{"id":276,"date":"2014-04-15T15:47:16","date_gmt":"2014-04-15T15:47:16","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/alle-olimpiadi-di-helsinki-vinta-la-medaglia-d-oro-3-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T08:59:04","modified_gmt":"2023-11-25T07:59:04","slug":"alle-olimpiadi-di-helsinki-vinta-la-medaglia-d-oro-3-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/alle-olimpiadi-di-helsinki-vinta-la-medaglia-d-oro-3-e-continua\/","title":{"rendered":"Alle Olimpiadi di Helsinki vinta la medaglia d\u2019Oro (3 e continua)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; border: 0; margin: 10px;\" src=\"images\/badge\/rowing-gusarsplit.jpg\" align=\"left\" border=\"0\" \/>Nel dopoguerra\u00a0 il canottaggio spalatino cominci\u00f2 subito a registrare risultati di rilievo. Anche se gi\u00e0 in precedenza eravamo abituati all\u2019egemonia\u00a0 del Gusar sia in campo seniores che in quello juniores, una vera novit\u00e0 a livello nazionale furono i grandi successi che cominci\u00f2 a mietere il settore femminile. Cos\u00ec ai primi campionati nazionali a Sebenico nel 1946 arriv\u00f2 il primo titolo nazionale femminile grazie al quattro con formato da Besi Bor\u010di\u0107, Mira \u0160egvi\u0107, Ljiljana Mato\u0161i\u0107, Bebi Gligo e dal timoniere Toma Petreti\u0107.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una vera attrazione<\/strong><\/span><br \/>\nPer\u00f2 i canottieri \u201ccolor rosa\u201d scatenati non si fermarono l\u00ec. Infatti passarono di vittoria in vittoria e si rivelarono una grande attrazione non solo per gli amanti del mondo del canottaggio. Nel 1947 ai campionati croati ottennero numerosi successi, pure a livello giovanile. Non mancarono le ragazze che si imposero nel quattro con composto ora da: Besi Bor\u010di\u0107, Henda Loli\u0107, Ljiljana Mato\u0161i\u0107 e Mira \u0160egvi\u0107, con il timoniere Aco Pavasovi\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>I \u00abti\u0107i\u00bb volano alto<\/strong><\/span><br \/>\nCome si era visto gi\u00e0 negli anni precedenti il punto di forza del Gusar non era soltanto\u00a0 il settore seniores, ma pure l\u2019ottimo vivaio, dal quale spuntavano, grazie ai bravissimi allenatori, le future stelle. Subito nel 1946 il Gusar\u00a0 apr\u00ec la scuola per gli esordienti, chiamati \u201cti\u0107i\u201d. Qui si iscrivevano i giovani tra i 12 e i 15 anni di et\u00e0. Si calcola che nei primi 10 anni vi passarono pi\u00f9 di mille giovani. Non pochi furono quelli che rimasero a militare nelle file della compagine spalatina pure a livello seniores e con non pochi successi. Tra quelli che cominciarono da giovanissimi a remare nel Gusar vanno certamente ricordati: Mile Alujevi\u0107, Zdeslav Brajkovi\u0107, Mate Mojti\u0107, Dane Krn\u010devi\u0107, Igor Zuppa e altri.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Nulla veniva lasciato al caso<\/strong><\/span><br \/>\nAnche se erano giovanissimi, il club spalatino non lasciava nulla al caso. I migliori venivano subito inclusi nei vari campionati juniores, senza contare che facevano pratica pure nelle svariare gare che si tenevano in Dalmazia e a livello adriatico. Questa politica di valorizzazione dei giovanissimi port\u00f2 pure grandi successi e attir\u00f2 tanti giovani nell\u2019orbita di questo sport, per quanto considerato magari di second\u2019ordine rispetto ai pi\u00f9 \u201cfamosi\u201d e affermati a Spalato, come il calcio e la pallacanestro. Si \u00e8 trattato di una disciplina sportiva nella quale il capoluogo dalmata ha sempre ha dettato legge e non soltanto a livello croato, ma pure a livello dell\u2019ex Jugoslavia.<br \/>\nCome gi\u00e0 scritto nel precedente episodio, nei primi anni la politica nel mondo dello sport ha giocato un forte ruolo. Da un lato questo si \u00e8 rivelato positivo, mentre dall\u2019altro ci\u00f2 \u00e8 stato foriero di tante illogicit\u00e0 e talvolta ha portato le persone ad allontanarsi da certi sport. Cos\u00ec nel 1949 su direttiva da Belgrado tutte le societ\u00e0 di tutti le discipline sportive furono costrette a fondersi in una sola. Nacque cos\u00ec la FD Hajduk (fiskulturno dru\u0161tvo\/societ\u00e0 di cultura fisica) di cui l\u2019attuale FD Gusar divenne la sezione per il canottaggio. Naturalmente si tratt\u00f2 di un provvedimento di carattere meramente amministrativo, che non scalf\u00ec minimamente il valore sportivo di queste societ\u00e0 che continuarono a mietere successi sia a livello calcistico sia a quello del canottaggio.