{"id":282,"date":"2014-04-15T15:55:43","date_gmt":"2014-04-15T15:55:43","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/eterni-secondi-complici-anche-gli-infiniti-ostacoli-di-natura-politica-2-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:28:30","modified_gmt":"2023-11-25T08:28:30","slug":"eterni-secondi-complici-anche-gli-infiniti-ostacoli-di-natura-politica-2-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/eterni-secondi-complici-anche-gli-infiniti-ostacoli-di-natura-politica-2-e-continua\/","title":{"rendered":"Eterni secondi, complici anche gli infiniti ostacoli di natura politica (2 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>UNA STORIA TURBOLENTA Nel primo episodio abbiamo avviato il discorso sulla turbolenta storia, non soltanto calcistica dell\u2019attuale RNK Split. Una storia iniziata nel segno del movimento anarchico da una parte e dall\u2019altra dalla grande volont\u00e0 dei giovanissimi di dare vita a una vera alternativa al dominio incontrastato dell\u2019Hajduk nel mondo del calcio spalatino. Come \u00e8 lecito aspettarsi le divergenze tra le due squadre erano parecchie e non poche volte sfociavano in veri e propri incidenti. L\u2019ultimo dei quali port\u00f2 quasi alla chiusura della societ\u00e0: per\u00f2 alla fine la vicenda, con la mediazione della polizia, si concluse in un modo alquanto singolare, con il cambiamento del nome. Una soluzione che ai pi\u00f9 non sembrava molto logica, ma che aveva se non altro il merito di allontanare la societ\u00e0 dal movimento politico anarchico. In ogni caso la politica continuava a svolgere un ruolo tutt\u2019altro che indifferente. Infatti il nuovo nome prescelto per la societ\u00e0 era stato Jugoslavenski socijalisti\u010dki nogometni klub Jug.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>DALMATI E MONTENEGRINI INSIEME I presupposti per una vita pi\u00f9 tranquilla c\u2019erano comunque tutti. Visto che le acque si erano calmate pure a livello calcistico si poteva pensare con serenit\u00e0 all\u2019organizzazione di un campionato. Infatti il 7 marzo 1920 tutte le societ\u00e0 di Spalato e dintorni decisero di fondare una propria Federazione posta sotto l\u2019ombrello di quella nazionale della Jugoslavia di allora, ovvero del Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni. A farne parte furono le squadre dalmate e quella del Montenegro ossia: Nk Ulogren (Budva), Jnk Orkan Dugi Rat), Nk Junak (Sinj), Rnk Rad (Sinj), Jnk Borac (Spalato), Nk Hajduk (Spalato), Rnk Jug (Spalato), Jnk Split (Spalato), Jnk Uskok (Spalato), Jnk Kosovo (Vranjic), Jnk Trogir (Tra\u00f9-Trogir) e Jnk Komita (Omi\u0161-Almissa)<br \/>\nUN SUCCESSO STORICO Si pens\u00f2 poi di organizzare un vero e proprio campionato per arrivare a consacrare la migliore formazione dalmata. A questo campionato parteciparono solamente squadre spalatine e vennero giocate soltanto le partite di andata. Il tutto part\u00ec il 22 marzo. Inevitabilmente il neofondato Jug prese parte alla competizione assieme all\u2019Hajduk, all\u2019Uskok, allo Split e al Borac. Ben presto fu chiaro che si sarebbe trattato praticamente di una lotta a due tra lo Jug e l\u2019Hajduk. Per lo Jug il confronto cominci\u00f2 con un successo, ovvero con la vittoria contro il Borac per 2-0. Nella seconda giornata arriv\u00f2 il match clou contro l\u2019Hajduk. Fu una partita molto tesa con un grande protagonista, il portiere dello Jug, Marinko Brajevi\u0107. Alla fine l\u2019unico a segnare fu Bego per la grande gioia dello Jug. Anche se dopo questa vittoria il pi\u00f9 sembrava fatto arriv\u00f2 la doccia fredda con il pareggio contro l\u2019Uskok per 0-0. Rimase cos\u00ec la partita decisiva contro lo Split, che bisognava assolutamente vincere per poter dissipare definitivamente tutti i dubbi sul successo finale nel campionato, visto che poi pure l\u2019Hajduk doveva disputare la sua ultima partita con la stessa formazione. Per fortuna fu una partita a senso unico e fin\u00ec per 4-0! E arriv\u00f2 cos\u00ec il titolo regionale. Un successo storico per questa travagliata societ\u00e0. Un titolo che valeva ancora di pi\u00f9 per il fatto di essere stato ottenuto lasciando alle spalle gli avversari storici dell\u2019Hajduk.