{"id":2734,"date":"2025-03-31T19:05:00","date_gmt":"2025-03-31T18:05:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2734"},"modified":"2025-04-05T19:07:18","modified_gmt":"2025-04-05T18:07:18","slug":"il-fascino-discreto-di-pordenone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/03\/31\/il-fascino-discreto-di-pordenone\/","title":{"rendered":"Il fascino discreto di Pordenone"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 stata proclamata la citt\u00e0 della cultura per il 2027. \u00c8 una citt\u00e0 che in tanti hanno visto sulle insegne stradali. Sono pure tanti quelli che hanno visitato una delle sue diverse fiere, tra qui quella molto popolare \u00e8 l\u2019Ortogiardino di marzo. Dal fascino elegante e discreto, offre una diapositiva estremamente suggestiva. La citt\u00e0 in questione \u00e8 Pordenone, uno dei centri abitati pi\u00f9 importanti e influenti del Friuli. Soprannominata \u201cla Citt\u00e0 dipinta\u201d, qui storia e tradizione si fondono a perfezione con l\u2019indole inclusiva, uno spirito in continuo fermento, dinamica e vivace, famosa per i suoi eventi, i festival internazionali e la sua atmosfera accogliente. Appena eletta capitale italiana della cultura per il 2027, ha conquistato il prestigioso titolo e un contributo di un milione di euro con il progetto \u201cCitt\u00e0 che sorprende\u201d.<br>Pordenone nasce sulla confluenza di due fiumi Meduna e Noncello, a met\u00e0 strada tra Venezia e Trieste, posizione strategica per gli scambi commerciali, tanto che la Serenissima, per due secoli padrona della citt\u00e0, le concesse uno status speciale riconoscendole un certa autonomia. Lo stemma pordenonese sintetizza il tutto con un portone aperto su un corso d\u2019acqua. Citt\u00e0 che incanta per la sua storia millenaria, l\u2019architettura e la vivace scena culturale, ha un passato ricco di influenze romane, medievali e rinascimentali, passeggiando per il suo centro storico \u00e8 possibile ammirare antichi palazzi affrescati, con uno dei porticati pi\u00f9 lunghi e belli d\u2019Europa, chiese gotiche e scorci pittoreschi lungo il fiume Noncello, che ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo della citt\u00e0 come porto fluviale.<br>Per chi parte da Fiume, si passa via Trieste e poi in autostrada. Superata Monfalcone, a Palmanova si gira verso Venezia e si prosegue arrivando a Portogruaro. All\u2019uscita, si punta verso Vittorio Veneto e ben presto si arriva a destinazione. Scendendo dall\u2019autostrada, si accosta la grande zona della fiera, motivo per il quale tanti poi nemmeno entrano nel centro cittadino, \u201cintrappolati\u201d dall\u2019offerta diversificata che offre questo quartiere all\u2019avanguardia nel cuore dell\u2019Europa. Pordenone non \u00e8 sicuramente una delle mete pi\u00f9 gettonate del Nord-Est italiano, eppure vale la pena conoscerla.<br>CROCEVIA STRATEGICO DI COMMERCI E TRAFFICI. Gi\u00e0 nella zona della fiera si nota il Noncello, un fiume breve, lungo 15 chilometri. Nasce a Cordenons e attraversa Pordenone, continua a sud l\u2019antico quartiere di Torre, attraversa la provincia, lasciandosi sulla sua destra il centro storico della citt\u00e0-capoluogo, la quale deve il proprio sviluppo al traffico fluviale che la collegava al mare Adriatico e, dunque, con Venezia attraverso il percorso Noncello-Meduna-Livenza. Il fiume permetteva i commerci e i collegamenti con l\u2019entroterra, trasformando la citt\u00e0 in un crocevia per il commercio e le comunicazioni tra il mondo romano e le regioni del nord. Infatti, al quartiere di Torre si lega l\u2019inizio della storia di Pordenone, le cui origini risalgono all\u2019epoca romana, quando era conosciuta come \u201cPortus Naonis\u201d un importante porto fluviale Una scoperta del XX secolo.<br>Il conte Giuseppe di Ragogna, aristocratico possidente del castello di Torre, rinvenne, a seguito di una campagna di scavi (1940-1948, 1950-1952), i resti di una villa romana, adibita anche a sito di lavorazione e stoccaggio di prodotti agricoli e merci. Con la caduta dell\u2019Impero romano, sub\u00ec un periodo di declino, ma riprese vigore nel Medioevo grazie alla sua posizione strategica lungo le rotte commerciali tra Venezia e il nord Europa. Durante questo periodo, la citt\u00e0 fu influenzata da diverse potenze, tra cui il Patriarcato di Aquileia e la potente Repubblica di Venezia, sotto la cui dominazione conobbe un grande sviluppo economico e artistico.