{"id":2775,"date":"2025-06-15T09:22:43","date_gmt":"2025-06-15T08:22:43","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2775"},"modified":"2025-06-16T09:28:31","modified_gmt":"2025-06-16T08:28:31","slug":"tra-amenita-e-luoghi-di-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/06\/15\/tra-amenita-e-luoghi-di-memoria\/","title":{"rendered":"Tra amenit\u00e0 e luoghi di memoria"},"content":{"rendered":"\n<p>Continuando la nostra visita all\u2019isola di Arbe, iniziando la visita dal lato pi\u00f9 a nordovest. Per chi decide di percorrere i sentieri Frux e Premu\u017ei\u0107, uno degli ultimi luoghi da vedere partendo da Loparo \u00e8 una chiesetta quasi isolata, che s\u2019intravede una volta usciti dalla ricca vegetazione, a poche centinaia di metri prima del villaggio di Supetarska Draga, il cui nome non a caso si traduce in italiano con il termine di Valle di San Pietro. Infatti, l\u2019edificio di culto, riconoscibile da lontano grazie alla torre campanaria che svetta dal muro di cinta in pietra in mezzo ai campi, \u00e8 intitolato all\u2019apostolo di Ges\u00f9 e primo papa della storia.<br>Risale alla seconda met\u00e0 dell\u2019XI secolo. Un muro parzialmente conservato dell\u2019ala est, con finestre romaniche, \u00e8 ci\u00f2 che oggi rimane dell\u2019antica abbazia benedettina. Infatti, nel 1059, durante il regno del re croato Petar Kre\u0161imir IV, il priore di Arbe, Maius, e il vescovo Drago invitarono i benedettini con l\u2019abate Fulkon a stabilirsi e fondare un\u2019abbazia accanto alla vecchia chiesa di San Pietro e San Cipriano con i relativi appezzamenti. Se l\u2019abbazia \u00e8 andata perduta, la chiesa invece \u00e8 stata ristrutturata di recente. Il campanile ospita la campana pi\u00f9 antica della Dalmazia, realizzata per fusione nel 1290 dal monaco Luca da Venezia.<br>Dalla chiesa si possono scorgere il mare e Supetarska draga, mentre rivolgendo lo sguardo a sinistra, si notano non molto lontano un piccolo cimitero, nonch\u00e9 una collina che ci separa dall\u2019altro luogo pieno di storia, nel paese di Campora (in croato Kampor), un piccolo villaggio di pescatori, oggi dedito al turismo, noto anche perch\u00e9 ospita un grande ospedale psichiatrico fondato nel 1955, oggi Ospedale per le malattie nervose e mentali. Tra le tante meraviglie che l\u2019isola di Arbe custodisce, c\u2019\u00e8 anche un sito che fa piangere il cuore e che fa riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il lager di Campora<\/span><\/strong><br>Si tratta del campo d\u2019internamento di Arbe, a poche centinaia di metri prima dell\u2019abitato di Campora, istituito durante la Seconda guerra mondiale dopo l\u2019annessione italiana. Fu uno dei peggiori lager fascisti. Tra il 27 luglio 1942 e l\u201911 settembre 1943, vennero rinchiuse in meno di 14 mesi circa 10-15mila persone, perlopi\u00f9 sloveni, croati ed ebrei, e facendone morire 1.500. Gestito dal Regio esercito, sorgeva nel vallone di Sant\u2019Eufemia, sul fondo della baia di Campora, su un terreno paludoso. Gli internati erano soprattutto vecchi, donne e bambini. Le condizioni di vita erano durissime, disumane: moltissimi non ce la fecero a superare il freddo dei mesi invernali e una prigionia fatta di stenti.<br>Si conoscono i nomi di 1.488 vittime, di cui 163 bambini sotto i 15 anni di et\u00e0, ma quasi certamente sono di pi\u00f9 perch\u00e9 i sopravvissuti hanno testimoniato che poteva capitare di seppellire due salme in una tomba e che gli internati nascondessero il corpo di qualche deceduto per dividersi la sua porzione di brodaglia. Il lager di Arbe era composto da un \u201ccampo maschile\u201d e un \u201ccampo femminile\u201d, quest\u2019ultimo destinato a donne, bambini e anziani. Nella primavera del 1943, con l\u2019arrivo dei primi prigionieri ebrei, fu allestito anche un \u201ccampo ebreo\u201d. In seguito alla capitolazione dell\u2019Italia, dopo la firma dell\u2019armistizio dell\u20198 settembre 1943, il lager fu liberato.