{"id":285,"date":"2014-04-15T15:58:15","date_gmt":"2014-04-15T15:58:15","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/dopo-la-lotta-partigiana-la-battaglia-per-emergere-a-livello-nazionale-5-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:30:41","modified_gmt":"2023-11-25T08:30:41","slug":"dopo-la-lotta-partigiana-la-battaglia-per-emergere-a-livello-nazionale-5-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/dopo-la-lotta-partigiana-la-battaglia-per-emergere-a-livello-nazionale-5-e-continua\/","title":{"rendered":"Dopo la lotta partigiana, la battaglia per emergere a livello nazionale (5 e continua)"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo episodio ci siamo fermati con la cronistoria della societ\u00e0 spalatina ai primi venti di guerra. La squadra dalmata, infatti, fin\u00ec di disputare quello che oggi si chiama campionato croato e che all\u2019epoca era un girone di qualificazione per il campionato jugoslavo della stagione 1940\/41. Una stagione che port\u00f2 nonostante tutto tante gioie e un risultato che fino allo scorso anno poteva essere considerato un successo storico, in quanto a piazzamento. Per\u00f2 la guerra spazz\u00f2 via tutto e impose alla dirigenza e ai giocatori della societ\u00e0 altre priorit\u00e0, che con il gioco del pallone avevano poco a che vedere.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>LA POLITICA IN PRIMO PIANO D\u2019altronde, va ricordato, che nella storia di questa societ\u00e0, fin dai suoi inizi, la politica aveva sempre recitato un ruolo di primissimo piano. Anzi potremmo dire, senza il timore di essere smentiti, che quella della squadra spalatina era stata in primo luogo una storia politica e poi una storia sportiva e calcistica. Per tale motivo non dobbiamo sorprenderci se la societ\u00e0 dalmata prese una decisione che si potrebbe definire inconsueta. Infatti, allo scoppio delle ostilit\u00e0, apparve chiaro ai pi\u00f9 che mondo del calcio sarebbe stato costretto a fermarsi e che manifestazioni ufficiali non ci sarebbero state pi\u00f9. E cos\u00ec la societ\u00e0 spalatina decise di sciogliersi.<br \/>\nIMBRACCIATO IL FUCILE Fu una decisione, come rilevato, alquanto singolare, giacch\u00e9 ben pochi club all\u2019epoca decisero di seguire una simile strada. Inutile dire che praticamente tutti i membri della dirigenza e della compagine imbracciarono il fucile e si unirono alla lotta partigiana, combattendo nelle zone pi\u00f9 disparate contro le formazioni nemiche di diversa provenienza. Nel corso del secondo conflitto mondiale, la dirigenza e i giocatori dello Split pagarono un prezzo molto alto all\u2019ideale di libert\u00e0 e giustizia sociale. Caddero in tanti sui campi di battaglia.<br \/>\nNESSUNO SI PERSE D\u2019ANIMO Per\u00f2 siccome erano state tante gi\u00e0 in precedenza le battaglie politiche combattute da questa societ\u00e0, tanti gli ostacoli che era stato necessario superare, tante le delusioni patite, nessuno si perse d\u2019animo neppure stavolta. Ragion per cui finita la guerra gli spalatini tornarono ad alzare la testa, a organizzarsi e a battersi, di nuovo sui campi di gioco, pi\u00f9 forti che mai. Dopo quattro anni di assoluta pausa (al contrario dei cugini dell\u2019Hajduk che quasi mai sospesero completamente la propria attivit\u00e0 durante la Seconda guerra mondiale), lo Split nel 1945 torn\u00f2 in auge.