{"id":2726,"date":"2025-03-22T11:01:00","date_gmt":"2025-03-22T10:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2726"},"modified":"2025-03-21T20:03:30","modified_gmt":"2025-03-21T19:03:30","slug":"zakalj-il-ponte-dei-desideri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/03\/22\/zakalj-il-ponte-dei-desideri\/","title":{"rendered":"\u017dakalj, il ponte dei desideri"},"content":{"rendered":"\n<p>Avete presente la zona di \u017dakalj? La maggior parte dei lettori magari non sapr\u00e0 nemmeno di cosa si tratta, a tanti altri il nome potrebbe suonare familiare, ma per gran parte dei fiumani rimane un qualcosa di misterioso. Sono pochi, invece, quelli che sanno esattamente di cosa si tratta e per di pi\u00f9 dove si trova e come arrivarci. E pensare che basta una passeggiata, neanche tanto lunga, per raggiungere questa zona partendo dal centro di Fiume!<br>La zona di \u017dakalj \u00e8 oggi immersa nel verde. Anzi, col passare del tempo \u00e8 stata letteralmente ingoiata dalla vegetazione. Si trova incastonata nel canyon dell\u2019Eneo. Da una parte c\u2019\u00e8 il colle di Santa Caterina, dall\u2019altra quello di Tersatto e Strmica, sotto la Ludovicea, la strada che collega il centro di Fiume e Orehovica, parte integrante della vecchia statale per Zagabria. Da ormai un decennio, la citt\u00e0 di Fiume sta cercando di valorizzare questa zona, ben nota a chi si occupa di trekking, ma anche a quelli che amano le passeggiate in natura.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La Cartiera punto di partenza<\/span><\/strong><br>Col passare degli anni, questa zona stava diventando sempre pi\u00f9 difficile da raggiungere, non soltanto per la fitta vegetazione che aveva ormai preso il sopravvento, ma anche per il fatto che molto spesso era difficile, se non impossibile, attraversare l\u2019alveo del fiume. Questo problema \u00e8 stato risolto alcuni anni fa dalla Citt\u00e0, facendo costruire un guado che il pi\u00f9 delle volte aiuta ad attraversare il letto del fiume. Il tutto \u00e8 stato fatto nell\u2019ambito del progetto di valorizzazione delle varie aree periferiche di Fiume adatte alle passeggiate.<br>Nel progetto \u00e8 stata inclusa anche questa zona, creando un sentiero che porta dalla Cartiera, con un percorso piuttosto erto nella sua parte iniziale, fino alla zona di \u017dakalj. Un progetto importante, che per\u00f2 non \u00e8 stato mai finito, principalmente per quanto riguarda la salita\/discesa da e per via Ra\u010dki. A fine autunno 2024 era stata annunciata la costruzione di un ponte nella zona di \u017dakalj, ormai in fase di ultimazione. In passato, in questa zona c\u2019era un ponte. Esisteva per quasi un secolo, ma poi \u00e8 stato distrutto durante l\u2019ultimo conflitto mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019idea di Luka Matkovi\u0107<\/span><\/strong><br>Per conoscere i motivi che avevano portato alla costruzione di questo ponte, bisogna fare un grande passo indietro e conoscere la storia di questa zona. \u017dakalj \u00e8 da sempre un sinonimo di mulino. Non a caso. Infatti, quello di \u017dakalj era il pi\u00f9 grande mulino per cereali di Fiume. Fu costruito nel canyon dell\u2019Eneo come uno dei tanti mulini locali sorti a met\u00e0 del XIX secolo. Per comprendere la loro importanza all\u2019epoca, bisogna sapere che lungo tutto il fiume, ossia nei suoi 17,3 chilometri, ce n\u2019erano ben 27. E oggi, muto testimone di quei tempi, ne rimane solo uno, il mulino di Ga\u0161par a Martinovo Selo.<br>La storia dei mulini in zona inizia il 16 marzo 1800, quando i fratelli Andrija, Petar, Antun e Fran Bar\u010di\u0107 vendettero un pezzo di bosco sulla riva destra del fiume, al proprietario terriero di Tersatto, Luka Matkovi\u0107. La sua idea era di costruirvi un mulino. Per questo motivo, invi\u00f2 una richiesta, datata 17 agosto 1801, al feudo di Grobnico, chiedendo il permesso di costruire un mulino sul fiume. Ricevette risposta positiva e cos\u00ec costru\u00ec effettivamente un piccolo mulino, che funzion\u00f2 bene per diversi anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019arrivo dei triestini<\/span><\/strong><br>Fu attivo dal 1839 ad 1841. Lo eredit\u00f2 il figlio Ga\u0161par, il quale per\u00f2 lo vendette ai triestini Carlo d\u2019Ottavi Fontana e Marco Pigazzi. Ed \u00e8 qui che la storia cambia. Da piccolo mulino si passa a un importante progetto. Gli imprenditori triestini investirono in modo significativo nell\u2019acquisto del piccolo mulino, costruendo una diga e un canale e collegando l\u2019intero complesso con un ponte sul canyon e un ramo stradale verso la strada Ludovicea. Ed \u00e8 proprio a loro che dobbiamo in grande parte quello che vediamo oggi.<br>Oltre all\u2019infrastruttura, si invest\u00ec molto pure nel meccanismo del nuovo mulino, che fu realizzato secondo la tecnologia americana e, in seguito, belga, e aveva ben diciotto macine di pietra. Questo port\u00f2 pure a parecchi nuovi posti di lavoro e ben presto si giunse a pi\u00f9 di cento operai.<br>All\u2019epoca, il grano arrivava da diverse parti dell\u2019Europa, in primo luogo dalla Russia, dalla Romania e dal Banato. D\u2019altro canto, la farina prodotta veniva esportata in Inghilterra, Francia, Germania e nei Balcani. Addirittura in Brasile!