{"id":2772,"date":"2025-05-31T09:21:32","date_gmt":"2025-05-31T08:21:32","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2772"},"modified":"2025-06-16T09:29:03","modified_gmt":"2025-06-16T08:29:03","slug":"arbe-lisola-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/05\/31\/arbe-lisola-felice\/","title":{"rendered":"Arbe, l\u2019isola felice"},"content":{"rendered":"\n<p>Ma l\u2019isola d\u2019Arbe \u00e8 da visitare anche fuori dalla stagione estiva? Conviene fare una gita di un giorno? Oltre alla citt\u00e0, c\u2019\u00e8 qualcos\u2019altro da vedere? Domande che potrebbero sembrare tanto banali quanto legittime da porsi prima di affrontare un viaggio. Le risposte potrebbero sorprendere. A cominciare dalla prima: \u00e8 vero, Arbe \u00e8 un\u2019isola che vive in primis durante l\u2019estate, \u00e8 in buona parte rivolta alle attivit\u00e0 turistiche, piena di alberghi, pensioni private, campeggi e tutto quello che ruota intorno all\u2019industria dell\u2019accoglienza. Vanta tante spiagge di sabbia, sono una trentina quelle note, riconosciute da 125 anni dai turisti di tutto il mondo. Una destinazione per gli amanti della vacanza sole e mare, si dir\u00e0, in relax. Certo, ma non \u00e8 solo questo: Arbe offre tanto altro, magari un po\u2019 nascosto, da scoprire passo per passo.<br>\u00c8 veramente l\u2019\u201cisola felice\u201d, con tante piccole pittoresche baiette, una fitta e rigogliosa flora e una ricca fauna. \u00c8 in buona parte ricoperta di verde. Quello che favorisce il tutto sono le condizioni microclimatiche, caratterizzate da una temperatura media annua di 14,9\u00ba C e da una precipitazione annua di 1.108,8 mm. La durata media annuale delle ore di sole \u00e8 di 2.417. Situata nel Golfo del Quarnero, nella parte settentrionale dell\u2019Adriatico, conta circa 9.000 abitanti (di cui 7mila nella citt\u00e0 principale) che si occupano principalmente di turismo, agricoltura, pesca e allevamento. E anche se l\u2019isola \u00e8 associata alla citt\u00e0 di Arbe, oltre a questa oggi esistono sette insediamenti: Lopar (Loparo), Barbat (Barbato d\u2019Arbe), Banjol (Bagnolo d\u2019Arbe), Palit (Palude), Kampor (Campora), Mundanije (Mundaneo) e Supetarska Draga (Valle San Pietro).<br>La storia dell\u2019isola di Arbe ha radici molto antiche. Popolata dagli Illiri nel 350 avanti Cristo, nel I secolo divenne un municipio romano, denominata Felix Arba. I primi dati affidabili si trovano nei diari di viaggio e nelle guide dei marinai. Gli scritti di Tolomeo menzionano l\u2019isola di Skardon e due citt\u00e0: Arba e Kollenton. Anche Plinio il Vecchio, nella sua Historia naturalis, parla di Arba. Il geografo greco Pseudo-Skylak (V-VI secolo a. C.) menziona le isole di Arbe e Pago con il nome comune di \u201cMentorides\u201d. Nei documenti latini successivi, Arbe \u00e8 riportata con vari nomi: Arbia, Arbiana, Arbitrana, Arbum e Arbe. \u00c8 molto probabile che Arbe derivi dal nome illirico o liburnico di Arba, che significa boscoso, oscuro, verde, oppure interpretato come \u201cisola nera\u201d, fatto dovuto alla foresta di conifere che oggi si trova sull\u2019isola.<br>Inizialmente sotto il dominio dell\u2019Impero romano, poi passata agli Slavi, la sua crescita ha inizio nella seconda met\u00e0 dell\u2019XI secolo e dura fino al XIII secolo, quando \u00e8 governata da sovrani croati e dalla Repubblica di Venezia, come libero comune adriatico. I veneziani lasciano un\u2019impronta indelebile nella sua architettura e cultura. Successivamente, far\u00e0 parte dell\u2019Impero austro-ungarico. Nel XV secolo viene venduta alla Serenissima e rimane sotto il suo dominio fino al 1798 e l\u2019arrivo di Napoleone. Uno dei momenti pi\u00f9 significativi della storia di Arbe si verifica nel 1889, quando l\u2019allora sindaco decide di promuovere il turismo, dichiarando l\u2019isola una stazione balneare e climatico-curativa.<br>Dopo il crollo della monarchia austro-ungarica, alla fine della prima guerra mondiale, nel 1918 il Regno d\u2019Italia, oltre ad alcune altre isole e regioni, ottiene anche Arbe, ma dopo il Trattato di Rapallo (1920) l\u2019isola entra a far parte del Regno di Jugoslavia. Ritorna sotto il controllo italiano il 17 aprile 1941 e con il Trattato di Roma del 18 maggio 1941, \u00e8 annessa all\u2019Italia fascista. Nel 1943 arrivano i partigiani, poi nel 1944 per un breve tempo passa sotto il Terzo Reich e nel 1945 viene liberata dall\u2019esercito juugoslavo di Tito. Come muto testimone di questi ultimi anni di guerra c\u2019\u00e8 il campo di concentramento di Campora, oggi trasformato in un cimitero.