{"id":2707,"date":"2025-02-15T08:35:38","date_gmt":"2025-02-15T07:35:38","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2707"},"modified":"2025-02-21T08:36:56","modified_gmt":"2025-02-21T07:36:56","slug":"motta-di-livenza-luogo-di-miracoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/02\/15\/motta-di-livenza-luogo-di-miracoli\/","title":{"rendered":"Motta di Livenza, luogo di \u00abmiracoli\u00bb"},"content":{"rendered":"\n<p>Lourdes, Me\u0111ugorje, Fatima. Tre centri religiosi tra i pi\u00f9 importanti in Europa. Attirano milioni di visitatori tutti gli anni. In primis religiosi, ma pure gli altri che vogliono vedere questi luoghi. Per\u00f2 ce sono tanti altri di posti simili, meno noti, che sono sorti attorno ad altre apparizioni. Diversi passano quasi inosservati, ma sono decisamente da visitare. Uno di questi sorge a 180 chilometri da Fiume. Si tratta del Santuario della Madonna dei Miracoli di Motta di Livenza. Arrivarci \u00e8 semplice: raggiunta Trieste e presa l\u2019autostrada, passiamo per Palmanova e Portogruaro; poco dopo deviamo e ci dirigiamo verso strade secondarie e paesini, fino ad arrivare alla nostra destinazione, vicino a Treviso. Si tratta di un grosso paese della pianura veneta. Puntiamo dritti alla periferia occidentale di Motta (Mota in veneto e in friulano occidentale), dove si trova il Santuario. Il suo essere fuori da centri abitati infonde un senso di tranquillit\u00e0 piacevole. Subito accanto c\u2019\u00e8 un ampio e comodo parcheggio. Ci fermiamo e ci incamminiamo verso la piazzetta.<br>Secondo la tradizione, il magnifico edificio fu realizzato in seguito all\u2019apparizione celestiale della Madonna a un devoto contadino del luogo. Era il 9 marzo del 1510 quando la Vergine Maria si manifest\u00f2 a un pio vecchietto, tale Giovanni Cigana, che da 20 anni recitava ogni giorno il rrosario e si inginocchiava volentieri davanti a un \u201cCapitello\u201d della Madonna, posto all\u2019incrocio delle strade per Motta, Oderzo e Redigole. Anche la mattina del 9 marzo, andando a lavorare, si ferm\u00f2 l\u00ec a pregare: recit\u00f2 sette \u201cPater noster\u201d e sette \u201cAve Maria\u201d, e poi riprese il solito tragitto. Ma si arrest\u00f2 ben presto, colpito da una meravigliosa visione: seduta tranquillamente sul verde grano di un campo, c\u2019era una giovinetta bellissima, biancovestita. Tra il vecchio, stupito, e la misteriosa fanciulla si svolse un dialogo semplice e cordiale; poi, quando cap\u00ec il mistero di quella apparizione, cadde in ginocchio, come fulminato dalla quasi incredibile realt\u00e0 che gli stava davanti: la Madre di Dio. Ci fu un minuto di silenzio. Quindi nell\u2019aria fresca del mattino risuon\u00f2 la voce della Madonna, limpida pi\u00f9 che un cielo sereno, ma insieme piena di mestizia e di piet\u00e0. La vergine ordin\u00f2 al Cigana di digiunare con la famiglia per tre sabati e di predicare il digiuno e la penitenza a tutta la gente di Motta e delle citt\u00e0 e borgate della terra trevisana: chi avesse digiunato con vero pentimento, avrebbe ottenuto misericordia e perdono dal Signore, sdegnato per i troppi peccati del popolo. Per lasciare poi un ricordo incancellabile della sua apparizione nella prediletta terra di Motta, la Madonna ordin\u00f2 che in quel luogo venisse costruita una chiesa.<br>Proprio andando verso la piazzetta notiamo a due passi dalla strada un piccolo \u201ccapanno\u201d. Si tratta proprio del Capitello del Cigana ossia un \u201cCapitello\u201d della Madonna. Per quanto si vede \u00e8 restaurato lungo il corso degli anni, \u00e8 proprio la stessa cappellina, davanti alla quale preg\u00f2 il pio vecchio Cigana la famosa mattina dell\u2019Apparizione. Ritorniamo nella piazzetta ricca di archi e dove c\u2019\u00e8 l\u2019imbarazzo da dove iniziare la nostra visita.