{"id":2924,"date":"2026-02-15T10:58:23","date_gmt":"2026-02-15T09:58:23","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/?p=2924"},"modified":"2026-02-13T10:59:19","modified_gmt":"2026-02-13T09:59:19","slug":"portogruaro-la-bellezza-e-nei-dettagli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2026\/02\/15\/portogruaro-la-bellezza-e-nei-dettagli\/","title":{"rendered":"Portogruaro, la bellezza \u00e8 nei dettagli"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avete mai pensato di visitare Portogruaro? E&#8217; una di quelle citt\u00e0 che avete di sicuro sentito nominare, almeno come una delle uscite autostradali in direzione Venezia. E Portogruaro si trova proprio in provincia di Venezia e deve tanto alla citt\u00e0 lagunare. Per chi parte da Fiume ci sono circa due ore di viaggio a poco pi\u00f9 di 160 chilometri. Arrivarci e semplice. Una volta raggiunta Trieste non rimane altro che prendere l&#8217;autostrada. Si supera Palmanova e si va dritti per Venezia e a circa met\u00e0 strada si arriva all&#8217;uscita autostradale di Portogruaro.<br>Portogruaro \u00e8 una di quelle citt\u00e0 che, a prima vista, sembrano uscite direttamente da una stampa d&#8217;epoca. Troviamo eleganti case porticate, acqua che scorre lenta tra canali e rive erbose, ponti in pietra, piazze che si aprono all&#8217;improvviso tra calli e viuzze tortuose. Ma appena si comincia a conoscerla davvero, questa cittadina del Veneto orientale rivela una quantit\u00e0 sorprendente di storie, dettagli e suggestioni capaci di conquistare viaggiatori di ogni tipo. Non \u00e8 un caso che venga spesso definita la &#8220;piccola Venezia di terraferma&#8221;. E tutto questo non perch\u00e9 cerchi di imitare la Serenissima, ma perch\u00e9 possiede un carattere unico fatto di acqua, architettura medievale e una raffinata vitalit\u00e0 culturale.<br>Il cuore della citt\u00e0 \u00e8 il fiume Lemene, che l&#8217;attraversa placido e silenzioso. Senza il Lemene Portogruaro non sarebbe mai diventata quello che \u00e8 oggi, ossia prima un centro commerciale medievale e poi una cittadina dell&#8217;entroterra veneziano, un luogo di transito e scambio.<br>E proprio sulle acque del fiume si trova una delle immagini pi\u00f9 celebri e identitarie della citt\u00e0, ossia i mulini di Sant&#8217;Andrea, costruzioni che sembrano galleggiare sul Lemene, legate alla memoria produttiva del territorio. Questi mulini, ricostruiti e restaurati nel corso dei secoli, sono tra gli elementi pi\u00f9 fotografati, un simbolo di come l&#8217;acqua abbia sempre scandito la vita portogruarese. Anticamente erano alimentati dalla corrente del fiume e venivano utilizzati per macinare grano, segale e altri cereali provenienti dalla campagna circostante. Si racconta che fossero cos\u00ec importanti da essere controllati direttamente da famiglie di grande peso economico e che, in alcuni periodi, l&#8217;accesso alla macinatura fosse rigidamente regolato per evitare frodi e sovraccarichi di utilizzatori.<br>Una curiosit\u00e0 poco nota riguarda un episodio del XVII secolo. Si racconta che, durante una piena particolarmente violenta del Lemene, uno dei mulini rischi\u00f2 di trascinarsi via le passerelle circostanti. Gli abitanti, radunati in fretta, formarono una sorta di &#8220;catena umana&#8221; per salvare la struttura. L&#8217;episodio \u00e8 riportato in alcune cronache locali ed \u00e8 ricordato come una delle dimostrazioni pi\u00f9 evidenti del legame tra cittadini e fiume.<br>Passeggiando poi lungo il portico di via Martiri della Libert\u00e0 o tra i palazzi eleganti che delimitano Corso Martiri della Libert\u00e0, si coglie subito l&#8217;impronta veneziana dell&#8217;urbanistica portogruarese. Troviamo cos\u00ec archi in stile gotico, decori vari e balconcini che richiamano palazzi lagunari, ma con una propria austerit\u00e0 di terraferma. Il centro proprio invita a una camminata lenta e contemplativa che si farebbe in un borgo veneto medievale rimasto intatto nei secoli. Non mancano i palazzi importanti tra cui il Municipio ricco di ornature, \u00e8 forse il pi\u00f9 scenografico, ma ogni edificio sembra raccontare un frammento di storia, anche il pi\u00f9 piccolo.