<br>Nel XV secolo, Pordenone divenne un importante centro manifatturiero, noto per la produzione di tessuti e ceramiche. Dopo la caduta della Serenissima nel 1797, pass\u00f2 sotto il dominio dell\u2019Impero Asburgico, vivendo un periodo di modernizzazione industriale. Con l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia nel 1866, la citt\u00e0 conobbe una nuova fase di crescita economica e urbanistica, diventando un importante polo industriale del Friuli-Venezia Giulia. Nel corso del Novecento, Pordenone si \u00e8 trasformata in una citt\u00e0 moderna, mantenendo per\u00f2 intatto il suo patrimonio storico e culturale, che oggi si riflette nei suoi monumenti, nelle sue tradizioni e nei numerosi eventi culturali che animano la citt\u00e0.<br>LUOGHI SIMBOLO. Dalla zona fiere ci incamminiamo accostando il fiume Noncello, tra salici e pioppi, in cui ci si pu\u00f2 imbattere in qualche cigno reale o airone. Durante la bella stagione si pu\u00f2 navigare con le barche e godere della citt\u00e0 da un altro punto di vista. Qui c\u2019\u00e8 il famoso ponte in pietra che trae il suo nome dalle due statue qui collocate, popolarmente chiamate Adamo ed Eva, ma in realt\u00e0 raffigurazioni di Giove e Giunone, donate alla citt\u00e0 dal luogotenente veneto Antonio Loredan nel 1718 dopo il terzo crollo della struttura. Atto a collegare la citt\u00e0 e il porto alla chiesa della Santissima Trinit\u00e0, fu costruito nel 1550 a tre arcate e nello stesso periodo fu rettificato il fiume. Nel 1665, in seguito a una grossa piena del fiume Noncello, il ponte fu gravemente danneggiato fino alle fondamenta. croll\u00f2 definitivamente nel 1712 crolla definitivamente. Venne realizzata una prima ricostruzione da parte di Falomo e Pirona ma nel 1717 si rende necessario un nuovo rifacimento. Nel 1728 il ponte cedette di nuovo e si cerc\u00f2 di sopperire con uno di legno. Tra il 1761 e il 1763 interviene il famoso ingegnere Bortolo Ferracina che riatta il ponte rifacendolo completamente dalle fondamenta e deviando provvisoriamente il fiume. Nel 1918, poco prima del ritiro delle truppe germaniche, il ponte venne bombardato e rimase gravemente danneggiato. Venne riedificato in ferro e muratura tra il 1921 e il 1925 su progetto di Augusto Mior, allineato col precedente che sar\u00e0 interrato e spostato verso la Santissima, e con la parte centrale mobile per consentire il passaggio delle imbarcazioni. A seguito dei danni subiti dalla struttura per l\u2019alluvione del 2002, nel 2004 l\u2019amministrazione comunale di Pordenone avvi\u00f2 lavori di ristrutturazione del ponte. In quel frangente furono restaurate anche le statue, i pilastri a sezione quadrata in pietra d\u2019Istria, le balaustre e la ringhiera metallica.<br>Dal ponte ci dirigiamo verso il centro cittadino e dopo pochi passi ci fermiamo davanti alla Cattedrale di San Marco con il campanile omonimo, uno dei pi\u00f9 belli d\u2019Italia. Come leggiamo \u00e8 stata eretta nel XIII secolo e presenta una facciata spoglia. In stile romanico-gotico, \u00e8 stata edificata sui resti di una precedente costruzione, al cui interno custodisce gli straordinari affreschi di Giovanni Antonio de\u2019 Sacchis, noto come Il Pordenone. Questo capolavoro artistico rappresenta uno dei simboli pi\u00f9 importanti della citt\u00e0. L\u2019interno \u00e8 a unica navata, con cappelle laterali e altari marmorei. L\u2019altissimo campanile di San Marco di ben oltre 72 metri. Il pianterreno in passato era stato adibito a carcere.<br>Un altro dei simboli cittadini \u00e8 il Palazzo comunale, situato in Corso Vittorio Emanuele II. Pure questo \u00e8 del XIII secolo, era l\u2019Antica Loggia, sede del Consiglio. \u00c8 completamente in laterizio, a pianta trapezoidale; parte del pianoterra \u00e8 semichiusa da ampi archi ogivali e il primo piano \u00e8 costituito dalla sala del Consiglio comunale. Aperto nella parte inferiore da un portico loggiato, \u00e8 preceduto da un avancorpo a torre sormontato da un grande orologio astronomico-lunare costruito dopo il 1542, dai fratelli Rainieri di Reggio. Sulla sommit\u00e0 dell\u2019orologio furono posti due mori in pietra, battenti le ore. In tempi pi\u00f9 recenti, nel 1928, il Palazzo \u00e8 stato ampliato dall\u2019architetto Cesare Scoccimarro, che ha utilizzato lo spazio libero dietro il corpo di fabbrica che lo separava dai vecchi edifici verso sud.