<br>Decidiamo di entrare per prima nella Basilica. Subito all\u2019ingresso leggiamo che qui cominciarono subito ad accorrere devoti pellegrini, che affermavano di aver ricevuto grazie e miracoli. Allora intervenne l\u2019autorit\u00e0 Ecclesiastica che, nel maggio del 1510, istitu\u00ec il Processo Canonico sui fatti dell\u2019Apparizione e ne riconobbe la verit\u00e0. La semplice e piccola chiesetta in legno fu ben presto sostituita con l\u2019attuale grandioso tempio. Questa fu costruita sotto la direzione del francescano Francesco Zorzi da Venezia. Solo tre anni dopo l\u2019apparizione la chiesa fu consacrata. Fu la prima domenica di settembre del 1513. Fu subito ricca di preziosi affreschi, per\u00f2 questi dopo le frequenti pestilenze furono rovinate in quanto la Basilica fu imbiancata parecchie volte per ragioni igieniche. Negli anni pure cambi\u00f2 aspetto. Cos\u00ec nel 1713 la chiesa sub\u00ec una notevole deformazione secondo i gusti barocchi del tempo, ma fu riportata all\u2019armonia delle sue forme originali nel 1891. Nel 1875 il Santuario ebbe il titolo di Basilica Minore e nel 1877 fu dichiarato Monumento Nazionale.<br>L\u2019interno molto bianco con poche finestre d\u00e0 subito l\u2019idea di una riposante penombra. Il tutto \u00e8 a tre navate; lungo quelle laterali, sono collocati sei altari riccamente decorati, mentre dietro l\u2019altare maggiore emerge un maestoso organo. Ormai in fondo alla chiesa notiamo iun seguito che ci porter\u00e0 un un vera serie di corridoi dove \u00e8 semplice perdersi e di non sapere se si ha visto il tutto. Da subito entriamo in una piccola cappella ancora di pi\u00f9 in ombra. C\u2019\u00e8 un corridoio ricco di stemmi e fotografie dei devoti e di varie opere religiose. Dopo un\u2019altra cappella, c\u2019\u00e8 una stanza e quindi si finisce nel cortile interno. Su un lato una grande lapide ricorda la ricca storia della Basilica e gli anni fondamentali da quel 1510 fino a quelli pi\u00f9 recenti, come il 1919, quando divent\u00f2 ospedale. Un\u2019altra cappella prima di uscire sul lato orientale nel piccolo giardino che separa la chiesa dal parcheggio con l\u2019originale statua della Madonna dei Miracoli e ripassiamo accanto al Capitello per tornare nella piazzetta della Basilica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Da figlia \u00abPrimogenita\u00bb a \u00abprediletta\u00bb<\/span><\/strong><br>Finita la nostra visita alla principale attrazione cittadina non ci rimane che incamminarci verso il centro storico. Per\u00f2 prima \u00e8 bene sapere un po\u2019 di storia e di numeri. Motta di Livenza oggi conta circa 10 mila abitanti. Le origini sono ben lontane e legate alla presenza del fiume Livenza, il cui corso nasce dalle gelide acque delle localit\u00e0 carsiche della Santissima e di Gorgazzo. Secondo gli scavi archeologici e i vari resti trovati dagli studiosi, qui c\u2019era un insediamento romano ancora a partire dal II secolo avanti Cristo.<br>Si ipotizza che il nome del comune derivi da un\u2019altura fluviale chiamata Motta, sorta presso il punto in cui il Monticano confluisce nella Livenza e sulla quale sarebbe stato costruito il castello di Motta di Livenza, appartenuto alla nobile stirpe dei Da Camino dal 1089 e donato alla Repubblica di Venezia nel 1291, anno in cui Motta di Livenza venne nominata \u201cfiglia primogenita della Serenissima\u201d. Nel 1412, a Motta di Livenza si svolse una cruenta battaglia tra gli ungheresi di Sigismondo d\u2019Ungheria e i veneziani, che schierarono anche tre galee e molte altre navi armate sulla Livenza, e che fu vinta dai veneti. Poi antistante all\u2019antico Castello si svilupp\u00f2 il Porto della Motta, dove le merci dei veneziani dall\u2019Oriente sbarcavano per proseguire via terra in Europa. Ma \u00e8 dal Quattrocento che diviene importante per Venezia, dando i natali a grandi personaggi in campi diversi.<br>Nel 1511 diventa \u201cFiglia prediletta della Serenissima Repubblica\u201d. La sua storia \u00e8 legata alla storia di Venezia. Trovandosi lungo la Postumia, un\u2019antica arteria dell\u2019Impero Romano, a pochi chilometri da Concordia Sagittaria e Oderzo, due citt\u00e0 d\u2019epoca romana, fu luogo di transito e poi terra di feudi e diocesi. Seguirono tanti alti e bassi. La storia recente ci parla della terribile alluvione del 1966. Nella notte tra il 4 e 5 novembre di quell\u2019anno, il fiume Livenza, ingrossato da piogge eccezionali e bloccato alla foce dall\u2019acqua alta dell\u2019Adriatico, sfond\u00f2 un tratto di argine a nord di Motta e rivers\u00f2 sul paese una massa enorme d\u2019acqua, che si precipit\u00f2 a valanga nella bassura tra il Livenza e il Monticano, inondando campi e case. Basilica e convento furono invasi da due metri e mezzo d\u2019acqua per sei giorni, con danni gravissimi. All\u2019ultimo momento, mentre l\u2019acqua cresceva oltre ogni previsione, fu posta in salvo l\u2019antica e venerata statua della Madonna dei Miracoli.