{"id":2712,"date":"2025-02-28T19:46:20","date_gmt":"2025-02-28T18:46:20","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2712"},"modified":"2025-03-05T19:48:00","modified_gmt":"2025-03-05T18:48:00","slug":"maksimir-un-capolavoro-di-architettura-paesaggistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/02\/28\/maksimir-un-capolavoro-di-architettura-paesaggistica\/","title":{"rendered":"Maksimir, un capolavoro di architettura paesaggistica"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando un turista visita le varie localit\u00e0, si sofferma in primo luogo nelle piazze principali del centro storico, ammira i palazzi e i monumenti, entra nelle chiese e nei musei. Nella stragrande maggioranza dei casi, se non quasi sempre, i parchi urbani rimangono in qualche modo in secondo piano. Eventualmente, ci si passa velocemente o ci si sosta per riposare, ma senza approfondire la loro conoscenza, che in buona parte rimane sconosciuta. Eppure, ciascuna di queste aree, oasi di bellezza, ha una sua storia e pi\u00f9 grande \u00e8 il parco tanto di pi\u00f9 complesso e curioso \u00e8 il suo racconto. Insieme di aree ad alto valore paesaggistico, di spazi destinati ad aree ricreative, culturali, sportive e del tempo libero, il parco urbano nasce dalla matrice del giardino, come luogo recintato, ma si differenzia da esso per estensione e per la forte relazione con il suo intorno.<br>La loro progettazione \u00e8 cambiata radicalmente nei secoli, e va di pari passo con le trasformazione culturali e sociali avvenute nel corso della storia. La concezione del parco come bene collettivo funzionale e attrezzato risale alla fine del XVIII secolo e inizi del XIX secolo, in Inghilterra, in seguito alla prima Rivoluzione Industriale e alla nascita del paesaggismo inglese. Il parco nasce quindi, come uno spazio di riequilibrio ambientale e sociale, dove potersi \u201cproteggere\u201d rispetto a uno spazio urbano sovra-congestionato. Nel 1847 viene inaugurato il primo parco urbano istituito dal decreto parlamentare, progettato da Joseph Paxton, a Birkenhead, nei pressi di Liverpool. Il pi\u00f9 antico parco dell\u2019Europa balcanica e il pi\u00f9 esteso in Croazia \u00e8 quello di Maksimir. Consideralo alla pari del Bois de Boulogne per Parigi o del Regent\u2019s Park per Londra, \u00e8 diventato un vero e proprio monumento.<br>DAL 1794. Situato nella zona est di Zagabria \u00e8 enorme e ci si pu\u00f2 facilmente perdere per una giornata intera. Non per niente dicono che \u00e8 un mondo perduto di storie, versi, statue spostate, simboli, messaggi e luoghi nascosti. All\u2019epoca della sua fondazione, era una delle realizzazioni pi\u00f9 importanti dell\u2019allora Monarchia austro-ungarica. Infatti, in precedenza in tutto l\u2019Impero venivano costruiti solo parchi privati, inaccessibili al pubblico, accanto ai castelli nobiliari e alle residenze reali. Il parco Maksimir nasce nel 1794 su iniziativa del vescovo Maksimilijan Vrhovac, che fa trasformare un immenso giardino in stile inglese, con tanto di laghi, ruscelli e vialetti. Poco pi\u00f9 di 200 anni fa, si trovava a mezz\u2019ora a est di Zagabria, era una fitta foresta di querce circondata da terreni coltivabili e prati. Era di propriet\u00e0 dei vescovi e veniva utilizzata solo per la caccia e per tagliare gli alberi. L\u2019assetto sar\u00e0 completamente revisionato dal vescovo Juraj Haulik a met\u00e0 del XIX secolo, durante il quale vengono costruiti numerosi edifici conservati, come l\u2019ingresso principale, la portineria, il padiglione dell\u2019eco, il belvedere, la casa svizzera, la casa estiva e altri.