<br>Arbe \u00e8 raggiungibile dalla terraferma in appena 15 minuti di traghetto. Tutto l\u2019anno va quello che dalla terraferma parte da Stinica, vicino a Jablanac e in pochi minuti porta a Mi\u0161njak, ossia Sorci (o Misgnak, o ancora Misgnach), un isolotto disabitato, quasi nella punta pi\u00f9 meridionale di Arbe. L\u2019alternativa estiva porta da Valbisca (Veglia) in una lunga trasferta fino alla cittadina di Loparo, posta nella punta pi\u00f9 settentrionale dell\u2019isola. Noi scegliamo il traghetto di Stinica (Stinizza). Per chi parte da Fiume, ci sono poco pi\u00f9 di 100 chilometri e circa 100 minuti di viaggio via Crikvenica, Novi Vinodolski e Segna lungo la vecchia strada magistrale.<br>Una volta sbarcati a Sorci, decidiamo di raggiungere l\u2019altra parte dell\u2019isola, dritti fino a Loparo, per farci un\u2019idea di base. A Sorci troviamo solo roccia, in pratica una zona desertica e arida, ma che ben presto diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 verde. Passiamo per prima attraverso Barbato \u2013 la prima localit\u00e0 che vedrete appena scesi dal traghetto, conosciuta per le sue spiagge di ghiaia, la tradizione dei pescatori e ristoranti ottimi (\u00e8 una delle mete preferite dai diportisti) \u2013 e Bagnolo, mentre in lontananza si scorge la citt\u00e0 di Arbe. Entrati ad Arbe, all\u2019incrocio svoltiamo a destra e inforchiamo una leggera salita verso l\u2019unica localit\u00e0 che non si affaccia al mare, ossia Mundanije. Andiamo avanti e dopo un po\u2019 rivediamo il mare e Valle San Pietro (Supetarska Draga). Segue una serie di curve e quasi dentro un piccolo canyon arriviamo alla punta pi\u00f9 settentrionale dell\u2019isola, ossia a Loparo. Alla fine da una punta all\u2019altra, da Sorci a Loparo saranno in totale 22 chilometri, circa mezz\u2019ora in macchina (dal centro di Arbe ci sono 13 chilometri).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Andando per sentieri<\/span><\/strong><br>Oggi Loparo \u00e8 una localit\u00e0 quasi del tutto dedita al turismo, famosa per le sue spiagge sabbiose e per la leggenda di San Marino, che da qui part\u00ec per fondare l\u2019omonima repubblica sull\u2019altra sponda dell\u2019Adriatico. Alla periferia del borgo c\u2019\u00e8 una grande rotonda. Svoltando a sinistra si raggiunge il centro storico, andando a destra invece ci si addentra nel quartiere prettamente turistico di San Marino. \u00c8 qui che sorgono alcune delle spiagge di sabbia pi\u00f9 belle dell\u2019isola, Rajska e Liva\u010dina: si sviluppano entrambe a forma di mezzaluna proprio alle spalle del grande complesso turistico. La Rajska si estende per una lunghezza di quasi due chilometri ed \u00e8 stata premiata con la prestigiosa bandiera blu per la qualit\u00e0 dell\u2019acqua, inserita dalla CNN nella lista delle 100 spiagge top al mondo. Liva\u010dina, invece, si trova a poche centinaia di metri di distanza, \u00e8 pi\u00f9 piccola e riparata da una rigogliosa pineta. C\u2019\u00e8 anche la Sahara beach, che si raggiunge grazie a un sentiero a piedi, riservata ai naturisti. Merito anche di una testa coronata. A dare una nuova, importante spinta allo sviluppo del turismo \u00e8 stato Edoardo VIII del Regno Unito, che negli anni \u201930, soggiornando sull\u2019isola con la sua dolce met\u00e0, la statunitense Wallis Simpson. Pare che sia stato il primo a praticare il nudismo sulle spiagge di Arbe. Da rilevare che l\u2019isola \u00e8 adatta anche agli amanti delle escursioni e del trekking, attivit\u00e0 che portano turisti anche in altre stagioni.<br>Sono tre gli itinerari didattici che si sviluppano nell\u2019area compresa tra le localit\u00e0 di Campora, Valle di San Pietro e Loparo. Sono alla portata di tutti, dato che non sono difficili, sono pure ben segnalati e con tanti pannelli informativi toccano ben 30 siti archeologici per scoprire le origini di quest\u2019isola. Ad esempio, il sentiero Epario si estende lungo la costa di Loparo per 10 chilometri, con un tempo di percorrenza stimato in circa tre ore. Sul tracciato si trovano numerosi siti che ci rivelano che quest\u2019area fu assiduamente battuta in passato, soprattutto nella preistoria. Il sentiero che prende il nome di Frux, collocato tra le localit\u00e0 di Loparo e Valle San Pietro (una porzione coincide con il sentiero Premu\u017ei\u0107, omaggio all\u2019ingegnere forestale, costruttore, alpinista e vero amante della natura), si snoda attraverso fertili appezzamenti di terreno separati dai classici muretti a secco. Ha una lunghezza di 6,5 chilometri e ha un tempo di percorrenza stimato in circa due ore. Anche qui ci sono diversi siti archeologici. E dopo poco possiamo ammirare in primis uno splendido panorama verso le spiagge di Loparo e renderci conto di quanto grandi siano. \u00c8 inevitabile dare un occhiata alle altre isole vicino, in primis all\u2019Isola Calva (Goli otok)e San Gregorio (Sveti Grgur), e un po\u2019 pi\u00f9 lontano alla terraferma con le sue montagne.