{"id":2841,"date":"2025-08-31T09:30:00","date_gmt":"2025-08-31T08:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2841"},"modified":"2025-10-14T09:33:06","modified_gmt":"2025-10-14T08:33:06","slug":"la-gemma-turchese-delle-dolomiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/08\/31\/la-gemma-turchese-delle-dolomiti\/","title":{"rendered":"La gemma turchese delle Dolomiti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie alla loro incomparabile bellezza paesaggistica e alla rilevanza scientifica a livello geologico e geomorfologico, il 26 giugno del 2009, a Siviglia, le Dolomiti sono state iscritte nella Lista del Patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization \u2013 Organizzazione delle Nazioni Unite per l\u2019Educazione, la Scienza e la Cultura) come \u201cbene naturale e seriale\u201d. Composto da nove siti non direttamente confinanti tra loro e che si configurano ciononostante come un insieme unitario, seppur articolato e complesso \u2013 che include parti di un parco nazionale, diversi parchi naturali regionali e provinciali, siti Natura 2000 e un monumento naturale \u2013, questo gruppo di montagne situato nel nord Italia \u00e8 famoso per le sue forme uniche e per i colori straordinari delle rocce, specialmente durante l\u2019alba e il tramonto. Ma il marchio UNESCO \u00e8 una benedizione o una maledizione? Una domanda che potrebbe sembrare strana, eppure se ne sta parlando sempre di pi\u00f9. E non \u00e8 un caso, perch\u00e9 entrare a far parte di questo elenco che per tutti \u00e8 sinonimo di cultura, bellezza, garanzia di qualcosa di straordinario ed eccezionale, ha pregi e difetti.<br>Uno su tutti il sovraffollamento del territorio o, in altre parole, l\u2019overtourism. Code chilometriche per salire in funivia, bivacchi (e rifiuti) ovunque, sosta selvaggia, questi alcuni segnali del degrado che la montagna sta subendo. Una pressione che sta diventando insostenibile per localit\u00e0 dal delicato equilibrio socio-naturalistico e che sta esasperando a tal punto in residenti, pronti ad azioni eclatanti per attirare l\u2019attenzione su un problema che ormai non riguarda pi\u00f9 citt\u00e0 d\u2019arte come Venezia, ma assedia anche le terre alte. Tanto che il presidente del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici, Osvaldo Finazzer, in un durissimo comunicato, dice: \u201cForse \u00e8 arrivato il momento di rinunciare al riconoscimento UNESCO, che ha fatto un danno incredibile nelle Dolomiti, e non solo qui, e tornare al duro lavoro di produrre, offrire e promuovere servizi di qualit\u00e0 come siamo abituati a fare e non cartoline\u201d.<br>Ormai pure i singoli rifugi e i loro gestori si lamentano dell\u2019esagerato numero di visitatori, sottolineando come a costituire un problema non sono gli alpinisti e gli amanti del trekking, bens\u00ec i \u201csemplici\u201d turisti, che, ogni giorno, prendono d\u2019assalto la zona. Infatti, quest\u2019ultimi non hanno la cultura della montagna, nel senso della conoscenza dei modi di vivere nell\u2019ambiente montano e di approcciarsi ad esso, rispettandolo e mai oltrepassando alcuni limiti. Uno dei luoghi che combattono contro questo problema sulle Dolomiti \u00e8 il Lago di Sorapis (o Sorapiss o Sorap\u00ecs, originariamente Sorap\u00ed\u0161 in ladino), in provincia di Belluno, uno dei luoghi pi\u00f9 visitati e fotografati delle Dolomiti. Ubicato nel grande circo del Sorap\u00ecs, enorme massiccio che verso Misurina si apre a ferro di cavallo e ai cui piedi si allungano tre piccoli ghiacciai, si stende a 150 metri dal Rifugio Vandelli, dominato dall\u2019arditissima sagoma del \u201cDito di Dio\u201d (una guglia rocciosa che sembra fare la guardia al lago). Meta non semplice da raggiungere.<br>Per chi parte da Fiume, fino al Passo Tre Croci sono poco pi\u00f9 di 300 chilometri e almeno quattro ore di macchina. Per prima cosa dobbiamo arrivare a Trieste, poi proseguire in autostrada verso Portogruaro, da dove si devia e si prende la direzione di Belluno, passando vicino a Pordenone, Conegliano e Vittorio Veneto. Poco dopo Belluno finisce l\u2019autostrada e inizia prima la strada veloce verso Longarone e poi ci si addentra nelle strade sempre di pi\u00f9 di montagna. Si comincia salire. A Tai di Cadore la scelta \u00e8 se andare via Cortina d\u2019Ampezzo o via Auronzo di Cadore. Prendiamo la seconda, con meno paesi, meno curve, per cui pi\u00f9 veloce. Superiamo Auronzo e poco dopo ci troviamo a un bivio: la via a destra ci porta al lago di Misurina e alle famose Tre Cime di Lavaredo, ma noi inforchiamo quella a sinistra e dopo pochi chilometri cerchiamo un posto al parcheggio al Passao Tre Croci. Un\u2019impresa, perch\u00e9 gi\u00e0 alle nove di mattina ci sono tantissime macchine, camper e altro.