{"id":2766,"date":"2025-04-15T09:19:32","date_gmt":"2025-04-15T08:19:32","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2766"},"modified":"2025-06-16T09:27:41","modified_gmt":"2025-06-16T08:27:41","slug":"samobor-fra-cremeshnitte-e-bermet","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/04\/15\/samobor-fra-cremeshnitte-e-bermet\/","title":{"rendered":"Samobor, fra cremeshnitte e bermet"},"content":{"rendered":"\n<p>Dicono che questo sia l\u2019impero della cremeschnitte (delizioso dolce comunemente associato all\u2019ex monarchia austro-ungarica, con crema pasticcera e crema chantilly racchiusa tra due strati di pasta sfoglia croccante) e del bermet, un vino aromatico tipico della zona, che un tempo veniva prodotto praticamente da ogni famiglia. A soli 30 minuti da Zagabria, per gli abitanti della capitale croata \u00e8 un luogo ideale per trovare la quiete o magari mangiare qualcosa di sfizioso. Insomma, il posto ideale per una gita fuori porta. E poi, se si \u00e8 \u201cstufi\u201d del solito trekking sulla Medvednica o quello pi\u00f9 semplice nel parco di Maksimir, i pendii dello \u017dumberak offrono svariati sentieri per chi vuole fare un po\u2019 di movimento in modo molto piacevole e non eccessivamente impegnativo. La citt\u00e0 in questione? Samobor!<br>Se gli zagabresi impiegano al massimo una mezzoretta, per chi viene da Fiume i minuti sono circa 100. Presa l\u2019autostrada, si procede almeno fino a Jasterbarsko; successivamente, si esce e si scelgono strade secondarie, oppure si continua in autostrada fino a Zagabria e poi si devia verso la Slovenia. Lungo il tragitto, poco dopo Zapre\u0161i\u0107, si giunge a Samobor.<br>Tra i fianchi dello \u017dumberak e il fiume Sava si estende un paesaggio ricco di natura e cultura, al centro del quale sorge una graziosa citt\u00e0 di confine. Le radici affondano nell\u2019antichit\u00e0. Sono stati trovati numerosi reperti risalenti all\u2019et\u00e0 della pietra, del bronzo e del ferro fino a arrivare a reperti di periodo romano. Ma, in particolare, sviluppa in epoca medievale. Dopo la guerra contro i Tartari, nel 1242 il re Bela IV consegna alla citt\u00e0 la bolla grazie alla quale Samobor diventa non solo citt\u00e0 reale e mercato libero ma pu\u00f2 anche amministrare la giustizia (compresa la pena capitale) e non ha altri regnanti oltre ai cittadini stessi. Secondo una delle leggende, Samobor deve il suo nome ai pini che crescevano nelle foreste vicine alla citt\u00e0 e i suoi panorami naturali ancora oggi vedono alberi sempreverdi: pini, abeti e pecci.<br>ATMOSFERE ROMANTICHE. Samobor \u00e8 perfetta per essere esplorata a piedi, senza fretta, ammirando l\u2019architettura barocca e immergendosi nell\u2019atmosfera della piazza principale, intestata al re Tomislav. Parcheggiamo un po\u2019 prima del centro, a pochi passi da una zona storica, un piccolo parco che si ricollega al Samobor\u010dek \u2013 oltre al verde, l\u2019attrattiva \u00e8 una carrozza \u2013, l\u2019antica linea ferroviaria che collegava Zagabria e Samobor. Costruita agli inizi del Novecento, questa ferrovia a scartamento ridotto fu un mezzo di trasporto essenziale per pendolari e turisti, contribuendo allo sviluppo della cittadina come destinazione di gite fuori porta. Nota per il suo fascino nostalgico, dal sapore austro-ungarico, purtroppo \u00e8 stata chiusa nel 1979 e oggi non \u00e8 pi\u00f9 in funzione. Tuttavia, il nome \u201cSamobor\u010dek\u201d evoca ancora ricordi romantici: il percorso storico del treno \u00e8 ancora presente nella memoria collettiva, e alcune parti del tragitto originale sono ora utilizzate per itinerari pedonali e ciclabili, offrendo un collegamento simbolico con il passato.<br>Ci incamminiamo verso il centro. Diretti verso la chiesa principale, posta a due passi dalla piazza Re Tomislav. Si tratta della chiesa di Sant\u2019Anastasia. \u00c8 un gioiello storico e architettonico. Situata nel cuore di Samobor, domina la piazza e rappresenta uno dei simboli pi\u00f9 riconoscibili della citt\u00e0. Le prime menzioni della chiesa risalgono al 1334, ma l\u2019edificio attuale \u00e8 stato completato nel 1675, grazie al costruttore italiano Hans Allio (proveniente da una famiglia di costruttori di Como e Lugano, molto attiva anche a Celje e in generale in Carinzia, Stiria e Croazia) e al sostegno finanziario della contessa Ana Jelisava Auersperg. \u00c8 una delle rare chiese barocche presenti nella Croazia settentrionale e l\u2019unica della regione dedicata a Sant\u2019Anastasia. Ospita una famosa scultura antica del \u201cCristo ferito\u201d, che originariamente si trovava in una cappella sulla piazza principale.