<br \/>\nA vincere questo titolo furono: Marin Brajevi\u0107, Ante Stude, Ante Mari\u010di\u0107, Tripo Katavi\u0107, Ante Kesi\u0107, Ivan Zane Antonini, Ante Zavoreo, Ante Malada, Toma Madirazza, Vinko Bego, Jozo Marti\u0107, Baldo Vukasovi\u0107, Ante Zlodre, Ivo Benevolli, Josip Finzi, Martin Prvan, Ivan Kova\u010devi\u0107, \u0110ino Nin\u010devi\u0107, Ante Ivan\u010di\u0107, Vicko Mili\u0107, \u0160piro Zlodre, Duje e Mario Vlak, Stipe e Ljubo Peri\u0107, Ante Bla\u017eevi\u0107, Petar Poli\u0107, Petar Eli\u0107 e Umbert Giudico.<br \/>\nIL CAPOCANNONIERE FU MADIRAZZA Dopo questo grande successo seguirono numerose partite amichevoli, quasi tutte vinte. La squadra gioc\u00f2 a Mostar, poi contro l\u2019Ilirija di Lublana, l\u2019Hajduk di Sarajevo. Dopo una serie di successi arriv\u00f2 l\u2019incontro contro la pi\u00f9 forte squadre dell\u2019epoca, il BSK di Belgrado. Fin\u00ec con una pesante sconfitta per 4-0! La statistica ci dice che nel suo primo anno di vita lo Jug gioc\u00f2 ben 21 partite, tantissime per l\u2019epoca, segnando addirittura 57 reti, ma subendo 37. Il capocannoniere di questa squadra fu il capitano Tomo Madirazza.<br \/>\nSOTTO I MIGLIORI AUSPICI Cos\u00ec si arriv\u00f2 sotto i migliori auspici al secondo campionato della Federazione spalatina. Le gare ebbero inizio il 3 ottobre 1920. E fu subito derby contro l\u2019Hajduk. Per lo Jug si tratt\u00f2 di un brusco ritorno alla realt\u00e0. La partita fu a senso unico con la schiacciante vittoria dei rivali di sempre per 5-1. Seguirono partite facili contro Borac, Split e Uskok, tutte vinte senza soverchia fatica. Il girone di ritorno inizi\u00f2 con la sfida casalinga contro l\u2019Hajduk. Si tent\u00f2 il possibile per limitare i danni, ma senza successo. Arriv\u00f2 una nuova pesante sconfitta, questa volta per 3-0. In questo modo il campionato non ebbe pi\u00f9 storia e l\u2019Hajduk conquist\u00f2 il suo primo titolo regionale. Il che segn\u00f2 pure l\u2019inizio di un lungo predominio. Infatti l\u2019Hajduk successivamente vinse ben 11 titoli di seguito, il che port\u00f2 poi la squadra a partecipare con successo ai primi campionati della Jugoslavia, nell\u2019ambito dei quali la competizione dalmata rappresentava all\u2019inizio una specie di qualificazione.<br \/>\nIn questo secondo campionato regionale lo Jug schier\u00f2 in campo la formazione standard composta da: Brajevi\u0107, Antonini, Marin, Kesi\u0107, Duje Vlak, Mili\u0107, Zavoreo, Marti\u0107, Bego, Feri\u0107 I e Peri\u0107 II. Nonostante il titolo fosse sfuggito per un pelo o quasi, per lo Jug si tratt\u00f2 di un\u2019esperienza positiva. Il secondo posto fu accettato senza patemi d\u2019animo. Tutte le altre partite furono vinte con una differenza reti imponente: 20-2!<br \/>\nPIANI AMBIZIOSI Questa serie di ottimi risultati spinse la societ\u00e0 a mettere a punto piani ancora pi\u00f9 ambiziosi. Il tutto per migliorare le prestazioni della squadra. Il primo intendimento fu quello di procedere alla costruzione di un proprio stadio o meglio di avere un proprio campo di gioco. Fu costituito anche un comitato composto da: Luka Buri\u0107, Ante Krstu\u0161ovi\u0107, Petar Dokonal, Marin Rosandi\u0107, Ivan Mari\u0107 e Ante Jakulj.<br \/>\nGUAI GIUDIZIARI E quando sembrava che tutto stesse andando per il verso giusto arrivarono di nuovo i problemi politici. Come detto, lo Jug era da sembre legato ad un movimento politico e adesso il pi\u00f9 era vicino era quello comunista. E proprio per questo insorsero di nuovo problemi. Seguirono mesi duri, contrassegnati da battaglie politiche. Per lo Jug continuare a operare fu sempre pi\u00f9 difficile, visti i problemi di carattere giudiziario e non solo ai quali andava incontro la dirigenza, ma pure molti dei soci. Il culmine si ebbe il 21 luglio del 1921. Ci fu una vera e propria battaglia, con un\u2019esplosione di violenza nella storica via dell\u2019allora Jug, la Plinarska. Alle 20 cominci\u00f2 la \u201cbattaglia finale\u201d e si inizi\u00f2 a distruggere tutto quello che era legato allo Jug, fino all\u2019irruzione nella sede della societ\u00e0. Intervenne pure la polizia che alla fine si rivel\u00f2 impotente; c\u2019\u00e8 chi disse che rimase volontariamente con le mani in mano a guardare ci\u00f2 che stava succedendo. Alla fine la sede societaria fu incendiata: in questo modo tutta la sua documentazione, i trofei ed altro in breve tempo andarono in fumo.