{"id":2757,"date":"2025-06-07T09:13:33","date_gmt":"2025-06-07T08:13:33","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2757"},"modified":"2025-06-16T09:15:28","modified_gmt":"2025-06-16T08:15:28","slug":"quegli-allenatori-che-fecero-la-storia-del-basket-spalatino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/06\/07\/quegli-allenatori-che-fecero-la-storia-del-basket-spalatino\/","title":{"rendered":"Quegli allenatori che fecero la storia del basket spalatino"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel cuore dell\u2019Adriatico, tra pietra bianca e mare, Spalato \u00e8 una citt\u00e0 di passioni. Nel capoluogo della Dalmazia si vive per l\u2019Hajduk, ma si sogna con la pallacanestro. E se il calcio ha incarnato l\u2019identit\u00e0 popolare, il basket ha saputo alzare lo sguardo verso l\u2019Europa. Nessuna squadra, come la Jugoplastika, ha portato la citt\u00e0 cos\u00ec in alto, trasformando una realt\u00e0 tutto sommato piccola in una delle potenze cestistiche pi\u00f9 rispettate del continente. Una leggenda cominciata in sordina e culminata con una storica tripletta nella Coppa dei Campioni. Una parabola che ha attraversato guerre, cambi di nome, crisi economiche e rinascite. Una storia, insomma, dal respiro epico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il \u00abPadre della pallacanestro\u00bb<\/span><\/strong><br>Passiamo in rassegna i migliori allenatori nella storia della societ\u00e0 spalatina.<br>Branko Radovi\u0107 \u00e8 stato un cestista e allenatore di pallacanestro all\u2019epoca dell\u2019ex Jugoslavia. Nacque a Ragusa (Dubrovnik) il 5 dicembre 1933. Inizi\u00f2 e concluse la sua carriera nella squadra di Spalato, che militava allora nella Prima divisione jugoslava. Ma gioc\u00f2 pure per il Monta\u017eno di Zagabria e per il Partizan e la Crvena zvezda di Belgrado. Nel Campionato jugoslavo del 1959 fu capocannoniere davanti al leggendario Radivoje Kora\u010d. Come giocatore della nazionale jugoslava di pallacanestro, Radovi\u0107 disput\u00f2 32 partite tra il 1957 e il 1959. Partecip\u00f2 a due Campionati europei (1957 in Bulgaria e 1959 in Turchia). Vinse una medaglia d\u2019oro ai Giochi del Mediterraneo del 1959 in Libano.<br>Dopo essersi ritirato dalla carriera di giocatore nel 1964, Radovi\u0107 divenne capo allenatore della Jugoplastika. Nella stagione 1970-71 vinse il primo titolo nazionale con la squadra di Spalato. Subito nella stagione successiva condusse la squadra alla finale della Coppa dei Campioni, dove perse contro la Ignis Varese guidata da Aleksandar Nikoli\u0107. Trascorse l\u2019intera carriera di allenatore nella compagine di Spalato. Si ritir\u00f2 dopo la stagione 1971-72. In quel periodo, tra i giocatori della Jugoplastika figuravano campioni del calibro di Ratomir Tvrdi\u0107, Damir \u0160olman, Petar Skansi e Duje Krstulovi\u0107. Per i suoi servigi, nel 2007 gli venne conferita la laurea honoris causa con il nome di \u201cPadre del basket di Spalato\u201d alla Split Sports Hall of Fame. Mor\u00ec nel capoluogo dalmata il 18 novembre 1993.