{"id":2814,"date":"2025-07-12T13:15:00","date_gmt":"2025-07-12T12:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2814"},"modified":"2025-08-04T13:20:48","modified_gmt":"2025-08-04T12:20:48","slug":"il-sentiero-del-diavolo-e-la-ninfa-del-lago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/07\/12\/il-sentiero-del-diavolo-e-la-ninfa-del-lago\/","title":{"rendered":"Il sentiero del diavolo e la ninfa del lago"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I Laghi di Plitvice sono il gioiello della Croazia. Se ne parla in qualsiasi momento dell\u2019anno: sono affascinanti in primavera e in estate, quando la natura \u00e8 al suo apice, sono altrettanto belli quando iniziano a cambiare colore in autunno, e diventano un luogo particolarmente magico in inverno, quando la neve imbianca la natura e le basse temperature ghiacciano le cascate e parte del lago. Plitvice \u00e8 famosa in qualsiasi periodo dell\u2019anno, ci si imbatte sempre in gruppi di turisti.<br>Ma non molto lontano c\u2019\u00e8 un vero e proprio piccolo paradiso che potrebbe non avere la reputazione di Plitvice, ma \u00e8 altrettanto mozzafiato con la sua bellezza naturale. Si tratta del Passaggio del Diavolo (Vra\u017eji prolaz), uno dei fenomeni naturali pi\u00f9 belli del Gorski kotar e della Croazia, e della magnifica grotta e sorgente Zeleni vir, accanto alla quale si trova l\u2019imponente cascata del torrente Curak. La regione di Skrad vanta una lunga tradizione turistica e oggi la maggior parte degli escursionisti visita il Passaggio del Diavolo e Zeleni vir, ideali per una passeggiata rilassante e una gita in famiglia, mentre la cima di Skrad offre una sfida pi\u00f9 impegnativa per gli escursionisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Un paese di passaggio\u2026<\/span><\/strong><br>Per\u00f2 dove si trova? Quando non esisteva l\u2019autostrada Fiume-Zagabria, Skrad era uno dei tanti paesi di passaggio. Oggi il numero delle macchine che vi passano \u00e8 decisamente inferiore e difficilmente qualcuno si ferma, a meno che non si tratti di escursionisti desiderosi di un caff\u00e8 prima della gita in regione. Per chi parte da Fiume, le strade sono due. Quella pi\u00f9 veloce \u00e8 via strada: passa per la zona del Grobniciano e poi via Delnice (sia percorrendo l\u2019autostrada, sia la statale), e poi si prende la vecchia strada in direzione di Vrbovsko. Strada facendo, a poco pi\u00f9 di 15 chilometri si trova Skrad. In totale da Fiume sono appena 70 chilometri. L\u2019alternativa, molto originale, \u00e8 quella di prendere il treno. Il viaggio dura circa 90 minuti, il doppio rispetto all\u2019auto, per\u00f2 si arriva dritti nel centro di Skrad.<br>E proprio da Skrad parte uno dei percorsi escursionistici pi\u00f9 suggestivi e affascinanti della regione. Il sentiero che conduce a Zeleni vir e Vra\u017eji prolaz, letteralmente \u201cla sorgente verde\u201d e \u201cil passaggio del diavolo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Tra ferrovia e foresta<\/span><\/strong><br>Il sentiero inizia poco sotto il villaggio di Skrad, nei pressi della stazione ferroviaria. Qui, un piccolo parcheggio e un cartello in legno segnano l\u2019ingresso al parco naturale di Zeleni vir, che comprende una rete di sentieri ben segnalati, ponticelli in legno, passerelle sospese e suggestivi punti panoramici. L\u2019ingresso \u00e8 a pagamento, per\u00f2 solo nel tratto del Vra\u017eji prolaz, e i fondi vengono usati per la manutenzione del percorso.<br>Il primo tratto \u00e8 in leggera discesa e si snoda attraverso una fitta foresta di faggi, abeti e aceri, in un ambiente umido e fresco anche in piena estate. Il silenzio \u00e8 rotto solo dal suono dell\u2019acqua che scorre sotto la vegetazione: ruscelli nascosti, piccole cascate e grotte rendono questo tratto iniziale un vero invito all\u2019esplorazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019incanto dell\u2019acqua<\/span><\/strong><br>Dopo circa 30 minuti di cammino si arriva alla zona di Zeleni vir e al primo importante incrocio. Bisogna prendere a sinistra, in quanto porta dritti a Zeleni vir, la sorgente verde. Il nome deriva dal colore intensamente smeraldo del piccolo lago che si \u00e8 formato alla base della cascata. L\u2019acqua piove da un\u2019alta parete rocciosa di circa 70 metri, formando un velo che brilla tra le rocce scure e il muschio. Questa cascata, tra le pi\u00f9 alte del Gorski kotar, nasce direttamente da una grotta: l\u2019acqua sgorga letteralmente dalla montagna, creando un effetto quasi mistico.