{"id":291,"date":"2014-04-15T16:04:54","date_gmt":"2014-04-15T16:04:54","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/circolo-canottieri-diadora-l-autentico-orgoglio-di-zara-2-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:01:53","modified_gmt":"2023-11-25T08:01:53","slug":"circolo-canottieri-diadora-l-autentico-orgoglio-di-zara-2-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/circolo-canottieri-diadora-l-autentico-orgoglio-di-zara-2-e-continua\/","title":{"rendered":"Circolo canottieri Diadora, l\u2019autentico orgoglio di Zara (2 e continua)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; border: 0; margin: 10px;\" src=\"images\/badge\/rowing-jadranzadar.jpg\" alt=\"\" align=\"left\" border=\"0\" \/>La societ\u00e0 di canottaggio Jadran \u00e8 soltanto l\u2019ultima delle grandi societ\u00e0 che hanno reso popolare questo sport non solamente a Zara, ma in un ambito regionale molto pi\u00f9 vasto e che hanno fatto la storia del canottaggio dalmata. Di Zara non si pu\u00f2 parlare senza ricordare i grandi successi che ha ottenuto questo sport negli anni a partire dal 1885. Da quell\u2019anno in poi \u00e8 stato un susseguirsi di ottimi piazzamenti sia a livello nazionale sia a livello internazionale. Basti ricordare che le varie societ\u00e0 di canottaggio zaratine hanno conquistato allori sia a livello europeo, sia a livello mondiale, ottenendo pure diverse medaglie olimpiche. Anche se oggi il canottaggio \u00e8 considerato generalmente uno sport di serie B, questo non \u00e8 assolutamente il caso di Zara. Qui abbiamo certamente una grande societ\u00e0 di calcio e soprattutto un club di pallacanestro di prim\u2019ordine: per\u00f2 \u00e8 dal canottaggio che vengono i pi\u00f9 grandi successi zaratini nel campo dello sport. Basti ricordare le medaglie olimpiche conquistate dai canottieri del principale centro urbano della Dalmazia centrosettentrionale a partire dal 1924.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>SPORTIVI \u00abCROATI\u00bb Il comitato olimpico croato prima delle Olimpiadi di Londra di quest\u2019anno ha stilato una originale lista di tutti gli \u201esportivi croati\u201c che hanno vinto medaglie nella storia di questi Giochi. Qui hanno trovato posto non soltanto quei campioni che hanno conquistato medaglie con i colori della Croazia indipendente e sovrana oppure quelli che hanno ottenuto allori all\u2019epoca della Jugoslavia, ma pure i medagliati con i colori dell\u2019Austro-Ungheria e dell\u2019Italia. In altre parole tutti gli olimpionici residenti nel corso della storia sul territorio dell\u2019attuale Croazia. In questa lunga lista troviamo pure le medaglie vinte nel mondo del canottaggio.<br \/>\nDIMENTICATI IN \u00abPATRIA\u00bb E proprio dal canottaggio arriva la prima medaglia a squadre conquistata nell\u2019ormai lontano 1924 dai rematori di Zara. Questo primo grande successo a squadre dello \u201esport croato\u201c alle Olimpiadi, ancor oggi non \u00e8 riconosciuto come tale dalla societ\u00e0 pi\u00f9 vecchia tutt\u2019ora esistente a Zara, che infatti il periodo italiano non lo riconosce affatto come proprio. Potremmo dire, nemo propheta in patria\u2026<br \/>\nCONTATTI CON L\u2019ITALIA FIN DALL\u2019INIZIO Per\u00f2 questa \u00e8 una cosa facilmente comprensibile. Infatti dopo la Prima guerra mondiale Zara venne inglobata nel Regno d\u2019Italia. Ma anche in precedenza i rematori di Zara partecipavano soprattutto alle regate che si svolgevano in Italia. Pure i primi remi erano venuti dall\u2019Italia. Questi contatti erano una vera fortuna per i rematori zaratini che cos\u00ec potevano saggiare meglio la propria forza e avevano l\u2019opportunit\u00e0 di partecipare a svariate competizioni sia a livello nazionale sia internazionale. Al contrario, rimanendo relegati in un ambito meramente regionale, i rematori zaratini avrebbero potuto partecipare solamente a pochissime regate, senza grandi possibilit\u00e0 di compiere progressi.