<br>Infine, il sentiero Capo Fronte, un tracciato che si sviluppa nella zona pi\u00f9 boscosa dell\u2019isola, la riserva forestale di Dundo (apparteneva alle suore del monastero benedettino di Santa Giustina, si distingue per i resti di chiese medievali, muretti a secco, fornaci di calce, miniere di bauxite e per il bosco di lecci meglio conservato del Mediterraneo) e la penisola di Kalifront (nota per il suo rilievo carsico e la costa frastagliata con una serie di stupende baie e insenature circondate da pinete). Ha una lunghezza di 22,5 chilometri e ha un tempo di percorrenza stimato in circa sei ore. Al contrario dei primi due percorsi, questo si trova nella zona pi\u00f9 occidentale dell\u2019isola, la meno abitata, fa capo a Campora.<br>Arbe \u00e8 conosciuta pure come l\u2019isola senza serpenti (velenosi). Secondo la leggenda, grazie alla benedizione del patrono San Marino (secondo la tradizione, attorno al III secolo, lo scultore cristiano originario di Arbe fugg\u00ec in Italia dalla persecuzione di Diocleziano e dopo essere arrivato ad Arminium-Rimini), decise di fermarsi sul Monte Titano). Ci sono oltre 100 chilometri di sentieri pedonali e ciclistici.<br>A onor di cronaca, bisogna dire che gli appassionati di trekking sanno combinare questi percorsi, partendo da Loparo e prendendo il sentiero Frux, percorrendolo per circa due terzi. A un certo punto si arriva praticamente all\u2019unico incrocio del percorso posto al punto pi\u00f9 elevato del sentiero. Qui c\u2019\u00e8 chi scende verso Valle di San Pietro, ma i pi\u00f9 bravi e determinati continuano a salire. Dopo un po\u2019 il terreno diventa sempre pi\u00f9 arido, molto pi\u00f9 roccioso e meno ospitale. Dopo diversi chilometri si arriva al punto pi\u00f9 altro dell\u2019isola, la cima Kamenjak (nome del tutto adeguato) o in italiano Tignarossa. \u00c8 un rilievo di formazione calcarea, a 408 metri di altezza, che protegge l\u2019isola dalle fredde influenze meteorologiche provenienti dal nord. Dalla vetta, quando il cielo \u00e8 limpido, si pu\u00f2 ammirare uno spettacolare panorama da 360 gradi.<br>E se non siete amanti del trekking? Non ci sono problemi: da Mundanije c\u2019\u00e8 una strada che porta proprio in cima, anche se in alcuni tratti ha una forte pendenza ed \u00e8 stretta, per cui si spera di non andare incontro ad altre macchine. Il Kamenjak, anche se non tanto popolare \u00e8 decisamente un posto da visitare. E man mano che si scende si pu\u00f2 vedere sempre meglio proprio la citt\u00e0 di Arbe, il suo porto e la sua parte pi\u00f9 vecchia, ricca di chiese, mura e tanto altro.\b<br>(1 e continua)<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/arbe-island-reportage-part-1\/'>Arbe island reportage, part 1<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 391.17 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/arbe-island-reportage-part-1\/?wpdmdl=2754&refresh=69f68339b03db1777763129\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 31 maggio 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ma l\u2019isola d\u2019Arbe \u00e8 da visitare anche fuori dalla stagione estiva? Conviene fare una gita<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2773,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[151,88],"tags":[],"class_list":["post-2772","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-the-rest-of-croatia","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2772","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2772"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2772\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2774,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2772\/revisions\/2774"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2772"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2772"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2772"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}