{"id":2848,"date":"2025-09-30T09:34:34","date_gmt":"2025-09-30T08:34:34","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2848"},"modified":"2025-10-14T09:35:37","modified_gmt":"2025-10-14T08:35:37","slug":"lago-di-braies-un-mondo-sospeso-tra-mito-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2025\/09\/30\/lago-di-braies-un-mondo-sospeso-tra-mito-e-realta\/","title":{"rendered":"Lago di Braies: un mondo sospeso tra mito e realt\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Lago di Braies, conosciuto anche come Pragser Wildsee in lingua tedesca, \u00e8 una delle destinazioni pi\u00f9 iconiche e affascinanti delle Dolomiti, nonch\u00e9 patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO. Si trova a 1.496 metri di altitudine nella Valle di Braies, laterale della Val Pusteria, nella provincia di Bolzano (Alto Adige, S\u00fcdtirol). Questo specchio d\u2019acqua, incastonato tra vette imponenti, boschi di abeti e larici e sentieri antichi, non \u00e8 soltanto una meta turistica, ma \u00e8 un luogo che racchiude leggende, storia, spiritualit\u00e0 e un legame profondo tra natura e cultura alpina.<br>Come arrivarci? Da Fiume si va in direzione di Trieste e si prosegue in autostrada fino a Portogruaro; poi si devia, ma sempre in autostrada, in direzione di Pordenone prima e successivamente di Conegliano e di Vittorio Veneto. Si va avanti fino ai pressi di Belluno, giungendo alla strada veloce che porta a Longarone, per poi entrare su viabili secondarie e sempre di pi\u00f9 di montagna. A un certo punto, si decide se procedere per via Auronzo di Cadore, oppure via Cortina d\u2019Ampezzo. Alla fine entrambe si uniscono, l\u2019obiettivo da raggiungere \u00e8 Dobbiaco: qui si svolta a sinistra e dopo un breve tragitto c\u2019\u00e8 l\u2019ultima deviazione, sempre a sinistra, per approdare nell\u2019area del Lago di Braies. Superati alcuni paesini del circondario, ecco che ci si trova davanti al lago.<br>A due passi dal lago ci sono svariati parcheggi. Ma c\u2019\u00e8 l\u2019inghippo. Il turismo di massa ha s\u00ec creato svariati parcheggi, ma ha il risvolto negativo della medaglia \u00e8 che i mezzi che possono arrivare fino al sito sono limitati sia come orari che in quanto all\u2019obbligo di annunciare, in certi mesi dell\u2019anno, il proprio arrivo, con tanto di targa! Da evitare, dunque, visite improvvisate, e scegliendo di far un giro di prima mattina, solitamente non si va incontro a problemi. I meno organizzati e chi non vuole pagare il parcheggio, \u00e8 comunque a disposizione il trasporto tramite navetta o mezzi ecologici. In totale, i chilometri da Fiume sono circa 300, impiegando poco meno di cinque ore.<br>BELLEZZA SCENOGRAFICA CHE RAPISCE LO SGUARDO. Giunti sul posto, la prima immagine che colpisce \u00e8 quella delle acque color smeraldo o turchese (a seconda della stagione e della luce) che riflettono le cime circostanti. Il lago, come leggiamo nel cartellone, si estende per circa 31 ettari, con una lunghezza di 1,2 km e una profondit\u00e0 massima di circa 36 metri. Nonostante le sue dimensioni relativamente contenute, la sua bellezza scenografica lo ha reso famoso a livello internazionale, tanto da essere considerato la \u201cperla delle Dolomiti\u201d.<br>Sulle sue sponde, nella zona tra i parcheggi e il lago, si trova il Grand Hotel Pragser Wildsee, una struttura storica inaugurata a fine Ottocento, che ha ospitato alpinisti, nobili e viaggiatori provenienti da tutta Europa. La presenza dell\u2019hotel ricorda come il turismo alpino sia nato proprio in queste zone, dove le Dolomiti erano gi\u00e0 meta di esplorazioni naturalistiche e sportive nell\u2019epoca romantica.