<br \/>\nE cos\u00ec, dopo il Primo conflitto mondiale, non ci fu per il canottaggio zaratino alcun isolamento, ad onta del fatto che la citt\u00e0 fosse divenuta di fatto un\u2019enclave italiana in territorio jugoslavo, ma anzi si allargarono ulteriormente le opportunit\u00e0 sportive. Il Circolo Canottieri Diadora subito nel 1918 cominci\u00f2 a partecipare a svariate regate e campionati di livello regionale, in primo luogo a Trieste e a Capodistria.<br \/>\nREGATA DI POLA Nell\u2019agosto del 1919 i rematori zaratini partecipano alla regata di Pola, dove il quattro con composto da Luigi Miller, Antonio Toniatti, Francesco Cattalinich, Antonio Cattalinich e dal timoniere Latino Galasso si impose davanti alla Libertas di Capodistria e alla Arupinum di Rovigno. Gli zaratini ottennero, invece, il secondo posto nella gara degli juniores, dietro alla \u201cForza e Valore\u201d di Parenzo.<br \/>\nI problemi comunque non mancavano. La regata successiva doveva essere quella di Trieste a settembre, per\u00f2 a causa di problemi logistici, ovvero di trasporto, la societ\u00e0 dalmata dovette rinunciare alla trasferta. Seguirono problemi pure per quanto concerne la partecipazione ai campionati nazionali di Lecco. Sia per i fiumani che per gli zaratini il trasporto dei remi si rivel\u00f2 impresa ardua. Le societ\u00e0 lombarde cercarono di dare una mano, offrendo i propri, per\u00f2 alla fine non se ne fece nulla.<br \/>\n1920, ANNO DA INCORNICIARE Se il 1919 nell\u2019insieme fu un anno costellato da grosse difficolt\u00e0, il 1920 sar\u00e0 ricordato a caratteri d\u2019oro negli annali di questa societ\u00e0. Infatti la Diadora partecip\u00f2 ai suoi primi veri campionati d\u2019Italia, alla Coppa Regina Elena. A \u201cscendere in campo\u201d fu l\u2019otto con composto da Luigi Miller, Pietro Luxardo, Simeone Sofonio, Carlo Toniatti, Alfredo Toniatti e dai tre fratelli Cattalinich, Francesco, Simeone ed Antonio. A far da timoniere fu uno sportivo locale, Alfredo Mazzola del circolo Aniene. I dalmati stravinsero la regata, migliorando pure il loro tempo record stabilito nel 1911. Conclusero la gara in 7\u20198\u2019\u2019. Segui l\u2019importante regata per la Coppa di S.M. il Re. Tra i favoriti c\u2019era pure la Diadora. Dopo un\u2019ottima partenza per\u00f2 uno dei remi si ruppe e con esso sfum\u00f2 il sogno olimpico.<br \/>\nLA DISFIDA NEGATA Infatti quest\u2019ultima fu una delle prove decisive per scegliere la squadra che doveva partecipare alle Olimpiadi di Anversa. Alla luce dell\u2019incidente, prendendo in considerazioni i successi precedenti, la Commissione Tecnica volle organizzare una gara decisiva tra la Lario di Como e la Diadora. Per\u00f2 in seguito al rifiuto dei comaschi, l\u2019iniziativa di rivel\u00f2 vana e ad Anversa gli zaratini non poterono scendere in campo. Ma, come vedremo poi, l\u2019appuntamento con la medaglia fu soltanto rinviato.