<br>Il parco ha sempre unito le persone. Qui, infatti, si sono svolti i primi eventi sportivi in questa parte d\u2019Europa e qui \u00e8 stata costruita la prima pista di pattinaggio sul ghiaccio\u2026 Il Maksimir deve il suo nome alla locanda preferita gagli zagabresi, detta \u201cMaksimilijanov mir\u201d (la pace di Massimiliano), che sorgeva proprio di fronte all\u2019ingresso principale del parco. Purtroppo, il locale fu demolito nel 1954 per ampliare lo stadio della Dinamo, ma il Maksimir \u00e8 rimasto come monumento permanente di quel periodo, intriso di storia, come testimoniano i bunker che ci parlano del suo passato bellico; in alcuni punti si trovano persino delle vere e proprie tombe.<br>NUMERI DI TUTTO RISPETTO. Quali sono i suoi numeri? Si estende su 316 ettari di terreno, qui sono presenti 113 specie di uccelli, la pi\u00f9 vasta popolazione europea di picchio rosso (Dendrocopos medius), specie europea a rischio di estinzione e pi\u00f9 di 600 specie di piante diverse. Oltre a cinque laghi, il parco ospita anche uno zoo. La nostra visita inizia proprio dal lato sud ovest, dove si trova il pi\u00f9 grande e monumentale ingresso. Negli anni \u00e8 cambiato pi\u00f9 volte: il portale principale come si presenta oggi non \u00e8 quello originale del 1841 anche se sembra vecchio e ben conservato. Ha subito i danni del terremoto del 1880 e della caduta di una grande quercia. Quello che si presenta oggi \u00e8 stato costruito nel 1914 con i versi di Gunduli\u0107 \u201cOj dubravo slavna ti si\u201d.<br>Varcato l\u2019ingresso, comincia la vera scoperta. Ci incamminiamo lungo un viale sempre pieno zeppo di persone. Arriviamo al Padiglione dell\u2019Eco o, come veniva chiamato un tempo, il Tempio delle Lanterne. Qui accanto c\u2019\u00e8 un ponte sotto il quale l\u2019acqua del lago superiore precipita a cascata in quello inferiore, quello subito accanto allo zoo. Abbandoniamo il sentiero principale per svoltare a sinistra, destinazione Mogila: si tratta di un tumulo commemorativo. La tomba \u00e8 stata eretta su un tumulo di terra proveniente da 155 luoghi importanti della Croazia e del mondo. \u00c8 stato creato per celebrare i mille anni del regno croato e l\u2019incoronazione di re Tomislav nel 925 sul campo di Duvno. Fu costruito nel 1925 su progetto dell\u2019architetto Aleksandar Freundenreich e finanziato dall\u2019Associazione croata di falconeria, in occasione del suo raduno. Il Hrvatski sokol (Falco croato) era una societ\u00e0 di ginnastica caratterizzata dal forte spirito patriottico, con l\u2019obiettivo di risvegliare la coscienza nazionale. Nelle fondamenta dell\u2019edificio si trova una piccola camera in cui sono conservati magazzini, oggetti commemorativi delle societ\u00e0 di falconeria, del patrimonio culturale croato e simili. Saliti fino al monumento con il falco si pu\u00f2 ammirare il prato chiamato \u201cKi\u0161obran\u201d (Ombrello) e pure ammirare il Dedek, che qui vive da 600 anni. \u00c8 una quercia peduncolata.<br>Proseguiamo lungo il grande prato, passiamo accanto al terzo lago e arriviamo dritti alla Vedetta o il cosiddetto chiosco Maksimir. Eretto tra il 1841 e il 1843, \u00e8 l\u2019elemento pi\u00f9 importante del parco Maksimir. \u00c8 una specie di centro, da cui si diramano le strade. L\u2019edificio \u00e8 alto una ventina di metri. Risale allo stesso periodo la Casa svizzera, nota anche come Casa Tirolese. Interessanti le finestre e le porte-finestre, decorate con dodici vetrate raffiguranti scene di paesaggi svizzeri e tirolesi. Qui all\u2019inizio abitavano i guardaboschi al piano terra della casa, mentre al primo piano c\u2019era un salone riccamente decorato. Nelle vicinanze si allevava pollame (fagiani, anatre, oche, ecc.). Il sentiero conduceva poi attraverso il cosiddetto grande campo di fieno e una piccola pianura fino a un ampio frutteto, in cui sorgeva la Mirna koliba (Capanna della Pace), ricoperta fino al tetto di viti. Dal balcone si poteva ammirare la vista sulla Medvednica e sull\u2019Ivani\u0107 e, su un tavolo, c\u2019era un grande specchio nero che consentiva ai visitatori di godere il meraviglioso panorama al contrario, senza essere ostacolati dalla luce del sole.