{"id":2740,"date":"2025-05-12T09:10:19","date_gmt":"2025-05-12T08:10:19","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2740"},"modified":"2025-05-12T09:10:22","modified_gmt":"2025-05-12T08:10:22","slug":"la-fiumara-e-i-suoi-ponti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/05\/12\/la-fiumara-e-i-suoi-ponti\/","title":{"rendered":"La Fiumara e i suoi ponti"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 lungo appena 17,5 chilometri e non figura nemmeno tra i 20 fiumi pi\u00f9 lunghi della Croazia. Ha dato i \u201cnatali\u201d a una citt\u00e0 e per decenni \u00e8 stato anche un confine di stato naturale. Divideva due citt\u00e0 che poi sono diventate una sola. Di quale fiume stiamo parlando? Della Fiumara! Un fiume tortuoso che sorge dalla roccia in una zona oggi ben nascosta e non semplice da visitare. Dopo una lunga scia nel Grobniciano, incastrato tra le colline dopo Luke\u017ei, passa e viene \u201cfermata\u201d nel lago artificiale di Vali\u0107i. E poi scende sempre di pi\u00f9, prima nella zona che era dei mulini, fino ad arrivare nella citt\u00e0 di Fiume.<br>La Fiumara \u00e8 stata da sempre importante per Fiume e svariate erano le attivit\u00e0 legate al fiume su entrambe le sponde, come in citt\u00e0 cos\u00ec pure nella sua periferia, dalla sorgente fino alla foce. Per\u00f2 le due sponde sono divise e passare da un lato all\u2019altro non \u00e8 sempre semplice. A unire queste due sponde ci sono i ponti. Ma quanti sono oggi i ponti sulla Fiumara? Quanti ce n\u2019erano nel passato e quanti non esistono pi\u00f9? Come nel suo attuale corso, anche in quello passato, oggi noto come Canal morto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Primi dati incerti<\/span><\/strong><br>Per capire la storia dei ponti, bisogna capire la storia di questo fiume, che negli anni e nella varie mappe ha avuto diversi nomi. Tra i pi\u00f9 vecchi nomi troviamo quelli in primis latini di Oeneus, Tarsis e Tarsus, poi Pflatum e Fluvis o Fluvitius. E cos\u00ec arriviamo fino al diploma di Bela IV dove sono citati i confini della circoscrizione verso occidente in cui troviamo \u201cFluvitus et locus Recha\u201d. Recha poi diventer\u00e0 Re\u010dina prima e Rje\u010dina poi, ossia Fiumara in italiano.<br>I dati sui primi ponti sulla Fiumara sono incerti, per\u00f2 si pensa che i primi furono costruiti nel Medioevo. Basti pensare che nello Statuto della citt\u00e0 di Fiume del 1530 si prescriveva che il passaggio di persone e animali da una sponda all\u2019altra deve essere fatta tramite \u201ctraghetti\u201d. Alla fine del XVI secolo si comincia a pensare a dei ponti a causa delle sempre pi\u00f9 frequenti inondazioni che portarono a incidenti e capovolgimenti delle imbarcazioni. Inevitabili pure le vittime.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il pagamento del pedaggio<\/span><\/strong><br>Si arriv\u00f2 cos\u00ec all\u2019idea di costruire un ponte ed \u00e8 cos\u00ec, grazie al giudice e deputato cittadino Ga\u0161par Kne\u017ei\u0107, che fu costruito il primo ponte. Fu lui a finanziarlo, si pensa nel 1601. Unico dato certo e che nel 1612 esisteva un tariffario per passare sul ponte, insomma, per passarlo bisognava pagare un pedaggio, che per le persone andava da uno a due soldi, mentre per le merci il dazio cambiava in base agli animali, per la mucca tre soldi, quattro per il maiale e il bue, due per il vitello, uno per l\u2019agnello, ecc. Invece per il trasporto di legname si pagavano tre soldi. Il ponte non dur\u00f2 molto. Cos\u00ec nel 1640 l\u2019erario di stato e il convento di Tersatto decisero di costruire il primo vero ponte di legno. Anche per questo ponte sono state definite delle tariffe e gli introiti venivano suddivisi tra i francescani di Tersatto e l\u2019amministrazione comunale di Fiume. A cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, nei vari disegni e mappe si intravedono i primi ponti di legno. Cos\u00ec in un disegno a colori che raffigura Carlo VI in visita a Fiume, nel 1728, in occasione dell\u2019inaugurazione della prima strada che colleg\u00f2 la citt\u00e0 con l\u2019entroterra, si vede bene un ponte. Si trovava presso l\u2019imbocco della scalinata che porta al Santuario di Tersatto. Ed \u00e8 proprio nel XVIII secolo, durante l\u2019amministrazione austriaca degli Asburgo, che vennero fatti dei grandi lavori che poi nel 1753 portarono alla costruzione del primo ponte mobile che diede la possibilit\u00e0 all\u2019ingresso di navi fino a Scoglietto. Nel 1806 furono fatti dei progetti per due ponti, uno di legno e uno di pietra, per\u00f2 alla fine non furono