<br \/>\nI DALMATI BATTERONO I GIULIANI Nel 1921 la Diadora organizz\u00f2 a Zara i campionati giuliani a cui parteciparono pure le squadre dell\u2019Arupinum di Rovigno, la Pietas Julia di Pola, la Libertas di Capodistria, l\u2019Eneo di Fiume, il Nettuno e la Societ\u00e0 Ginnastica di Trieste. A imporsi furono i padroni di casa che conquistarono un secondo posto nello skiff seniores con Alfredo Toniatti, un terzo posto nella jole a due juniores e s\u2019imposero nella jole a quattro seniores (Alfredo Toniatti, Carlo Toniatti, Francesco Cattalinich, Antonio Cattalinich, timoniere Latino Galasso), nonch\u00e9 nella jole a otto seniores.<br \/>\nCAMPIONI D\u2019ITALIA Con questo successo gli zaratini acquisirono la possibilit\u00e0 di prendere parte ai campionati italiani di agosto a Como. E furono di nuovo campioni d\u2019Italia. Vinsero infatti nella gara \u201cRegina Elena\u201d, campionato di jole a otto seniores. Fu una gara anomala con soli tre equipaggi: Diadora, Itala e Lecco, i tre vincitori regionali. Per\u00f2 a imporsi furono i dalmati con il remo chiamato \u201cI pap\u00e0\u201d (come consuetudine all\u2019epoca ogni remo aveva un proprio nome). La squadra era composta da: Luigi Miller, Pietro Luxardo, Simeone Sofonio, Carlo Toniatti, Alfredo Toniatti, Simeone Cattalinich, Francesco Cattalinich, Antonio Cattalinich e il timoniere Latino Galasso. I dalmati disputarono pure la gara nel quattro fuori scalmo seniores finendo sesti, nonch\u00e9 quella in jole a quattro con timoniere juniores per la Coppa Principe di Napoli arrivando terzi. Infine disputarono la Coppa di S.M. il Re, outrigger a otto, dove finirono al terzo posto.<br \/>\nIL GLORIOSO 1922 Dopo l\u2019ottimo 1921 arriv\u00f2 un\u2019annata ancora migliore, il glorioso 1922. Ai campionati nazionali che si disputarono a Napoli, la Diadora si impone in ben due gare. Vinse sia nella jole a otto che nell\u2019outrigger a otto con lo stesso equipaggio composto da: Luigi Miller, Carlo Toniatti, Francesco Cattalinich, Simeone Sofonio, Simeone Cattalinich, Alfredo Toniatti, Antonio Cattalinich, Bruno Sorich e il timoniere Latino Galasso. Grazie a questo successo gli zaratini conquistarono la possibilit\u00e0 di partecipare ai campionati europei di Barcellona.<br \/>\nARDUA LA PARTECIPAZIONE AGLI EUROPEI Un grande onore, ma pure foriero di grandi problemi. Infatti all\u2019epoca a mandare le squadre agli europei, non era semplice sul piano finanziario; a sostenere le spese non era la Federazione, ma le singole societ\u00e0 e citt\u00e0. Per fortuna a Zara si trovarono i soldi necessari e i rematori della Diadora furono in gara agli Europei.<br \/>\nIL TITOLO CONTINENTALE SFUGGITO D\u2019UN SOFFIO E non soltanto parteciparono, ma \u201crischiarono\u201d persino di portarsi a casa il titolo europeo. Furono in testa per i primi 1.200 metri per poi cedere ai forti francesi che alla fine si imposero. Fu comunque un\u2019ottima gara, con cui venne festeggiato degnamente l\u2019esordio europeo. I giornali italiani commentarono la mancata vittoria dei dalmati, sottolineando che l\u2019equipaggio della Diadora non aveva la necessaria esperienza per affrontare con lo spirito giusto competizioni cos\u00ec dure e impegnative e che aveva risentito molto della responsabilit\u00e0 insita nella partecipazione a una regata cos\u00ec importante.