{"id":2716,"date":"2025-03-15T09:58:47","date_gmt":"2025-03-15T08:58:47","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2716"},"modified":"2025-03-21T20:05:34","modified_gmt":"2025-03-21T19:05:34","slug":"una-partita-di-farina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/03\/15\/una-partita-di-farina\/","title":{"rendered":"Una partita di\u2026 farina"},"content":{"rendered":"\n<p>Il primo vero club di pallacanestro nacque nel 1945 come sezione della polisportiva Hajduk di Spalato, in linea con la prassi dell\u2019epoca. L\u2019interesse per il basket era inizialmente scarso e l\u2019attivit\u00e0 della sezione sporadica. Dopo tre anni, con la dissoluzione delle polisportive, le singole sezioni iniziarono a separarsi, e nel 1949 la squadra divenne indipendente assumendo il nome di KK Split (KK \u00e8 l\u2019acronimo di Ko\u0161arka\u0161ki klub, letteralmente Club di pallacanestro). Gli esordi agonistici della compagine avvenne nelle leghe minori, partecipando al campionato croato, in un contesto sportivo dominato da altre discipline.<br>Nel primo campionato jugoslavo del 1945 gareggiarono solo le squadre repubblicane, mentre nel 1946, nel primo torneo per club, l\u2019unica rappresentante dalmata fu la squadra di Zara. Lo Split esord\u00ec nel campionato croato chiudendo la stagione 1946 al terzo posto. Miglior\u00f2 nel 1947 con un secondo posto che gli valse l\u2019accesso al girone promozione, ma senza riuscire ad accedere alla Prima Divisione (federale). Seguirono stagioni alterne con tentativi di promozione falliti fino al 1963, quando la squadra riusc\u00ec a salire in Prima Divisione, un traguardo storico per la citt\u00e0 e un momento di svolta per la pallacanestro locale. Una promozione storica che porter\u00e0 gli spalatini a diventare una presenza regolare per quasi tutti i campionati della Jugoslavia fino al 1991.<br>Fino ai primi anni \u201860, il basket maschile a Spalato era oscurato da quello femminile. Le cestiste spalatine, infatti, in quegli anni mietevano successi a catena, tanto da venir soprannominate \u201cle campionesse eterne\u201d. La svolta arriv\u00f2 con il ritorno dagli studi universitari di Branko Radovi\u0107, che riun\u00ec i migliori talenti locali e li allen\u00f2 duramente nel campo all\u2019aperto di Spinut. Radovi\u0107, oltre a essere un tecnico capace, era un visionario e un manager abile. Aveva alle spalle una lunga e ricca carriera. Gioc\u00f2 l\u2019Industromonta\u017ea di Zagabria e per i club belgradesi Partizan e Crvena Zvezda. Collezion\u00f2, inoltre 35 presenze nella nazionale jugoslava. Al suo ritorno a Spalato nel 1960, diede inizio alla pallacanestro maschile e cre\u00f2 una rispettabile squadra. Grazie al suo ruolo di alto funzionario in un\u2019azienda cittadina, riusc\u00ec a far costruire la prima sala da basket di Gripe, dotando finalmente la squadra di una struttura adeguata.<br>Nel 1963, nelle qualificazioni per la Prima Divisione giocate a Velenje, lo Split si confront\u00f2 con squadre di diverse repubbliche jugoslave: Sloboda (Belgrado), Ivangrad (Montenegro), Mlada Bosna (Sarajevo), Rabotnicki (Skopje) e Slovan (Lubiana). Non considerata tra le favorite, la squadra spalatina si fece strada grazie all\u2019esperienza di Radovi\u0107, che era contemporaneamente allenatore e giocatore. Il KK Split riusc\u00ec a finanziare il viaggio grazie all\u2019intervento del presidente societario, Bo\u017eidar Vidan, che assicur\u00f2 i mezzi necessari con i proventi della vendita di una partita di farina ottenuta dalla societ\u00e0 Hrana, di cui era il direttore. Radovi\u0107, e gli altri giocatori \u2013 Zoran Antonini, Ivica Piplovi\u0107, Igor Katunari\u0107, Petar Mija\u010d, Miho Poduje, Vinko Bajrovi\u0107, Rato Tvrdi\u0107, Lovre Tvrdi\u0107, Ivica Nin\u010devi\u0107, Zdenko Prug, Petar Skansi e Bo\u017eidar Murgi\u0107 \u2013 poterono cos\u00ec partire alla volta della Slovenia.<br>A Velenje lo Split vinse numerose partite, compreso l\u2019incontro rivelatosi decisivo contro lo Sloboda di Belgrado grazie a un Radovi\u0107 straripante negli ultimi minuti. Chiuse cos\u00ec le qualificazioni al secondo posto, guadagnandosi l\u2019accesso alla massima serie. L\u2019accoglienza in citt\u00e0 fu trionfale: tifosi e dirigenti si riunirono alla stazione ferroviaria per celebrare gli eroi della promozione. Per Spalato era l\u2019inizio di una nuova era sportiva, che avrebbe portato la citt\u00e0 ai vertici del basket jugoslavo.