u0107-Pate, Bonaventura Pari\u0107-Vene, \u017deljko Radmilovi\u0107, Slavkko Rainis, Branko Rogli\u0107, Josip Ru\u017ei\u0107, Ivica Smojver, Veljko Srdarevi\u0107-\u0110eki, Vinko \u0160aki\u0107, Josip Tebaldi, Toni Terzi\u0107-Telac, Uro\u0161 Tomini\u0107-Paja, Ratko Vili\u010di\u0107, Petar Vitezica, Bo\u017eo e Rato Zekan.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La fondazione della Nada<\/strong><\/span><br \/>\nPer\u00f2 per arrivare al vero rugby si dovette aspettare anni. Cos\u00ec, appena il 23 febbraio 1959, viene fondata la prima vera societ\u00e0 di rugby a Spalato, la Nada. Le origini del rugby con tutti i crismi della \u201clegalit\u00e0\u201d a Spalato furono difficili. Ormai le regole erano ben note e non fu sempre agevole riuscire a tramutarle in realt\u00e0. I primi veri tentativi furono fatti da Ivo Ganza, Petar Pavkovi\u0107 e Sini\u0161a Tartaglia. Grazie a degli amici riuscirono a fondare la prima societ\u00e0 e a diventare parte della societ\u00e0 sportiva giovanile Nada. Cos\u00ec nel febbraio del 1959 alla carica di primo presidente della Nada fu eletto Emil O\u0161tri\u0107, che rimase a ricoprire questo ruolo per ben 15 anni.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>La forza fisica al centro dell\u2019attenzione<\/strong><\/span><br \/>\nI primi allenamenti nella palestra del liceo classico furono tenuti da Bo\u017eidar \u0160oli\u0107. Erano in primo luogo incentrati sulla forza fisica. Con l\u2019arrivo della primavera i giocatori ottennero il permesso di giocare su un terreno dell\u2019OSD Nada nel quartiere di Gripe. Oggi questo terreno funge da parcheggio del palazzetto dello sport. I primi allenamenti all\u2019esterno furono tenuti dai giocatori di rugby della Mladost di Zagabria che in estate venivano a Spalato: \u0110eki Srbljenovi\u0107, Arsen Fran\u010deski e Jo\u0161ko Ran\u010di\u0107. Dal 22 settembre 1959 il primo allenatore stabile fu Mihovil-Mi\u0161ko Ra\u0111a, pure lui ex giocatore delle Mladost tornato a Spalato. Ra\u0111a quando arriv\u00f2 a Spalato come allenatore non aveva nessuna esperienza. Tutto il suo \u201csapere\u201d veniva dal fatto di aver giocato per quattro anni questo sport a Zagabria. Non deve, per tale motivo, risultare sorprendente il fatto che all\u2019inizio i giocatori della Nada furono in primo luogo noti per la forza fisica e non tanto per il livello di gioco.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Sconfitti con l\u2019onore delle armi<\/strong><\/span><br \/>\nLa prima partita la registriamo il primo dicembre 1959. Gli\u00a0 avversari furono temibili, i campioni della Jugoslavia in carica, i giocatori della Mladost di Zagabria. Gli spalatini furono sconfitti con&#8230; l\u2019onore delle armi, per 10-26. Per\u00f2 arrivare a questa partita fu una vera avventura. Il problema principale era la quasi totale mancanza di fondi. Con l\u2019entusiasmo si poteva\u00a0 ovviare a qualsiasi inconveniente, per\u00f2 alla fine il problema principale era confezionare le divise. Ad aiutarli ci pens\u00f2 indirettamente l\u2019organizzazione umanitaria UNNRA. Infatti le tele in cui c\u2019erano 20kg di zucchero furono utilizzate per fare le prime divise. Si oper\u00f2 d\u2019ingegno; tre di queste tele si rivelarono sufficienti per confezionare una divisa. Cos\u00ec si fecero 16 divise, mentre l\u2019ultima fu un vero miracolo perch\u00e9 fatta da una sola tela per il pi\u00f9 piccolo del gruppo, Ivica Vidi\u0107-I\u010divi.