{"id":283,"date":"2014-04-15T15:56:36","date_gmt":"2014-04-15T15:56:36","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/archiviate-le-battaglie-politiche-arrivarono-i-primi-grandi-successi-3-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:29:23","modified_gmt":"2023-11-25T08:29:23","slug":"archiviate-le-battaglie-politiche-arrivarono-i-primi-grandi-successi-3-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/archiviate-le-battaglie-politiche-arrivarono-i-primi-grandi-successi-3-e-continua\/","title":{"rendered":"Archiviate le battaglie politiche, arrivarono i primi grandi successi (3 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Da sempre la storia dell\u2019attuale RNK Split \u00e8 stata turbolenta sia sui campi di calcio sia, oseremmo dire, soprattutto fuori dai terreni di gioco. Nell\u2019ultimo episodio abbiamo visto come la societ\u00e0 sia passata, dalla conquista del suo primo titolo, attraverso fusioni varie e rischi continui di chiusura, fino al fallimento. Insomma la storia della \u201cseconda\u201d squadra spalatina non \u00e8 stata mai noioso. Anche se gi\u00e0 nei primi anni del \u201ccalcio vero\u201d a Spalato le regole riuscivano lentamente ad attecchire, ad esclusione dell\u2019Hajduk, tutto il rimanente panorama calcistico era ancora ben poco organizzato e tutt\u2019altro che stabile. Le societ\u00e0 nascevano in primo luogo con la volont\u00e0 di fungere da \u201copposizione\u201d, ovvero da rivali agguerriti all\u2019ormai forte e famoso Hajduk, ma per una ragione o per un altra semplicemente non riuscivano nel loro intento.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>CAMPIONATI AD ALTA TENSIONE Insomma tutto il meglio del vivaio dalmata finiva nell\u2019Hajduk, che ormai era proiettato verso i massimi livelli nazionali, quelli della Jugoslavia, il cui campionato di anno in anno diventava sempre pi\u00f9 serio e competitivo. Dall\u2019altro lato le diverse societ\u00e0 spalatine, ma pure quelle di tutta da Dalmazia, erano costrette a giocatore nei campionati locali. Campionati ad alta tensione fuori e sui campi di gioco, ma pur sempre di livello inferiore e poco attraenti dal punto di vista dell\u2019antagonismo tra i club. Una soluzione a portata di mano c\u2019era ed era quella di ricorrere alla fusione delle varie piccole societ\u00e0. Ma questo obiettivo logico faticava ad essere realizzato, perch\u00e9 era in contrasto con la volont\u00e0 dei singoli dirigenti e giocatori, desiderosi di far prevalere il loro club a livello di quartiere, di citt\u00e0 o magari, nella migliore delle ipotesi, a livello regionale dalmata. Bisogna pur capire che quelli erano anni nei quali di competizioni vere ce n\u2019erano ben poche. Ed erano poche anche le partite che venivano disputate nei campionati ufficiali, per cui ogni confronto poteva in linea teorica trasformarsi in un grande avvenimento.<br \/>\nLa situazione cominci\u00f2 a cambiare sempre di pi\u00f9 con la riorganizzazione dei campionati a livello nazionale, che port\u00f2 a creare livelli diverso di competizione. Questo port\u00f2 l\u2019Hajduk a giocare quasi esclusivamente nel campionato nazionale, lasciando al \u201cresto della Dalmazia\u201d i campionati regionali e cittadini.