{"id":293,"date":"2014-04-15T16:06:36","date_gmt":"2014-04-15T16:06:36","guid":{"rendered":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/diadora-nel-dopoguerra-la-grande-rinascita-in-esilio-4-e-continua\/"},"modified":"2023-11-25T09:02:40","modified_gmt":"2023-11-25T08:02:40","slug":"diadora-nel-dopoguerra-la-grande-rinascita-in-esilio-4-e-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/2014\/04\/15\/diadora-nel-dopoguerra-la-grande-rinascita-in-esilio-4-e-continua\/","title":{"rendered":"Diadora, nel dopoguerra la grande rinascita in esilio (4 e continua)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" style=\"float: left; border: 0; margin: 10px;\" src=\"images\/badge\/rowing-jadranzadar.jpg\" alt=\"\" align=\"left\" border=\"0\" \/>Dicono che la conquista di una medaglia olimpica porti agli sportivi tanta gloria, ma pure tanta voglia di ripetersi, e se possibile di dare di pi\u00f9. Nel caso del glorioso otto con della Diadora, la medaglia di bronzo di Parigi del 1924 fu sicuramente uno sprone a dare di pi\u00f9 in questo sport, che aveva gi\u00e0 dato loro tanto. Per\u00f2 il lungo viaggio verso la medaglia contribu\u00ec sicuramente a far maturare l\u2019equipaggio dalmata e a risvegliare la consapevolezza che il canottaggio, soprattutto a quell\u2019epoca, era soltanto un divertimento e nulla pi\u00f9. Un divertimento a proprie spese. Per cui se si voleva fare qualcosa nella vita, se c\u2019era l\u2019esigenza di sbarcare il lunario &#8211; e indubbiamente c\u2019era &#8211; questo divertimento bisognava purtroppo metterlo in secondo piano. Questa fu sicuramente per i campioni zaratini una decisione molto difficile.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>FARE DI NECESSIT\u00c0 VIRT\u00d9 Ma non c\u2019erano vie di scampo; bisognava adattarsi alla situazione e fare di necessit\u00e0 virt\u00f9. Magari all\u2019inizio l\u2019idea era quella di farsi da parte e accantonare i remi solamente per un\u2019estate. In altre parole prendersi una pausa per poi magari continuare sulla strada seguita in precedenza. Per\u00f2 non fu cos\u00ec. Per i campioni zaratini la pausa forzata segn\u00f2 la fine di una grande serie di successi conseguiti dai livelli regionali a quelli nazionali e internazionali. Per\u00f2 fu pure il segnale dell\u2019inizio del declino della societ\u00e0, ovvero della Diadora, che fino a quel momento aveva conseguito successi entusiasmanti. A dire il vero, dopo quel ritiro imposto da cause di forza maggiore, la societ\u00e0 prosegu\u00ec con la sua attivit\u00e0 nel corso degli anni. Ci furono delle regate, non manc\u00f2 pure qualche timido successo a livelli pi\u00f9 bassi, ma nell\u2019insieme poca cosa. Purtroppo la Diadora non fu mai pi\u00f9 quella dell\u2019inizio degli anni \u201820.<br \/>\nUN LUNGO DECLINO Il declino dur\u00f2 fino alla fine del percorso della societ\u00e0, ossia fino a quando la citt\u00e0 di Zara rimase parte integrante del Regno d\u2019Italia. Nel 1940o ci furono le ultime regate. Poi arrivarono la Seconda guerra mondiale e il cambio di regime, nonch\u00e9 di Stato. Ebbe inizio l\u2019epoca della Jugoslavia socialista. A Zara torn\u00f2 di nuovo di \u201cmoda\u201d la Jadran, e per la Diadora ci fu l\u2019esilio. O meglio la societ\u00e0 fu chiusa come tantissime altre create durante il periodo italiano. Per\u00f2 al contrario di parecchie altre, la Diadora continu\u00f2 a vivere; la pausa forzata degli anni \u201840 non segn\u00f2 la fine. Infatti la societ\u00e0 poi fu ricostruita, naturalmente in Italia.<br \/>\n9 LUGLIO 1961 Il giorno del ritorno in auge fu la domenica del 9 luglio 1961. La rinascita ebbe luogo ad Ancona, nelle Marche. Gli zaratini in esilio furono ospiti del glorioso Circolo Canottieri \u201cStamura\u201d. Fu in questa occasione che la Diadora per la prima volta fece la sua comparsa ufficiale in mare dopo l\u2019esodo. E fu una&#8230; signora uscita. Infatti con indosso le tradizioni maglie e con i colori sociali, gli zaratini scesero in mare con una jole a otto proprio nel luogo del loro primo grande successo. A fare parte di quella compagine furono: Simone Cattalinich, anni 72, con la maglia delle Olimpiadi del 1924; Antonio Cattalinich, anni 68; Nicol\u00f2 Ledwinka, anni 62; Giulio Colombani, anni 56; Nerino Rismondo, anni 52; Silvio Fattovich, anni 50; Paolo Willenik, anni 48; Paolo Radovani, anni 42, e il timoniere Bruno Politeo, anni 41.<br \/>\nGRANDI EMOZIONI Vedere questo equipaggio scendere in mare fece una grande impressione e risvegli\u00f2 tante emozioni. Suscit\u00f2, oltre alla commozione, pure tanta ammirazione. Era questo il ritorno sulla scena pubblica di una glorioso societ\u00e0, con una parte dei gloriosi canottieri che avevano portato a Zara la prima medaglia olimpica.