<br \/>\nLA RIFONDAZIONE Il momento topico fu il 23 settembre 1945. Tutti i vecchi e i nuovi membri dello Split furono invitati al cinema Eden per assistere all\u2019Assemblea costituiva. L\u2019onore di dirigere questa Assemblea fu concesso aduno dei dirigenti del periodo antecedente la guerra, Luka Buri\u0107. Dopo un minuto di raccoglimento in onore di tutti i dirigenti e i giocatori caduti durante il secondo conflitto mondiale, il primo a rivolgersi ai presenti fu l\u2019ultimo presidente, il dottor Nisiteo. La prima decisione fu quella di cambiare il nome della societ\u00e0 per esteso. Nacque cos\u00ec il Fiskulturno dru\u0161tvo Split. Entrarono a far parte della nuova, ovvero prima dirigenza, in veste di presidente Marin Krstulovi\u0107 (vicecomandante militare della citt\u00e0 di Spalato) e quali vicepresidenti Luka Buri\u0107 e Sre\u0107ko Singo\u0161a. Ante \u0160ari\u0107 e Ivan Tomi\u0107 furono eletti segretari, Vicko Sumi\u0107 e Nikola Kazinoti tesorieri. Furono eletti ancora nell\u2019ambito della dirigenza pure Pa\u0161ko Nin\u010devi\u0107 e il dottor Nisiteo.<br \/>\nCome rilevato, il nuovo nome della societ\u00e0 fu Fiskulturno dru\u0161tvo Split, in quanto pure a Spalato, come in gran parte del Paese, si decise di formare societ\u00e0 sportive che inglobavano discipline diverse. Cos\u00ec accadde anche nel caso dello Split, che fin dalla sua rifondazione decise di essere presente in ben sette sport.<br \/>\nBATTUTI I RIVALI DI SEBENICO Visto che l\u2019Assemblea costitutiva si era tenuta in mattinata e alla presenza dei membri del nuovo \u0160ibenik calcio, gi\u00e0 nelle ore pomeridiane venne disputata la prima partita. Lo Split e \u0160ibenik si affrontarono sul campo di gioco dei cugini del Hajduk. A questo incontro, come riportarono i giornali dell\u2019epoca, gli spalti erano gremiti. C\u2019erano circa 2.500 spettatori. L\u2019onore di arbitrare questa partita fu concesso al migliore arbitro dell\u2019epoca ed ex giocatore dell\u2019Hajduk, Leo Leme\u0161i\u0107. La prima formazione a scendere in campo fu quella costituita da Mladini\u0107, Duplan\u010di\u0107, \u0160ore, Vu\u0161kovi\u0107, Markovi\u0107, \u0160iti\u0107, Petej, Vido\u0161evi\u0107, Ne\u0161kov\u010din, Toli\u0107 e Znidar\u0161i\u0107. A vincere furono i padroni di casa per 2-0. Vista l\u2019ottima relazione che si era instaurata tra le due societ\u00e0, ben presto venne organizzata la partita di ritorno. Al suo primo match in trasferta a Sebenico la compagine spalatina riusc\u00ec a reggere all\u2019urto degli avversari: la partita fin\u00ec in parit\u00e0 per 1-1.<br \/>\nSCONFITTI I TRIESTINI Non pass\u00f2 molto tempo e si arriv\u00f2 alla prima partita di carattere internazionale. L\u2019onore di \u201csbarcare\u201d a Spalato spett\u00f2 all\u2019Unione operaia Triestina di Trieste. Fu un autentico spettacolo visto che la partita alla fine si concluse con un incredibile 4-4. Il \u201critorno\u201d port\u00f2 gli spalatini al primo successo in trasferta. Grazie alla rete di Marasovi\u0107 lo Split vinse a Trieste per 1-0.<br \/>\nSPERANZE Insomma i primi momenti del dopoguerra furono pieni di successi e di speranza. A guidare la squadra fin dalle prime battute fu un allenatore di alta caratura e sicura fama, Luka Kaliterna. Una vera garanzia per fare s\u00ec che questa squadra potesse raggiungere mete importanti, pure lontano dalla proprio regione. Per\u00f2 dall\u2019altro lato c\u2019erano di nuovi i soliti, ben noti problemi. Durante la guerra era andato distrutto il vecchio e tanto atteso campo di gioco. La societ\u00e0 era rimasta pure senza una propria sede societaria. Insomma i vecchi problemi erano di nuovo all\u2019ordine del giorno. Per\u00f2 al contrario dei primi anni di vita, questa volta le soluzioni vennero trovate ben presto.