<br>TRA PADIGLIONI E VERI MONUMENTI. Proseguiamo la nostra passeggiata verso est, attraverso la valle delle Dalie e superando il torrente Dalijevac, che deve il suo nome ai fiori che crescono in questa zona, si giunge all\u2019obelisco, con cui l\u2019arcivescovo Haulik volle celebrare il completamento dei lavori nel parco. La storia ci dice che sebbene Vrhovac sia stato il primo ad aprire il parco, in realt\u00e0 fu l\u2019arcivescovo Juraj Haulik a investire di pi\u00f9, dotandolo di numerosi edifici e organizzandolo secondo lo stile paesaggistico che conosciamo ancora oggi. L\u2019obelisco \u00e8 a forma di piramide. Il vescovo, come recita la targa, aveva allestito il parco \u201cper aiutare i bisognosi, che non si abbandonavano all\u2019ozio, i cittadini pacifici, come incentivo per una coltivazione pi\u00f9 utile e al tempo stesso produttiva della terra, per l\u2019ornamento della metropoli\u201d.<br>Interessante la leggenda legata a questo luogo. Infatti, sull\u2019obelisco ci sono sette corone. Si dice che sette sacerdoti siano annegati accidentalmente in questa parte del parco. Nei tempi antichi qui c\u2019era un altro lago e loro erano su una barca: ogni corona rappresenta una vita persa.<br>Andiamo avanti fino alla Cappella di San Giorgio. Visto il grande ruolo del vescovo Haulik e considerato che amava molto il Maksimir, pens\u00f2 di progettare il luogo dove sarebbe stato sepolto. Cos\u00ec fece costruire la Cappella di San Giorgio come suo luogo di riposo finale. Alla fine non fu sepolto qui, ma nella cattedrale di Zagabria. Oggi la cappella sembra essere raramente utilizzata.<br>TRACCE DELLA II GM. Dopo la cappella raggiungiamo il quinto lago. E qui arriviamo davanti ai resti meglio conservati del ruolo bellico di questo parco. Infatti, ben nascosti tra gli alberi e fuori da qualsiasi sentiero in questa zona si trovano i dodici bunker risalenti alla Seconda guerra mondiale. Sono per lo pi\u00f9 ricoperti da spazzatura. Non sono percorribili n\u00e9 interconnessi e in realt\u00e0 costituiscono uno spazio molto piccolo, di soli pochi metri quadrati.<br>Forse non \u00e8 nemmeno giusto chiamarli bunker, visto che fungenvano da depositi di armi in cemento che l\u2019esercito aveva spostato l\u00ec affinch\u00e9, in caso di bombardamento, si potesse camminare il meno possibile su altre strutture. Poco avanti si pu\u00f2 trovare, anche se ben nascosta, una tomba, che per\u00f2 non \u00e8 quanto rimane di un vecchio cimitero, ma \u00e8 lagata al secondo conflitto: vi \u00e8 sepolto Franjo Pismestrovi\u0107, di Sremska Mitrovica, membro della Guardia Nazionale.<br>Scendiamo un po\u2019 e siamo ormai a due passi dall\u2019ingresso orientale del parco. Qui si trovano diversi edifici che fanno parte sia del parco, ma pure della Facolt\u00e0 di Agricoltura e un tempo erano la fattoria di Haulik. Come si pu\u00f2 leggere, questa \u00e8 stata la prima azienda agricola rurale pi\u00f9 moderna, meglio attrezzata e completamente autosufficiente della Croazia. Entrando in questa zona oggi si pu\u00f2 ancora percepire quel ritmo e quell\u2019odore del villaggio. C\u2019era il primo parafulmine, una centrale elettrica, avevano una segheria, una bachicoltura dove allevavano i bachi da seta e producevano la seta, avevano una stalla, un allevamento di pollame con le specie migliori e pi\u00f9 rare di pollame europeo, vigneti e frutteti. Ma la manutenzione divenne troppo costosa e non riuscirono a provvedere a tutto, cos\u00ec lasciarono la propriet\u00e0 alla Facolt\u00e0.