<br>TRA PALAZZI AFFRESCATI, PARCHI E PERSONAGGI STORICI. Dal Palazzo comunale parte una splendida e lunga via (il succitato Corso) ricca di portici, tra i pi\u00f9 lunghi d\u2019Italia dopo quelli di Bologna: \u00e8 un susseguirsi di vetrine curatissime, negozi, bar e caff\u00e8 storici, ristoranti si susseguono in questa via animata, ma in particolare i palazzi rinascimentali splendidamente affrescati, che raccontano i gloriosi trascorsi della citt\u00e0, uno pi\u00f9 bello dell\u2019altro, un vero e proprio museo a cielo aperto! Ai lati del Corso Vittorio Emanuele II si \u201cnascondono\u201d delle vere e proprie chicche. Tra queste il Palazzo Gregoris che conduce verso una Pordenone pi\u00f9 moderna. Qui, poco prima di un torrente, notiamo i resti delle vecchie mura, quelle alte e robusta mure che salvarono la citt\u00e0 dai turchi nel 1499 e resistettero fino all\u2019arrivo dei francesi. In epoca napoleonica, buona parte della cinta fu smantellata, come pure le torri. Oggi questa zona \u00e8 nota come il Vicolo delle Mura.<br>Torniamo al piccolo ponte e lo attraversiamo in direzione della Piazzetta del Portello, circondata a triangolo da palazzi nuovi e garage sotterranei. Quello che rende originale questa piazza \u00e8\u2026 l\u2019alfabeto. Lettere a grandezza uomo, ognuna dedicata a dei vari avvenimenti legati alla citt\u00e0, principalmente celebrano la manifestazione letteraria che si tiene a settembre, ossia Pordenonelegge, festa del libro con gli autori. Raggiungiamo quindi Piazza Cavour: \u00e8 la zona del mercato, ma non solo di quello con frutta e verdura, ma di tutto.<br>Proseguiamo il nostro giro attorno al centro cittadino e usciti dal \u201ccaos\u201d dei mercatini arriviamo a quella che viene indicata come zona imperdibile per i bambini, ossia il Parco Galvani, uno dei principali spazi verdi, perfetto per una passeggiata rilassante, circondato da alberi secolari, prati curati e fontane. Qui troviamo anche la Galleria d\u2019Arte Moderna Armando Pizzinato, che ospita una collezione di arte moderna e contemporanea con opere di artisti italiani e internazionali. \u00c8 una tappa imperdibile per chi ama l\u2019arte e desidera scoprire la scena artistica moderna di Pordenone. All\u2019interno della villa della nobile famiglia Galvani si trova il il Paff! International Museum of Comic Art, un museo unico in Italia che racconta la storia del fumetto come mezzo di comunicazione capace di creare percorsi sempre nuovi.<br>Il Parco San Valentino, invece, \u00e8 il polmone verde pi\u00f9 esteso della citt\u00e0, ideale per passeggiate e attivit\u00e0 all\u2019aperto. Questi parchi rappresentano un perfetto connubio tra natura e cultura, offrendo momenti di relax immersi nel verde.<br>Dopo il parco ci dirigiamo in direzione della cattedrale per\u00f2 prima ci soffermiamo in una piccola oasi verde quasi deserta. Qui ci sono due panchine e un monumento in ferro dedicato ad Angioletta delle Rive, una cittadina di Pordenone vittima dell\u2019Inquisizione. Nata attorno al 1580, viveva con la figlia Giustina sulle rive del Noncello. Nel 1630 rimase vedova del marito pescatore e continu\u00f2 a vivere nella piccola stamberga facendo servizi e piccoli lavori presso le famiglie della citt\u00e0. A questi lavori di fortuna si aggiungeva l\u2019attivit\u00e0 di guaritrice ed erborista, nella quale Angioletta univa pratiche derivanti dalla cultura agreste con rimedi naturali casalinghi, formule e gesti permutati anche dalla ritualit\u00e0 cristiana. Fu questo particolare che le procur\u00f2 quelle inimicizie che colmarono nel 1650, con la denuncia che la accusava di aver lanciato un maleficio e, conseguenza di ci\u00f2, il primo arresto.<br>Nel settembre dello stesso anno il caso di Angioletta pass\u00f2 nelle mani dell\u2019Inquisitore di Aquileia e Concordia. Furono interrogati trentasei testimoni e decisero di segregare Angioletta e la figlia Giustina in odor di stregoneria. Angioletta si difese evidenziando l\u2019aspetto caritatevole della sua attivit\u00e0, compiuta per aiutare i malati, cosa che faceva anche invocando l\u2019aiuto di Dio. Il clero si mostr\u00f2 diviso nelle opinioni sulla presunta strega. Comunque privata delle sue erbe e della sua libert\u00e0, il 4 gennaio 1651 si ammal\u00f2 e la notte mor\u00ec nel carcere dove era reclusa. Un mese dopo la figlia fu rilasciata promettendo di non mendicare.