<br \/>\nSUCCESSI A RIPETIZIONE Ormai per i rematori della Diadora i successi cominciavano a susseguirsi uno dopo l\u2019altro. Nel 1923 ci furono di nuovo a Como i campionato italiani. Nella gara \u201cCoppa Regina Elena\u201d la jole a otto seniores si dovette arrendere per mezza lunghezza all\u2019Eneo di Fiume, per poi vincere nella regata dell\u2019otto fuori scalmo seniores \u201cCoppa di S.M. il Re\u201d. Per gli zaratini fu il quinto successo nazionale. A imporsi furono: Luigi Miller, Carlo Toniatti, Pietro Ivanov, Francesco Cattalinich, Simeone Cattalinich, Giuseppe Crivelli, Vittorio Gljubich, Bruno Sorich con il timoniere Latino Galasso.<br \/>\nUNO STORICO TRIONFO EUROPEO Soltanto sei giorno dopo, sempre sul lago di Como, si disputarono i campionati europei. I rematori dalmati di sicuro non partirono con i favori del pronostico; tutti ritenevano che i favoriti fossero innanzitutto i francesi e poi gli svizzeri. La lotta nell\u2019otto con fu molto serrata. L\u2019equipaggio della Diadora parte fortissimo e gi\u00e0 ai 500 metri acquis\u00ec mezza lunghezza di vantaggio, ai 700 metri ebbe quasi una lunghezza di vantaggio. Per\u00f2 dopo il vantaggio si ridusse rapidamente e nei metri finali i dalmati si ritrovarono a vogare quasi in parit\u00e0 con gli svizzeri. Alla fine si imposero d\u2019un soffio e donarono a Zara uno storico trionfo europeo.<br \/>\nOLIMPIADI, UN AUTENTICO CALVARIO Di anno in anno i successi del Circolo canottieri Diadora aumentavano sempre di pi\u00f9 e diventavano sempre pi\u00f9 marcati pure a livello internazionale. Cos\u00ec nel 1924 a farsi valere fu l\u2019otto con composto da: Vittorio Gljubich, Pietro Ivanov, Simeone Cattalinich, Carlo Toniatti, Giuseppe Crivelli, Antonio Cattalinich, Francesco Cattalinich, Bruno Sorich e dal timoniere Latino Galasso. Il nome dell\u2019armo? \u201cPer finire?\u201d Un nome quasi premonitore dei successi che sarebbero seguiti. Gli zaratini parteciparono innanzitutto alla selezione preolimpica di Sesto Calende, vincendo nonostante un incidente nelle qualificazioni. Conquistarono cos\u00ec il biglietto olimpico sfuggito quattro anni prima. Per\u00f2 l\u2019inizio fu un autentico calvario. La Federazione prese una decisione strana. Invece di far rimanere l\u2019equipaggio italiano ad allenarsi a Sesto Calende o in regione con il proprio remo, decise di far tornare a casa a Zara i rematori e di portare l\u2019imbarcazione a Parigi per la gara olimpica.<br \/>\nNEL SEGNO DELL\u2019IMPROVVISAZIONE Cos\u00ec l\u2019equipaggio della Diadora fu costretto a improvvisare la preparazione a Zara con remi di fortuna, diversi dai loro e sopratutto da quello che avrebbero utilizzato a Parigi. La disastrosa organizzazione continu\u00f2 pure in Francia. Infatti anche se la preparazione finale fu a Parigi, gli allenamenti si tennero in bacini ben lontani dai luoghi dove erano alloggiati, per cui ogni giorno dovettero sobbarcarsi lunghe trasferte. Senza contare che il loro remo era ancora in viaggio, per cui erano costretti ad arrangiarsi con uno preso in prestito in loco.<br \/>\nBATTUTI I FAVORITI La prima regata olimpica fu quella nella batteria, il 16 luglio. E ad Argenteui l l\u2019otto della Diadora trionf\u00f2 nella batteria contro gli strafavoriti australiani reduci da ben quattro anni di vittorie consecutive. Il giorno dopo era in programma la finale. Al nastro di partenza, oltre all\u2019Italia, c\u2019erano gli Stati Uniti, l\u2019Inghilterra e la migliore squadra seconda classificata, il Canada.