{"id":2801,"date":"2025-06-30T13:04:00","date_gmt":"2025-06-30T12:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2801"},"modified":"2025-08-04T13:06:53","modified_gmt":"2025-08-04T12:06:53","slug":"udine-la-gemma-del-friuli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/06\/30\/udine-la-gemma-del-friuli\/","title":{"rendered":"Udine, la gemma del Friuli"},"content":{"rendered":"\n<p>In linea d\u2019aria dista poco pi\u00f9 di 20 km dalla Slovenia e circa 50 km dall\u2019Austria: ci\u00f2 la pone in una posizione strategica, presso l\u2019intersezione delle direttrici europee est-ovest (Corridoio V o Mediterraneo) e nord-sud (Via Iulia Augusta, ora riconosciuta dall\u2019Unione europea come parte del Corridoio Baltico-Adriatico), sulla via che porta verso l\u2019Austria e verso l\u2019est europeo. \u00c8 situata al centro della regione storica friulana. Parliamo di Udine, seconda citt\u00e0 per numero di abitanti del Friuli Venezia Giulia dopo Trieste. Ha una popolazione attorno alle 100mila persone ed \u00e8 per lo pi\u00f9 meta degli amanti del calcio (visto che l\u2019Udinese \u00e8 in Serie A) e per le sue svariate fiere. Ma un turista \u201csemplice\u201d cosa pu\u00f2 vedere? Tante cose. Udine \u00e8 ricca di luoghi di interesse e i dettagli da scoprire sono molti altri. Elegante e accogliente, tutto \u00e8 vicino. \u00c8 ancora poco battuta dal turismo di massa, ma capace di offrire un perfetto mix di storia, cultura e gastronomia locale.<br>Arrivare a Udine, per chi parte da Fiume, \u00e8 semplice. Sono circa 150 chilometri percorribili approssimativamente in due ore. Si va dritti verso Trieste, per poi salire sull\u2019autostrada; passate Monfalcone e Villese, all\u2019altezza di Palmanova si devia a destra verso il nord. Dopo meno di 20 chilometri lasciamo l\u2019autostrada e ci troviamo gi\u00e0 nella periferia di Udine. Individuato il parcheggio che fa al caso nostro, quello sotterraneo di Piazza Primo maggio \u2013 che si fa notare per le originali sculture in legno che accompagnano entrata e uscita, ma non solo \u2013, lasciata la macchina, puntiamo dritti al centro storico, per una piacevole passeggiata. L\u2019unica salita di rilievo \u00e8 quella che ci conduce al castello. Circondato da mura, sorge sulla sommit\u00e0 di un colle che, secondo la leggenda, fu innalzato dai soldati Unni nel lontano 542 per permettere al condottiero Attila di salirvi in cima e osservare la citt\u00e0 di Aquileia bruciare dopo il suo passaggio. Dal 1200 al 1700, il centro di Udine si \u00e8 sviluppato come citt\u00e0 fortificata intorno al colle, epoca a cui risalgono i bei palazzi veneziani che potete vedere fra le vie.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Piazze iconiche<\/span><\/strong><br>Iniziare la visita da Piazza della Libert\u00e0, non a caso considerata la piazza pi\u00f9 bella del Friuli. Questo angolo di Udine \u00e8 un autentico salotto all\u2019aperto, circondato da eleganti edifici in stile veneziano \u2013 la sensazione che si prova \u00e8 quella di essere in una piccola Venezia senza canali, con molta pi\u00f9 calma e silenzio \u2013, tra cui spicca la Loggia del Lionello, un capolavoro gotico veneziano del Quattrocento, che ricalca molto lo stile di Palazzo Ducale. L\u2019edificio \u00e8 ricco di archi e tra questi si trovano le sei lettere che compongono il nome latino di Udine, Utinum. Al piano superiore c\u2019\u00e8 una balconata dove sono rappresentati anche gli stemmi di Udine. \u00c8 la sede del Comune, luogo emblematico delle autonomie cittadine. Eretta fra il 1448 e il 1456 su disegno dell\u2019orafo Nicol\u00f2 Lionello, fu realizzata dal capomastro capodistriano Bartolomeo delle Cisterne. Fu anche sede nel Cinque-Seicento di rappresentazioni nella sala al piano superiore..<br>Dalla parte opposta, si trovano la loggia e il tempietto di San Giovanni, erette nel 1533 dall\u2019architetto lombardo Bernardino da Morcote, dal vago sapore brunelleschiano. La chiesa, anticamente dedicata a san Giovanni, ora \u00e8 adibita a tempietto ai Caduti della Prima guerra mondiale. Inglobata nella loggia di San Giovanni, la Torre dell\u2019orologio, costruita nel 1527 su disegno di Giovanni da Udine (che si ispir\u00f2 alla torre veneziana di piazza San Marco), in sostituzione della torre medievale da cui si accedeva al castello. Alla sua sommit\u00e0 sorgono il leone di San Marco e due Mori che battono le ore su una campana \u2013 il meccanismo dell\u2019orologio \u00e8 opera dei mastri orologiai della ditta Solari di Pesariis \u2013, le attuali sculture in rame risalgono al 1852 e hanno sostituito quelle originali in legno. Sempre di fronte alla loggia del Lionello, si ergono le statue di Ercole e Caco, attribuite ad Angelo de Putti.