<br>Secondo una leggenda locale, Zeleni vir sarebbe la dimora di una ninfa delle acque che ogni notte si pettina i lunghi capelli dorati riflessi nel lago. Solo chi riesce a vedere il suo volto potr\u00e0 esprimere un desiderio che verr\u00e0 esaudito, ma chi la disturba rischia di perdere la via del ritorno tra i boschi nebbiosi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La vecchia centrale<\/span><\/strong><br>Il contrasto tra l\u2019acqua verde, le pareti scure e la vegetazione lussureggiante \u00e8 cos\u00ec forte da sembrare quasi irreale. \u00c8 un luogo che invita al silenzio, alla meditazione, alla meraviglia.<br>Goduto il tutto, non ci resta che continuare il cammino, ancora in discesa. Dopo un primo tratto dritto si arriva a un sentiero in discesa e a zigzag. Poco dopo si apre una radura. Qui si vede subito la vecchia centrale idroelettrica del 1921. Ancora oggi \u00e8 in funzione e rappresenta uno straordinario esempio di come l\u2019uomo possa sfruttare l\u2019energia della natura senza deturparla. Qui accanto si trova una zona relax con tanto di rifugio in pietra dove \u00e8 possibile fermarsi per una pausa, sorseggiare un caff\u00e8 o rifocillarsi prima di continuare l\u2019escursione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il passaggio del diavolo<\/span><\/strong><br>Dopo aver ammirato lo Zeleni vir e sostato al rifugio, il sentiero continua e comincia ad addentrarsi in un canyon stretto e profondissimo: \u00e8 qui che si entra nel famigerato Vra\u017eji prolaz, il Passaggio del Diavolo. Gi\u00e0 il nome mette in allerta, e con ragione.<br>Il canyon \u00e8 lungo circa 800 metri, ma il sentiero che lo attraversa si snoda su passerelle metalliche e ponticelli sospesi aggrappati alle pareti rocciose. In alcuni tratti il canyon \u00e8 talmente stretto che due persone non riuscirebbero a camminare affiancate. Il torrente Jasle scorre impetuoso sotto i piedi, spesso con un fragore che rimbomba tra le pareti alte anche 100 metri.<br>Si dice che nessuno avesse osato attraversarlo fino all\u2019inizio del XX secolo, quando fu costruita la prima passerella di legno. Secondo la leggenda, il luogo era considerato maledetto e gli abitanti della zona credevano che spiriti maligni o addirittura il diavolo stesso abitassero tra le rocce. Da qui il nome: Vra\u017eji prolaz, il passaggio infernale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Una meraviglia geologica<\/span><\/strong><br>Al di l\u00e0 delle superstizioni, il Vra\u017eji prolaz \u00e8 un capolavoro geologico. Questo canyon \u00e8 il risultato di migliaia di anni di erosione provocata dal piccolo, ma tenace torrente Jasle, che ha scavato nella roccia calcarea un solco profondo, creando un ambiente unico in Croazia.<br>Mentre si cammina lungo le passerelle (recentemente restaurate), si ha la sensazione di essere sospesi tra cielo e terra, completamente avvolti da una natura primordiale e potente. Le pareti umide e ricoperte di muschio gocciolano costantemente, mentre le felci pendono come tende viventi. In estate, qui la temperatura scende anche di 10\u00b0C rispetto all\u2019ambiente circostante, creando un microclima ideale per molte specie endemiche di piante e piccoli animali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Vertigini e claustrofobia<\/span><\/strong><br>Il percorso, pur essendo sicuro, pu\u00f2 non essere adatto a chi soffre di vertigini o claustrofobia. Alcuni tratti sono esposti o molto stretti, e l\u2019umidit\u00e0 pu\u00f2 rendere le passerelle scivolose. Tuttavia, per chi ama l\u2019avventura e non teme un po\u2019 di adrenalina, attraversare il Vra\u017eji prolaz \u00e8 un\u2019esperienza indimenticabile. \u00c8 consigliabile indossare scarponi da trekking con buona aderenza e portare una giacca impermeabile, anche in estate.