<br \/>\nL\u2019AMICIZIA CON L\u2019HAJDUK Inoltre se prima della guerra la rivalit\u00e0 tra l\u2019Hajduk e lo Split era forte, dal 1945 le due societ\u00e0 diventarono quasi amiche e furono non poche le partite amichevoli. La prima venne disputata il 10 dicembre 1945 sul campo dell\u2019Hajduk. A scendere il campo per la squadra spalatina di gran lunga pi\u00f9 blasonata furono: Brklja\u010da, Kokeza, J. Mato\u0161i\u0107, Lu\u0161tica, Katni\u0107, Batini\u0107, Mr\u010di\u0107, I. Radovnikovi\u0107, Vi\u0111ak, Loko\u0161ek e Broketa. Per lo Split giocarono: Mladini\u0107 (Arneri), Lali\u0107, Duplan\u010di\u0107, Gr\u010di\u0107 (Tvrdi\u0107), Marasovi\u0107, Jelaska, Arapovi\u0107, Krule, Vu\u0161kovi\u0107\u0161 (Hajek), Petroni\u0107, e Znidari\u0107. Fu una partita a senso unico e lo Split dovette subire la sua prima sconfitta, con un risultato quasi umiliante. Fin\u00ec infatti 5-1 per l\u2019Hajduk.<br \/>\nQUALIFICAZIONI INFINITE Finita la guerra si pass\u00f2 all\u2019organizzazione dei primi campionati. Visto che si doveva ricostruire il campionato jugoslavo ebbe inizio immediatamente la fase delle lunghe qualificazioni. Nel gennaio del 1946 iniziarono quelle per il campionato croato. Prima di tutto ci furono le qualificazioni a livello cittadino dove ad affilare le armi furono gli storici rivali, per l\u2019appunto l\u2019Hajduk e lo Split.<br \/>\nUNA DOPPIA DELUSIONE Per lo Split fu una doppia delusione. Infatti perse per 2-0 e 6-1. L\u2019Hajduk si qualific\u00f2 per il campionato croato, mentre lo Split dovette cercare di ritagliarsi uno spazio nel campionato dalmata. Qui dapprima in semifinale ebbe la meglio contro lo Jedinstvo di Ragusa (Dubrovnik). Poi in finale affront\u00f2 i nuovi amici dello \u0160ibenik. Il confronto inizi\u00f2 male, con la sconfitta a Sebenico per 2-1. Per\u00f2 il ritorno fu a senso unico e lo Split vinse per 4-0. Arriv\u00f2 cos\u00ec la qualificazione al girone croato a otto che doveva designare le due compagini per il campionato jugoslavo per la stagione 1946\/47. Si tratt\u00f2 di una competizione a senso unico. Hajduk Spalato e Dinamo Zagabria si rivelarono troppo forti per tutti gli altri contendenti e lo Split alla fine dovette accontentarsi di un deludente settimo posto, frutto di sole tre vittorie (per di pi\u00f9 una su tavolino) e ben 11 sconfitte.<br \/>\nUN BUON TERZO POSTO Questo settimo posto port\u00f2 la seconda societ\u00e0 spalatina a giocare il campionato croato. All\u2019epoca non era prevista la classica Serie B, e cos\u00ec il secondo livello di competizione era composto dai diversi campionati repubblicani: poi venivano le qualificazioni che dovevano designare i club che sarebbero entrati a far parte della Prima lega. Cos\u00ec lo Split gioc\u00f2 il primo campionato croato come unica squadra della Dalmazia. Fu un campionato combattuto e con non pochi problemi. Partiti in nove finirono in otto. Per lo Split fu una competizione che lo vide in lizza per le posizioni di vertice. Alla fine gli spalatini conquistato un solido terzo posto dietro al Metalac di Zagabria e allo Zagreb. In totale otto vittorie e cinque sconfitte con un solo pareggio.