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Campioni dopo tre anni<\/strong><\/span><br \/>\nSolo tre anni dopo la costituzione arriv\u00f2 il primo successo. Infatti nel 1962 la Nada si laure\u00f2 campione di Jugoslavia! Il titolo sotto la guida dell\u2019allenatore\/giocatore Mihovil Ra\u0111a fu conquistato da Mario Ani\u010di\u0107, Leo Antonini, Zoran Bilu\u0161, Ilija Bjelanovi\u0107, Gorki Bla\u0161kovi\u0107, Ante Bor\u010di\u0107, Zlatko \u010cike\u0161, \u017deljko Dvornik, Ivo Ganza, Ante Grubi\u0161i\u0107, Frane Ivani\u0161evi\u0107, Kaja Krstulovi\u0107, Mladen Krstulovi\u0107, Ante Kuva\u010di\u0107, Uro\u0161 Ljubibrati\u0107, Ratomir Milat, Igor Mornar, Marko Protega, Ante Radman, Nikola Rnjak, Leo Senjanovi\u0107, \u0110eki Srbljenovi\u0107, Stipe Vitalji\u0107 e Neven Vuletin. Per comprendere quanto fosse forte questa squadra basti\u00a0 notare che rimase campione nazionale per ben cinque anni di fila, fino al 1967.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Trofei a volont\u00e0<\/strong><\/span><br \/>\nFino ad oggi la Nada \u00e8 stata campione nazionale, della Jugoslavia prima e Croazia poi,\u00a0 per ben 25 volte e precisamente nel 1962, 1963, 1964, 1965, 1966, 1967, 1970, 1971, 1972, 1973, 1989 1992, 1993, 1995, 1996, 1997, 1999, 2000, 2002, 2004, 2005, 2006, 2007, 2008 e 2009. La coppa nazionale \u00e8 stata conquistata 16 volte ovvero nel 1964, 1968, 1969, 1970, 1972, 1976, 1982, 1984, 1989, 1993, 1998, 1999, 2000, 2005, 2007, 2008. Tantissimi i titoli nazionali di campionato e coppa vinti pure dalle sezioni giovanili, ossia dagli Under 19, Under 17, Under 15, Under 13 e Under 11. Gi\u00e0 al momento della solenne cerimonia per i primi 40 anni nel 1999, i titoli complessivi da vantare erano ben 82! Diversi i successi pure a livello internazionale. Nell\u2019Interliga gli spalatini hanno vinto nel 2004, 2007, 2008 e 2009. Hanno conquistato, inoltre, nel 2001 la Coppa centroeuropea e si sono piazzati al terzo posto nella Coppa dei club dilettantistici nel 2005.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Numerosi i prolemi<\/strong><\/span><br \/>\nPer\u00f2 la storia della Nada non \u00e8 tutta rose e fiori. Durante tutti questi anni la squadra ha affrontato numerosissimi problemi. Oltre a quello principale, oseremmo dire inevitabile, di carattere economico che li ha costretti a tirare avanti per anni senza l\u2019ombra di uno sponsor, c\u2019\u00e8 stato quello pure gravissimo di non disporre di un proprio campo di gioco e nemmeno di uno per gli allenamenti. \u201cSvanito\u201d il primo campo nel quartiere di Gripe inizi\u00f2 un vero \u00e8 proprio calvario. La citt\u00e0 di Spalato non aveva un campo da dare in uso ai rugbisti. Cos\u00ec i giocatori furono costretti per ben 11 anni a girovagare per la Dalmazia e a giocare e ad allenarsi a Dugi Rat, \u017drnovnica, Stobre\u010d, Salona (Solin), Mravinci, Ka\u0161tela (Castelli spalatini), Clissa, Koprivna e Dugopolje. A parte lo spostamento da Spalato verso le diverse citt\u00e0 nei dintorni c\u2019era pure la necessit\u00e0 del trasporto di tutto il necessario: in questo ambito il problema principale era rappresentato dai grossi e grandi pali della rete. Anche se a Spalato non potevano allenarsi n\u00e9 giocare partite gli appassionati del pallone ovale hanno sempre potuto fare affidamento sull\u2019aiuto della societ\u00e0 calcistiche Dalmatinac e Split in primo luogo dal lato logistico e e poi per quanto concerne gli spogliatoi. Inevitabilmente questi anni di forzato esilio hanno messo a grande prova sia la dirigenza che i giocatori.