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Enzo Sovitti trascinatore degli zaratini<\/span><\/strong><br>Enzo Sovitti fu un cestista e allenatore dalmata italo-jugoslavo. Nacque a Zara nel 1926 da padre italiano e madre originaria di Biograd na Moru (Zaravecchia). Suo padre Renato era proprietario di una famosa macelleria zaratina. Frequent\u00f2 la scuola italiana locale, dove cominci\u00f2 a dedicarsi al basket. Il 26 aprile 1945 fu tra i fondatori della sezione di basket della polisportiva di Zara, che il 9 febbraio 1951 divenne indipendente con il nome di KK Zadar. Fu eletto primo presidente della squadra di basket di Zara, ma allo stesso tempo continu\u00f2 a scendere in campo. Gioc\u00f2 per la squadra zaratina dal 1945 al 1953. Disput\u00f2 anche la prima partita ufficiale del club contro la squadra di pallacanestro di Zagabria il 17 agosto 1945, che gli zaratini vinsero per 25-16.<br>Nel 1948 inizi\u00f2 a lavorare per il settore giovanile e in seguito divenne allenatore della squadra, creando una \u201cnuova e ringiovanita Zara\u201d e scoprendo talenti come \u017deljko Roskot, Vele \u010cubri\u0107, Franko-Zuba Juri\u0161i\u0107, Giuseppe Giergia e Kre\u0161imir \u0106osi\u0107. Nel 1953 la squadra di Zara retrocedette nella Seconda divisione di basket jugoslava. Tuttavia, nel 1957, con Sovitti come allenatore, ottenne la promozione in Prima lega. Poi nel 1965, sempre allenata da Sovitti, la compagine zaratina vinse il suo primo titolo. Poco prima di vincere il titolo con lo Zadar, Sovitti scopr\u00ec il talento di Kre\u0161imir \u0106osi\u0107, che fece esordire a soli 14 anni.<br>Dopo aver vinto il Campionato del 1965 con lo Zadar, si trasfer\u00ec a Spalato nel 1966. La societ\u00e0 spalatina era interessata alle sue indubbie capacit\u00e0 come allenatore e talent scout. Allen\u00f2 la squadra di Spalato fino alla morte e, sebbene non vinse alcun titolo, i giocatori scoperti da Sovitti permisero alla compagine spalatina di avere un grande successo negli anni successivi. Sovitti era stato malato per alcuni anni, ma non aveva prestato attenzione ai primi sintomi. Si sent\u00ec male durante la partita Jugoplastika-Olimpija Lubiana il 9 febbraio 1969 e fu ricoverato immediatamente in ospedale. Per\u00f2 spir\u00f2 poche ore dopo. Aveva solo 43 anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Da Belgrado alla Francia<\/span><\/strong><br>Sr\u0111an Kalember fu un cestista e allenatore professionista. Nacque il 5 giugno 1928 a Sarajevo. Inizi\u00f2 a praticare lo sport fin da ragazzo, nel 1938, quando si classific\u00f2 secondo nella gara dei 60 metri. Durante la Seconda guerra mondiale gioc\u00f2 a calcio a Belgrado per il BASK, ma era interessato anche ad altre discipline sportive. Dopo il conflitto mondiale, Kalember intendeva continuare a giocare a calcio, ma Slobodan \u0106osi\u0107 lo convinse a dedicarsi al basket, dove c\u2019era meno competizione. All\u2019inizio fu tra le riserve, ma divenne rapidamente titolare della prima squadra della Crvena zvezda. Nel luglio 1950, fece parte della compagine della Crvena zvezda che vinse un torneo di coppa internazionale a Milano. In totale Kalember gioc\u00f2 108 partite e segn\u00f2 734 punti per la Crvena zvezda dal 1946 al 1954. Pass\u00f2 poi al Nantes in Francia, dove concluse la carriera di giocatore.<br>Sr\u0111an Kalember fu membro della squadra nazionale di basket della Jugoslavia che partecip\u00f2 al Campionato europeo del 1947 a Praga, in Cecoslovacchia e poi al Campionato mondiale FIBA del 1950 a Buenos Aires, in Argentina. Infine partecip\u00f2 al Campionato europeo del 1953 a Mosca, allora Unione Sovietica. In totale Kalember disput\u00f2 47 partite con la nazionale. In Francia, Kalember divenne ben presto capo allenatore dell\u2019ABC Nantes. Verso la fine degli anni \u201860, allen\u00f2 il Clermontois. Poi fu per due anni allenatore della Jugoplastika. Furono due anni di grandi successi, visto che port\u00f2 la squadra alla vittoria nella prima Coppa di Jugoslavia nel 1972. Dopo di che, gli spalatini raggiunsero la finale della Coppa dei Campioni nella stagione 1972-73 e della Coppa Intercontinentale 1973 a San Paolo.