{"id":2792,"date":"2025-06-21T11:53:17","date_gmt":"2025-06-21T10:53:17","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2792"},"modified":"2025-06-23T11:53:30","modified_gmt":"2025-06-23T10:53:30","slug":"scalinate-di-fiume-il-volto-verticale-della-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/06\/21\/scalinate-di-fiume-il-volto-verticale-della-citta\/","title":{"rendered":"Scalinate di Fiume: Il volto verticale della citt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Dopo aver percorso le scalinate &#8220;religiose&#8221; \u2013 da quella per Tersatto a quella del Calvario \u2013 e quelle &#8220;lavorative&#8221;, verso Scoglietto e Martin\u0161\u010dica e infine quelle legate alle spiagge di Pe\u0107ine, proseguiamo il nostro viaggio virtuale alla scoperta delle altre pi\u00f9 o meno note scalinate di Fiume. Ce ne sono di molto pittoresche e piene di colori e negli ultimi anni si sono fatte conoscere anche quelle un po&#8217; pi\u00f9 a ovest della spiaggia di Sabli\u0107evo. Passano accanto alla scuola di Pe\u0107ine e congiungono le due pi\u00f9 importanti strade cittadine che percorrono il rione di Pe\u0107ine. Vengono usate in primo luogo dagli alunni della locale scuola elementare e portano il nome di Malik Tintilini\u0107. Un nome non a caso e nemmeno il luogo \u0161 stato scelto a caso. Infatti, il nome deriva dal libro &#8220;La foresta di Stribor&#8221; (\u0160uma Striborova) di Ivana Brli\u0107 Ma\u017eurani\u0107 (Ogulin 18 aprile 1874 \u2013 Zagabria 21 settembre 1938), ritenuta la migliore scrittrice croata nel campo dei racconti per bambini, che parte della sua vita l&#8217;ha trascorsa proprio a Pe\u0107ine. Ed \u00e8 cos\u00ec che grazie al progetto degli alunni delle scuola del 2016, portato avanti in occasione di Fiume Capitale europea della cultura 2020, oggi queste scale da secondarie e &#8220;brutte&#8221; sono diventate un&#8217;attrazione degna di essere vista grazie ai suoi variopinti e numerosi scalini: ce ne sono ben 151! Purtroppo negli anni i colori sono un po&#8217; sbiaditi\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">I tredici fucilati<\/span><\/strong><br>Andando ancora pi\u00f9 a ovest arriviamo a un muto testimone dell&#8217;ultimo conflitto mondiale: la scalinata dei Tredici fucilati. Le scale erano state costruite nel 1933 per collegare le due strade principali, passando tra due palazzi. All&#8217;inizio erano note come le scale della Casa dell&#8217;Alga, il laboratorio cosmetico-farmaceutico che sorgeva proprio di fronte alle scale e vicino al mare. Il tutto \u00e8 ormai abbandonato da decenni. Ed \u00e8 proprio davanti alla Casa Alga che i militari tedeschi, il 10 marzo 1945, alla fine ormai dell&#8217;ultimo conflitto mondiale, fucilarono 13 giovani in segno di rappresaglia per vendicare due agenti di polizia uccisi. In perenne ricordo di questo tragico avvenimento, nel 1984 alla scale \u00e8 stata aggiunto un monumento, ossia 13 tubi rossi che vanno da una parte all&#8217;altra delle scale. Ossia tra i due palazzi. Oggi i gradini sono 42.<br>Poco lontano sorge un altra storica scalinata di Su\u0161ak. \u00c8 la scalinata del ginnasio, che porta, come dice il nome stesso, fino al ginnasio di Su\u0161ak. Ha cambiato nome in diverse occasioni, ma viene ricordata anzitutto come scalinata del ginnasio e usata soprattutto dagli studenti. Vengono interrotte da tre vie poco trafficate, come pure dai binari della ferrovia. Bisogna sapere che il Ginnasio \u00e8 stato costruito nel 1896 e che nei pressi c&#8217;era il Ricovero infantile aperto nel 1911. Il tutto fu costruito nel periodo di diversi anni, ma la parte principale della scalinata, che doveva collegare la zona della Piramide con il Bulevard, fu finita nel 1925. E i