<br \/>\nFUSIONI A RIPETIZIONE Con il fallimento del Borac gran parte dei giocatori pass\u00f2 al Dalmacija, tentando con questa \u201cfalsa fusione\u201d di assicurare la continuit\u00e0 dell\u2019attuale RNK Split. Per\u00f2 questo si rivel\u00f2 poco pi\u00f9 di un tentativo. \u201cL\u2019accorpamento\u201d dur\u00f2, infatti, soltanto pochi mesi. La neonata formazione disput\u00f2 una sola partita, il 13 gennaio 1929, contro i sempiterni arcirivali dell\u2019Hajduk. Per il Dalmacija scesero in campo: Cezo, Smoje, Antonini, Belotti, Srdeli\u0107, Mili\u0107, Bakoti\u0107, Bego, Krulz, Radman e Moskate\u0161o. A indossare la classica casacca bianca del club spalatino per antonomasia furono: \u010culi\u0107, Rodin, Mika\u010di\u0107, V. Poduje, S. Poduje, Poljak, De\u0161kovi\u0107, Gusina, Ben\u010di\u0107, Leme\u0161i\u0107, Kragi\u0107, Fredatovi\u0107 e Vili\u010di\u0107. A dirigere l\u2019incontro fu l\u2019arbitro Nedoklan. La partita, vista la fortissima compagine messa in campo dall\u2019Hajduk, fu inevitabilmente a senso unico. Alla fine fin\u00ec con un sonoro 10-1! E per il Dalmacija questo alla fine fu un risultato quasi decoroso, vista l\u2019enorme sproporzione in fatto di \u201cforze\u201d. I pi\u00f9 contenti furono di sicuro i ben 600 spettatori. Questa fu la prima, ma pure l\u2019ultima partita del Dalmacija con gli ex giocatori del Borac: di l\u00ec a cinque giorni, ossia il 23 gennaio, pure la nuova societ\u00e0 fu chiusa su direttiva della polizia.<br \/>\nHA\u0160K, ESPERIENZA DIFFICILE Archiviata l\u2019avventura tutt\u2019altro che esaltante del Dalmacija, i giocatori dell\u2019ormai ex Borac sondarono il terreno alla ricerca di nuove possibilit\u00e0 di giocare a pallone \u201cseriamente\u201d. Svariate societ\u00e0 di carattere sportivo e non, ma tutte con un unico comune denominatore, quello di essere legate a doppio filo al movimento operaio, furono chiuse d\u2019autorit\u00e0 all\u2019inizio del 1929. La soluzione all\u2019inghippo politico alla fine fu trovata ricorrendo ai servigi dell\u2019HA\u0160K, ossia dell\u2019Hrvatski amaterski \u0161portski klub, l\u2019ex Amater. Ben presto buona parte dei giocatori conflu\u00ec, infatti, in questa societ\u00e0. Si inizi\u00f2 subito a disputare partite amichevoli. Cos\u00ec l\u2019HA\u0160K gioc\u00f2 contro una squadra costituita dai marinai dell\u2019equipaggio della nave militare inglese Destroyers e perse per 2-0. Poco dopo arriv\u00f2 una sconfitta ben pi\u00f9 pesante, quella contro l\u2019Hajduk, per 6-0. Siccome a rimpolpare le file del club furono tanti nuovi giocatori ed anche tantissimi nuovi soci, all\u2019inizio del 1930 si decise di convocare la riunione dell\u2019Assemblea societaria. Cos\u00ec l\u2019HA\u0160K ricevette una nuova dirigenza. All\u2019Assemblea parteciparono tutti i personaggi pi\u00f9 importanti della storia del Borac e degli altri club \u201cprecursori\u201d, ossia Bla\u017e Duplan\u010di\u0107, Andrija Krstulovi\u0107, Bruno Krstulovi\u0107, Duje Bubalo, Ante Krstulovi\u0107, \u0160ime Mrdulja\u0161 e Josip Antonini. Tutti entrarono a far parte della dirigenza dell\u2019Hrvatski amaterski \u0161portski klub. Inevitabilmente, con il passare del tempo, la polizia cominci\u00f2 a tenere d\u2019occhio la societ\u00e0 e trov\u00f2 da ridire, sempre dall\u2019ottica politica, anche contro l\u2019HA\u0160K. Cos\u00ec l\u2019Assemblea del club decise di cambiare il nome e scelse uno pi\u00f9 neutrale e ben visto dai vertici politici spalatini.