<br \/>\nCos\u00ec ai campionato nazionali di Bled del 31 luglio, il nuovo FD Hajduk divenne campione nazionale nel due senza composto da Jere Ozreti\u0107 e Vanja Treursi\u0107.<br \/>\nA comprova dell\u2019ottima scuola giunsero gli allori al campionato croato che nel 1949 si disput\u00f2 a Fiume: nel quattro senza si imposero i vogatori che all\u2019epoca erano studenti ginnasiali: Petar \u0160egvi\u0107, Mate Trojanovi\u0107, Velimir Valenta e Duje Bona\u010di\u0107. Essi vinsero non solo nel campionato juniores, ma pure in quello seniores!<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Regole, praticamente d\u2019obbligo aggirarle<\/strong><\/span><br \/>\nSiccome ogni regola ha&#8230; la scappatoia che permette di aggirarla,\u00a0 cos\u00ec fu pure nel caso del provvedimento che impose di fondere le societ\u00e0 FD Hajduk e FD Gusar. Cos\u00ec vennero gettate le basi per la creazione di una nuova societ\u00e0 orientata esclusivamente verso il canottaggio: l\u2019atto finale fu registrato nell\u2019aprile del 1949 quando a Spalato venne fondata la V.K. \u201cMornar\u201d.<br \/>\nMa ritorniamo al Gusar\/Hajduk: nel 1950 i successi proseguirono non solo a livello nazionale. Innanzitutto ai campionati nazionali di Bled si registr\u00f2 la vittoria nell\u2019otto con composto da Jo\u0161ko Juri\u0107, Velimir Valenta, Ivica Bo\u010dina, Ante Vrdoljak, Duje Bona\u010di\u0107, Pa\u0161ko Fabjanac, Ivo Lipanovi\u0107, Vanja Treursi\u0107 e il timoniere Mili\u010di\u0107 e nel quattro senza formato da Bona\u010di\u0107, Valenta, Trojanovi\u0107 e \u0160egvi\u0107. E proprio questo quattro senza comincer\u00e0 a farsi valere pure a livello internazionale. Pochi giorni dopo i nazionali in una gara internazionale gli spalatini batterono di prepotenza l\u2019Austria. Una finale emozionante<br \/>\nPoi parteciparono ai campionati europei di Milano dove in una emozionante finale giunsero secondi dopo i padroni di casa, piazzandosi davanti alla Norvegia. L\u2019ordine di arrivo si ebbe appena al fotofinish, visto che i tre remi arrivarono al traguardo con meno di 60cm di differenza. Pi\u00f9 tardi per\u00f2 arriv\u00f2 la doccia fredda, a causa della squalifica dei canottieri spalatini per una presunta \u201cinvasione\u201d di corsia.<br \/>\nNonostante la grande delusione di Milano, il quattro senza continu\u00f2 a mietere successi. Ai nazionali del 1951 a Bled arriv\u00f2 l\u2019ennesimo titolo nazionale. A imporsi fu la squadra composta da Bona\u010di\u0107, Valenta, Trojanovi\u0107 e \u0160egvi\u0107. Da segnalare pure la vittoria nel quattro con, formato da Ivica Bo\u010dina, Ivo Lipanovi\u0107, Ante Vrdoljak e Vanja Treursi\u0107 con timoniere Stipe Mili\u010di\u0107. Soltanto una settimana dopo per il quattro senza arriv\u00f2 un fenomenale secondo posto alla prestigiosa regata londinese Henley Royall Regatta. Forte di questi indubbi successi la squadra spalatina si rec\u00f2 con grandi speranze agli europei di Macon in Francia. Per\u00f2 i campionati continentali si rivelarono una grande delusione. Infatti entrambi i remi campioni nazionali uscirono ben presto di scena senza risultati di rilievo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Il successo era dietro l\u2019angolo<\/strong><\/span><br \/>\nPer\u00f2 il successo era dietro l\u2019angolo. Nel 1952 il quattro senza si impose nuovamente ai campionati nazionali, questa volta a Maribor e \u201cstacc\u00f2 il biglietto\u201d per i giochi olimpici di Helsinki. E in Finlandia arriv\u00f2 un risultato storico, davvero inaspettato. Il quattro senza vinse la medaglia d\u2019oro! A tagliare per primi il traguardo furono Duje Bona\u010di\u0107, Velimir Valenta, Mate Trojanovi\u0107 e Petar \u0160egvi\u0107. Questa squadra alla fine della manifestazione fu pure