gradini non sono pochi. La salita non \u00e8 ripida e presenta anche piccole porzioni piane, ma alla fine si contano 285 gradini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Scendendo dal Bulevard<\/span><\/strong><br>Rimanendo in zona Bulevard, c&#8217;\u00e8 un altra scalinata che in parte rimane ignota, ma \u00e8 molto importante e collega la zona, ma anche Tersatto, con il centro: il passaggio Kranj\u010devi\u0107 (Kranj\u010devi\u0107ev klanac). Oggi viene intersecata da diverse vie e come tale perde il suo ruolo di scalinata, per\u00f2 \u00e8 un ottima scorciatoia. La costruzione risale al 1929. Oggi la parte pi\u00f9 suggestiva rimane quella accanto al piccolo parco dedicato a Ivo Lola Ribar e alla sua zona panoramica.<br>E poi come non ricordare le piccole, ma suggestive scale dedicate a Josip Pi\u010dman. Sono appena 33 gradini che collegano la piazza della scuola Centar con l&#8217;albergo Neboder, ossia via Strossmayer. Anche se la scalinata non porta il suo nome, nel 2018 \u00e8 stata abbellita con un suo ritratto. E non \u00e8 un personaggio a caso. Si tratta infatti dell&#8217;autore del progetto che ha portato alla costruzione dell&#8217;attuale albergo e della Casa croata di cultura (HKD). Anche se il suo progetto del 1934 non \u00e8 stato realizzato fino in fondo, ha ricevuto questo originale omaggio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Da Cosala verso il centro<\/span><\/strong><br>Passate le principali scalinate della zona di Susak, ossia la parte est di Fiume, non ci rimane altro che attraversare la Fiumara e andare alla scoperta delle altre scalinate fiumane. Accanto a quella del Calvario, ce ne sono altre due importanti, lunghe e storiche.<br>Rimanendo nella parte alta, scendendo da Cosala, si possono prendere le scale della salita Flanatica, che i vecchi fiumani chiamavano &#8220;Pisariola&#8221;, &#8220;perch\u00e9 prediletta, con le sue curve e punti ciechi, per improvvise necessit\u00e0 corporali&#8221;, come leggiamo nello Stradario di Fiume di Massimo Superina. Oggi nelle mappe si trova con il vecchio nome del quartiere, ossia Stari Voljak. Sono state costruite agli inizi del XX secolo. In sostanza collegano le vie Vjencesav Novak e Vladimir Nazor. E proprio in quest&#8217;ultima via che la scalinata incontra quella del Calvario. Qui \u00e8 stato costruito un muro di sostegno per portare pi\u00f9 in &#8220;alto&#8221; la diramazione delle due scalinate. Per chi sale, alla destra c&#8217;\u00e8 il Calvario e alla sinistra la Flanatica. Oggi la scalinata \u00e8 interrotta pi\u00f9 volte e in parte diventa letteralmente una strada, ma comunque rimane un&#8217;ottima scorciatoia per chi vuole scendere in centro citt\u00e0 da Cosala, dalla chiesa o dal cimitero.<br>E per chi scende lungo la Flanatica e vuole andare dritto a Scoglietto c&#8217;\u00e8 un altra scalinata, molto ripida, che non per nulla viene chiamata &#8220;strettoia&#8221;. Difficile datare la sua costruzione, ma dovrebbe essere stata fatta a cavallo tra il XIX e il XX secolo, in pi\u00f9 riprese. Scendendo, si arriva dritto in via dell&#8217;Acquedotto, a due passi dalla ferrovia. \u00c8 una scalinata molto panoramica verso la zona dello Scoglietto, ma che non scende dritta, bens\u00ec gira ogni tanto tra case e giardini. \u00c8 ripidissima e anche stretta, affiancata da muri spesso molto alti, per cui si ha l&#8217;impressione di essere in una vera e propria strettoia. La sua costruzione ha un senso, visto che all&#8217;epoca consentiva agli abitanti di Cosala di raggiungere velocemente le fabbriche attorno a Scoglietto. Questa scalinata di gradini ne ha 245.