<br>Leggiamo che l\u2019escursione che porta al Lago Sorapis parte dal Passo Tre Croci, a 1.803 m. In circa due ore e 120 m di dislivello (con alcuni saliscendi e 6 km di sviluppo) raggiunge uno dei laghi pi\u00f9 belli delle Dolomiti, caratterizzato dal suo colore turchese intenso davvero particolare, che ricorda una gemma incastonata tra le montagne. Quasi come se una porzione di cielo si fosse disciolta nelle acque del lago. Questa tonalit\u00e0 \u00e8 dovuta alla presenza di finissimi sedimenti rocciosi, chiamati \u201cfarina di roccia\u201d, derivati dall\u2019erosione del ghiacciaio che lo alimenta. Le microparticelle, sospese nell\u2019acqua, riflettono la luce in modo da creare questo spettacolare effetto. Oltre al colore, il fascino del Lago di Sorapis \u00e8 accentuato dalla sua posizione in un anfiteatro naturale di cime dolomitiche.<br>Questo luogo incantevole si trova a circa 1.925 metri di altitudine, a circa 12 km da Cortina d\u2019Ampezzo, e per raggiungerlo \u00e8 necessario percorrere un sentiero, che pur essendo descritto come facile presenta alcuni tratti impegnativi, con passaggi su roccia, scale metalliche e tratti esposti. Pertanto, \u00e8 necessario indossare calzature adeguate, assolutamente delle scarpe da trekking e no categorico a sneakers, sandali o altri rivestimenti \u201cleggeri\u201d. Inoltre, il sentiero presenta alcune criticit\u00e0 che richiedono passo sicuro e assenza di vertigini. Ma non solo: le foto sui social portano a pensare che \u201cse ce l\u2019ha fatta lui, posso farcela sicuramente anche io\u201d, ma bisogna sempre valutare attentamente la propria preparazione sia mentale che fisica. E, ovviamente, bisogna fare attenzione a preservare questo gioiello della natura, caratterizzato da un delicatissimo ecosistema.<br>Con tutte queste dovute precauzioni e con lo zaino sulle spalle, non rimane altro che attraversare il cancello che divide la strada dal prato dove inizia il sentiero numero 215, che dal Passo Tre Croci conduce al Lago Sorapis. Il punto di partenza si trova lungo la strada, vicino alla cima del passo e poco sotto al nuovo albergo. Anche i meno esperti riescono con comodo seguire il percorso, una sfida facilitata dalla possibilit\u00e0 di seguire le indicazioni contenute nelle diverse tabelle di legno del Parco Naturale delle Dolomiti d\u2019Ampezzo (a gin da subito troviamo le principali regole: il diktat \u00e8 non buttare rifiuti, niente droni, bagno nel lago, campeggio e, soprattutto, vietato accendere il fuoco). Il sentiero 215 nel primo tratto \u00e8 largo e comodo, senza particolari difficolt\u00e0, il che aiuta a \u201criscaldarsi\u201d per \u201centrare\u201d nel clima Dolomiti. Questo tratto costeggia le Zimes de Marcuoira, offrendo uno sguardo sul gruppo del Cristallo, dove non pochi ogni tanto si fermano a godersi il meraviglioso panorama e a fare tante foto.<br>Strada facendo, passeremo con alti e bassi, un po\u2019 di torrenti e zone dove di sicuro la neve \u00e8 copiosa e scende a valle a fine inverno. Dopo circa un\u2019ora e qualcosina in pi\u00f9 arriviamo a un tratto in cui il sentiero cambia completamente e si fa pi\u00f9 ripido, con una cengia esposta (attrezzata con cavo) seguita da alcune scalette metalliche inframezzate da rocce da arrampicare. Sono questi i tratti che richiedono particolare concentrazione, perch\u00e9 l\u2019esposizione della parete pu\u00f2 impressionare chi non \u00e8 abituato alla montagna e chi soffre di vertigini. Il sentiero diventa sempre pi\u00f9 stretto e gli ingorghi non sono rari. C\u2019\u00e8 chi sale e chi scende. E il passo diventa sempre pi\u00f9 lento. Alcuni tratti sono attrezzati da grate metalliche posizionate al suolo per rendere il terreno meno insidioso, il sentiero prosegue fino a rientrare nel bosco: \u00e8 il segnale che siamo quasi arrivati. Dopo un\u2019ultima salita pi\u00f9 ripida, le pendenze si addolciscono e costeggiando il rio Sorapis ci appare il rifugio Vandelli: manca poco all\u2019arrivo al lago, la cui meraviglia ci attende dietro gli ultimi pini mughi.