<br>Uno dei modi migliori per scoprire il Lago di Braies \u00e8 percorrere il sentiero ad anello che lo circonda. Lungo circa 3,6 km e accessibile in circa un\u2019ora e mezza di cammino a passo tranquillo. Il percorso \u00e8 adatto a tutti, anche a famiglie con bambini, e regala scorci sempre diversi. La sponda occidentale \u00e8 pi\u00f9 larga e pianeggiante. Corre tra il bosco e la riva del lago, offrendo vedute spettacolari sulle acque turchesi. E poi in primavera ed estate \u00e8 ricca di fiori alpini. D\u2019altro canto la sponda orientale \u00e8 pi\u00f9 ripida e rocciosa, con passaggi leggermente esposti e passerelle in legno. Qui si percepisce meglio la natura selvaggia del luogo, con rocce a picco sull\u2019acqua e radici che emergono dal terreno. E poi ci sono da affrontare due rampe di scale con tanto di sali e scendi. Nulla di proibitivo, ma rallenta il giro attorno al lago.<br>Lungo il percorso sono diversi i punti panoramici. Si aprono terrazze naturali che permettono di osservare il lago dall\u2019alto, cogliendone la forma allungata e la cornice delle Dolomiti di Braies, tra cui spicca la Croda del Becco (2.810 mslm) e che si vede benissimo di buon mattino e passeggiando sul lato occidentale.<br>ESPERIENZE DA\u2026 BRIVIDI. Quest\u2019itinerario \u00e8 molto frequentato durante la bella stagione, ma al mattino presto o al tramonto regala momenti di autentica magia, quando la luce si specchia sul lago e il silenzio della natura domina sull\u2019eco dei turisti. Gi\u00e0 alle 8-9 del mattino ci sono parecchi turisti e gli ingorghi in certi tratti sono inevitabili.<br>Oltre all\u2019escursionismo, il Lago di Braies offre altre esperienze suggestive. Cos\u00ec molto popolare \u00e8 il noleggio barche a remi. Si trova al piccolo molo in legno subito vicino al parcheggio e al imbocco del giro attorno al lago. Da qui partono le classiche imbarcazioni che permettono di navigare tra le acque calme del lago, rivivendo l\u2019atmosfera romantica di fine Ottocento. \u00c8 una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 fotografate e iconiche del luogo. Il tempo del noleggio e limitato e i prezzi non sono piccoli.<br>Durante l\u2019estate si pu\u00f2 fare il bagno. Al contrario del lago di Sorapis, qui i bagni sono consentiti. Per\u00f2 attenzione. L\u2019acqua qui \u00e8 molto fredda e raramente supera i 14-15\u00b0C anche in estate! I pi\u00f9 coraggiosi possono fare un tuffo rinfrescante. Anche se la stragrande parte dei turisti qui arriva in estate, d\u2019inverno, il Lago di Braies si trasforma completamente. Le sue acque ghiacciano, creando una superficie spesso percorribile a piedi, e la neve copre ogni dettaglio di bianco, trasformando il paesaggio in una cartolina alpina. Alcuni tratti del sentiero restano praticabili, ma servono attrezzature adeguate. In passato si organizzavano anche gare di curling e passeggiate in slitta trainata da cavalli sul ghiaccio.<br>DIVERSE POSSIBILIT\u00c0. Il lago, come scritto, \u00e8 dominato dalla Croda del Becco (Seekofel) che \u00e8 una montagna di 2.810 metri che si erge imponente sulla sua sponda sud. Questa vetta \u00e8 una delle cime pi\u00f9 note delle Dolomiti di Braies ed \u00e8 legata a una leggenda. La sua posizione maestosa fa quasi come un guardiano del lago, contribuisce al fascino mistico del paesaggio.<br>Il lago, infatti, si trova all\u2019interno del Parco Naturale Fanes-Senes-Braies, una delle aree protette pi\u00f9 importanti delle Dolomiti, nota per la biodiversit\u00e0 di flora e fauna, per le rocce calcaree dalle forme bizzarre e per i paesaggi carsici. Per gli escursionisti e appassionati di trekking qui ci sono numerosi itinerari che conducono a pascoli alpini, rifugi e cime panoramiche.<br>Il sentiero verso la Croda del Becco \u00e8 per gli escursionisti pi\u00f9 esperti. Il sentiero parte proprio dalla sponda meridionale del lago e segue un percorso impegnativo, ma spettacolare dove solo la salita dura circa 4-5 ore con un dislivello di circa 1300 metri. Dalla vetta, la vista \u00e8 straordinaria. Si spazia dal Gruppo delle Tofane al Cristallo, fino alla Val Pusteria.