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il Sasso bianco<\/span><\/strong><br>Andando un po&#8217; pi\u00f9 a ovest troviamo altre due importanti e datate scalinate. Subito accanto al muro del parco del Palazzo del Governo troviamo la scalinata ex gradinata Peretti e che oggi porta il nome di Albert An\u0111elovi\u0107. Furono costruite attorno al 1907, quando vennero edificati anche gli edifici adiacenti. Oggi, con 135 gradini, collegano via Pomerio e via Trinajsti\u0107, l&#8217;ex via Canova. E poco pi\u00f9 a ovest c&#8217;\u00e8 altro importante collegamento, ossia quello tra via Pomerio e via Laginja (ex via Buonarroti). \u00c8 la scalinata Finderle (ex salita Francesco Colombo), in parte pure su due &#8220;corsie&#8221; con tanto di verde. Sono state costruite nel 1913 e divise da una strada.<br>Andando ancora pi\u00f9 a ovest, troviamo una piccola scalinata, chiamata Beli Kamik, Sasso Bianco e prende il nome di una delle fonti idriche pi\u00f9 ricche della citt\u00e0. Oggi ci sono pochi gradini, soltanto 30, ma all&#8217;epoca della costruzione collegavano l&#8217;ex albergo Hungaria con via Fiorello la Guardia. E poi passando accanto all&#8217;odierna Facolt\u00e0 di ingegneria navale si arriva alla via dello Studente (ex via Padova), un&#8217;altra scalinata che sale poi verso Belvedere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Andando verso ovest\u2026<\/span><\/strong><br>Per\u00f2, se dalla Facolt\u00e0 andiamo lungo la via in direzione ovest, arriviamo a un altra vecchia e suggestiva scalinata. Tra i palazzi scende la scalinata che oggi porta il nome di Bla\u017e Poli\u0107. Collega l&#8217;odierna via Filipovi\u0107 con via Kre\u0161imir e viene interrotta dalla Fiorello la Guardia. Particolarmente suggestiva la parte superiore, fatta da due scalinate che si congiungono e in mezzo \u00e8 ben visibile l&#8217;anno di costruzione, ossia il 1913. Anche se non figura cos\u00ec nelle mappe, la parte superiore, quella pi\u00f9 suggestiva, porta il nome di scalinata Mikl\u00f3s V\u00e1s\u00e1rhely (Fiume, 1917 \u2013 Budapest, 2001). \u00c8 dedicata a un personaggio molto particolare, giornalista, sociologo e politico ungherese. Fu uno stretto collaboratore di Imre Nagy, primo ministro riformista durante la rivoluzione ungherese del 1956. Dopo la repressione sovietica, fu arrestato e incarcerato per diversi anni. In seguito divenne una figura di riferimento dell&#8217;opposizione democratica in Ungheria e un promotore del dialogo tra dissidenti e autorit\u00e0 negli anni &#8217;80. \u00c8 ricordato come una voce moderata, ma determinata del riformismo ungherese del XX secolo.<br>Andando ancora pi\u00f9 a ovest troviamo un&#8217;altra importante scalinata e con molti gradini, dedicata all&#8217;antifascista fiumano Marko Rems. Collega l&#8217;odierna via Primo maggio e via Tiziano. Fu costruita all&#8217;inizio del XX secolo e i fiumani la ricordano come Salita dell&#8217;Aquila. All&#8217;inizio c&#8217;erano soltanto pochi gradini, ma poi per un tratto si trasforma in strada per poi proseguire con tanti altri scalini fino a via Tiziano. In totale ce ne sono ben 213. E se il tutto non basta e si vuole andare dritti fino alla cima del quartiere, si pu\u00f2 imboccare la scalinata Ukmar con i suoi 156 gradini per arrivare a via Pre\u0161eren. Non dimentichiamo che c&#8217;\u00e8 anche un&#8217;altra scalinata che collega via Primo maggio (ex via Marconi), via Tiziano e via Giordano Bruno. Ci sono pochi gradini, non particolarmente ripidi, ma suggestivi e priva di automobili. A questo punto, come non notare la scalinata Luka\u010di\u0107? Ai pi\u00f9 \u00e8 magari ignota per il nome, ma congiunge via Tiziano al quartiere di Rasto\u010dine.