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Cose da vedere<\/span><\/strong><br>Nello spettacolo desolante da diluvio universale c\u2019\u00e8 per\u00f2 una nota consolante: in tutto il Comune di Motta non ci fu una vittima, e tutti attribuirono il fatto alla protezione della Madonna. Ci sono voluti ben quattro anni di paziente e lavoro con spese ingenti per risanare e riparare i danni provocati dall\u2019alluvione nella Basilica e nel Convento.<br>Conoscendo la storia della citt\u00e0 non ci rimane che incamminarci e conoscerla da vicino. Dopo una decina di minuti dalla Basilica, vediamo che arriviamo ormai nella parte centrale e pi\u00f9 vecchia della cittadina. Attraversati i suggestivi portici di borgo Gerolamo Aleandro e raggiunta Via IV Novembre, si intravedono le figure di due feroci leoni poste ai lati del sottoportico del secolare palazzo Toresin. Approdiamo in piazza Luigi Luzzati: oggi \u00e8 un misto di palazzi nuovi e antichi. Il pi\u00f9 imponente, quello che spicca per valore storico e pregio architettonico, \u00e8 il maestoso palazzo municipale, riconoscibile per la facciata affrescata recante sulla sommit\u00e0 l\u2019antico orologio. A pochi passi dal municipio, si trova il palazzo della Loggia, che nel XV secolo ospitava la sede del Podest\u00e0 e della magistratura. Esternamente, una targa in pietra raffigura il leone alato di San Marco, lo stemma del podest\u00e0 e della citt\u00e0. Lasciamo la piazza e ci dirigiamo verso l\u2019altro centro cittadino ossia la piazza Duomo. L\u2019antica piazza \u00e8 inevitabilmente dominata dalla chiesa cinquecentesca e dalle variopinte decorazioni che impreziosiscono le superfici di alti e maestosi palazzi secolari.<br>La sua storia \u00e8 legata alla prima chiesa intitolata a San Giovanni ,che risalirebbe alla seconda met\u00e0 del X secolo. E poi si arriva alla chiesa di San Nicol\u00f2 che oggi custodisce al suo interno esempi di arte sacra e opere di svariati pittori dalle tele della Madonna col Bambino, Padre Eterno in Gloria fra gli Angeli, San Domenico, San Francesco d\u2019Assisi. Affiancata al Duomo di San Nicol\u00f2 sorge un palazzo quattrocentesco elevato su tre piani. Quello che attira sono gli affreschi raffiguranti motivi geometrici, floreali e marmorizzazioni. Andiamo avanti e arriviamo a piazza castello. Qui scavi archeologici hanno portato alla luce testimonianze di edifici nonch\u00e9 reperti di epoca medievale e risalenti alle fasi edilizie del castello di Motta. Rinvenimento particolarmente suggestivo \u00e8 un pozzo visibile attraverso una copertura di vetro che sorge in una piccola piazza da cui si pu\u00f2 ammirare sia lo splendido panorama urbano del centro storico, sia il paesaggio del porto fluviale. Giunti ormai alla periferia orientale della cittadina arriviamo al fiume Livenza e vediamo la sua ricca vegetazione.<br>Con il fiume Livenza finisce la nostra visita a questa poco nota cittadina, alla quale un fiume ha dato i \u201cnatali\u201d e ne ha dettato la storia. Una storia che ha portato Motta a essere oggi un centro religioso frequentato ogni giorno da numerosi devoti. E se poi il nome Motta vi suggerisce pure qualcosa di dolce, non siete in fallo. A pochi chilometri sorgono diverse industrie che producono dolci di tutti i tipi. E dopo una buona camminata per Motta non rimane altro che riguadagnare un po\u2019 di calorie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/motta-di-livenza-reportage\/'>Motta di Livenza reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 724.89 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/motta-di-livenza-reportage\/?wpdmdl=2706&refresh=69f671b44fdfc1777758644\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 febbraio 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lourdes, Me\u0111ugorje, Fatima. 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