<br>Per\u00f2 il Lago di Braies \u00e8 pure il punto di partenza ufficiale della famosa Alta Via n. 1 delle Dolomiti, uno degli itinerari escursionistici pi\u00f9 famosi al mondo. Questo percorso di pi\u00f9 giorni (circa 150 km) collega il Lago di Braies a Belluno, attraversando alcuni dei paesaggi pi\u00f9 spettacolari delle Dolomiti, i rifugi Fanes e Lagazuoi, le Tofane, la Marmolada, fino alle Dolomiti Bellunesi.<br>Ogni estate, centinaia di escursionisti di diverse nazionalit\u00e0 arrivano al lago proprio per intraprendere questa avventura, trasformando il Pragser Wildsee in un simbolo del trekking dolomitico.<br>Un\u2019altra escursione pi\u00f9 tranquilla e adatta a famiglie \u00e8 quella che conduce alla Malga Foresta (Gr\u00fcnwaldalm, 1590 mslm). Il percorso parte dal lato occidentale del lago e si inoltra in una valle laterale circondata da boschi e praterie alpine. Qui si trova una tipica malga altoatesina, dove si possono assaggiare piatti della cucina tirolese, formaggi freschi e prodotti locali.<br>L\u2019escursione \u00e8 breve, meno di un\u2019ora a piedi, ma molto gratificante. Oltre al paesaggio, permette di conoscere la tradizione rurale e gastronomica delle Dolomiti. Negli ultimi anni, il Lago di Braies \u00e8 diventato famoso anche grazie alla serie tv \u201cUn passo dal cielo\u201d e ambientata proprio qui. Il piccolo molo delle barche e l\u2019hotel sul lago sono apparsi in numerose scene, contribuendo ad accrescere la notoriet\u00e0 del luogo e attirando un pubblico ancora pi\u00f9 vasto.<br>ZONA BILINGUE. Un altro aspetto interessante \u00e8 il bilinguismo culturale della zona. La maggior parte degli abitanti parla sia italiano che tedesco, e i toponimi hanno sempre una doppia denominazione (Braies\/Prags, Croda del Becco\/Seekofel). Questo riflette la storia complessa dell\u2019Alto Adige, terra di incontro e a volte di conflitto tra culture diverse, oggi perfettamente integrate. Nonostante il turismo, il Lago di Braies conserva un\u2019aura di spiritualit\u00e0. Lungo la riva settentrionale, a pochi passi dall\u2019albergo, si trova una piccola cappella alpina, costruita nel 1904, dedicata alla Madonna. \u00c8 una delle immagini pi\u00f9 suggestive del lago.<br>Il Lago di Braies non \u00e8 solo uno dei paesaggi naturali pi\u00f9 affascinanti delle Dolomiti, \u00e8 anche un luogo intriso di storie, miti e vicende storiche che lo rendono misterioso e magnetico. Dietro l\u2019incanto delle sue acque turchesi, infatti, si nascondono leggende tramandate per secoli e episodi della storia recente che hanno lasciato un segno profondo. Una delle narrazioni pi\u00f9 celebri legate al Lago di Braies riguarda la mitica leggenda del Regno di Fanes, una storia epico tramandato dalla tradizione ladina, che rappresenta una sorta di \u201cmitologia dolomitica\u201d.<br>RACCONTI MITOLOGICI. Secondo il mito, i principi di Fanes, un antico popolo che viveva tra le montagne, custodivano immensi tesori d\u2019oro. Quando il regno entr\u00f2 in decadenza e i nemici lo minacciarono, gli abitanti si rifugiarono proprio presso la Croda del Becco, la montagna che sovrasta il Lago di Braies. Qui, per proteggere le loro ricchezze, avrebbero aperto una porta segreta che conduceva al loro regno sotterraneo, nascosto sotto la montagna stessa.<br>Il lago, in questa leggenda, rappresentava la porta di accesso a quel mondo misterioso. Si dice che solo chi possiede un cuore puro e libero da avidit\u00e0 possa trovarla. Secondo alcune versioni, i tesori giacciono ancoraoggi sotto le acque del lago, sorvegliati dagli spiriti degli antichi Fanes. Sempre legato alla leggenda del Regno di Fanes, il Lago di Braies \u00e8 conosciuto come il \u201cPortone delle Dolomiti\u201d. Il collegamento simbolico con mondi sotterranei e con tesori nascosti ha reso questo luogo, nei secoli, fonte di racconti popolari e misteri. Ancora oggi, molti visitatori guardano il lago con occhi diversi, immaginandolo come un portale che separa la realt\u00e0 dal mito.