<br>Non importa quante volte si viene qui, il suo colore emoziona sempre come la prima volta, lasciandoci increduli davanti allo spettacolo che la natura \u00e8 riuscita a creare. La sua acqua, come si legge nel sito del Parco, in certi periodi dell\u2019anno \u00e8 limpida, mentre in altri, quando il deflusso di fusione del soprastante ghiacciaio intacca gli orizzonti limosi del terreno, \u00e8 torbida e lattiginosa, ma di egual colore. Derivando dalle acque glaciali del Sorap\u00ecs, ha una temperatura costantemente bassa. Lo specchio d\u2019acqua \u00e8 circondato da pareti maestose: dalle Cime di Marcoira alla Punta Nera, la Croda Marcora, la severa parete nord del Sorapis, i Monti di Caccia Grande e le Tre Sorelle. In primo piano, alle spalle del laghetto, fa bella mostra di s\u00e9 il Dito di Dio, che sembra fargli da guardia.<br>Il lago \u00e8 scavato nella roccia e privo di emissari superficiali; le sue acque raggiungono infatti per via sotterranea la grande soglia rocciosa del ripiano glaciale, uscendo nella cascata \u201cel P\u00ed\u0161\u201d. Il termine P\u00ed\u0161 (leggi pisc, da \u201cpisciare\u201d, urinare) \u00e8 molto diffuso nella toponomastica dell\u2019area ladina per indicare cascate e cascatelle. Proprio da questo nome deriva quello del gruppo montuoso \u201cSora el P\u00ed\u0161\u201d, ovvero sopra la cascata el P\u00ed\u0161. Durante la stagione invernale le molteplici cascate si ghiacciano, permettendo agli appassionati di praticare l\u2019arrampicata su ghiaccio.<br>Dal lato opposto da quello da cui si arriva c\u2019\u00e8 una grande spiaggia, molto invitante, viene la voglia di fare una nuotata, ma \u00e8 severamente proibito immergersi. C\u2019\u00e8 per\u00f2 tanta gente che prende il sole o riposa su lettini e amache improvvisate, godendosi la vera quiete della montagna, lontani dal chiasso di un rifugio. Dopo un po\u2019 si riprende il cammino, facendo un giro in senso antiorario e a pochi passi dal rifugio arrivano le difficolt\u00e0. O si prende un percorso stretto e a strapiombo sul lago, dove \u00e8 necessario usare le mani, o fare un giro pi\u00f9 ampio per arrivare al rifugio Vandelli e godersi il paesaggio, con alcuni dei luoghi pi\u00f9 iconici della zona.<br>L\u2019emozione \u00e8 amplificata dalla visione del Monte Cristallo, che svetta sopra Cortina con i suoi 3221 metri di altezza, e delle Tre Cime di Lavaredo. Vicino al lago ci sono anche altre attrazioni che incentivano la grande bellezza di questa localit\u00e0. Tra le pi\u00f9 grandi attrazioni troviamo la sua fantastica biodiversit\u00e0: aquile; marmotte e lepri sono solo alcuni degli animali che potrete trovare. Inoltre il lago \u00e8 circondato da una fantastico bosco, il quale \u00e8 teatro di numerose escursioni. Dopo una sosta, non rimane altro che tornare indietro, sempre lungo il sentiero 215.<br>La gita al lago di Sorapis bisogna affrontarla con la massima prudenza e un\u2019adeguata preparazione \u2013, come del resto si fa con ogni escursione \u2013, attenendosi a tutte le raccomandazioni del Soccorso Alpino: prima di approcciarci a un\u2019uscita in montagna \u00e8 fondamentale consultare i bollettini meteo e valanghe, studiare in modo approfondito le caratteristiche dell\u2019itinerario sulla mappa escursionistica, valutare con consapevolezza il proprio livello di allenamento e utilizzare sempre equipaggiamento e attrezzatura adeguati. Prima di partire, \u00e8 bene informarsi presso gli uffici turistici locali e contattare i rifugi della zona per avere notizie aggiornate sulla percorribilit\u00e0 dei sentieri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Una leggenda<\/span><\/strong><br>Come spesso accade in luoghi cos\u00ec mistici, anche al Lago Sorapis si lega una leggenda, che ne arricchisce ancora di pi\u00f9 l\u2019aura incantata. Si narra che il re Sorapis, per salvare sua figlia Misurina, una bambina graziosa ma anche molto capricciosa e viziata, chiese alla fata del Monte Cristallo di realizzare un desiderio impossibile: ricevere uno specchio che le consentisse di leggere i pensieri della gente. La fata pose come condizione che il re si trasformasse in montagna per proteggere il suo giardino.