<br \/>\nL\u2019ECCEZIONALE VITTORIO GLIUBICH La gara part\u00ec in maniera ottimale per i dalmati. La Diadora, guidata dall\u2019eccezionale capovoga Vittorio Gljubich, part\u00ec fortissima e si ritrov\u00f2 subito in testa assieme all\u2019Inghilterra dopo i primi 500 metri. Ai mille metri gli zaratini erano secondi dietro ai forti statunitensi. Per\u00f2 il fatto che decise l\u2019esito della gara avvenne ai 1.200 metri. Un incidente fece perdere il ritmo agli italiani, che cos\u00ec ridussero drasticamente le remate e scesero al terzo posto. Alla fine a vincere la medaglia d\u2019oro fu l\u2019imbarcazione americana seguita dal Canada.<br \/>\nMEDAGLIA DI BRONZO Il terzo posto e la conseguente medaglia di bronzo alla fine fu appannaggio dell\u2019ottimo equipaggio zaratino! Una medaglia storica, la prima vinta nell\u2019otto con dall\u2019Italia. I media dell\u2019epoca erano tutti concordi nel sottolineare pure la grande sfortuna capitata agli italiani. Un incidente raro, ma che nella foga di ottenere un grande risultato \u00e8 sempre possibile. Tutto rilevarono che senza questo incidente alla fine l\u2019argento sarebbe stato di sicuro a portata di mano. Quello che veniva inoltre sottolineato era il fatto che l\u2019Italia aveva grazie gli zaratini il migliore equipaggio europeo e che a farne le spese erano state l\u2019Inghilterra e la formidabile Australia.<br \/>\nDILETTANTI\u2026 ALLO SBARAGLIO Quello che per\u00f2 bisogna evidenziare \u00e8 che all\u2019epoca tutti i rematori erano dilettanti, avevano impieghi regolari e si ritrovavano per remare nel tempo libero. Per partecipare alle varie regate internazionali, campionati europei e Olimpiadi, dovevano lasciare temporaneamente i propri impieghi. Cos\u00ec fu pure in questo glorioso 1924, quando si assentarono da Zara per pi\u00f9 di un mese. Al ritorno ci furono grandi festeggiamenti, ma pure la consapevolezza di dover tornare a lavorare e di dover rinunciare alle gare importanti che sarebbero seguite.<br \/>\nZURIGO, APPUNTAMENTO MANCATO Ci furono grandi pressioni da parte della Federazione affinch\u00e9 la Diadora partecipasse ai campionati europei di Zurigo del 2 agosto. Visto l\u2019ottimo successo alle Olimpiadi, l\u2019oro appariva quasi assicurato. La Federazione iscrisse l\u2019otto con zaratino alla gara, per\u00f2 alla fine i medagliati rinunciarono alla competizione.<br \/>\nMa quali fossero i retroscena di questa rinuncia e come and\u00f2 avanti la storia della Diadora, lo vedremo nella prossima puntata.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/jadran-zadar-part-2\/'>Jadran Zadar, part 2<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 369.41 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/jadran-zadar-part-2\/?wpdmdl=745&refresh=6a61a1067b4b21784783110\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 10 novembre 2012.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 di canottaggio Jadran \u00e8 soltanto l\u2019ultima delle grandi societ\u00e0 che hanno reso popolare<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1240,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"class_list":["post-291","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-jadran-zadar-history"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=291"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1785,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/291\/revisions\/1785"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=291"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=291"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=291"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}