realizzati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il Canal morto<\/span><\/strong><br>Col passare degli anni, veniva sempre di pi\u00f9 alla ribalta il problema del poco profondo alveo del fiume, mentre le spese per il suo dragaggio erano sempre pi\u00f9 alte. Nel 1820 venne pertanto proposto di scavare un nuovo alveo, dal ponte verso sinistra attraverso la Grande Braida, mentre quello vecchio, che dal ponte portava al mare doveva venir ripulito e sistemato in modo da diventare un porto protetto e sicuro per i velieri, il Canal morto. Per\u00f2 tra l\u2019idea e la realizzazione passarono ben 20 anni! Appena nel 1842 si giunse a un accordo con i francescani di Tersatto, proprietari del terreno. Un accordo raggiunto grazie all\u2019intervento del papa e dell\u2019imperatore austriaco! I lavori iniziarono, finalmente, nel 1852 dopo la grande inondazione e finirono nel 1855.<br>Scavato il nuovo letto del fiume, si giunse anche alla costruzione del primo ponte di ferro. Non rimase a lungo e fu pure lui \u201cvittima\u201d dell\u2019ultimo grande straripamento della Fiumara nell\u2019ottobre del 1898. And\u00f2 distrutto come pure tutti i macchinari ed altro sorti lungo il fiume in citt\u00e0. Nello stesso luogo, in Scoglietto, fu costruito anche il primo ponte ferroviario, edificato in vista dell\u2019apertura della linea ferroviaria che avrebbe collegato Fiume con Zagabria prima e Budapest poi, nel 1873. Il ponte fu distrutto due volte, nel 1920 e nel 1945.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Distruzioni e ricostruzioni<\/span><\/strong><br>Con la costruzione di edifici sempre pi\u00f9 importanti e con il ruolo di Su\u0161ak che stava diventando sempre pi\u00f9 importante, e in funzione dello scalo di Brajdica, alla foce furono costruiti altri due ponti nel 1891 e 1892. E poi con l\u2019aumento dell\u2019importanza del ruolo di porto Baross, nel 1896 venne costruito un ponte mobile, mentre nel 1908 si materializz\u00f2 anche un terzo ponte alla foce.<br>Tutti questi ponti furono vittime del Natale di sangue del 1920. Il primo ad andare distrutto fu il ponte ferroviario che collegava Brajdica e il Delta. Poi venne demolito l\u2019altro ponte ferroviario e alla fine quello centrale davanti all\u2019albergo Continental, ma ben presto ne furono costruiti dei nuovi. Il 23 febbraio 1921 fu inaugurato un ponte provvisorio di legno nella zona del ponte di confine. Poco pi\u00f9 a sud accanto all\u2019albergo, ne fu edificato uno nuovo, a uso pedonale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il ruolo di confine di stato<\/span><\/strong><br>Si arriv\u00f2 cos\u00ec agli accordi di Roma del 1924 e alla zona in cui il fiume segnava il confine. E con i conseguenti accordi di Nettuno del 1925 il governo italiano e quella del Regno jugoslavo si accordarono di rifare il grande ponte, che in primis segnava la zona di confine, al pi\u00f9 tardi entro un anno. I costi di costruzione sarebbero stati in buona parte a carico dell\u2019Italia, mentre la Jugoslavia avrebbe finanziato la costruzione dei tre ponti ferroviari alla foce, con la partecipazione finanziaria dell\u2019Italia di due milioni di lire. Gli accordi furono rispettati e il 31 dicembre 1926 il ponte, ora chiamato \u201cdi confine\u201d fu inaugurato. Dur\u00f2 fino al 1943 quando venne demolito per la prima volta il giorno della capitolazione dell\u2019Italia per venire poi completamente distrutto dai tedeschi nell\u2019aprile del 1945 come pure tutti gli altri ponti sulla Fiumara. Interessante che i due ponti accanto alla cartiera furono smontati dagli stessi operai e dopo la guerra furono ben presto riparati e rimessi in funzione. Grazie a questo si evit\u00f2 un pericolo ancora pi\u00f9 grande legato all\u2019acquedotto fiumano e alla centrale, che allora come oggi si trovano a due passi da questi ponti.<br>Nel corso della Seconda guerra mondiale, quindi, furono quasi totalmente distrutti tutti i 15 ponti sulla Fiumara e sul Canal morto. Fiume e Susak rimasero cos\u00ec separate e si rese impellente la costruzione del nuovo ponte principale al posto di quello di confine. Ben presto si dovette procedere al dragaggio del letto del fiume e alla progettazione di un nuovo ponte, del tutto diverso, che non ricordi pi\u00f9 quello di confine. Vennero ideati subito due ponti, uno per il traffico veicolare e l\u2019altro per i pedoni. Il tutto in cemento armato. E cos\u00ec si arriv\u00f2 all\u2019inaugurazione il 23 ottobre del 1946.