<br \/>\nINFINE LA SOLUZIONE L\u2019HA\u0160K divenne cos\u00ec lo Jugoslavenski sportski klub Split. Ebbe inizio in tal modo una storia che sarebbe stata in primo luogo soltanto sportiva, dove le battaglie principali si sarebbero combattute sui campi di gioco e non, come era avvenuto per tantissimi anni, principalmente fuori dal perimetro di gara, ovvero nella pericolosa arena politica.<br \/>\nPARTENZA DA ZERO Si giunse cos\u00ec a un periodo di pace e serenit\u00e0, costellato di successi sportivi. E, quasi per miracolo, la societ\u00e0 per pi\u00f9 di un decennio non cambi\u00f2 nome ne arriv\u00f2 ai ferri corti con la dirigenza cittadina. La pace politica e sportiva aveva pure il suo prezzo. La societ\u00e0 si ritrov\u00f2 costretto a ripartire praticamente da zero. S\u00ec, c\u2019erano i giocatori e la dirigenza societaria, che avevano esperienza da vendere: per\u00f2 tutto il resto praticamente non esisteva. Non c\u2019era una sede societaria, non di disponeva di un campo di gioco. Insomma la buona volont\u00e0 non mancava, ma tutto il resto latitava e doveva essere rifatto daccapo. Con il passare del tempo si riusc\u00ec ad ovviare a questi problemi, grazie alla benevolenza di diversi privati e della neocostituita societ\u00e0 dell\u2019Orijent.<br \/>\nSCONFITTI SONORAMENTE NEL DERBY Le prime partite del nuovo Split furono giocate contro l\u2019Hajduk. Furono inevitabili due sonore sconfitte, per 9-0 e 4-1, con la conseguente eliminazione dal campionato cittadino. Per\u00f2 con il passare del tempo la societ\u00e0 cominci\u00f2 a crescere e la squadra riusc\u00ec a migliorare il suo gioco. Alla fine del 1930 si arriv\u00f2 pure a conquistare un pareggio nel derby contro i soliti formidabili avversari. La partita fin\u00ec 0-0, in primo luogo grazie alle fantastiche parate del portiere Martini\u0107.<br \/>\nNel 1930 alla carica di presidente del nuovo Split fu eletto per la sua terza volta, Bla\u017e Duplan\u010di\u0107. Nel suo primo vero campionato stracittadino, nella primavera 1931, lo Split riusc\u00ec a imporsi in finale contro lo Zmaj di Makarska per 3-1 e a vincere il suo primo titolo. Bisogna per\u00f2 dire che a questo campionato l\u2019Hajduk non partecip\u00f2. Lo Split schier\u00f2 in campo: Martini\u0107, Fradeli\u0107, Jelaska, Belotti, \u0160aki\u0107 I, \u0160aki\u0107 II, Smoje, Bego, Krulz e Lin.<br \/>\nNUOVO CAMPO DI GIOCO La dimostrazione che questo successo non fu casuale, la si ebbe nell\u2019autunno del 1931, nel corso del nuovo campionato cittadino, che fu di nuovo vinto dallo Split davanti a Dalmatinac, Aurora e Orijent. Si procedette ben presto pure alla realizzazione del nuovo-primo campo di gioco. L\u2019idea di farlo insieme al Damatinac, per\u00f2, and\u00f2 in fumo.<br \/>\nNel 1932, sotto la guida del nuovo presidente Bogoljub \u010curi\u0107, la societ\u00e0 visse il suo periodo d\u2019oro. Infatti nel 1932 lo Split si impose nel campionato cittadino senza problemi di sorta. Questo lo port\u00f2, grazie alle riorganizzazioni a livello nazionale, a partecipare alle qualificazioni per il campionato nazionale. Campionato dove ormai da anni era di casa l\u2019Hajduk. Fu un occasione d\u2019oro per venire a trovarsi finalmente a un livello pari a quello dei grandi rivali.