<br>PUNTI MOZZAFIATO. Dopo la chiesa, c\u2019\u00e8 imbarazzo se scendere nella piazza centrale o incamminarci verso la collina. Scegliamo la seconda opzione, facendo un giro accanto al cimitero centrale ed entrando nella collina di Tepec. \u00c8 il cuore verde della citt\u00e0 con diversi sentieri, una combinazione di natura, storia e vedute mozzafiato. La nostra prima meta \u00e8 la Piramide di Anindol, un punto alto 14 metri che offre una vista spettacolare non solo su Samobor, ma pure su Zagabria, Medvednica e le colline circostanti. Quello che non si vede dalla cima di questa piramide \u00e8 una piccola cappella. Scendiamo dalla piramide e ci incamminiamo lungo uno dei vari sentieri del Tepec proprio fino alla cappella di San Giorgio.<br>Per\u00f2 il vero gioiello di questa collina \u00e8 la vecchia Samobor, ossia il castello di Samobor. Questo castello in rovina risale al XIII secolo ed \u00e8 stato costruito per proteggere importanti rotte commerciali. Anche se oggi rimangono solo alcune parti, come il fossato, l\u2019ingresso massiccio e le mura, conserva un\u2019atmosfera magica. Come scopriamo la struttura originale era una fortezza gotica, ma nel corso dei secoli \u00e8 stata ampliata e trasformata, assumendo anche elementi barocchi. Tra i dettagli pi\u00f9 interessanti ci sono una torre semicircolare e una piccola cappella gotica dedicata a Sant\u2019Ana.<br>E poi chi non ha voglia o la forza per visitare la piramide pure da qui c\u2019\u00e8 una vista panoramica.<br>Visitato il castello \u00e8 molto semplice scendere fino al centro cittadino. Servono circa 10-15 minuti. La discesa finisce tra una chiesetta e un parcheggio. Il parcheggio \u00e8 di un famoso ristorante locale che si trova attraversato il canale. Adesso ormai ci troviamo nella periferia occidentale della citt\u00e0, nella zona meno abitata e pi\u00f9 silenziosa. \u00c8 chiamata Vugrin\u0161\u010dak ed \u00e8 una zona ricreativa non solo per i locali. Qui si trovano le piscine che all\u2019epoca erano chiamate Hidropatsko kupali\u0161te, che \u00e8 un antico stabilimento balneare aperto nel 1889, in seguito modernizzato, ossia dei bagni in cui si facevano cure idropatiche. Vugrin\u0161\u010dak ha anche un\u2019area giochi per bambini, un campo da beach volley e un prato per usi vari. E poi non \u00e8 raro trovare dei cavalli e pony.<br>UNA SPLENDIDA GROTTA E TANTE CURIOSIT\u00c0. La zona del Vugrin\u0161\u010dak \u00e8 in qualche modo divisa dal torrente Gradna. Troviamo pure un fotogenico ponte di legno. Passeggiando avanti arriviamo quasi in pieno centro. E qui si trova, un po\u2019 nascosta, la grotta di Grgos. \u00c8 una delle grotte pi\u00f9 belle della Croazia nordoccidentale e, per la sua ricchezza di gioielli sotterranei, \u00e8 stata dichiarata monumento naturale geomorfologico protetto. Le stalagmiti di Grgos indicano che la grotta \u00e8 relativamente antica, mentre le sottili stalattiti sul soffitto mostrano che \u00e8 ancora attiva nella creazione di nuove forme.<br>Pochi passi pi\u00f9 in l\u00e0 e arriviamo al parco dove si trova il Museo di Samobor, nel quale un tempo c\u2019era la residenza del compositore Ferdo Livadi\u0107 e luogo di ritrovo dei grandi dell\u2019epoca. Ferdo Livadi\u0107 (Celje, 1799 \u2013 Samobor, 1879. \u00e8 una figura storica e culturale molto importante, nato come Ferdinand Wiesner, cambi\u00f2 il suo cognome in Livadi\u0107 per abbracciare le idee patriottiche del movimento illirico. Era un compositore e musicista di talento, con all\u2019attivo oltre 250 opere, tra cui il \u201cNocturno in fa diesis minore\u201d. Visse a Samobor, dove il suo impegno culturale e sociale lasci\u00f2 un\u2019impronta duratura. La sua casa, conosciuta come il castello Livadi\u0107, oggi ospita il Museo civico di Samobor.<br>Vi si possono ammirare tanti reperti di fossili, materiale geologico, resti preistorici e archeologici di tutte le epoche e documenti storici, a partire dalla Bolla di re Bela IV. Subito accanto al Museo si trova il monumento originale dedicato a Ivica Sudnik, un fotografo, scrittore e figura culturale di grande rilievo per Samobor. Ha immortalato la bellezza della citt\u00e0 e dei suoi dintorni attraverso numerose fotografie e ha scritto articoli e opere storiche che celebrano la cultura locale. Si trova in compagnia di altre figure storiche come Ferdo Livadi\u0107, Stanko Vraz e altri, le cui statue adornano il perimetro del museo.