<br \/>\nCOPPA Per\u00f2 alla fine pure questo bast\u00f2 per sperare in una qualificazione. La Federcalcio cercava la formula vincente e il numero giusto di squadre per il campionato di Prima lega, ma pure per le leghe minori. Cos\u00ec alla fine lo Split fu invitato a giocare un torneo di qualificazione, chiamato Savezni kvalifikacioni kup (Coppa di qualificazione federale) per il 1947<br \/>\nIn questa specie di coppa, ma non disputata a livello statale e nemmeno con la formula classica cos\u00ec come \u00e8 nota oggi, parteciparono ben 16 squadre. Fra queste lo Split era l\u2019unica compagine dalmata. Il sorteggio fu molto sfortunato e design\u00f2 subito come avversario il forte Metalac di Zagabria. Dopo la sconfitta a Zagabria per 4-1, la partita di ritorno non port\u00f2 la tanto sospirata rimonta: l\u2019incontro fin\u00ec sull\u20191-1. Dopo questa delusione ci furono diverse partite amichevoli e poi la fine di nuovo una rivoluzione organizzativa! E s\u00ec. Vista la grande mole di club che nascevano in tutto il Paese ci fu la direttiva di andare alla formazione di gruppi sportivi, nell\u2019ambito dei quali dovevano unirsi club diversi, anche di sport diversi.<br \/>\nLA FUSIONE CON I CUGINI SPALATINI Cos\u00ec nel caso dello Split si arriv\u00f2 alla fusione con i grandi rivali dell\u2019epoca precedente, i cugini dell\u2019Hajduk: le due compagini si ritrovarono accorpate nel neocostituito gruppo sportivo dell\u2019Hajduk. Lo Split cos\u00ec per l\u2019ennesima volta nella sua storia cess\u00f2 di esistere. Fu, al contrario di quello che potrebbe sembrare oggi, una decisione non sofferta, che non comport\u00f2 alcuna delusione. Infatti la compagine continu\u00f2 a giocare, ma come una squadra minore dello stesso Hajduk. Questa politica nazionale dur\u00f2 per due anni, e quando si comprese che il modello non era valido, si arriv\u00f2 di nuovo alla separazione delle storiche societ\u00e0 e alla divisione tra gli sport. Questo fu pure il caso dello Split che poco prima della chiusura ufficiale dell\u2019FD Hajduk decise di fondare una propria societ\u00e0 chiamata FD Vicko Krstulovi\u0107.<br \/>\nPALLACANESTRO La fondazione avvenne il 7 novembre 1949 e nella nuova societ\u00e0 fu convogliata ben presto la gran parte dei vecchi membri. Il primo presidente fu Pa\u0161ko Miljan. Naturalmente all\u2019inizio c\u2019erano diversi sport in seno a questo gruppo. Il settore calcistico all\u2019inizio fu guidata dall\u2019ex giocatore dell\u2019Hajduk, Jozo Mato\u0161i\u0107. Tra le altre sezioni vanno segnalate quella pallacestistica, maschile e femminile (dalla quale parecchi anni dopo sarebbe nata la Jugosplastika), l\u2019atletica, il ciclismo, il nuoto, ecc.<br \/>\nNASCE L\u2019ARSENAL Gli inizi, almeno quelli calcistici, non registrarono l\u2019uscita dagli ambiti regionali. Ci furono anni in cui la principale preoccupazione era quella di trovare un campo di gioco disponibile. L\u2019unico conforto era rappresentato dal grandissimo numero di soci, ben 450 attivi e 400 di supporto. Il vero problema per far compiere a questa societ\u00e0 un balzo di qualit\u00e0 e permetterle di risalire di nuovo ai livelli almeno repubblicani risiedeva nel fatto che i campionati cambiavano costantemente di forma e di numero, per cui emergere era un\u2019impresa difficile per tutti. Il club nel 1952 decise di cambiare il nome in Arsenal e con questa denominazione arriv\u00f2 per la prima volta ad esibirsi a livello repubblicano. Si trattava di un\u2019occasione di quelle ghiotte, perch\u00e9 proprio in quel 1952 si decise di organizzare a livello croato ben cinque campionati regionali per arrivare alla qualificazione nel campione repubblicano.