<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019incendio e\u2026 Iginio Scarpa<\/span><\/strong><br>Nel 1862 ci fu un grosso incendio e a quel punto i triestini decisero di venderlo. Il mulino venne acquistato dalla societ\u00e0 Stabilimento commerciale di farine di Fiume, guidata da Iginio Scarpa. Nel 1865 venne costruito un imponente edificio di cinque piani, lungo 90 metri e alto 25 metri, con una struttura scheletrica interna in ghisa e legno e un tetto in legno a due falde e un timpano singolo. Ed \u00e8 proprio questo edificio che oggi tutti vediamo, sia passando in questa zona, ma pure guardando verso questa zona. Oggi, quando la vegetazione non \u00e8 ancora\u2026 esplosa, si riesce a vedere bene ci\u00f2 che rimane dell\u2019antico edificio.<br>Accanto a questo fu subito costruito anche un edificio amministrativo di quattro piani adibito a uffici e residenze, oltre a un edificio residenziale al piano terra e infine una portineria situata all\u2019ingresso superiore, proprio accanto al ponte sul letto del fiume. Ed \u00e8 proprio questo edificio che si pu\u00f2 vedere anche oggi e accanto al quale c\u2019\u00e8 il portone d\u2019ingresso. Nel suo periodo di massimo splendore, impiegava fino a trecento lavoratori e produceva ogni anno fino a 250.000 vagoni di farina che viaggiavano da \u017dakalj verso tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019arrivo della famiglia Whitehead<\/span><\/strong><br>Dopo aver cambiato diversi proprietari e dirigenti, l\u2019impianto rimase operativo fino al 1894, quando la societ\u00e0 fu liquidata e gli edifici e l\u2019intera propriet\u00e0 furono acquistati all\u2019asta pubblica dai proprietari del Silurificio, la famiglia Whitehead. Dopo la morte di Robert e John Whitehead, nel 1907 gli eredi donarono il mulino alla citt\u00e0 di Fiume, che per\u00f2 non era interessata a far ripartire la produzione e diede in affitto gli edifici. Cos\u00ec, tra il 1909 e il 1911, gli edifici ospitarono i militari, mentre nel 1915 un edificio fu affittato per uso abitativo e gli edifici agricoli furono utilizzati per ospitare bestiame e mangimi per un\u2019azienda austro-ungarica.<br>Il grande complesso, per\u00f2, stava cadendo sempre pi\u00f9 in rovina e, spesso lasciato incustodito, divenne bersaglio di furti. Cos\u00ec nel 1916 fu nominato un guardiano permanente. La citt\u00e0 trov\u00f2 sempre pi\u00f9 difficile mantenere questo enorme edificio, nonch\u00e9 le strutture stradali, del ponte e del fiume, e nel 1916 tratt\u00f2 con la Societ\u00e0 ungherese della birra di Kobany di Budapest. Questi alla fine decisero di acquistare la zona nel 1918. Prima della vendita, tutte le parti delle turbine e dei macchinari che alimentavano la centrale furono smantellate. L\u2019azienda ungherese intendeva costruire un grande birrificio e fond\u00f2 una filiale a Fiume, la Fabbrica di birra Litorale societ\u00e0 per azioni. Dopo la fine della prima guerra mondiale, per motivi politici, finanziari ed economici, il progetto di costruzione della fabbrica non pot\u00e9 essere realizzato e nel 1923 il contratto fu risolto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il confine orientale<\/span><\/strong><br>Dopo la prima guerra mondiale la zona venne completamente abbandonata. Non fu solo un abbandono dal punto di vista industriale, ma quest\u2019area divenne una zona di confine. Negli anni \u201820 e specialmente dopo il trattato di Rapallo del 1920 e quello di Roma del 1924, di qui passava il confine. Un confine segnato dai cippi, che ancora oggi rimangono dei muti testimoni di quell\u2019epoca travagliata. I pi\u00f9 attenti, passeggiando lungo questa zona ne possono vedere diversi e in ottimo stato, che segnano quello che una volta era il confine orientale dell\u2019Italia. Questo sanc\u00ec la fine della vita di questa zona e del mulino. Notevole fu poi la devastazione durante la Seconda guerra mondiale. In quegli anni il ponte fu minato e il complesso gravemente danneggiato. I resti furono rimossi anni dopo e fino a qualche mese fa si poteva immaginare come si presentava questa zona solo grazie alle foto d\u2019epoca.<br>Oggi da qualsiasi punto si guardi, si pu\u00f2 notare una \u201czona bianca\u201d. Oggi ci sono le basi del ponte. Servir\u00e0 ancora un po\u2019 di tempo e il tutto verr\u00e0 ultimato. E magari con il suo completamento attirer\u00e0 un numero maggiore di visitatori, perch\u00e9 il mulino di \u017dakalj ha una storia turbolenta e interessante lunga quasi due secoli. Forse qualcuno trover\u00e0 nel futuro un nuovo utilizzo di quest\u2019area a due passi dal centro di Fiume.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zakalj-il-ponte-dei-desideri\/'>\u017dakalj, il ponte dei desideri<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 1.70 MB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zakalj-il-ponte-dei-desideri\/?wpdmdl=2724&refresh=69f6c035107101777778741\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su La voce del popolo il 22 marzo 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete presente la zona di \u017dakalj? 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