<br>Il primo anno nella massima divisione fu difficile. Con cinque vittorie su 18 gare la squadra (nella quale confluirono i migliori talenti di tutte le squadre spalatine) chiuse la competizione in penultima posizione, ma evit\u00f2 la retrocessione. Per i giocatori si tratt\u00f2 pi\u00f9 che altro di un\u2019occasione per maturare esperienza. I campionati successivi furono pi\u00f9 tranquilli, nel senso che la squadra ottenne piazzamenti a met\u00e0 classifica: sesto posto nel 1965, quinto nel 1966, sesto nel 1967 e nella stagione 1967\/68. Il primo podio arriv\u00f2 al termine del campionato 1968\/69 (16 le vittorie su 22 gare.), con gli spalatini che si piazzarono al terzo posto. L\u2019anno successivo gli spalatini sfiorarono il titolo, chiudendo al secondo con una sola vittoria (17 vittorie) in meno dell\u2019A\u0160K di Lubiana. Questi risultati consolidarono la crescita della squadra e prepararono il terreno per i grandi successi che sarebbero arrivati.<br>La consacrazione arriv\u00f2 nel 1970\/71: lo Split, nel frattempo ribattezzato Jugoplastika, vinse il suo primo scudetto con una stagione da incorniciare, 19 vittorie su 22 gare e un ampio distacco sulla Lokomotiva di Zagabria. Fu il trampolino di lancio per un periodo d\u2019oro che lo avrebbe portato a dominare il basket jugoslavo ed europeo. La squadra allenata da Radovi\u0107 e da George Stanich (ex giocatore dell\u2019NBA e medaglia di bronzo nel salto in alto alle Olimiadi londinesi del 1948 con la nazionale statunitense) era composta da Drago Peterka, Zoran Gra\u0161o, Mihajlo Manovi\u0107, Ivica \u0160kari\u0107, Dra\u017een Tvrdi\u0107, Martin Guvo, Rato Tvrdi\u0107, Lovre Tvrdi\u0107, Damir \u0160olman, Mom\u010dilo Radulovi\u0107, Zdenko Prug e Petar Skansi, includeva talenti che avrebbero segnato un\u2019epoca.<br>Negli anni successivi la Jugoplastika si afferm\u00f2 come una delle squadre pi\u00f9 forti del panorama cestistico federale. Dopo il primo titolo, continu\u00f2 a lottare ai vertici, vincendo nuovi trofei nazionali e iniziando a farsi valere anche a livello internazionale. L\u2019identit\u00e0 della squadra si rafforz\u00f2, diventando un punto di riferimento per il basket croato e jugoslavo. L\u2019apice del successo arriv\u00f2 tra la fine degli anni \u201880 e l\u2019inizio dei \u201890, quando la Jugoplastika conquist\u00f2 tre titoli consecutivi di campione d\u2019Europa (1989, 1990 e 1991), un\u2019impresa straordinaria che la consacr\u00f2 nella storia del basket europeo. Sotto la guida di allenatori come Bo\u017eidar Maljkovi\u0107 e con giocatori straordinari come Toni Kuko\u010d e Dino Ra\u0111a, la squadra spalatina divenne sinonimo di eccellenza cestistica.<br>Dopo la dissoluzione della Jugoslavia e l\u2019indipendenza della Croazia, la squadra perse progressivamente la sua supremazia, complice la crisi economica e la fuga di talenti verso i campionati pi\u00f9 ricchi. Tuttavia, il nome della Jugoplastika rimane impresso nella storia del basket, un simbolo di gloria per la citt\u00e0 di Spalato e per tutti gli appassionati di pallacanestro. Oggi, lo Split continua a giocare un ruolo importante nel basket croato, pur con ambizioni ridimensionate rispetto al passato glorioso.<br>(1 e continua)<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/kk-split-history-part-1\/'>KK Split history, part 1<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 204.45 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/kk-split-history-part-1\/?wpdmdl=2715&refresh=69f698cc4c0481777768652\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 15 marzo 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo vero club di pallacanestro nacque nel 1945 come sezione della polisportiva Hajduk di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2717,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[163],"tags":[],"class_list":["post-2716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-kk-split-man"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2716"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2718,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2716\/revisions\/2718"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2717"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}