<br>Alla fine del 1974 la carriera lo port\u00f2 di nuovo in Francia dove assunse la guida del Nancy. Guid\u00f2 poi il Vend\u00e9e Challans e l\u2019FC Mulhouse Basket e nel 1990 concluse la carriera di allenatore nell\u2019JA Vichy. Mor\u00ec il 2 febbraio 2016 a Belgrado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il migliore di tutti, Bo\u017eidar Maljkovi\u0107<\/span><\/strong><br>Bo\u017eidar \u201cBo\u017ea\u201d Maljkovi\u0107 fu il miglior allenatore della storia del basket spalatino. E si fece valere non solo a Spalato. Nel 2008, venne nominato uno dei 50 pi\u00f9 grandi contributori di Eurolega. Nacque a Oto\u010dac il 20 aprile 1952. Era un appassionato ciclista da ragazzo. Inizi\u00f2 a giocare a basket all\u2019et\u00e0 di 12 anni, come guardia tiratrice nel KK Sloga di Kraljevo, dove si era trasferita la sua famiglia. A met\u00e0 degli anni \u201860, la famiglia si trasfer\u00ec a Belgrado e ben presto a soli 19 anni concluse la sua carriera di giocatore. Per\u00f2 inizi\u00f2 presto la carriera di allenatore. Prima tappa l\u2019U\u0161\u0107e, una squadra di basket di recente costituzione nell\u2019omonimo quartiere di Belgrado. Maljkovi\u0107 inoltre fu tra le quattro persone che fondarono il club nel 1971. Con lui alla guida ls squadra riusc\u00ec a ottenere numerose promozioni e a saltare diversi livelli di competizione. Nel 1977, Maljkovi\u0107 accett\u00f2 l\u2019offerta di diventare allenatore del settore giovanile della Crvena zvezda. Fu cos\u00ec capo allenatore della squadra giovanile del club.<br>Nel 1979 l\u2019allenatore capo, l\u2019ormai affermato Bata \u0110or\u0111evi\u0107, invit\u00f2 il 27enne dall\u2019altra parte della citt\u00e0, per essere il suo assistente al Radni\u010dki Belgrado, un altro club belgradese. Un club forte in quegli anni sia a livello nazionale che europeo. Fu un esordio traumatico con la squadra al limite della retrocessione. A causa delle difficolt\u00e0 finanziarie del club, l\u2019allenatore capo \u0110or\u0111evi\u0107 durante l\u2019estate del 1980 abbandon\u00f2 la squadra per cui le redini furono affidare al giovane Maljkovi\u0107. La sua prima stagione da capo allenatore la concluse al nono posto. Rimase ancora una stagione al Radni\u010dki prima di passare nell\u2019estate del 1982 al KK Lifam, un club di Stara Pazova che giocava nella Prima Lega B jugoslava, la Seconda divisione del Paese. Per\u00f2, all\u2019inizio del 1983 fu contattato dalla Crvena zvezda per unirsi al suo staff di allenatori come assistente del leggendario tecnico Ranko \u017deravica. Gli fu offerto pure di guidare contemporaneamente il settore giovanile del club.