<br>Al di l\u00e0 delle leggende, il Lago di Braies \u00e8 stato anche teatro di episodi storici significativi. Uno dei pi\u00f9 noti riguarda la Seconda guerra mondiale. Nella primavera del 1945, poco prima della fine del conflitto, i nazisti avevano deportato da vari campi di concentramento 139 prigionieri illustri, tra politici, nobili, militari e personalit\u00e0 culturali. Tra questi pure membri della resistenza italiana e tedesca, diplomatici e persino familiari di oppositori del regime. L\u2019intenzione era probabilmente quella di usarli come ostaggi per trattative con gli Alleati. Il gruppo fu trasferito in Alto Adige e tenuto prigioniero proprio al Grand Hotel Pragser Wildsee, l\u2019hotel sul lago. Qui avvenne un episodio quasi miracoloso. Grazie all\u2019intervento della Wehrmacht, che ormai non seguiva pi\u00f9 le direttive di Hitler, i prigionieri vennero liberati senza spargimento di sangue. Questo evento ha fatto s\u00ec che il Lago di Braies restasse nella memoria come un luogo di salvezza e rinascita, non solo un paesaggio idilliaco.<br>ALONE DI MISTERO. Al di l\u00e0 delle leggende ladine e delle vicende belliche, il Lago di Braies ha sempre suscitato un\u2019aura di mistero. Una di questa \u00e8 la sua profondit\u00e0 oscura, con i suoi 36 metri di profondit\u00e0, il lago \u00e8 stato spesso visto come un abisso insondabile. Le sue acque, che cambiano colore dal verde smeraldo al blu intenso, hanno alimentato credenze secondo cui nasconderebbero portali o antiche reliquie. Poi c\u2019\u00e8 quello dei fenomeni naturali. A volte, all\u2019alba, si formano vapori e nebbie sottili che emergono dalle acque. In passato, gli abitanti della valle li interpretavano come segnali della presenza di spiriti.<br>Il Lago di Braies non \u00e8 soltanto una meta turistica, ma \u00e8 un luogo che racchiude natura, cultura, leggende e memoria storica. Chi lo visita pu\u00f2 viverlo in molti modi diversi. Pu\u00f2 viverlo come semplice passeggiata intorno alle sue acque, come punto di partenza per escursioni impegnative, come esperienza romantica a bordo di una barca o come luogo di riflessione spirituale.<br>Le sue acque turchesi, i boschi circostanti, la Croda del Becco che veglia dall\u2019alto e le storie che vi si intrecciano rendono questo lago un simbolo delle Dolomiti e uno dei posti pi\u00f9 affascinanti d\u2019Italia. Sembra quasi di entrare in un mondo sospeso tra realt\u00e0 e mito: un paesaggio che sa incantare i sensi, ma anche stimolare l\u2019immaginazione, lasciando a ogni viaggiatore un ricordo che va oltre la semplice bellezza naturale. Una cosa \u00e8 sicura. Finita la visita, rimane la voglia di tornarci un altra volta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/lago-di-braies-reportage\/'>Lago di Braies reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 570.37 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/lago-di-braies-reportage\/?wpdmdl=2836&refresh=6a63568e30d801784895118\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su Panorama il 30 settembre 2025<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Lago di Braies, conosciuto anche come Pragser Wildsee in lingua tedesca, \u00e8 una delle<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2849,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[153,88],"tags":[],"class_list":["post-2848","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italy","category-tourist-reportage"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2848","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2848"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2848\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2850,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2848\/revisions\/2850"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}