<br>Ripassiamo il famoso fiume e ritorniamo al nostro punto di partenza, ora per\u00f2 ci spostiamo sull\u2019altro lato della strada, approdando alla chiesetta per la quale \u00e8 stato costruito il ponte. Si tratta della chiesa della Santissima Trinit\u00e0, piccola ma affascinante, costruita nel XVI secolo, famosa per il suo porticato a forma di esagono, un esempio unico di architettura sacra in Friuli. L\u2019interno contiene affreschi ben conservati che narrano episodi della vita di Cristo e dei santi.<br>Finiamo il nostro percorso a due passi dalla fiera, visitando il Santuario della Madonna delle Grazie, con accanto il Monastero. Le cronache cittadine ricordano un\u2019apparizione della Madonna nel 1624, lungo la via che da Pordenone portava al borgo di San Gregorio, nei pressi del fiume Noncello. L\u2019evento miracoloso, non altrimenti spiegato, provoc\u00f2 un\u2019ondata di entusiasmo popolare e l\u2019antica minuscola \u201canconetta\u201d divenne subito meta di pellegrinaggi, con un conseguente proficuo afflusso di offerte, per cui si rese possibile la progettazione di una chiesa vera e propria, destinata ad assumere le caratteristiche tipiche del Santuario. Si arriv\u00f2 ben presto alla posa della prima pietra, per\u00f2 la chiesa come si presenta ora \u00e8 stata completata appena un secolo anni fa.<br>IL QUARTIERE FIERA. La zona della fiera ospita ormai oltre trenta manifestazioni all\u2019anno in un calendario molto diversificato. Dalle fiere di settore a quelle dedicate al grande pubblico, congressi, convegni, iniziative sportive. Ha una storia di oltre settant\u2019anni e in citt\u00e0 ogni anno porta oltre 300.000 visitatori e oltre 2.700 espositori dall\u2019Italia e dall\u2019estero. E vista la vicinanza sono tanti i visitatori che vengono dalla Croazia.<br>Tra le varie manifestazioni, nel 2025 ci sono state quelle di Extracon sui fumetti, la Mostra del disco, Ortogiardino e Cucinare prima e Ecocasa poi a marzo. Seguiranno la fiera sui Motori d\u2019epoca, quella per i radioamatori. A novembre la fiera di viticoltura e enologia, sui matrimoni e sulla hobbistica, nonch\u00e9 sui giochi e sulle fotografie. L\u2019anno si chiuder\u00e0 con la mostra degli animali esotici prima e ballo country dopo. Tra queste tante altre manifestazioni nei ben nove capannoni ai bordi della citt\u00e0.<br>Come si diceva, Pordenone \u00e8 stata riconosciuta capitale italiana della cultura 2027. Il dossier presentato con il nome \u201cPordenone 2027. Citt\u00e0 che sorprende\u201d propone un approccio strategico che mira a rafforzare l\u2019identit\u00e0 del territorio attraverso progetti che intrecciano patrimonio storico, arti visive, cinema e partecipazione attiva della comunit\u00e0; un modello capacie di attivare un processo di coinvolgimento diffuso che reinterpreta il legame tra memoria, territorio e creativit\u00e0. Come si legge nella motivazione, si distingue per la volont\u00e0 di rendere la cultura un motore di sviluppo sostenibile con un programma articolato lungo l\u2019intero anno, capace di attrarre un pubblico ampio e diversificato, in cui, tra l\u2019altro, i giovani diventano non soltanto fruitori ma soprattutto protagonisti del processo creativo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/pordenone-reportage\/'>Pordenone reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 592.29 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/pordenone-reportage\/?wpdmdl=2733&refresh=69f6c0358f6bb1777778741\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 31 marzo 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 stata proclamata la citt\u00e0 della cultura per il 2027. \u00c8 una citt\u00e0 che in<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2735,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[153,88],"tags":[],"class_list":["post-2734","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italy","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2734"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2736,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2734\/revisions\/2736"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2735"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}