<br>Tra le meraviglie di Piazza della Libert\u00e0 \u2013 che in epoca medievale era detta Piazza del Vino, nel Trecento divent\u00f2 la Piazza del Comune, successivamente, quando i veneziani presero il dominio della citt\u00e0, prese il nome di Piazza Contarena, mentre prima della Seconda geuura mondiale era intestata al re Vittorio Emanuele II \u2013, inoltre, c\u2019\u00e8 anche un\u2019opera di uno dei pi\u00f9 importanti architetti del Rinascimento, Andrea Palladio. Si tratta dell\u2019Arco Bollani, costruito nel 1556 in onore del vescovo Domenico Bollani. Alla sua sommit\u00e0 si erge il leone marciano con le ali di rame, simbolo della Serenissima. Un altro elemento rinascimentale \u00e8 la fontana realizzata nel 1542 dal bergamasco Giovanni Carrara. La struttura della fonte si eleva su uno zoccolo a tre gradini e si apre in una vasca circolare, sulla quale si innalzano altre due coppe. Da quella superiore sgorga l\u2019acqua che defluisce nella vasca maggiore.<br>Di fronte alla fontana si erge il Monumento alla Pace, che consiste in una statua allegorica in pietra d\u2019Istria opera dello scultore piemontese Giovanni Battista Comolli. Quest\u2019opera vuole essere un tributo al trattato di Campoformido del 1797, che sanc\u00ec la pace tra l\u2019Austria e la Francia e la fine della Repubblica di Venezia. Inizialmente collocata nella cittadina friulana, fu portata ad Udine nel 1819. Ultimo elemento di grande pregio artistico della piazza sono le statue gemelle di Ercole e Caco, due personaggi della mitologia romana. Le due opere vennero spostate qui nel Settecento, dopo la demolizione del Palazzo della Torre, in Piazza XX settembre, dove erano collocate. Nonostante la loro austerit\u00e0 quasi snob, gli udinesi si sono ben presto affezionati alle due figure. Hanno dato loro, infatti, anche i simpatici e confidenziali appellativi di Florean e Venturin.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il castello<\/span><\/strong><br>Passando a lato della Loggia di San Giovanni e sotto l\u2019Arco Bollani, inizia la salita verso il Castello di Udine. Si possono prendere due strade: salire dritto sopra oppure scegliere di andare sotto il porticato della Loggia del Lippomano, un percorso pi\u00f9 lieve che ci fa fare un giro prima di arrivare in cima. Su questo tragitto c\u2019\u00e8 una piccola chiesa, oggi in ristrutturazione: \u00e8 la chiesa di Santa Maria di Castello, il pi\u00f9 antico edificio sacro di Udine. \u00c8 possibile che esistesse gi\u00e0 in epoca longobarda essendo stati rinvenuti all\u2019interno, durante i restauri del 1928-30, materiali lapidei risalenti all\u2019VIII secolo, tra cui un\u2019epigrafe con il nome di Liutprando, re dei Longobardi (712-744). Quale fosse, tuttavia, l\u2019aspetto della chiesa non \u00e8 dato sapere, quello attuale riflette modi e schemi incontestabilmente romanici. La facciata esterna \u00e8 stata ricostruita dopo il terremoto dei primi anni del 1500. Sul campanile cinquecentesco svetta il famoso angelo dorato, simbolo di Udine, che ruota e segna la direzione del vento. Purtroppo la chiesa era chiusa e non abbiamo potuto visitare l\u2019interno, ricco di affreschi e decorazioni.<br>Oggi sede dei Musei Civici, che comprendono Pinacoteca, Museo Archeologico e Numismatico, Museo del Risorgimento, Galleria dei disegni e delle stampe e Museo friulano della fotografia, il Castello veglia sulla citt\u00e0 da quando essa ha avuto origine e ne riassume la lunga storia. Le prime testimonianze del Castello risalgono al 983: dapprima residenza medievale dei Patriarchi, in seguito abitato dai luogotenenti veneti in rappresentanza del Doge fino all\u2019arrivo di Napoleone. Oggi si presenta come un imponente palazzo rinascimentale. L\u2019edificio presenta strutture murarie in pietra e mattoni intonacate, con particolari architettonici in pietra lavorata; i solai sono in legno, come pure l\u2019orditura del tetto. I soffitti del piano terra e del primo piano sono in muratura, voltati a botte ed a crociera. Il manto di copertura \u00e8 in coppi. La pinacoteca vanta tele di Giovanni Battista Tiepolo, Vittore Carpaccio e della Scuola friulana con Antonio Carneo e Pellegrino da San Daniele. Sulla piazza si affacciano la casa della confraternita, dove si riuniva il Parlamento della Patria del Friuli, e la Casa della Contadinanza, un bar e ristornate.