<br>Dopo aver attraversato i ponticelli e le passerelle del Vra\u017eji prolaz, il canyon comincia lentamente ad aprirsi, lasciando entrare un po\u2019 pi\u00f9 di luce e allargando il panorama. La vegetazione si fa pi\u00f9 fitta, ma anche pi\u00f9 ariosa. Troviamo grandi alberi secolari, il rumore del torrente si attenua gradualmente, sostituito dal canto degli uccelli e dal fruscio del vento tra le foglie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">La dimora dell\u2019uomo antico<\/span><\/strong><br>\u00c8 in questo tratto pi\u00f9 tranquillo che si arriva a uno dei punti pi\u00f9 affascinanti dell\u2019intero percorso: la grotta di Mu\u017eeva hi\u017eica, ossia letteralmente \u201cla casetta dell\u2019uomo\u201d. L\u2019ingresso si apre alla fine del canyon, incastonato nella parete rocciosa come una bocca nera e un breve sentiero in salita conduce fino all\u2019apertura.<br>Purtroppo, da diverso tempo questo tratto \u00e8 chiuso al pubblico dopo che la natura ha distrutto i gradini che portano all\u2019ingresso, ma per chi si ricorda come si presentava in passato, o a proprio rischio si arrampica (del tutto sconsigliato), sa che l\u2019entrata all\u2019apparenza non sembra molto grande. Ma una volta varcato l\u2019ingresso, ci si ritrova in un ampio ambiente sotterraneo, umido e buio, dove il tempo sembra essersi fermato.<br>La grotta \u00e8 lunga circa 200 metri, non \u00e8 attrezzata per una visita speleologica approfondita, ma la prima parte \u00e8 accessibile senza bisogno di equipaggiamento tecnico. All\u2019interno, si possono osservare stalattiti, piccole formazioni calcaree e nicchie scavate dal tempo e dall\u2019acqua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">I segreti dell\u2019eremita<\/span><\/strong><br>Secondo alcuni studi, Mu\u017eeva hi\u017eica fu abitata fin dalla preistoria. Frammenti di ceramica e resti di ossa testimoniano la presenza umana gi\u00e0 in epoca neolitica. In tempi pi\u00f9 recenti, pare sia stata utilizzata come rifugio dai pastori e come nascondiglio dai contrabbandieri che attraversavano i confini tra l\u2019Impero austro-ungarico e il Regno d\u2019Italia nel XIX secolo.<br>Ma \u00e8 soprattutto la leggenda legata alla Mu\u017eeva hi\u017eica che rende questo luogo misterioso e affascinante. Secondo la tradizione orale tramandata dagli abitanti di Skrad, la grotta era la dimora di un uomo saggio, una sorta di eremita o druido, che conosceva i segreti delle piante, delle rocce e del cielo. La leggenda racconta che questo uomo \u2013 chiamato \u201cMu\u017e iz \u0161pilje\u201d, cio\u00e8 \u201cl\u2019uomo della grotta\u201d \u2013 viveva in perfetta armonia con la natura, parlava con gli animali e curava i malati che salivano fino a lui dai villaggi circostanti. Era temuto e rispettato. C\u2019era chi lo considerava un santo, chi invece un mago.<br>Una notte d\u2019estate, durante una luna piena, l\u2019uomo della grotta spar\u00ec. Nessuno lo vide mai pi\u00f9. Tuttavia, alcuni giurano che nei giorni di nebbia si senta ancora la sua voce echeggiare tra le pareti del canyon, come un sussurro portato dal vento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Tra silenzio e memoria<\/span><\/strong><br>Fino a quando qui esistevano i gradini, dopo essere stati ai piedi della Mu\u017eeva hi\u017eica, il percorso si trasformava in un anello escursionistico che, seguendo una salita graduale, conduceva fuori dal canyon per poi ricollegarsi al sentiero iniziale che scendeva verso Zeleni vir.<br>Lungo il percorso di ritorno, si attraversano pendii boscosi pi\u00f9 aperti, in un alternarsi di zone d\u2019ombra e radure erbose, perfette per una pausa silenziosa. Qui il paesaggio cambia volto: pi\u00f9 luminoso, pi\u00f9 morbido, ma sempre profondamente immerso nella natura. Gli uccelli dominano la scena sonora.