<br>Nel 1953 il campo fu trasformato in Parco della Rimembranza su progetto dell\u2019architetto sloveno Edvard Ravnikar (uno degli internati sopravvissuti). Recintato da un muro a secco, \u00e8 suddiviso in aree ben distinte: l\u2019atrio d\u2019ingresso, che simbolicamente separa i vivi dai morti, con una panca in pietra e l\u2019urna della patria, il cimitero vero e proprio; la piazza centrale-ossario, con un pozzo in pietra e un obelisco, e, infine, un grande mosaico commemorativo. \u00c8 stato posto sotto una struttura che vuole rappresentare una baracca degli internati. L\u2019opera raffigura i corpi segnati dalle sofferenze, incorniciati da una parabola politica in cui si vedono case bruciate e animali morti, il fascio littorio e la lupa di Roma che ringhia con la bocca intrisa di sangue; dalla parte opposta, rassicuranti immagini di fattorie e fabbriche a indicare che la \u201crivoluzione\u201d alla fine aveva trionfato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">PATRIMONIO STORICO E NATURALE<\/span><\/strong><br>Dopo Campora, ci dirigiamo verso Arbe citt\u00e0, con il proposito di conoscere il suo ricco passato e le bellezze. Si pu\u00f2 raggiungere direttamente da Campora, a piedi via Palit; c\u2019\u00e8 un sentiero, un vero lungomare. All\u2019orizzonte appaiono da subito le mura e i campanili di Arbe. Sulla strada, si trova il monastero francescano di Santa Eufemia, proprio a Palit. Fondato nel 1444, la chiesa conventuale vanta preziosi altari e raffigurazioni di Santi, di alto valore artistico. Di notevole rilevanza \u00e8 anche il polittico dei fratelli Antonio e Bartolomeo Vivarini, provenienti da Murano. Particolarmente interessante \u00e8 il soffitto ligneo a cassettoni decorato con motivi sacri. Nella biblioteca del convento sono custoditi circa 7.000 libri rari, messali decorati, testi di inni sacri, una collezione di 34 incunaboli (i primi libri a stampa), lo statuto di Arbe del 1598 e molti altri scritti. Qui si trova anche la cronaca arbese copiata e riassunta da fra Odorico Badurina.<br>Proseguiamo la nostra passeggiata verso Arbe, una lunga passeggiata ombreggiata da una profumata pineta che lambisce tutto il centro storico. Venne costruita grazie ai fondi messi a disposizione dal principe Alois del Liechtenstein, che dopo una vacanza sull\u2019isola nel 1910, ne rimase conquistato. Arrivati ormai ai \u201cpiedi\u201d di Arbe, non rimane altro che decidere da dove entrare. Noi saliamo dritti alla prima entrata possibile, quella che porta alla Gornja ulica. Dall\u2019altra parte ci si giunge risalendo da piazza San Cristoforo, con la bellissima scalinata Bobotina. Accanto alla chiesetta di San Cristoforo, del XIV secolo, spicca la torre. Sotto la sua porta, la scalinata continua in discesa verso il mare, ma noi preferiamo salire in cima alla costruzione: da qui si apre un punto panoramico suggestivo, che ci consente di vedere il porto vecchio, il canale di Arbe e soprattutto l\u2019affascinante sequenza dei quattro campanili di epoca romanica, immagine simbolo dell\u2019isola.<br>Il centro storico \u00e8 un vero gioiellino che va esplorato in tutta tranquillit\u00e0, per scoprirne angoli sempre nuovi. La parte vecchia della citt\u00e0 di Arbe \u00e8 stata costruita su una piccola penisola che si eleva sul mare. \u00c8 facile orientarsi, anche perch\u00e9, in sostanza, il centro \u00e8 formato da tre strade parallele: quella pi\u00f9 in basso \u00e8 la Donja ulica (Via inferiore), la Sdrenja ulica (Via di mezzo) e quella pi\u00f9 in alto, la Gornja ulica (Via superiore), su cui si affacciano i pi\u00f9 importanti edifici religiosi, come il convento di Sant\u2019Antonio Abate, la splendida cattedrale dell\u2019Assunzione della Vergine Maria e un campanile posto a breve distanza, il convento benedettino di Sant\u2019Andrea, dall\u2019inconfondibile colore rosa e l\u2019antica chiesa e convento di San Giovanni Evangelista. Un altro luogo magico \u00e8 la piazza della Libert\u00e0, ombreggiata da un grande platano.