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il ponte girevole<\/span><\/strong><br>Negli anni che seguirono furono riparati o ricostruiti anche gli altri ponti. Nel 1954 viene sostituito il ponte allo sbocco della Fiumara con una nuova struttura in ferro per il traffico ferroviario, stradale e pedonale. Nel 1947, invece, fu ricostruito il ponte girevole sul Canal morto accanto a porto Baross, mentre nel 1955 anche quello accanto al teatro.<br>Con il passare degli anni e con l\u2019aumento del traffico, il ponte principale divent\u00f2 sempre di pi\u00f9 una zona di ingorgo e si rese necessario la costruzione di nuovi ponti. Nel 1965 fu costruito il cosiddetto ponte meridionale, a sud dell\u2019albergo, che avrebbe consentito di poter \u201cgirare\u201d attorno al Continental. Sette anni pi\u00f9 tardi si fece il ponte nord che port\u00f2 il traffico sotto il ponte ferroviario e diretto dalla zona di Su\u0161ak e quella di Scoglietto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019uscita orientale<\/span><\/strong><br>Con i progetti della costruzione dell\u2019uscita orientale della citt\u00e0 alla fine degli anni \u201870 si arriv\u00f2 alla ricostruzione di tutta la zona attorno al teatro, per arrivare, nel 1979, alla costruzione del nuovo ponte e dell\u2019arteria stradale che form\u00f2 l\u2019incrocio con viale A. Ka\u010di\u0107 Mio\u0161i\u0107.<br>E cos\u00ec arriviamo agli anni \u201880 che videro la costruzione del pi\u00f9 grande e lungo ponte sulla Fiumara. \u00c8 il ponte che \u00e8 stato completato nel 1985 e parte della circonvallazione attorno a Fiume. Lungo ben 190 metri e largo 11,2 metri. Con due corsie e a 95 metri di altezza rispetto al canyon della Fiumara. Poi \u00e8 stato costruito il secondo ponte parallelo a sud. Fu un nuovo record in quanto lungo 208 metri e a 101 metri di altezza. I lavori iniziati nel 2008 furono completati alla fine del 2009.<br>L\u2019ultimo ponte costruito nella citt\u00e0 di Fiume fu realizzato sul Canal morto. Si tratta del ponte dei veterani croati della guerra patriottica, realizzato nel 2001.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Una storia turbolenta<\/span><\/strong><br>Sono questi i ponti che la storia di Fiume ricorda. Ponti che hanno collegato le due sponde prima della Fiumara e poi con la nuova deviazione, anche del Canale morto. Ponti che hanno portato allo sviluppo della citt\u00e0 e alla sua crescita sotto ogni punto di vista. Naturalmente, questa \u00e8 soltanto una carrellata cronologica dei ponti pi\u00f9 importanti della citt\u00e0. Ci sono stati inevitabilmente altri, meno importanti e di cui magari si ha poca memoria. Ciascuno di questi ponti ha segnato un passo avanti per la citt\u00e0, per il porto e per l\u2019industria e d\u2019altro canto ha facilitato la vita ai suoi cittadini, che potevano passare indisturbati da una sponda all\u2019altra, prima tra due citt\u00e0 e oggi di un citt\u00e0 unica. Sono strutture che oggi diamo per scontate e immaginiamo qui da sempre, ma che invece hanno avuto una storia turbolenta. Oggi sono quelli che vediamo e sembra quasi che la loro presenza riduca l\u2019importanza di questo fiume. Un fiume di soli 17,5 chilometri e che oggi, soltanto nel cuore della citt\u00e0, dalla cartiera alla foce, conta ben 10 ponti, ai quali vanno aggiunti altri quattro che passano sopra il canal morto. Sono ben 14 distinti ponti. Sembrano tanti e qualche volta sembrano addirittura pochi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/la-fiumara-e-i-suoi-ponti-parte-1\/'>La Fiumara e i suoi ponti, parte 1<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 328.72 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/la-fiumara-e-i-suoi-ponti-parte-1\/?wpdmdl=2738&refresh=69f671b2b8aed1777758642\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su La voce del popolo il 10 maggio 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 lungo appena 17,5 chilometri e non figura nemmeno tra i 20 fiumi pi\u00f9 lunghi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2741,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[89],"tags":[],"class_list":["post-2740","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-history-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2740","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2740"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2740\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2742,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2740\/revisions\/2742"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2741"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2740"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2740"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2740"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}