<br>Questa parte finale del tragitto \u00e8 meno selvaggia rispetto a Vra\u017eji prolaz, ma non meno affascinante. \u00c8 come un\u2019uscita graduale da un sogno mitico: dalle strettoie demoniache e dalle leggende della grotta, ci si riavvicina alla realt\u00e0, ma con occhi nuovi<br>.<br><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Il cuore selvaggio<\/span><\/strong><br>Dopo circa tre ore di cammino totale, a seconda del ritmo, si ritorna al punto di partenza presso la stazione ferroviaria di Skrad, completando un\u2019escursione circolare che rimane impressa nella mente e nel cuore. Oggi il tutto \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 lungo, visto che bisogna usare lo stesso percorso attraverso lo Zeleni vir con cui si \u00e8 scesi nella \u201cvalle\u201d.<br>Vra\u017eji prolaz e Zeleni vir non sono solo una meta escursionistica, sono un viaggio nel cuore selvaggio della regione, dove la natura racconta storie antiche e il paesaggio incanta a ogni passo. Tra canyon infernali, grotte leggendarie e cascate smeraldine, ogni visitatore trova qualcosa di magico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Curiosit\u00e0 storiche<\/span><\/strong><br>L\u2019area venne esplorata e documentata per la prima volta in modo scientifico agli inizi del XX secolo da parte di naturalisti e speleologi austro-ungarici. Furono proprio loro a scoprire molte delle particolarit\u00e0 geologiche del sito e a proporne la tutela.<br>Nel 1921, venne costruita la centrale idroelettrica Zeleni Vir, una delle prime della regione, ancora oggi funzionante. \u00c8 considerata un piccolo capolavoro di ingegneria ambientale, poich\u00e9 sfrutta il dislivello naturale del terreno senza alterare il flusso del fiume.<br>Nel corso della Seconda guerra mondiale, l\u2019intera area fu utilizzata come rifugio dai partigiani jugoslavi, che si nascondevano nelle grotte e nei boschi per sfuggire ai rastrellamenti. Alcune iscrizioni lasciate sulle rocce, incise a mano, sono ancora visibili in alcuni tratti poco frequentati del canyon.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Informazioni pratiche per il visitatore<\/span><\/strong><br>Durata del percorso: Circa tre ore, a seconda del passo e del numero di soste fotografiche. L\u2019intero circuito \u00e8 lungo circa 6-7 km.<br>Difficolt\u00e0: media \u2013 adatta a famiglie con bambini abituati a camminare, ma non accessibile a passeggini o persone con mobilit\u00e0 ridotta. Alcuni tratti sono esposti o stretti.<br>Attrezzatura consigliata:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Scarpe da trekking con buona aderenza.<\/li>\n\n\n\n<li>Giacca impermeabile o antivento (il canyon \u00e8 umido anche in estate).<\/li>\n\n\n\n<li>Acqua e snack (non ci sono punti di ristoro lungo il tragitto, eccetto il rifugio vicino alla centrale).<br>Periodo ideale per la visita:<\/li>\n\n\n\n<li>Primavera e autunno sono le stagioni migliori: colori accesi, temperature miti, meno turisti.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019estate \u00e8 perfetta per sfuggire al caldo, poich\u00e9 il canyon resta fresco e ombroso.<\/li>\n\n\n\n<li>L\u2019nverno \u00e8 sconsigliato a causa del ghiaccio, anche se il paesaggio innevato pu\u00f2 essere affascinante per escursionisti esperti e ben equipaggiati.<br>Per la stagione 2025, il prezzo del biglietto d\u2019ingresso \u00e8 di 6\u20ac per gli adulti. I bambini sotto i 7 anni entrano gratuitamente. Le informazioni indicano che gli orari di apertura sono generalmente dalle 10:00 alle 17:00. Le biglietterie si trovano all\u2019ingresso del sito escursionistico.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zeleni-vir-e-vrazji-prolaz\/'>Zeleni vir e Vra\u017eji prolaz<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 472.24 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/zeleni-vir-e-vrazji-prolaz\/?wpdmdl=2799&refresh=6a18af6db41071780002669\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su La voce del popolo il 12 luglio 2025.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Laghi di Plitvice sono il gioiello della Croazia. 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