<br>Dopo un\u2019inevitabile sosta per goderci questo punto e lo spettacolare panorama a 360\u00b0 su Udine e le montagne che la circondano, non ci rimane altro che scendere e tornare nella Piazza della Libert\u00e0, per proseguire poi verso Piazza San Giacomo, la Piazza dai tre nomi. Infatti, \u00e8 conosciuta come Piazza San Giacomo \u2013 Place San Jacum in Friulano \u2013, Piazza Giacomo Matteotti oppure piazza delle Erbe ma anche del Mercato Nuovo, costruita attorno al XIII secolo per ospitare il nuovo mercato di Udine durante l\u2019espansione della citt\u00e0. Se Piazza Libert\u00e0 \u00e8 la vetrina elegante, Piazza San Giacomo \u00e8 l\u2019anima autentica e popolare della citt\u00e0. La piazza \u00e8 circondata da antichi edifici tipici dell\u2019architettura nobiliare del Medioevo, alcuni dei quali presentano ancora le facciate affrescate con decorazioni geometriche e floreali. La parte centrale della piazza poggia su un grande basamento di blocchi in pietra. Al centro sorgono una fontana del 1543, opera del celebre architetto Giovanni da Udine, allievo di Raffaello, e la colonna della Madonna col bambino del 1487. La chiesa risale invece al 1398 ed \u00e8 intitolata a San Giacomo, eletto a protettore dei commercianti udinesi che svolgevano le loro attivit\u00e0 nella piazza e si riconosce per le conchiglie in pietra che decorano la facciata (simbolo del santo). La chiesa fu costruita per volere della Confraternita dei pellicciai e risale al 1398, ma la facciata fu restaurata e la cappella aggiunta successivamente. Sul portale \u00e8 collocato un orologio sormontato da un balcone. Accanto alla chiesa di San Giacomo si trova la cappella delle Anime, molto pi\u00f9 tarda.<br>Pochi vicoli pi\u00f9 avanti e arriviamo al Duomo di Udine e alla sua piazza. Il Duomo di Udine \u00e8 conosciuto anche col nome originale di cattedrale di Santa Maria Annunziata. Come leggiamo, per volere del patriarca Bertoldo di Andechs-Merania, nel 1236 si inizi\u00f2 ad edificare l\u2019attuale cattedrale, allora dedicata a san Odorico e modellata secondo esempi francescani. Nel 1257 l\u2019edificio era gi\u00e0 adibito al culto; nel corso degli anni furono apportate varie modifiche, finch\u00e9 nel 1335 fu consacrata con il titolo di Santa Maria Maggiore. Il disastroso terremoto del 1348 provoc\u00f2 gravi danni al duomo, ma non ne blocc\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 religiosa, tanto che passarono diversi anni prima di iniziare la ricostruzione. Da documenti noti risulta che solo nel 1368 fu chiamato il maestro veneziano Pierpaolo dalle Masegne per il restauro dell\u2019edificio. Questi rinsald\u00f2 i muri, rifece il tetto ed apport\u00f2 modifiche alla facciata, tra le quali la sostituzione del primo grandioso rosone con quello tuttora visibile, inscritto in un quadrato e di minori dimensioni. Anche i due rosoni minori, corrispondenti alle navate laterali, vennero modificati, inscrivendoli in quadrati ed inserendo una decorazione a finto loggiato che li collega. Nel Settecento, venne quasi completamente trasformata ad opera dell\u2019architetto Domenico Rossi. Nel 1735 terminati i lavori, il patriarca Daniele Delfino riconsacr\u00f2 la cattedrale col nuovo nome di Santa Maria Annunziata.<br>E per finire la serie, eccoci in Piazza XX Settembre, un\u2019altra ampia piazza che nel passato era il mercato delle Granaglie. Da poco tempo per\u00f2 \u00e8 tornata a essere sede del mercato cittadino. Qui sorgeva il palazzo della famiglia Torriani, che venne demolito nel 1511, ricostruito 300 anni dopo e nuovamente demolito nel Settecento. L\u2019area venne venduta nel 1864 e cambi\u00f2 propriet\u00e0 fino ad arrivare al Comune, che lo adib\u00ec a mercato delle granaglie. La piazza \u00e8 abbellita dalla Casa Veneziana e dalla facciata del palazzo Antivari Kechler, imponente ed elegante edificio, di tre piani, eretto a partire dal 1833 per volere di Pietro Antivari che lo commission\u00f2 all\u2019architetto veneziano Giuseppe Japelli, mentre dal 1850 divenne di propriet\u00e0 di Carlo Kechler (uno dei fondatori del Banco del Friuli).