<br>Uno dei percorsi pi\u00f9 affascinanti \u00e8 quello che porta alla scoperta delle principali chiese cittadine. Il Duomo di Sant&#8217;Andrea Apostolo, costruito nel XIV secolo e un po&#8217; cambiato nel tempo, colpisce almeno per il campanile pendente, una curiosit\u00e0 architettonica spesso citata come uno dei simboli del luogo. Una leggenda narra che la pendenza non sia frutto di un errore costruttivo o di cedimenti del terreno, ma di un intervento divino. Si dice che il campanile, secondo la tradizione popolare, si sarebbe piegato spontaneamente per salutare il passaggio delle reliquie di un santo, o per evitare di sovrastare la statua della Madonna collocata nelle vicinanze. Come tutte le leggende, \u00e8 una storia suggestiva e impossibile da verificare, ma resta viva nell&#8217;immaginario collettivo. Dentro il Duomo si trovano opere di pregio che testimoniano la lunga presenza di botteghe artistiche di influenza veneziana.<br>Un&#8217;altra chiesa particolarmente interessante \u00e8 la Chiesa di San Giovanni, situata nel quartiere che un tempo costituiva uno dei borghi fortificati della citt\u00e0 medievale. Nonostante le dimensioni pi\u00f9 contenute, custodisce affreschi e dettagli architettonici che meritano una visita attenta.<br>Eppure, oltre all&#8217;acqua del Lemene, c&#8217;\u00e8 un altro elemento che racconta molto della storia idraulica del territorio, ossia l&#8217;ingegnoso sistema di bonifica e controllo delle acque. Uno dei percorsi pi\u00f9 originali per conoscere questo lato meno noto della citt\u00e0 \u00e8 il giro dell&#8217;idrovora, un itinerario che porta a scoprire l&#8217;antica idrovora cittadina, testimonianza del lavoro secolare per sottrarre terre fertili all&#8217;acqua e mantenerle coltivabili. Per gli amanti dell&#8217;archeologia industriale qua possono trovare di tutto, ossia turbine, pompe, strutture metalliche, il tutto di grandi dimensione e ottime da vedere.<br>La presenza sul territorio di uno dei cantieri navali pi\u00f9 longevi al mondo \u00e8 uno degli elementi pi\u00f9 sorprendenti della storia portogruarese. Sebbene la maggior parte delle persone associ i cantieri navali alla costa, Portogruaro ospita una tradizione secolare legata alla costruzione di barche fluviali e lagunari. Questa tradizione si deve alla posizione strategica della citt\u00e0, vicina alla laguna di Caorle e al sistema idrico che collega le vie d&#8217;acqua interne al mare.<br>Il cantiere attivo fino al 2025 \u00e8 un luogo affascinante. A differenza dei moderni cantieri industriali, qui il legno \u00e8 stato il protagonista indiscusso. Come leggiamo, qui, scafi, ordinate, pontature e fiancate venivano lavorate con tecniche antiche, basate sull&#8217;esperienza manuale. In una tradizione di ben sei secoli.<br>Non mancano aneddoti curiosi. Uno dei pi\u00f9 noti racconta che, nel Settecento, una piccola imbarcazione costruita qui fin\u00ec nelle mani di un mercante veneziano che la utilizz\u00f2 come barca da trasporto per merci leggere. Dopo anni di servizio, la barca si ritrov\u00f2 incredibilmente a viaggiare fino alla Grecia, dove attir\u00f2 l&#8217;attenzione di alcuni artigiani locali. Pare che questi ultimi ne riprodussero fedelmente le forme, diffondendo cos\u00ec un modello portogruarese anche nel Mediterraneo orientale.<br>Portogruaro, per\u00f2, non \u00e8 solo storia e tradizione. E&#8217; anche una citt\u00e0 vivace, ricca di eventi e di iniziative culturali, dove teatri, biblioteche e musei mantengono vivo un rapporto costante con la comunit\u00e0. Tra i luoghi culturali pi\u00f9 significativi c&#8217;\u00e8 il Museo Nazionale Concordiese, che conserva reperti archeologici provenienti dalla vicina Concordia Sagittaria, antica colonia romana. Anche questo museo, sebbene non si trovi nel cuore del nostro reportage, ha un valore importante per capire quanto il territorio fosse centrale gi\u00e0 in epoca antica.<br>Tra gli itinerari pi\u00f9 affascinanti della citt\u00e0 c&#8217;\u00e8 quello che porta il visitatore dalla Porta di San Gottardo fino al centro storico. Questa antica porta d&#8217;accesso rappresenta uno dei punti simbolici del vecchio sistema difensivo. Anche se oggi la citt\u00e0 appare pacifica e accogliente, non bisogna dimenticare che in passato era un luogo strategico, spesso coinvolto in questioni commerciali e territoriali delicate.