<br \/>\nIL RITORNO ALLE RADICI L\u2019Arsenal si ritrov\u00f2 a giocare il campionato detto spalatino che includeva tutta la Dalmazia. Fra gli avversari da battere c\u2019erano compagini ben pi\u00f9 quotate all\u2019epoca, come Zadar e \u0160ibenik. Alla fine l\u2019Arsenal conquist\u00f2 un ottimo quinto posto, frutto di sette vittorie, cinque pareggi e sei sconfitte. Finito il campionato si decise di tornare alle radici e la societ\u00e0 prese il nome di Radni\u010dko sportsko dru\u0161tvo Split, nome che porta tutt\u2019oggi.<br \/>\nL\u2019INIZIO DELLA SCALATA Questa prima apparizione nel campionato repubblicano contribu\u00ec a fare s\u00ec che ci fosse pi\u00f9 attenzione verso la squadra e le sue problematiche. E il risultato non manc\u00f2: si arriv\u00f2 ad avere finalmente a disposizione il tanto sospirato campo di calcio. Un fatto questo che aiut\u00f2 eccome la societ\u00e0 a consolidarsi. Si fece strada di pari passo la speranza di poter conseguire risultati molto migliori: il piano era quello di raggiungere livelli molto pi\u00f9 elevati e magari di arrivare a competere alla pari con il vecchio amico-nemico dell\u2019Hajduk.<br \/>\nUn\u2019idea che ben presto divenne realt\u00e0. Di l\u00ec a sette anni la squadra, nonostante tutti i cambiamenti della formula del campionato, arriv\u00f2 al suo tanto sospirato obiettivo di fondo, la Prima lega.<br \/>\nIl primo traguardo da conseguire era quello di uscire dai livelli regionali. Infatti dopo il campionato repubblicano diviso in tanti gironi si ritorn\u00f2 al campionato unico e per di pi\u00f9 croato-sloveno. E qui la squadra spalatina fece il suo primo tentativo di emergere \u201cdall\u2019anonimato regionale\u201d. Infatti, stravinse il proprio girone di qualificazione e si qualific\u00f2 di diritto nel campionato croato-sloveno per la stagione 1953\/54, terzo livello nazionale.<br \/>\nUN PERIODO D\u2019ORO E questo fu soltanto il primo successo. Anzi, il primo di una lunga serie che in pochi anni avrebbe portato la squadra spalatina dai livelli cittadini-regionali a disputare la Prima lega nazionale. Fu un successo storico, che fino alla scorsa stagione era considerato come la fase migliore della societ\u00e0, il suo periodo d\u2019oro. Ma di questo di pi\u00f9 nel prossimo episodio.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/rnk-split-part-5\/'>RNK Split, part 5<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 268.74 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/rnk-split-part-5\/?wpdmdl=801&refresh=6a18bf4bbd5571780006731\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 10 marzo 2012.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019ultimo episodio ci siamo fermati con la cronistoria della societ\u00e0 spalatina ai primi venti di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1364,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[59],"tags":[],"class_list":["post-285","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rnk-split"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=285"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1840,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285\/revisions\/1840"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1364"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=285"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=285"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=285"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}