<br>Ormai dalla piazza centrale della citt\u00e0 ci divide solo un ponte e la chiesa che abbiamo visto all\u2019inizio della nostra passeggiata. Si intravede tra gli alberi attorno al museo. La piazza, in buona parte pedonale, \u00e8 sempre ricca di persone e di avvenimenti. E i bar e ristoranti sono sempre pieni. Per\u00f2 non si pu\u00f2 fare a meno di alzare la testa ed ammirare gli edifici che la circondano come una specie di muro. Da non perdere il castello di Samobor, le cui rovine dominano ancora la citt\u00e0. I proprietari del maniero cambiarono durante i secoli ma tutti fino al XV secolo rispettarono la bolla di Bela IV. A causa di un errore nel 1488 il castello e la cittadina furono dati a Barbara Frankopan, ci\u00f2 scaten\u00f2 una diatriba che dur\u00f2 fino al XVIII secolo. Alla fine del \u2019700 un incendio distrusse la citt\u00e0, perci\u00f2 i palazzi che oggi vediamo risalgono tutti a un periodo pi\u00f9 recente, pur mantenendo la caratteristica classica di quei luoghi.<br>In un vecchio parco che oggi sembra in buona parte abbandonato sorge Villa Wagner, la \u201cVersailles di Samobor\u201d. Costruita nel tardo XIX secolo da Ivan Wagner, un ufficiale militare in pensione, \u00e8 circondata da un magnifico arboreto di circa 8.000 metri quadrati, che include specie rare come sequoie e ginkgo biloba.<br>DELIZIE PER IL PALATO. Chi si trova a Samobor non deve perdersi il millefoglie alla crema. Una versione speciale, legata a \u0110uro Luka\u010di\u0107 che arriv\u00f2 a Samobor per imparare l\u2019arte della pasticceria e utilizz\u00f2 questo nuovo sapere per dare vita a un dolce da sogno, in croato la Samoborska krem\u0161nita (dal tedesco cremeschnitte, parola che indica un dolce ripieno di soffice crema o panna), ispirandosi direttamente alla tradizione dolciaria austriaca: quasi ogni caff\u00e8 la offre e nel 2001 \u00e8 stata inaugurata la Giornata della Krem\u0161nite, che si ripete da allora una volta all\u2019anno a maggio. La forma tradizionale \u00e8 un cubo, spolverizzata di solo zucchero a velo. Nel secondo dopoguerra, la krem\u0161nita \u00e8 stata portata in Slovenia, a Bled, dal pasticcere serbo I\u0161tvan Kova\u010devi\u010d, che era stato assunto all\u2019Hotel Park. Da allora in poi , la Kremna rezina (nome sloveno) \u00e8 diventata la principale concorrente della Krem\u0161nita di Samobor. La differenza principale tra le due sta nel fatto che quella di Samobor ha la panna incorporata con la crema e il tuorlo d\u2019uovo sbattuto, mentre quella di Bled mantiene divise la crema e la panna dando vita a una \u201ctorta\u201d bicolore.<br>Invece gli amanti del vino dovranno provare il bermet di Samobor, ossia un vino aromatizzato fatto con uve selezionate provenienti dalle colline della zona, arricchite con erbe come il pelin e frutta secca, tra cui fichi e carrube. La ricetta \u00e8 una tradizione familiare tramandata da generazioni, e ogni famiglia ha il proprio metodo segreto di preparazione. La storia dice che questo vino ha origini storiche che risalgono al XVIII secolo, quando i farmacisti di Samobor iniziarono a produrlo come rimedio per problemi di stomaco.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/samobor-reportage\/'>Samobor reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 553.71 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/samobor-reportage\/?wpdmdl=2752&refresh=69f68338cfa321777763128\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 aprile 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicono che questo sia l\u2019impero della cremeschnitte (delizioso dolce comunemente associato all\u2019ex monarchia austro-ungarica, con<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2767,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[151,88],"tags":[],"class_list":["post-2766","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-the-rest-of-croatia","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2766","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2766"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2766\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2768,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2766\/revisions\/2768"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2766"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2766"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2766"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}