<br>La grande svolta da capo allenatore di Maljkovi\u0107 arriv\u00f2 con la Jugoplastika, dove approd\u00f2 all\u2019inizio dell\u2019estate del 1986 su raccomandazione del venerato veterano del basket jugoslavo Aca Nikoli\u0107 che, ritiratosi da poco dall\u2019attivit\u00e0 di allenatore attivo, assunse un ruolo di consulenza presso il club di Spalato. Il giovane assistente allenatore non era la prima scelta del club. La nomina di un giovane e inesperto allenatore non fu esente da critiche a Spalato, tra cui non mancarono alcune all\u2019interno del club. Ad esempio il centro diciannovenne Dino Ra\u0111a parl\u00f2 apertamente alla stampa del suo disappunto per l\u2019assunzione di Maljkovi\u0107. E non era Ra\u0111a il solo a mettere in dubbio le credenziali di allenatore di Maljkovi\u0107 perch\u00e9 c\u2019era la convinzione a Spalato all\u2019epoca che la Jugoplastika fosse una squadra fortissima, zeppa di giovani talenti, e come tale avesse bisogno di un allenatore esperto quale guida. Il trentaquattrenne Maljkovi\u0107 prese quindi in mano una squadra giovane con i talentuosissimi Kuko\u010d e Ra\u0111a come risorse principali.<br>La prima stagione della squadra spalatina con Maljkovi\u0107 alla guida, si concluse con un record di 15-7, sufficiente per il 3\u00b0 posto e per approdare ai playoff. La stagione in Europa non fu per\u00f2 cos\u00ec promettente. Costretta a disputare un girone di ferro, ottenne solo due vittorie in sei partite, arrivando ultima e venendo eliminata dalla Coppa Kora\u0107. Tornata nel Campionato jugoslavo, nella semifinale dei playoff la Jugoplastika perse 2-1 contro il Partizan di Belgrado.<br>Durante la stagione estiva del 1987, Maljkovi\u0107 cap\u00ec che c\u2019era la necessit\u00e0 di avere pi\u00f9 esperienza in squadra per riuscire a essere pi\u00f9 competitivi nei playoff. Quindi fece scendere in campo Du\u0161ko Ivanovi\u0107, ala piccola esperta del Budu\u0107nost che stava per compiere 30 anni. I leader della squadra Kuko\u010d e Ra\u0111a, forti degli ottimi successi ottenuti con la nazionale, erano inoltre pieni di fiducia e in perfetta forma fisica. La Jugoplastika inizi\u00f2 la stagione in modo straordinario, accumulando vittorie nella Lega jugoslava. Contemporaneamente, in Coppa Kora\u0107, arriv\u00f2 facilmente al girone dei quarti di finale con CAI Zaragoza, Hapoel Tel Aviv e Arexons Cant\u00f9, ma perse tutte e tre le partite in trasferta. E il 3-3 nel girone non fu sufficiente per approdare nelle semifinali.<br>La regular season in Campionato fin\u00ec con lo score 21-1. La squadra spalatina si piazz\u00f2 nella finale del Campionato dove vinse contro il Partizan di Belgrado. Delusione cocente invece in Coppa dove perse contro lo Cibona di Zagabria per 80-82. Si arriv\u00f2 cos\u00ec alle tre stagioni da incorniciare per i dalmati, di cui due sotto la guida di Maljkovi\u0107. Tre stagioni zeppe di successi nazionali e internazionali con tre primi posti in Campionato e tre Coppe dei Campioni e due Coppe nazionali.<br>A fine ottobre 1989, prima del torneo McDonalds di Roma, Maljkovi\u0107 ricevette il premio di allenatore europeo dell\u2019anno. Il torneo amichevole fu anche la prima possibilit\u00e0 per Maljkovi\u0107 di confrontarsi con una squadra NBA, poich\u00e9 la sua Jugoplastika gioc\u00f2 contro i Denver Nuggets, perdendo per 129-135.<br>Dopo quattro stagioni spettacolari a Spalato, Maljkovi\u0107 divenne uno degli allenatori pi\u00f9 ricercati in Europa. Accett\u00f2 l\u2019offerta dell\u2019FC Barcelona, assumendo l\u2019incarico di allenatore nell\u2019estate del 1990. Con quattro titoli consecutivi nel Campionato spagnolo alle spalle, il Bar\u00e7a era alla ricerca del successo europeo che gli sfuggiva continuamente. In effetti, era stata la Jugoplastika di Maljkovi\u0107 a eliminare il Bar\u00e7a consecutivamente da due precedenti Final Four (semifinale del 1989 e finale del 1990). La squadra raggiunse la final four dell\u2019Eurolega, tuttavia cadde all\u2019ultimo ostacolo, perdendo contro la sua ex squadra Pop 84. Pi\u00f9 tardi, in quella stagione, non riusc\u00ec a vincere nemmeno il Campionato nazionale, mentre la Coppa del Re spagnola arriv\u00f2 come una specie di consolazione. Maljkovi\u0107 inizi\u00f2 la stagione 1991-92 al Barcellona, ma il 22 novembre 1991, dopo quattordici partite di campionato, decise di dimettersi.