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Con i Giochi del Mediterraneo finito il calvario<\/strong><\/span><br \/>\nIl calvario \u00e8 finito nel 1979. Infatti in quell\u2019anno a Spalato sono stati organizzati i Giochi del Mediterraneo. E siccome \u00e8 stato costruito un nuovo stadio, l\u2019attuale Poljud, il vecchio campo dell\u2019Hajduk, lo \u201cStari plac\u201d \u00e8 rimasto libero ed \u00e8 stato concesso in uso ai rugbisti.<br \/>\nNegli anni la Nada ha giocato pure tantissime partite internazionali, persino in tre continenti diversi. Gli spalatino hanno visitato cos\u00ec pure l\u2019Africa (Tunisia) e l\u2019Oceania (Australia e Nuova Zelanda).<br \/>\nCome segnalato durante la celebrazione dei primi 40 anni, a vestire la casacca tra i seniores sono stati in 289 di cui 42 sono stati pure giocatori della nazionale, 407 quelli juniores di cui 92 nazionali. Tra i tanti riconoscimenti ricevuti la Nada \u00e8 particolarmente fiera del \u201cTrophee International Du Fair-Play Pierre De Coubertin\u201d vinto del 1987.<br \/>\nPochi i presidenti che hanno guidato la Nada. Nell\u2019ordine sono stati: Emil O\u0161tri\u0107 (dal 23 febbraio 1959 fino alla morte il 14 maggio 1974), Petar Gra\u0161o (17 maggio 1974-30 novembre 1980), Mihovil-Mi\u0161ko Ra\u0111a (30 novembre 1980-2000) e Branko Marovi\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Diversi gli allenatori stranieri<\/strong><\/span><br \/>\nPochi pure i segretari: Mihovil Ra\u0111a, Mladen Vei\u0107, Mirko Perkov, Ranko Armanda, Mario Petru\u0161i\u0107 e Petar Leroti\u0107. Pure gli allenatori sono stati ben pochi: Mihovil Ra\u0111a, Leo Antonini, Ton\u010di Cvitanovi\u0107, Ante Zekan, Renato Juki\u0107, Vjekoslav Aramba\u0161i\u0107, Brendon Winslow (della Nuova Zelanda), Rene Chiriac (Romania). In brevi periodi la Nada \u00e8 stata guidata da Nikola Rnjak, Jozef Sokolowski (Polonia) e Radu Trajan\u010dev (Romania). Non da meno in questa singolare graduatoria sono stati i capitani nei primi 40 anni: soltanto otto, ovvero Mihovil Ra\u0111a, Leo Antonini, Ilija Bjelanovi\u0107, Branko Radi\u0107, Ante Zekan, Vinko Labrovi\u0107, Damir Buzov e Dalibor Star\u010devi\u0107.<br \/>\nDifficile dire quali siano state le leggende di questo sport nel club Nada. Nella celebrazione dei 40 anni sono stati premiati i giocatori con il maggior numero di presenze: Ante Zekan l\u2019unico con pi\u00f9 di 400 presenze, Vinko Labrovi\u0107 e Branko Radi\u0107 con pi\u00f9 di 300 presenze, mentre con pi\u00f9 di 200 partire troviamo Ilija Bjelanovi\u0107, Damir Buzov, Zoran Buzov, Radimir Guina, Ton\u010di Ivani\u0161evi\u0107 ed Edo Tvrdi\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Dal 2008 attiva pure la societ\u00e0 femminile<\/strong><\/span><br \/>\nDopo Spalato il rugby si \u00e8 sviluppato nel resto della Dalmazia in primo luogo grazie ai giocatori della Nada. Interessante far notare che i veterani della societ\u00e0 nel 1974 hanno fondato la seconda societ\u00e0 di rugby chiamandola \u201cRagby \u201859\u201d.<br \/>\nInfine dalla fine del 2008 \u00e8 attiva pure la societ\u00e0 femminile di rugby.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/nada-split\/'>Nada Split<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 417.43 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/nada-split\/?wpdmdl=763&refresh=6a33050d669b81781728525\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 13 giugno 2009.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rugby e Croazia? 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