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Torretta e San Nicol\u00f2<\/span><\/strong><br>Se queste sono le scalinate pi\u00f9 suggestive e in qualche modo storiche, a Fiume ce ne sono tante altre che sono anche oggi molto utili e fatte in un&#8217;epoca quando era pi\u00f9 importante andare a piedi che in macchina. Tra quelle pi\u00f9 lunghe, va ricordata certamente quella che collega le vie Franjo \u010candek (gi\u00e0 via Giuliani) e Antun Barac, una volta ramo di via Baiamonti, ossia la scalinata dedicata a Josip Pan\u010di\u0107. Con una piccola deviazione, si pu\u00f2 scendere direttamente fino a via Re Zvonimir, naturalmente con un&#8217;altra scalinata.<br>Nei rioni di Torretta e San Nicol\u00f2 (Krnjevo) troviamo tante scalinate tra i vari grattacieli. Molto suggestiva e anche lunga \u00e8 una di quelle usate dagli operai. \u00c8 stata costruita per collegare la zona dell&#8217;ex Silurificio con il grande incrocio di San Nicol\u00f2. Una scalinata molto utilizzata nei momenti d&#8217;oro della fabbrica Torpedo e anche dagli operai del &#8220;3. maj&#8221; e oggi soprattutto, nella parte superiore, dagli studenti della vicina scuola media e da quelli della scuola elementare San Nicol\u00f2. Volendola fare tutta, sono ben 190 i gradini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Ed eccoci a Cantrida<\/span><\/strong><br>Un po&#8217; pi\u00f9 visibili le scalinate di Cantrida, come quella che collega l&#8217;ex rione Borgomarina a Zamet. Da via Liburnia si arriva a via fratelli Cetina, attraversando diverse strade e la linea ferroviaria. In totale quasi 200 gradini. Poco lontano, quella che da sopra lo stadio porta pure in direzione di Zamet e che fino a via dei Pionieri (Pionirska), il braccio di levante di ex via Cherso, conta pi\u00f9 di 100 gradini. E come ultima, la pi\u00f9 occidentale di Fiume, troviamo quella che parte dal capolinea degli autobus in zona Bivio e che con 123 scalini porta fino alle case soprastanti. Sono tutte scalinate senza nome.<br>Queste sono soltanto alcune delle scalinate che fanno parte della quotidianit\u00e0 della citt\u00e0 di Fiume. Costruite per svariati fini e ragioni, negli anni hanno cambiato il proprio ruolo e utilit\u00e0. Comunque rimangono parte della citt\u00e0 e della sua storia. Tornando all&#8217;inizio, ma quanti sono i gradini delle scalinate fiumane. Un numero preciso non esiste e nessuno ha calcolato per bene. Siamo vicini a quelle impressionanti 5423 di Ragusa (Dubrovnik) o forse le superiamo? L&#8217;enigma rimane. (2 e fine)<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/jpg.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/scalinate-di-fiume-parte-2\/'>Scalinate di Fiume, parte 2<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 403.00 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/scalinate-di-fiume-parte-2\/?wpdmdl=2785&refresh=69f67163461461777758563\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su La voce del popolo il 21 giugno 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver percorso le scalinate &#8220;religiose&#8221; \u2013 da quella per Tersatto a quella del Calvario<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2793,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[89],"tags":[],"class_list":["post-2792","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-history-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2792","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2792"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2792\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2794,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2792\/revisions\/2794"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2792"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2792"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2792"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}