<br>Egli accett\u00f2 e mentre Misurina guardava lo specchio, il re si trasform\u00f2 nel massiccio del Sorapiss, gonfiandosi e cambiando colore: i capelli divennero alberi e le rughe crepacci. Misurina si accorse improvvisamente di trovarsi in alto, sulla montagna che era stata suo padre e, rivolgendo lo sguardo in basso, fu colta da un capogiro, precipit\u00f2 nel vuoto e mor\u00ec. Dalle copiose lacrime del re Sorapiss si formarono due ruscelli, i quali si raccolsero a valle formando un immenso lago, che prese il nome di Misurina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Sentieri alternativi<\/span><\/strong><br>Oltre al sentiero 215, esistono due alternative principali per arrivare al Lago di Sorapis. Sempre dal passo Tre Croci, parte il sentiero 213, molto impegnativo, quindi solo per escursionisti esperti. Un\u2019altra opzione per raggiungere lo splendido lago di Sorapis, \u00e8 salire dal sentiero 217, che parte dall\u2019ex Hotel Cristallo (oggi abbandonato), sulla strada tra Auronzo di Cadore e Misurina. \u00c8 ideale perch\u00e9 ha un bel parcheggio e si solito poche macchine. Ufficialmente, si sale in circa tre ore e con 600 metri di dislivello, ma senza tratti particolarmente esposti, il 217 consente di raggiungere il rifugio Vandelli e il lago Sorapis.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Quando andarci<\/span><\/strong><br>Quando andare al Lago del Sorapis? Si consiglia di fare l\u2019escursione in estate. Infatti, in inverno il lago \u00e8 ghiacciato e coperto di neve, in primavera il periodo del disgelo pu\u00f2 durare mesi; mentre in autunno il lago del Sorapis presenta spesso poca acqua. Bisogna sapere che il Sorapis \u00e8 un laghetto alpino di alta quota di origine glaciale ed \u00e8 naturale che si svuoti durante i mesi pi\u00f9 caldi. Ecco perch\u00e9 l\u2019estate \u00e8 la stagione pi\u00f9 indicata per intraprendere questo itinerario, se si vuole vederlo come appare nelle foto \u201cda cartolina\u201d.<br>Dalla fine di giugno alla fine di agosto, questo gioiello delle Dolomiti Ampezzane si mostra nel suo massimo splendore, con le sue acque dal colore unico circondate da una vegetazione rigogliosa. Dato che il sentiero 215 dal passo Tre Croci \u00e8 molto frequentato, l\u2019ideale sarebbe andare in un giorno feriale, se no si deve fare i conti con il \u201ctraffico\u201d.<br>Bisogna sapere che qui d\u2019autunno, com\u2019\u00e8 normale che sia, il livello dell\u2019acqua del lago Sorapis \u00e8 pi\u00f9 basso. Alcuni potrebbero restare \u201cdelusi\u201d dalla vista di questo piccolo laghetto alpino che appare notevolmente ridotto rispetto all\u2019inizio dell\u2019estate. Tuttavia, i larici che si tingono di giallo attorno alla riva del Sorapis offrono uno spettacolo affascinante. E che le dimensioni del lago calano velocemente basti vedere con le foto che accompagnano l\u2019articolo che sono d\u2019inizio agosto, quando ormai il lago non era al suo massimo splendore e volume.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/lago-di-sorapis-reportage\/'>Lago di Sorapis reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 492.14 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/lago-di-sorapis-reportage\/?wpdmdl=2834&refresh=6a61da931449a1784797843\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su Panorama il 31 agosto 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Grazie alla loro incomparabile bellezza paesaggistica e alla rilevanza scientifica a livello geologico e geomorfologico,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2843,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[153,88],"tags":[],"class_list":["post-2841","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italy","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2841","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2841"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2841\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2844,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2841\/revisions\/2844"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2843"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2841"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2841"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2841"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}