<br \/>\nQUALIFICAZIONI Le qualificazioni, alle quali parteciparono i primi classificati dei campionati regionali, in totale dieci, si svolsero dal mese di giugno a quello di ottobre del 1933. Per lo Split queste qualificazioni furono particolarmente sofferte. Nei quarti di finale la compagine spalatina affront\u00f2 il Maribor e dopo il pareggio esterno per 1-1 riusc\u00ec a imporsi in casa per 2-0. Nelle semifinali la squadra dalmata si ritrov\u00f2 a giocare contro il Viktorija di Zagabria. Dopo la sconfitta esterna per 2-1 gli spalatini vinsero di nuovo fra le mura di casa, sempre per 2-0. Infine si arriv\u00f2 alla grande finale contro la compagine Tri Zvezde di Apatin.<br \/>\nSUCCESSO IN ZONA CESARINI Gli spalatini si imposero alla grande nel primo incontro per 4-0, per\u00f2 sudarono le proverbiali sette camicie nella partita di ritorno in Vojvodina. Alla fine passarono per il classico buco della serratura, grazie alla sconfitta per 4-1, con la rete della salvezza messa a segno praticamente negli ultimi minuti di gioco. Fu questo un successo, per quanto sofferto, nell\u2019insieme, che permise di portare lo Split, assieme allo Sparta di Zemun, a disputare il tanto agognato campionato nazionale.<br \/>\nGRANDE FESTA La festa fu chiaramente grande. Grazie a questa vittoria, la squadra spalatina si piazz\u00f2 tra le 10 migliori a livello nazionale. Fu un successo di portata storica, conseguito in un anno mirabile, caratterizzato da ben 33 partite, di cui 18 vinte e sei pareggiate. Con una differenza reti imponente, 74-46. Numeri davvero straordinari ad un anno dal ventesimo anniversario della fondazione, che venne poi celebrato maestosamente. I numeri furono di nuovo importanti da un punto di vista statistico: vennero disputate ben 300 partite, con 45 trasferte e sei incontri a livello internazionale.<br \/>\nUN ALLENATORE DA VIENNA Per partecipare al campionato nazionale lo Split si prepar\u00f2 a puntino sotto tutti i punti di vista, anche dall\u2019ottica finanziaria. Si fece di tutto per arrivare ben preparati agli appuntamenti pi\u00f9 importanti. Per avere una squadra forte e agguerrita si decise pure di ingaggiare un allenatore straniero, ossia Hans Block del Vienna, una delle pi\u00f9 forti squadra austriache.<br \/>\nAll\u2019inizio del 1934 fu eletta pure la nuova dirigenza, composta da Josip Fabi\u0107, Ante Krstulovi\u0107, Vicko Sumi\u0107, Pere Aljinovi\u0107, Mario Vlak, Umberto Delorko, Sre\u0107ko Singolo, Ante \u0160ore, Ante Zavoreo, Duje Bubalo, Andrija Zeli\u0107 oltre che dai membri nominati l\u2019anno precedente, ossia Jurjevi\u0107, Razmilovi\u0107, Antonini, Kesi\u0107, Marti\u0107, Mitrovi\u0107, Bo\u017ei\u0107, con presidente Bogoljub \u010curi\u0107.<br \/>\nRESISTENZE Tutto insomma era pronto per partecipare al campionato nazionale in quella stagione, che doveva essere d\u2019oro. Per\u00f2 alla fine non si arriv\u00f2 a questo ambito traguardo. Infatti, gi\u00e0 durante le qualificazioni le pi\u00f9 forti societ\u00e0 nazionali si erano dimostrate restie ad allargare il massimo campionato a squadre di secondo livello, com\u2019erano considerate quelle che avevano partecipato alle qualificazioni. Gi\u00e0 alla fine del 1933 a livello della Federcalcio si tent\u00f2 di optare per una prima lega di otto squadre, ovvero senza lo Split e lo Sparta di Zemun. L\u2019idea non pass\u00f2. Si ritent\u00f2 all\u2019inizio del 1934, ma pure stavolta l\u2019iniziativa non ebbe successo. Cos\u00ec nel 13 febbraio 1934 venne stilato il calendario del campionato a 10 squadre, in base al quale il 4 marzo 1934 lo Split avrebbe dovuto giocare a Zagabria contro l\u2019HA\u0160K. Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, perch\u00e9 le squadre pi\u00f9 blasonate minacciarono di non partecipare a questo campionato a 10 squadre. Dopo ulteriori riunioni per salvare il campionato tra marzo e aprile del 1934, fine si arriv\u00f2 all\u2019idea di effettuare ulteriori qualificazioni.<br \/>\nSTERILI NEGOZIATI Si decise cos\u00ec che lo Split per arrivare in Prima lega dovesse passare attraverso le forche caudine di ulteriori partite nel gruppo composto da Slavija e \u0160A\u0160K di Sarajevo, nonch\u00e9 dagli agguerritissimi rivali dell\u2019Hajduk. Passarono mesi all\u2019insegna di sterili trattative, per cui alla fine, al posto del campionato nazionale 1933\/34, venne disputata una specie di coppa, per\u00f2 senza lo Split, nella quale l\u2019Hajduk fin\u00ec secondo.<br \/>\nRASSEGNAZIONE Le ulteriori qualificazioni infine si disputarono tra luglio e settembre del 1934. Lo Split le affront\u00f2 con uno spirito di rassegnazione. Ormai buona parte dei giocatori aveva scelto di fare il servizio militare, altri avevano deciso di passare ad altre societ\u00e0. Alla fine della generazione d\u2019oro che aveva vinto le prime qualificazioni rimasero solo in quattro: Fradeli\u0107, Belotti, \u0160ore e Nin\u0107evi\u0107. Il risultato del gruppo di qualificazione fu pertanto scontato: la squadra dovettero accontentarsi, si fa per dire, dell\u2019ultimo posto, con una sola vittoria e due pareggi in sei partite. L\u2019unica soddisfazione fu che la vittoria fu conseguita proprio contro l\u2019Hajduk, per 2-1! Il bello di queste qualificazioni fu che alla fine si rivelarono quasi inutili, in quanto la Federcalcio decise di ammettere al campionato nazionale, oltre ai vincitori che si erano guadagnati la promozione sul campo, pure le forti squadre che non ce l\u2019avevano fatta nelle qualificazioni, tra cui anche l\u2019Hajduk di Spalato!<br \/>\nUN COLPO DURISSIMO Per lo Split questa mancata qualificazione fu un colpo durissimo, dal quale la societ\u00e0 per molto tempo non riusc\u00ec praticamente a riprendersi psicologicamente. Per\u00f2 la buona volont\u00e0, come sempre in precedenza nella travagliata storia del club, non venne mai meno. Nel passato c\u2019erano state sfide molto pi\u00f9 duri, per cui questa ingiustizia fu \u201cdimenticata\u201d ben presto e si fece di tutto per tornare a competere ad alti livelli.<br \/>\nGli spalatini riuscirono in questo intento nel 1938, quando parteciparono alle nuove qualificazioni per assurgere all\u2019Olimpo del campionato nazionale. Ma di questo nel prossimo episodio.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/rnk-split-part-3\/'>RNK Split, part 3<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 228.29 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/rnk-split-part-3\/?wpdmdl=799&refresh=6a18bf4f737701780006735\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 14 gennaio 2012.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da sempre la storia dell\u2019attuale RNK Split \u00e8 stata turbolenta sia sui campi di calcio<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1360,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-283","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rnk-split"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=283"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1838,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283\/revisions\/1838"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1360"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}