<br>La Srednja ulica \u00e8 costellata di palazzi e portali con negozi di souvenir e ristoranti: questa \u00e8 la via commerciale di Arbe, soprattutto durante la stagione estiva. In fondo all\u2019arteria, uno slargo ospita la loggia cittadina, mentre verso il mare troviamo la Torre dell\u2019orologio. Dalla piazzetta si attraversa la Porta Marina per arrivare all\u2019ampia piazza Municipium Arbae rivolta sul porto e dominata dal Palazzo del Rettore, simbolo del governo della Serenissima. Infine, c\u2019\u00e8 la classica riva, pure questa con diversi bar e ristoranti. Nella piazza della cattedrale cresce la \u201cZlatna lipa\u201d (tiglio dorato), un albero \u201cmiracoloso\u201d, piantato nel XII secolo, considerato un portafortuna.<br>Arbe \u00e8 meta per i buongustai: la sua cucina \u00e8 un trionfo di sapori semplici ma genuini, legati al mare e alla terra. Tra i piatti tipici, spicca la \u201cRapska torta\u201d, un dolce secco a base di mandorle e liquore Maraschino, creato nel Medioevo dalle suore del convento di Santa Maria, che si prepara tradizionalmente per le feste religiose. Il pesce \u00e8 protagonista indiscusso della tavola: dalle sarde alla griglia ai calamari ripieni, fino al brodetto, una zuppa piccante preparata con diverse variet\u00e0 di pesce. Tra i secondi, spicca l\u2019agnello cotto sotto una campana di ferro (peka) con erbe aromatiche e patate. Per condire, i vini locali, come il Plavac Mali o il Debit, bianco fresco e leggero.<br>Prima di lasciare la citt\u00e0, risaliamo verso il parco cittadino Komr\u010dar, una pineta cresciuta dal 1890 al 1905 con la messa a dimora di centinaia di pini di Aleppo e altre piante autoctone sempreverdi. Nei decenni, il parco, fitto di viottoli e sentieri, si \u00e8 ampliato con altre piante, come querce, cipressi e agavi. D\u2019estate, \u00e8 un\u2019oasi di freschezza.<br>Arbe \u00e8 un\u2019isola che conquista con il suo mix di storia, natura e autenticit\u00e0. Che si cerchi relax, avventura o cultura, offre sempre qualcosa di speciale. Romantici campanili, clima mite e piacevole, belle spiagge, tante pinete, una fitta e rigogliosa vegetazione e il parco-bosco di Komr\u010dar, l\u2019area botanica protetta pi\u00f9 bella dell\u2019Adriatico. Per cogliere tutte le attrattive, non baster\u00e0 una sola gita, ma esperienze immersive da ripetere pi\u00f9 volte per comprendere i motivi che hanno fatto di Arbe una destinazione turistica cos\u00ec ambita.<br>(2 e fine)<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/arbe-island-reportage-part-2\/'>Arbe island reportage, part 2<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 330.35 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/arbe-island-reportage-part-2\/?wpdmdl=2755&refresh=69f68a3e90b871777764926\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 15 giugno 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continuando la nostra visita all\u2019isola di Arbe, iniziando la visita dal lato pi\u00f9 a nordovest.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2776,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[151,88],"tags":[],"class_list":["post-2775","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-the-rest-of-croatia","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2775","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2775"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2775\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2777,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2775\/revisions\/2777"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2776"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2775"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2775"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2775"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}