<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Tra antiche mura e storiche porte<\/span><\/strong><br>Andiamo avanti lungo i vicoli e porticati e puntiamo alle mura cittadine. O meglio alle sue porte: Porta Manin, Porta Aquileia, Porta Villalta e Porta Torriani (conosciuta come Torre di Santa Maria, e detta anticamente Porta Nuova). Bisogna sapere che anche Udine in passato era una citt\u00e0 murata, dotata di porte e portoni, con muraglie merlate, turriti contrafforti, fossati, ponti e ballatoi. In effetti, le cinte murarie che la circondavano erano ben cinque, costruite dal Medioevo e rimaste integre fino all\u2019Ottocento. Oggi ne rimangono poche tracce: una di queste \u00e8 Porta Manin, vicino al Castello, o Torre di San Bartolomeo o Porta Cividale, la pi\u00f9 antica ancora sopravvissuta in citt\u00e0. Faceva parte della terza cerchia di mura, un perimetro di oltre due chilometri costruito sotto il Castello, circondato da un fossato pieno d\u2019acqua. Vi \u00e8 dipinta, fra gli altri stemmi nobiliari, l\u2019aquila nera in campo giallo del Sacro Romano Impero. La sua torre fu costruita nel 1451 ed \u00e8 per antichit\u00e0 la seconda torre di Udine rimasta intatta dopo quella dell\u2019Orologio.<br>Non meno interessanti sono le zone verdi e i parchi. Sono luoghi silenziosi in cui trascorrere qualche tempo in perfetto relax. Oltre al piazzale del Castello di Udine, uno dei giardini da non perdere \u00e8 il Giardino Ricasoli, a pochi passi dal Palazzo Arcivescovile. Ci sono poi i Giardini del Torso e Parco Moretti, molto diversi fra loro: i primi sono intimi, circondati da alte mura, il secondo invece \u00e8 un ampio slargo vicino al Tempio Ossario (eretto in onore dei caduti della Grande Guerra). Ci sono poi Piazza Primo Maggio, con la sua collina verdeggiante e gli otto viali che conducono verso la fontana al centro in cui nuotano le anatre, i Giardini di Palazzo Morpurgo e il Giardino storico Loris Fortuna (una delle sue caratteristiche \u00e8 il vecchio vespasiano, ancora integro ma non utilizzabile).<br>E per ricaricare le energie, un pranzo tipico. Uno dei piatti pi\u00f9 iconici \u00e8 il frico, una specie di tortino di formaggio Montasio e patate, da gustare caldo e filante. La ricetta nasce nella Carnia, ovvero una parte montana della regione al confine con Austria e Veneto, ed \u00e8 una pietanza povera e sostanziosa, riconosciuta tra i prodotti agroalimentari tradizionali friulani e giuliani. Inoltre, nelle trattorie del centro si possono pure gustare i cjarsons: ravioli ripieni di ricotta, erbe aromatiche e uvetta, conditi con burro fuso e ricotta affumicata. E poi il Brovada e Muset, proposta che nasce dall\u2019unione di due ingredienti base della cucina friulana: la brovada, che consiste in un contorno di rape fermentate, e il muset, che sarebbe un cotechino tipico regionale, dal sapore intenso. E per finire la gubana: dolce tradizionale delle Valli del Natisone, a base di pasta arrotolata ripiena di noci, uvetta e spezie, spesso accompagnato dalla grappa di produzione locale.<br>Alla fine delle nostra visita non possiamo che constatare che Udine \u00e8 una gemma nascosta nel nord-est dell\u2019Italia. Immersa nella pianura padano-veneta, \u00e8 una destinazione turistica spesso sottovalutata dai viaggiatori, ma che offre davvero molto sotto il profilo storico, culturale e artistico. E il suo forte legame con la storia del Friuli e della Serenissima si riflette nell\u2019architettura e nelle tradizioni locali. Ideale per una gita di un giorno o un fine settimana: regaler\u00e0 un\u2019esperienza autentica, completa e appagante.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/udine-reportage\/'>Udine reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 524.95 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/udine-reportage\/?wpdmdl=2795&refresh=69f697eb6be121777768427\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p>Pubblicato su Panorama il 30 giugno 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In linea d\u2019aria dista poco pi\u00f9 di 20 km dalla Slovenia e circa 50 km<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2802,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[153,88],"tags":[],"class_list":["post-2801","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italy","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2801","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2801"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2801\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2803,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2801\/revisions\/2803"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2802"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}