<br>Non rimase a lungo senza un incarico da capo allenatore, dato che appena un mese dopo, nel gennaio 1992, assunse la guida del Limoges a met\u00e0 stagione. La squadra arriv\u00f2 alla finale dei playoff di Campionato contro il Pau-Orthez, ma perse per 0-2. Per\u00f2 il successo era dietro l\u2019angolo. Il Limoges di Maljkovi\u0107 fin\u00ec per vincere il Campionato francese e il titolo di Eurolega. Bis nella stagione 1993\/94 con vittoria in Campionato e Coppa. E nell\u2019ultima stagione arriv\u00f2 un\u2019altra Coppa nazionale.<br>Nell\u2019estate del 1995, Maljkovi\u0107 accett\u00f2 l\u2019offerta dei giganti greci del Panathinaikos. Nella prima stagione di allenatore del club ellenico, il Panathinaikos di Maljkovi\u0107 vinse l\u2019Eurolega, il primo titolo conquistato dal club nella sua storia. Perse il Campionato, per\u00f2 vinse la Coppa nazionale. Per\u00f2 segu\u00ec un periodo deludente: chiuse la stagione regolare con un record di 18-8, che fu sufficiente per il terzo posto che qualific\u00f2 la compagine per i playoff. Tuttavia, quando i playoff stavano per iniziare, l\u2019allenatore fu licenziato il 13 aprile 1997. Seguirono stagioni di basso spessore alla guida un anno del Paris SG e poi dell\u2019Unicaja dal 1998 al 2003 con la quale vinse la Coppa Kora\u0107 nel 2001. Poi arriv\u00f2 la chiamata del Real Madrid. Vi rimase per due stagioni vincendo il Campionato nel 2005. Segu\u00ec una breve esperienza al TAU Cer\u00e1mica prima di prendere le redini, per la prima volta, di una nazionale. Il 12 dicembre 2010 assunse, infatti, la guida della nazionale maggiore di basket slovena.<br>Nell\u2019estate del 2011, Maljkovi\u0107 assunse pure le redini del club russo Lokomotiv-Kuban. Sebbene fosse a un passo dal licenziamento nel novembre 2011, a causa della deludente posizione del club nella Lega russa, molto al di sotto delle aspettative, gli fu permesso di restare, guidando la squadra alle quattro finali della VTB United League. Se ne and\u00f2 alla fine della stagione nel maggio 2012.<br>Il primo luglio 2012 Maljkovi\u0107 fu formalmente presentato come nuovo allenatore dei campioni croati dello Cedevita di Zagabria. Per\u00f2 il 20 novembre 2012 si dimise da capo allenatore, affermando di non avere pi\u00f9 la volont\u00e0 o il desiderio di allenare la squadra. Nel 2019 \u00e8 entrato nella Split Sports Hall of Fame.<br>(4 e continua)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/kk-split-history-part-4\/'>KK Split history, part 4<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 203.58 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/kk-split-history-part-4\/?wpdmdl=2747&refresh=6a189d4c927c11779998028\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 7 giugno 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel cuore dell\u2019Adriatico, tra pietra bianca e mare, Spalato \u00e8 una citt\u00e0 di passioni. 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