<br>Il percorso conduce verso i portici storici, dove \u00e8 possibile osservare archi di diverse epoche, decorazioni in cotto, stemmi nobiliari, antiche botteghe e case signorili. In alcune facciate si possono ancora vedere le antiche &#8220;buche pontaie&#8221;, fori utilizzati per sostenere le travi delle impalcature durante la costruzione. Sono dettagli che parlano di una citt\u00e0 che, pur essendo raffinata, \u00e8 stata costruita con una logica pratica e mercantile.<br>Ci sono poi particolari curiosi e inaspettati. Cos\u00ec troviamo la cosiddetta &#8220;Pietra delle Misure&#8221;, un antico strumento scolpito in pietra che veniva utilizzato per garantire la correttezza delle unit\u00e0 di misura nelle contrattazioni commerciali medievali. Era un modo per evitare imbrogli nei mercati pubblici ed \u00e8 un oggetto prezioso per capire la vita quotidiana dell&#8217;epoca.<br>Dopo aver attraversato mulini, chiese, cantieri navali e idrovore, \u00e8 tempo di soffermarsi sulla vita quotidiana. Oggi passeggiare lungo il Lemene \u00e8 un&#8217;esperienza che ogni visitatore dovrebbe fare. Il fiume attraversa la citt\u00e0 con una gentilezza particolare. E&#8217; lento, quasi immobile in certi tratti. \u00c8 il narratore silenzioso della storia portogruarese.<br>Ci sono anche storie curiose legate al fiume. Una delle pi\u00f9 famose riguarda il &#8220;pesce d&#8217;oro del Lemene&#8221;, una leggenda diffusa tra gli abitanti pi\u00f9 anziani. Si dice che, se si osserva l&#8217;acqua al crepuscolo del solstizio d&#8217;estate, possa apparire un piccolo bagliore dorato che guizza tra i riflessi delle lastre di pietra. Secondo la leggenda, chi dovesse riuscire a vedere il bagliore avr\u00e0 fortuna e protezione per tutto l&#8217;anno successivo. La storia, ovviamente, non ha fondamento concreto, ma testimonia il legame spirituale e immaginifico tra il fiume e i suoi abitanti.<br>Il centro storico di Portogruaro come abbiamo visto \u00e8 un intreccio di portici, calli, cortili nascosti e antiche botteghe che raccontano secoli di vita mercantile. Le vie porticate avevano una duplice funzione, ossia di proteggere dalla pioggia e dal sole i passanti e le merci, e allo stesso tempo creare una continuit\u00e0 spaziale perfetta per la vita urbana.<br>Una delle zone pi\u00f9 interessanti \u00e8 quella delle antiche Beccherie, l&#8217;area in cui un tempo si concentravano le botteghe dei macellai. Oggi le beccherie sono scomparse, ma il nome del luogo rimane e porta con s\u00e9 un intero mondo fatto di profumi, grida, commerci e regole rigidissime. Nel Medioevo, infatti, la macellazione era soggetta a controlli molto severi, e i beccai erano tenuti a rispettare orari, modalit\u00e0 di esposizione della carne e criteri di pulizia considerati all&#8217;avanguardia per l&#8217;epoca.<br>Portogruaro, insomma, non \u00e8 una meta turistica da &#8220;spuntare&#8221; rapidamente. \u00c8 un luogo che si assapora, che si ascolta. I mulini sul Lemene, le chiese antiche, il cantiere navale pi\u00f9 longevo, il giro dell&#8217;idrovora, i portici gotici e le piazze eleganti sono solo il punto di partenza.<br>La sua bellezza \u00e8 fatta di dettagli. E qui troviamo il rumore del fiume che scorre sotto le ruote dei mulini, l&#8217;ombra dei portici nelle giornate estive, il suono di una bicicletta che attraversa il centro, l&#8217;odore del legno nel cantiere navale, le leggende sussurrate vicino alle rive, i riflessi dorati del tramonto sul Municipio.<br>Portogruaro \u00e8 una citt\u00e0 che conquista senza clamore, e proprio per questo rimane impressa. Chi la visita una volta spesso ci ritorna, attratto da un equilibrio raro tra storia, natura, cultura e mistero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/span><\/strong><\/p>\n\n\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/portogruaro-reportage\/'>Portogruaro reportage<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 516.31 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/portogruaro-reportage\/?wpdmdl=2923&refresh=6a29510f918651781092623\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pubblicato su Panorama il 15 febbraio 2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avete mai pensato di visitare Portogruaro? 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