proclamata una delle migliori delle Olimpiadi. Quello di Helsinki fu un successo emozionante, giunto dopo sforzi immani, perch\u00e9 arduo da conseguire. Iniziarono le competizioni 18 remi in rappresentanza dei cinque continenti. Il primo turno fu semplice per gli spalatini, che vinsero contro\u00a0 Polonia, Finlandia, Danimarca e Nuova Zelanda. Alla fine quello dei quattro dalmati fu il migliore tempo in assoluto. Nelle semifinali l\u2019obiettivo era il ripescaggio. Consci della forza degli avversari, il gruppo dalmata puntava a trovare un modo per entrare in finale. Cos\u00ec almeno la pensavano i dirigenti e gli allenatori, ma non i rematori stessi come\u00a0 conferm\u00f2 pi\u00f9 tardi Bona\u010di\u0107. Ed essi ebbero ragione.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una strategia vincente<\/strong><\/span><br \/>\nInfatti non solo vinsero la gare delle semifinali, ma arrivarono al traguardo con ben due remi di vantaggio! La finale era in programma il 23 luglio. La giornata si present\u00f2 fredda, con forti raffiche di vento nella baia di Meilahti dove si disputavano le gare. Non mancavano neppure le onde a rendere dura la vita ai vogatori. Nella finale si erano piazzati oltre alla Jugoslavia, pure i rematori di Finlandia, Inghilterra, Francia e Polonia. La gara part\u00ec male, con gli spalatini costretti\u00a0 subito a rincorrere il grosso degli avversari, con i solo polacchi lasciati dietro alle spalle. Le onde e il vento fecero s\u00ec che le varie squadre scegliessero strategie diverse. I finlandesi e i francesi si \u201clanciarono\u201d subito avanti, imponendo alla gara il ritmo forte, quasi esagerato, di 42-44 remate al minuto, mentre gli spalatini si fermarono a quota 38 per poi\u00a0 scendere ulteriormente a 35-36, al fine di risparmiare le energie per il gran finale. Fu una tattica pi\u00f9 che azzeccata. Infatti il grande svantaggio ai 200 metri, quasi due remi rispetto ai finlandesi, ai 500 era gi\u00e0 ridotto di molto. Ai mille metri ci fu l\u2019aggancio e il sostanziale \u201cpareggio\u201d tra i remi pi\u00f9 forti e la Jugoslavia. Ai 1200 per la prima volta gli spalatini registrarono un timido vantaggio. Ai 1500 metri il vantaggio cominci\u00f2 a crescere. Riusc\u00ec a seguire il ritmo non tanto forte imposto alla gara dai dalmati solo il remo francese, che per\u00f2 non riusc\u00ec mai a superare i vogatori spalatini. I francesi tentarono di puntare al primo posto fino ai 1700 metri, ma tutti i tentativi furono vani. La vittoria arrise ai dalmati, con un\u00a0 margine di distacco tale rispetto ai francesi, da costringerli alla fine a gettare la spugna. I rematori del Gusar quasi non potevano credere ai loro occhi, tanto grande era stata la loro impresa. Remarono fortissimo anche dopo il traguardo. Subito dopo si portarono davanti ai giudici di gara per aspettare il verdetto finale ufficiale. E questo venne ben presto. Il tempo ufficiale fu di 7,16,0 contro il 7,18,9 dei francesi, ossia quasi tre secondi di vantaggio. Fu medaglia d\u2019oro! Un successo storico per il canottaggio della Jugoslavia e in primis per quello spalatino. Il trionfo ebbe vasta eco in tutto il Paese. I quattro rematori d\u2019oro rimasero in Finlandia fino alla fine delle Olimpiadi e poi tornarono in patria dove parteciparono alle feste organizzate in loro onore a Zagabria, Fiume e alla fine nella loro natia Spalato. A vincere questa medaglia furono proprio dei giovani, tutti e quattro ancora studenti. Duje Bona\u010di\u0107, nato nel 1929, studente di filosofia; Velimir Valenta, del 1929 studente di ingegneria; Mate Trojanovi\u0107 del 1930, studente di filosofia e il quarto remo Petar \u0160egvi\u0107 del 1930, studente di ingegneria. Essi si conoscevano proprio a fondo. Avevano cominciato a remare nel 1947, i primi successi erano arrivati nel 1948; in seguito non si separarono mai. Come fecero notare al ritorno in patria, dovevano tanta gratitudine in primis al loro allenatore, il pluricampione e nazionale Davor Jelaska, che la Federazione non aveva mandato in Finlandia.