<br>Nelle vicinanze si trovano il quarto e il quinto lago, dove c\u2019\u00e8 la Brezova o Ribarska koliba (capanna del pescatore). Questo \u00e8 l\u2019unico dei sette padiglioni che Haulik ha costruito al Maksimir. E se si pensa che il parco sia disabitato, si sbaglia. Accanto al quarto lago vivono diverse famiglie: sono i discendenti di ex guardie, guardacaccia e altri dipendenti del parco, per i quali l\u2019amministrazione statale e del parco ha costruito case per facilitare gli spostamenti al lavoro.<br>Al Maksimir si sono svolti i primi eventi sportivi in questa parte d\u2019Europa e qui \u00e8 stata costruita la prima pista di pattinaggio sul ghiaccio. A causa delle basse temperature, sul primo lago si formava uno spesso strato di ghiaccio, e la gente vi pattinava. C\u2019era pure la pista per slittini pi\u00f9 grande di Zagabria. Accanto passava pure una linea ferroviaria e un battello a vapore turistico navigava sui laghi del Maksimir. Le gite in barca sono sempre state un\u2019attrazione per la gente del posto e i visitatori di Zagabria. Il parco conteneva anche numerose sculture che ora si trovano nel Museo della citt\u00e0 di Zagabria.<br>Nel parco Maksimir ci sono in totale cinque laghi (naturali e artificiali). Di questi, il primo fu costruito nel 1839 e si trova proprio accanto a via Maksimirska e allo zoo. Inizialmente servivano come stagni per i pesci, poi come aree ricreative destinate alla navigazione e pure quelli a nord come spiagge. Un tempo, nei pressi del poligono di tiro militare nella valle del torrente Ivan\u010di\u0107a, c\u2019era un sesto lago, creato allargandone e approfondendone il letto. Attraverso il Maksimir scorrono ben sette torrenti: Bliznec, \u0160tefanovec, Pi\u0161kornica, Dalijevac, Mirni dol, Bukov\u010dak e Maksimirec.<br>A prescindere da credenze, leggende e fiabe, il parco Maksimir \u00e8 ancora uno dei pi\u00f9 belli della regione. \u00c8 il pi\u00f9 grande capolavoro di architettura dei giardini in Croazia, in tutto e per tutto il polmone verde della capitale croata. Conservando ancora oggi i suoi boschi di querce centenarie, \u00e8 un luogo ideale per sfuggire allo stile di vita cittadino. Durante i mesi estivi, le cime degli alberi secolari offrono ombra e i curiosi possono scoprire segreti dimenticati da tempo e far luce su misteri rimasti irrisolti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/park-maksimir-reportage\/'>Park Maksimir reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 724.84 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/park-maksimir-reportage\/?wpdmdl=2711&refresh=69f68736178de1777764150\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 28 febbraio 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando un turista visita le varie localit\u00e0, si sofferma in primo luogo nelle piazze principali<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2713,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[151,88],"tags":[],"class_list":["post-2712","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-the-rest-of-croatia","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2712","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2712"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2712\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2714,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2712\/revisions\/2714"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2713"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2712"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2712"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2712"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}