<br \/>\nFUSIONE Vista l\u2019impossibilit\u00e0 di lavorare ed essendo ormai quasi prossimi alla chiusura e alla distruzione totale, la parte rimanente della dirigenza pens\u00f2 di fondere il club con una squadre spalatina minore, lo Slavija. L\u2019idea aveva la sua logica intrinseca e poteva permettere di continuare a portare avanti l\u2019attivit\u00e0 sportiva. Per\u00f2 arriv\u00f2 il divieto di lavoro per 3 mesi, per cui il tentativo di fondersi con lo Slavija and\u00f2 pure in fumo.<br \/>\nIn altre parole tutto andava di male in peggio. La societ\u00e0 semplicemente non riusciva a riprendersi e a continuare la propria attivit\u00e0. Sfumata l\u2019ipotesi Slavija, la scelta cadde su un\u2019altra squadra di Spalato, lo Split. All\u2019epoca era una societ\u00e0 quasi illegale, frutto della fusione tra Triglav e Lada nel 1919. Fu un\u2019altra scelta logica. Era una societ\u00e0 legata ai movimenti studenteschi e soprattutto era tra i fondatori della Federazione spalatina, per cui impegnata appieno nelle competizioni.<br \/>\nSCONFITTE A TAVOLINO La collaborazione con lo Split port\u00f2 buona parte dei giocatori dello Jug ad accasarsi qui. Passarono allo Split: Josip Marti\u0107, Ljubo Peri\u0107, Stipe Peri\u0107, Toma Madirazza, Vicko Mili\u0107, Ivan Antonini, Marin Brajevi\u0107, Ante Zavoreo, Mario e Duje Vlak, Vinko Bego e Ante Bla\u017eevi\u0107. Quest\u2019ultimo fu la disgrazia dello Split, visto che la squadra ebbe tanti problemi con la sua registrazione. Avendolo fatto scendere in campo in parecchie partite, ne scatur\u00ec che buona parte di queste furono registrate con sconfitte a tavolino per 0:3. Alla fine l\u2019ultimo posto nella stagione 1921\/22 fu inevitabile.<br \/>\nPer\u00f2 questi non furono i soli guai per lo Split. La societ\u00e0 nell\u2019estate del 1922 fu pure messa al bando e venne proibita ogni sua attivit\u00e0. Cos\u00ec la storia negativa dell\u2019Anarh e dello Jug fin\u00ec pure per contagiare lo Split.<br \/>\nFinita la sospensione, cominci\u00f2 il periodo positivo per lo Split. Subito nella stagione 1922\/23 il club si piazz\u00f2 secondo in entrambi i campionati. Infatti si giocavano due con gironi di sola andata. In quello autunnale perse subito pesantemente contro l\u2019Hajduk per poi vincere con facilit\u00e0 le sfide con Borac e Uskok. Nel girone di ritorno la storia fu simile. Vittorie facili contro gli stessi avversari e alla fine all\u2019ultima giornata arriv\u00f2 la sconfitta contro l\u2019Hajduk, ma solo per 3-1.<br \/>\nQuello che rendeva fiera la dirigenza dello Split, a parte l\u2019impennata di successi e vittorie, fu il fatto che la societ\u00e0 contava di gran lunga il numero maggiore di membri rispetto alla concorrenza. Delle 16 societ\u00e0 della Federazione, lo Split aveva 66 membri, e si trovava davanti all\u2019Hajduk con 51, al Lov\u0107en con 37 e al Borac con 31.<br \/>\nLa stagione 1923\/24 fu la fotocopia di quella precedente. Facili vittorie nei confronti con Borac e Uskok. Pesanti sconfitte contro il rivale di sempre, l\u2019Hajduk, due volte per 6-1!<br \/>\nRESA INCONDIZIONATA Nonostante i buoni risultati alla fine pure lo Split dovette arrendersi e chiudere i battenti. I giocatori passarono in massa al Borac che cos\u00ec divenne la seconda societ\u00e0 spalatina. La squadra era stata fondata nel 1919 ed era stata fin dal primo giorno membro della Federazione. Aveva giocato con scarso successo alle spalle delle due grandi squadre della citt\u00e0, ossia l\u2019Hajduk e la compagine che si ritrovava a mettere in campo i giocatori dello Jug.