<br \/>\nARRIVA LA RIFONDAZIONE Quella di Ancona, naturalmente, non fu una gara contro il tempo, fu soltanto il preludio di quello che segu\u00ec. Infatti questo fu il primo passo verso la ricostituzione, o meglio la rifondazione della Diadora, stavolta in esilio. Dopo un anno, e precisamente il 30 marzo 1962, al Lido di Venezia venne convocata l\u2019Assemblea, che sanc\u00ec la ricostituzione del Circolo Canottieri \u201cDiadora\u201d. Fu questo kil momento della rinascita: si concretizzava la prosecuzione della storia della gloriosa societ\u00e0 di Zara, in quanto il Circolo veniva appunto ricostituito, non fondato. E questo grazie all\u2019entusiasmo e all\u2019amicizia che legava alcuni canottieri veneziani ad alcuni di Zara, tra cui il grande campione europeo Luigi Miller che fu il primo presidente del Circolo al Lido di Venezia. Attorno a lui si strinsero Ulisse Donati, Antonio Testa, Arrigo Zink e Silvio Fattovich. Con il primo parco imbarcazioni, disponibile grazie alla generosit\u00e0 delle societ\u00e0 cittadine consorelle, si crearono le premesse per il riavvio dell\u2019attivit\u00e0 formativa e sportiva dei giovani, che port\u00f2 nuovamente la Diadora sui campi di regata.<br \/>\nL\u2019USCITA CANAL GRANDE Per celebrare la risorta Diadora, il 29 settembre 1962, ospiti della vecchia fraterna societ\u00e0 Querini, ci fu l\u2019uscita generale in mare. Con i colori della Diadora sul Canal Grande sfilarono due jole a otto, quattro jole a quattro. E su una \u201cmonotopo\u201d il gagliardetto sociale.<br \/>\nL\u2019equipaggio della prima jole era composto da Luigi Miller, campione d\u2019Europa e d\u2019Italia; da Antonio Cattalinich, \u2018el bomba\u2019 olimpionico, campione europeo ed italiano; dal prof. Arrigo Zink, giunto appositamente da Roma; da Giulio Colombani, Antonio Perasti, Italo Benevenia, Bruno Politeo e Silvio Fattovich.<br \/>\nLa seconda jole a otto aveva l\u2019armo composto da Giuseppe Krekich, Giancarlo Mel, Angelo Navarro, Luigi Testa detto \u201cBinghe\u201d, Giorgio Benevenia, Roberto Benevenia, Dario Zohar, nonch\u00e9 da un altro componente il cui nome non \u00e8 stato registrato.<br \/>\nNella prima delle jole a quattro c\u2019erano: Ulisse Donati, Carlo Steinbach, Nerino Rismondo, Ausonio Alacevich. La seconda jole presentava al nastro di partenza: Remo Leinweber, Italo Trigari, Paolo Radovani, Paolo Willenik. La terza jole era formata da: Guerrino Rosbowky, Leo Casolin, Bruno Buttara, Vladimiro Fekeza. E la quarta jole era composta da: Leo Detoni, Andrea Zerauschek, Francesco Cettineo, Gianni Festini<br \/>\nSTELLA D\u2019ARGENTO E STELLA D\u2019ORO La societ\u00e0 \u00e8 ancora attivissima e negli anni ha ricevuto quale riconoscimento di questa attivit\u00e0 dal Coni la Stella d\u2019argento e la Stella d\u2019oro al Merito Sportivo. Oggi le attivit\u00e0 sono concentrate nella promozione del settore giovanile. Nella promozione di questo sport che parte proprio dai giovanissimi e nell\u2019ambito del quale ancor oggi la societ\u00e0 continua a mietere successi. Oggi si fregia del nome di Circolo Canottieri Diadora &#8211; Venezia Lido, ma la storia rimane quella gloriosa dalmata, che ebbe i suoi inizi proprio a Zara.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Per vedere l&#8217;intero articolo, versione PDF<\/strong><\/span><br \/>\n<div class='w3eden'><!-- WPDM Link Template: Default Template -->\n\n<div class=\"link-template-default card mb-2\">\n    <div class=\"card-body\">\n        <div class=\"media\">\n            <div class=\"mr-3 img-48\"><img decoding=\"async\" class=\"wpdm_icon\" alt=\"Icon\" src=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-content\/plugins\/download-manager\/assets\/file-type-icons\/pdf.svg\" \/><\/div>\n            <div class=\"media-body\">\n                <h3 class=\"package-title\"><a href='https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/jadran-zadar-part-4\/'>Jadran Zadar, part 4<\/a><\/h3>\n                <div class=\"text-muted text-small\"><i class=\"fas fa-copy\"><\/i> 1 file(s) <i class=\"fas fa-hdd ml-3\"><\/i> 345.40 KB<\/div>\n            <\/div>\n            <div class=\"ml-3\">\n                <a class='wpdm-download-link download-on-click btn btn-primary ' rel='nofollow' href='#' data-downloadurl=\"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/download\/jadran-zadar-part-4\/?wpdmdl=747&refresh=6a61a2f1877291784783601\">Download<\/a>\n            <\/div>\n        <\/div>\n    <\/div>\n<\/div>\n\n<\/div><\/p>\n<p>Pubblicato sull&#8217;inserto Inpi\u00f9 Dalmazia del La voce del popolo il 12 gennaio 2013.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dicono che la conquista di una medaglia olimpica porti agli sportivi tanta gloria, ma pure<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1244,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[47],"tags":[],"class_list":["post-293","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-jadran-zadar-history"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=293"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1787,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions\/1787"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1244"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/kramarsic.com\/igor4\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}