<br \/>\nNel 1953 tutti gli occhi erano puntati sul quattro senza. Che non deluse le aspettative. Infatti ai campionati nazionali di Sebenico arriv\u00f2 l\u2019ennesimo titolo nazionale e di conseguenza il diritto alla partecipazione agli europei. Per\u00f2 a Copenaghen non tutto and\u00f2 per il verso giusto. Nonostante la tenacia, la buona volont\u00e0 e gli sforzi profusi, gli olimpionici Bona\u010di\u0107, Valenta, Trojanovi\u0107 e \u0160egvi\u0107 si piazzarono soltanto al quinto posto. Quella, come si apprese dopo, fu la loro ultima gara. Dopo tutti i grandi successi ottenuti, decisero che era venuta l\u2019ora di andare in \u201cpensione\u201d.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Un periodo di vacche magre<\/strong><\/span><br \/>\nCon la ritirata del quattro senza per il Gusar arriv\u00f2 un periodo di delusioni. Infatti la societ\u00e0 non disponeva pi\u00f9 di remi di prestigio e di cos\u00ec alto livello. Seguirono anni di scarsi successi, ottenuti in primo luogo tra gli juniores e in campo femminile. Cos\u00ec registriamo la vittoria nei campionati della Croazia del 1954 del quattro senza femminile formato da Lj. Dvornik, S. Jokovi\u0107, M. Dvornik e R. Ani\u0107. La squadra juniores nel periodo che segu\u00ec si faceva notare sempre di pi\u00f9. La politica della societ\u00e0 era di farla partecipare ad un numero sempre crescente di regate per contribuire alla sua maturazione. Cos\u00ec i \u201cragazzi\u201d diventarono sempre pi\u00f9 capaci di gareggiare alla pari con i seniores, nella cui categoria si ritrovarono a remare non di rado e con buoni risultati. I successi di sicuro non mancarono, sia a livello nazionale con parecchie medaglie, sia a livello internazionale, dove furono conseguiti ottimi risultati nelle varie regate.<br \/>\nIl primo grande successo del Gusar dopo il quattro senza olimpionico arriv\u00f2 a Sebenico nel 1963. Infatti gli spalatini ottennero due secondi posti. Nel quattro con a vincere l\u2019argento furono Josip Prki\u0107, Ante Mosi\u0107, Juraj Gamulin, Mijo Bu\u017ean\u010di\u0107 e il timoniere \u010cedo Klari\u0107; mentre nel due con si imposero Mijo Bu\u017ean\u010di\u0107 e Juraj Gamulin, con il timoniere \u010cedo Klari\u0107.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Una generazione nuova<\/strong><\/span><br \/>\nChe la nuova generazione fosse pronta per il gran salto di categoria era ormai chiaro a tutti. I successi a livello juniores del Gusar erano pressoch\u00e9 scontato. Cos\u00ec nel 1964 gli spalatini avevano tutte le gare! Successo poi bissato nel 1965!<br \/>\nSu questa scia positiva, il passo verso il dominio pure in campo seniores non fu dificile, anzi fu quasi scontato.<br \/>\nCos\u00ec nel 1966 ai campionati nazionali disputati in un lago vicino a Jajce, il Gusar riusc\u00ec di nuovo a vincere tra gli seniores. A conseguire questo importante successo fu il quattro senza composto da Veljko Vrdoljak, Ivica Boljat, Juraj Gamulin e Ton\u010di Ivani\u0161evi\u0107. Come fanno giustamente notare alla Gusar, il 1966 fu l\u2019anno del ritorno in grande stile sulla scena non solo nazionale. La squadra infatti partecip\u00f2 tra i vari campionati nazionali, croati e le regate internazionali ad un totale di ben 21 gare. Complessivamente alla fine le vittorie furono cinque, nove i secondi posti, due i terzi e cinque i quarti posti.<br \/>\nDa rilevare, inoltre, che tra gli seniores una squadra mista di Gusar e Mornar Spalato partecip\u00f2 ai secondi campionati mondiali che\u00a0 furono disputati a Bled. Per la squadra composta da Juraj Gamulin &#8211; Nik\u0161a Marde\u0161i\u0107 e il timoniere Mika\u010di\u0107, nel due con arriv\u00f2 un solido ottavo posto.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/gusar-split-part-3\/'>Gusar Split, part 3<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 667.14 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/gusar-split-part-3\/?wpdmdl=739&refresh=6a331237a94ad1781731895\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 9 aprile 2011.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel dopoguerra\u00a0 il canottaggio spalatino cominci\u00f2 subito a registrare risultati di rilievo. 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