<br \/>\nCi furono in seno al Borac grandi lotte intestine e pure ostruzionismi quando si tratt\u00f2 di accettare dei giocatori dello Jug\/Split nelle proprie file. Le guerre sportive durarono a lungo, ma alla fine all\u2019Assemblea del 13 dicembre 1924 i transfughi furono accettati e la fusione fu completa. Parte dei soci poi lasci\u00f2 la squadra per passare ad appoggiare l\u2019Hajduk. Inevitabilmente, con tutti questi problemi la stagione 1924\/25 pass\u00f2 in sordina per il Borac, che fin\u00ec ultimo, terzo, dietro all\u2019Hajduk e all\u2019Uskok con una differenza reti di 2-20! Per\u00f2 quello che verr\u00e0 sopratutto ricordato \u00e8 che nel 1925 fu costruito il nuovo campo di gioco. Il primo vero campo nella tormentata storia della societ\u00e0.<br \/>\nDOCCIA FREDDA La stagione 1926 fu divisa in due parti. Nel periodo primaverile il Borac perse di misura contro l\u2019Hajduk per 1-0! Alla partita contro lo stesso grande rivale nel girone di ritorno si arriv\u00f2 con grande entusiasmo: per\u00f2 ci fu una doccia fredda. Il Borac venne sconfitto addirittura per 12-0 e con soli 7 giocatori in campo.<br \/>\nNei campionati successivi il Borac si ritrov\u00f2 regolarmente secondo in classifica, sempre con una sola sconfitta, quello contro l\u2019Hajduk e regolarmente per 3-0. Ma non come risultato conseguito sul campo, bens\u00ec a tavolino. Per un motivo o per un altro vi fu sempre qualcosa che port\u00f2 alla sconfitta.<br \/>\nInsomma l\u2019Hajduk anche a quei tempi dettava legge a Spalato e non c\u2019era alcuna vera opposizione. E visto che partecipava ai campionati nazionali le sue partite erano sempre poche a livello di campionati regionali. L\u2019Hajduk si ritrovava regolarmente campione, visto che in modo o nell\u2019altro gli avversari non erano degni di questo nome e non riuscivano a trovare ovvero formare una compagine veramente agguerrita, in grado di competere alla pari con la squadra dalmata di gran lunga pi\u00f9 blasonata. Il colmo lo si ebbe nella primavera del 1928 quando l\u2019Hajduk fu dichiarato campione regionale visto che non aveva avversari. E letteralmente non c\u2019erano rivali. Infatti l\u2019Hajduk fu consacrato campione senza aver giocato nemmeno una partita. Infatti il Borac, dopo tutte le vicissitudini che gli erano occorse, tent\u00f2 la fusione con il Dalmacija. Ma a furia di divieti ed altri grattacapi non partecip\u00f2 al campionato della primavera del 1928 come nemmeno l\u2019HA\u0160K. Ritent\u00f2 la scalata al titolo, ma fin\u00ec di nuovo secondo nel campionato dell\u2019autunno del 1928. Questo fu l\u2019ultimo acuto del Borac che nel novembre 1928 chiuse per fallimento, poco dopo la messa in liquidazione del Dalmacija.<br \/>\nLA RINASCITA Anche se tutto sembrava andare a rotoli, i veri appassionati del calcio e convinti oppositori dell\u2019Hajduk non si dettero comunque per vinti. Dopo lunghi preparativi riuscirono a formare una squadra del tutto nuova, che non era erede di quelle precedenti n\u00e9 frutto di fusioni o altro. Venne costituito un nuovo Split. E fu subito un successo! Furono quelli gli anni delle vittorie nei campionati regionali (ai quali l\u2019Hajduk non partecipava pi\u00f9), per cui alla fine la miriade di successi a livello locale port\u00f2 la squadra a partecipare al campionato nazionale della Jugoslavia. Un successo storico per questo club, che per tanti anni aveva combattuto con le unghie e con i denti per arrivare a questi livelli. Dopo tutti i problemi, in primo luogo di natura politica, si era finalmente riusciti a conseguire dei grandi traguardi sportivi. Ma di questo nel prossimo episodio.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/rnk-split-part-2\/'>RNK Split, part 2<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 243.81 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/rnk-split-part-2\/?wpdmdl=798&refresh=6a18bf4c7e51f1780006732\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 10 dicembre 2011.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>UNA STORIA TURBOLENTA Nel primo episodio abbiamo avviato il discorso sulla turbolenta storia, non soltanto<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1358,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-282","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rnk-split"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1836,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282\/revisions\/1836"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1358"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}